La Villa Cusani-Traversi-Tittoni a Desio

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Desio, toponimo che deriva forse da Zeus –Deus, può senz’altro rappresentare un’altra tappa del Petit tour tra Brianza e Alto Milanese descritto nell’ articolo https://www.corrierebit.com/un-petit-tour-tra-brianza-e-alto-milanese/ e aggiungersi quindi a Monza, Saronno e Ceriano Laghetto, lungo la tratta ferroviaria S9 di Trenord.

La meta è davvero interessante e forse poco nota: si tratta della bellissima Villa Cusani – Traversi – Tittoni, o più semplicemente, Villa Tittoni. Appartiene al cosiddetto Sistema delle Ville Gentilizie Lombarde, fondato nel 2010 col patrocinio della Fondazione Cariplo per valorizzare e tutelare il prezioso patrimonio culturale rappresentato dalle numerose “ville di delizia”, risalenti per lo più al periodo compreso tra il XVI e il XIX secolo, che costellano il territorio regionale.

La villa è considerata una delle più monumentali dimore patrizie della Brianza. Si trova in via Lampugnani 62, a una decina di minuti a piedi dalla stazione di Desio.

L’edificio ha una storia piuttosto complessa, che merita di essere conosciuta. Vari passaggi di proprietà spiegano ovviamente la denominazione “a tre cognomi” della villa, la cui storia si può riassumere in tre “epoche”: “Cusani” dal 1651 al 1817, “Traversi” dal 1817 al 1900, “Tittoni” (1900-1945).

Nel XVI secolo i conti di Rho, che erano succeduti ai Visconti nel 1429 come proprietari-feudatari del borgo di Desio, fino al passaggio ai Malaspina, avevano in loco numerosi possedimenti, tra i quali una villa di campagna. Questa fu confiscata nel 1651 dalla Regia Camera milanese e quindi ceduta al marchese Ottavio Cusani, che voleva farne un luogo di villeggiatura per la famiglia, già proprietaria di uno splendido palazzo a Milano, in via Brera. Furono in seguito acquistati anche terreni e immobili nelle vicinanze.

Nel 1774 il marchese Ferdinando Cusani ottenne il permesso arcivescovile per la costruzione di una cappella privata e due anni dopo incaricò l’architetto Giuseppe Piermarini (1734-1808) di riedificare la facciata della villa. Piermarini, originario di Foligno, allievo di Vanvitelli, era già all’epoca della committenza Imperial Regio Architetto e Ispettore delle Fabbriche di tutta la Lombardia. In quel periodo era impegnato a rinnovare l’Università di Pavia, nonché a costruire la magnifica Villa Reale di Monza, su incarico dell’arciduca Ferdinando d’Asburgo, ma anche il prestigioso Teatro alla Scala (che fu inaugurato il 3 agosto 1778 come Nuovo Teatro Grande alla Scala), e altre ville e palazzi nobiliari. I lavori per la “facciata verso Desio” si conclusero nel 1779. Nel frattempo, nel 1777, era stata acquisita anche la struttura di un antico convento francescano soppresso.

La villa fu quindi modificata in stile neoclassico, in uno splendido, davvero straordinario, equilibrio compositivo. Il parco fu affidato al giardiniere Antonio Villoresi, che lo modellò “all’inglese”, e all’architetto Giuseppe Zanoia: interventi importanti lo arricchirono di padiglioni, tempietti, grotte, fontane, e perfino di un grande lago artificiale alimentato da un complesso sistema idraulico. Di tutte queste opere purtroppo non vi è quasi più traccia, anche perché i giardini attuali sono molto ridimensionati rispetto a quelli settecenteschi (è rimasto solo il settore meridionale). Resta, di fronte alla villa, la superstite Fontana del Nettuno, attualmente in restauro.

Nel 1785 furono accolti alla villa il Re di Napoli e la moglie, che arrivarono con un maestoso corteo di sette carrozze trainate da sei cavalli, seguite da quattro carrozze con tiri a quattro cavalli.

Nel 1817 il marchese Luigi Cusani, primogenito di Ferdinando (morto nel 1815), oberato da debiti di gioco, fu costretto a vendere sia il Palazzo di via Brera, al governo austriaco, che la villa di Desio. Quest’ultima fu acquistata dal suo maggior creditore, l’avvocato e possidente Giovanni Battista Traversi (detto Il Traversone), spregiudicato finanziere legato alla politica.

Nello stesso anno il facoltoso avvocato divenne pure proprietario del Palazzo Anguissola di Milano, sulla Corsia del Giardino (denominata poi via Manzoni), ora sede delle Gallerie d’Italia. Amante della musica – possedette un palco alla Scala dal 1813 al 1854, anno della sua morte – ospitò nella villa Vincenzo Bellini ai tempi de La Straniera (1828-29). Traversi acquisterà anche, nel 1836, a Meda, una splendida villa trasformata da Leopold Pollack in un altro capolavoro neoclassico, che inglobava un antico ex monastero medioevale, ossia l’attuale Villa Antona Traversi.

Dal 1834 furono affidati all’architetto bolognese Pelagio Palagi (1775-1860) lavori di trasformazione della villa; furono abbattute le ali che rendevano “a U” la costruzione e si eressero nuove strutture; si innalzò la magnifica cancellata in ghisa decorata da statue in marmo di Carrara.

La torre Palagi, neogotica (1835-1836), annessa al convento francescano, aveva funzione museale, per accogliere le preziose collezioni già iniziate dai Cusani. È stata separata dal parco, venduta a privati e restaurata nel 1972 dal proprietario di allora, Pio Mariani – deceduto nel 1983 – che vi creò un interessante museo mineralogico con annesso negozio per la vendita di cristalli, gemme, gioielli, fossili (La Miniera di Pio Mariani). Attualmente è il figlio Dario a gestire tutta l’attività. Vi si accede da via Roma.

L’avvocato Traversi non ebbe figli e, per disposizione testamentaria, tutti i suoi beni (compreso il palco alla Scala!) passarono al figlio della sorella Margherita, Giovanni Pietro Antona Cordara. Forse per ragioni di successione o per onorare la memoria dello zio, il nipote sostituì poi, nel 1856, a Cordara il cognome Traversi. Costui ebbe una vita piuttosto avventurosa: conobbe Mazzini e Garibaldi, partecipò come volontario alla II Guerra d’Indipendenza nel 1859, divenne deputato, nei banchi della sinistra, del Parlamento italiano. Riuscì ad ultimare i lavori rimasti incompiuti e ad allargare il giardino.

Alla sua morte, nel 1900, l’erede fu un nipote ancora bambino, Antonio, figlio della figlia Bice, maritata con Tommaso Tittoni (1855-1931), che fu deputato e poi senatore del Regno d’Italia, e anche Presidente del Consiglio nel 1905 e Ministro degli Esteri.

Fu quindi il padre di Antonio a far intervenire l’architetto Luca Beltrami, tra il 1900 e il 1906, per completare lo scalone monumentale che porta al piano superiore. La villa trovò nuovo splendore e fu sede di importanti convegni diplomatici, nonché meta di visite dei reali d’Italia e di governanti di altri Paesi.

In una nicchia dello scalone d’onore si trova il busto marmoreo di Tommaso Tittoni, opera dello scultore Luigi Secchi (1853-1921). Passeggiando nel parco s’incontra il monumento funerario di Antona Traversi, a forma di edicola sovrastante un arco, realizzato su progetto del Beltrami nel 1903: era in realtà in un’altra posizione, sopra una piccola roggia oggi scomparsa, e fu spostato all’inizio degli anni ‘70.

Purtroppo nel primo dopoguerra la villa, di fatto abbandonata, fu depredata dei suoi arredi e in parte subì danni e distruzioni, finché il Comune di Milano non intervenne acquisendo pezzi preziosi, che furono così salvati ed esposti poi nei musei della città.

Nel 1945 l’edificio fu donato ai Missionari Saveriani che lo trasformarono in un Seminario, contribuendo purtroppo, nei trent’anni successivi, a un grave degrado della struttura. Il parco fu acquisito dal Comune di Desio nel 1952, per renderlo pubblico; nel 1975 la villa passò a essere di proprietà comunale, il che ha consentito opere di restauro e di valorizzazione.

È sede anche della Biblioteca e ospita il Museo Scalvini, mostra permanente, a ingresso gratuito, di opere dello scultore milanese Giuseppe Scalvini (1908-2003), da lui donate al Comune nel 1999.

Trentasei sculture e sedici disegni a carboncino si possono ammirare in alcune sale al primo piano (aperto dal venerdì alla domenica).

Altre sale ospitano mostre temporanee: fino al 16 maggio sono esposti disegni, dipinti e sculture in bronzo delle artiste Francesca Petrarca e Margit Upazzoli (“In equilibrio- Dal momento al ricordo”).

La visita alle bellissime stanze del pianterreno sono solo guidate; durano circa 1 ora, al costo di 5 euro, in genere il sabato e la domenica. https://villatittoni.it/events/categories/visite-guidate/

Dal 22 maggio al 6 settembre 2026 si svolgerà il Parco Tittoni Festival, con un centinaio di eventi : concerti, spettacoli, incontri, feste a tema. https://www.parcotittoni.it/info/

Un’ottima occasione per una visita!

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