Attraverso il Novecento italiano: Antonella Bini e Gabriele Rota all’Atelier Musicale

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La musica italiana del Novecento è stata protagonista del nuovo appuntamento dell’Atelier Musicale, la rassegna organizzata dall’Associazione culturale Secondo Maggio, che ha ospitato ieri pomeriggio all’Auditorium G. Di Vittorio della Camera del Lavoro di Milano la flautista Antonella Bini e il pianista Gabriele Rota.

Il concerto, intitolato Attraverso il Novecento italiano, ha proposto un percorso strumentale di cinque compositori caratterizzanti il Novecento italiano, mettendo a confronto linguaggi e sensibilità differenti nell’arco di quasi sessant’anni di storia musicale.
Il programma si è aperto con la Sonatina da concerto per flauto e pianoforte di Bruno Bettinelli (1945), articolata nei tre movimenti Allegretto sereno, Recitativo arioso e Rondò: Allegro vivo. È seguita la Toccata per pianoforte solo di Goffredo Petrassi, composta nel 1933, pagina che ha affidato alla tastiera il compito di esprimere autonomamente le tensioni e le risorse del linguaggio pianistico del compositore.
Con la Berceuse per flauto e pianoforte di Vittorio Fellegara (1980), il percorso si è spostato verso una scrittura più tarda, mentre Cielo op. 29 per flauto solo di Flavio Testi, del 1974, ha offerto un momento affidato interamente alla voce dello strumento, senza il sostegno del pianoforte.
A concludere l’impaginato è stata la Sonata per flauto e pianoforte op. 38 di Mario Pilati, composta nel 1926 e suddivisa nei tre movimenti Allegro moderato, Lento e sostenuto e Lievemente mosso. Una pagina che ha riportato l’ascolto agli anni Venti del secolo scorso, completando un itinerario nel quale la musica da camera ha dialogato con la scrittura solistica. Ottimo il bis con un breve e folcloristico Bartók.
Le ottime interpretazioni dei protagonisti, con il flauto della Bini di grande scorrevolezza e ricchezza coloristica, ben coadiuvato dal pianoforte di Rota, efficace e attento ai dettagli, ci hanno permesso di ascoltare brani di rara esecuzione e di ottima qualità compositiva. Un concerto con meritati applausi in sala per una proposta che si inserisce nella vocazione dell’Atelier Musicale a esplorare repertori meno frequentati, offrendo al pubblico occasioni di ascolto e di approfondimento certamente valide.