A Novara e provincia è in corso un lungo periodo, cominciato già lo scorso anno, di celebrazione dei 460 anni dalla fondazione e dei trent’anni dalla ricostituzione della Cappella della Cattedrale di Novara, con un imponente programma di concerti in varie chiese della diocesi.
Diamo qualche doverosa informazione su questa Cappella musicale: istituita nel 1564, venne sciolta nel 1979, per poi essere ricostituita nel 1995. Nella sua lunga storia è stata spesso guidata da Maestri di fama, tra cui ricordiamo in particolare S. Mercadante, che ricoprì l’incarico di Maestro della Cappella del Duomo novarese tra 1833 e 1840. Attualmente diretta dal Maestro Paolo Monticelli, la Cappella, oltre al coro di voci adulte, conta su un coro di voci bianche. I Piccoli Cantori, su un’orchestra di una trentina di elementi, l’Orchestra Giovanile Novarese, nonché su una scuola, l’Istituto della Cappella Musicale del Duomo, cui sono attualmente iscritti ben 120 allievi. Il concerto che recensiamo si è tenuto il 15/05 nella deliziosa chiesetta romanica novarese di Ognissanti ed è stato interamente dedicato alla Missa Papae Marcelli di Giovanni Pierluigi da Palestrina (1526-1594), di cui cade quest’anno il cinquecentesimo anniversario della nascita. A questa Messa, composta verosimilmente nel 1562, arrise un’immensa fortuna nella storia della liturgia cattolica: fu infatti la Messa che per secoli accompagnò l’intronizzazione dei Pontefici, fino a Giovanni XXIII nel 1958. È una messa ‘A cappella’, cioè per sole voci di coro e solisti, senza alcun accompagnamento strumentale: i solisti erano Sofia Bevilacqua, Marina Tornaghi, Gabriele Grassi e Kingsley Mandrino, diretti, con il Coro, dal Maestro Monticelli.L’esecuzione della Cappella Musicale di Novara si è distinta per una perfetta intonazione e una limpida trasparenza del contrappunto, sia libero, sia imitativo e in generale per la capacità di creare sulla trama delle voci le rigorose architetture dinamiche della musica del grande Maestro rinascimentale, grazie ad una sonorità acusticamente perfetta, con accordi privi di ‘battimenti ‘e un controllo calibratissimo del vibrato, su cui le linee melodiche del contrappunto scorrono con nitidezza piena. Ricordiamo che la musica di Palestrina nasce nel contesto culturale del Concilio di Trento e della Controriforma cattolica, che intervienecon innovazioni fondamentali anche nel campo della musica sacra, in particolare imponendo che anche nel canto polifonico le parole siano percepite in modo chiaro e comprensibiledall’ascoltatore: anche nell’osservanza di questo dettame la musica di Palestrina, nell’interpretazione della Cappella della cattedrale di Novara, brilla per la pronuncia sempre rispettosa dell’accento naturale del testo, con ammirevole chiarezza musicale e con frasi, generalmente ampie, espesso concatenatein una struttura imitativa influenzata dallo stile polifonico di Josquin Desprez, che conservano un suggestivo flusso sonoro continuo, con un perfetto ingranarsi ‘ a catena’ della sovrapposizione delle respirazioni delle singole voci.
Colpisce l’ascoltatore anche l’intensità espressiva propria dell’interpretazione di questo ensemble vocale che si realizza con una musica naturalmente ancora ignara dei crescendo e diminuendo di un’età successiva, ma che riesce egualmente a conferire alle frasi una carica di potente suggestione, per mezzo di un moto melodico, in genere diatonico, in cui si avvicendano continuamente moti ascendenti verso l’acuto, di forte tensione, e moti discendenti nei quali tale tensione si viene distendendo e placando. L’eccellenza dell’esecuzione è già apparsa nel Kyrie I, classico brano imitativo, reso stupendamente fluido dalle entrate calibrate delle voci, che creavano un tessuto sonoro morbido e solenne. Uno dei momenti più alti dell’interpretazione della Cappella Ducale è stato il Crucifixus, sezione centrale del Credo, in cui le messe di voce dei solisti e il finissimo legato del coro evocavano con grande intensità espressiva un senso di intima e dolente prostrazione, prima dell’esplosione luminosa dell’Et resurrexit. Ma anche nelle ultime due parti dell’Ordinarium missae, la forza interpretativa di questo ensemble di musica sacra ha toccato risultati di grande intensità: nel Sanctus, e in particolare nella sezione delBenedictus, la trasparenza che ha tradotto in pura luce armonica il contrappunto fitto e fluttuante ha conferito vertigine metafisica alle lunghe linee melodiche che evocano la lode angelica; l’ intreccio imitativo disteso e implorante dell’Agnus Dei I eil canone rigorosodell’Agnus Dei II nel canto della Cappella Musicale di Novara hanno creato un muro di suono calmo, immenso e catartico. La Cappella Del Duomo di Novara ha mostrato una raffinata sensibilità per questa caratteristica peculiare dello stile del grande Maestro romano, creando un’atmosfera musicale tra Rigore e Trascendenza, altamente suggestiva ed emotivamente coinvolgente per gli ascoltatori che hanno applaudito alla conclusione della Missa Papae Marcelli, con un applausoche, era un ringraziamento rivolto al coro e ai solisti della Cappella, per l’intensa esperienza spirituale evocata con la loro bravura.