Alexandra Dovgan ed Emmanuel Tjeknavorian inaugurano la Stagione dell’Orchestra Sinfonica di Milano

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È stata la giovane pianista Alexandra Dovgan, quest’anno artista in residenza dell’Orchestra Sinfonica di Milano, insieme al direttore Emmanuel Tjeknavorian, a inaugurare la nuova Stagione sinfonica dell’orchestra milanese. Al centro della prima parte del concerto il celebre Concerto n. 1 in Si bemolle minore op. 23 di Čajkovskij, seguito, nella seconda parte, da due pagine di Aram Chačaturjan tratte dal balletto Spartacus e dalla Sinfonia n. 9 di Dmitrij Šostakovič.

L’esecuzione del Concerto di Čajkovskij si è caratterizzata per la direzione molto decisa di Tjeknavorian e per la determinazione della giovane pianista, che ha affrontato le parti più virtuosistiche con un taglio quasi graffiante. Impressionante la facilità interpretativa della Dovgan, capace di affrontare con passione e sicurezza anche la difficile serie di rapidissime ottave, superando le insidie tecniche della partitura con una naturalezza sorprendente.
Al termine, la diciannovenne ha concesso un bis solistico particolarmente apprezzato: il Notturno op. 10 n. 1 di Čajkovskij, eseguito in modo raccolto e riflessivo, in netto contrasto con l’energia del Concerto appena ascoltato.
Nella seconda parte della serata sono tornati protagonisti gli autori russi, con due composizioni di Chačaturjan tratte da Spartacus: l’Adagio di Spartaco e Frigia e la Variazione di Aegina e Danza dei baccanali. Le due pagine hanno trovato una resa efficace, mettendo in evidenza tanto il lirismo quanto la vivacità ritmica e teatrale della scrittura orchestrale.
A concludere il concerto è stata la Sinfonia n. 9 in Mi bemolle maggiore op. 70 di Šostakovič, opera meno frequentata rispetto alle sinfonie più celebri del compositore, ma ricca di fantasia e di sorprendenti contrasti. Diversa per carattere e dimensioni dalle monumentali pagine che l’hanno preceduta nella produzione sinfonica, la Nona si muove tra divertimento, ironia e profondità espressiva, rivelando un’inventiva anticonvenzionale e una libertà di linguaggio dal significato quasi rivoluzionario.
Un’inaugurazione che ha così proposto un percorso nella musica russa, dalla travolgente scrittura pianistica di Čajkovskij alla dimensione teatrale di Chačaturjan, fino all’originalità di Šostakovič, con Tjeknavorian alla guida dell’orchestra e una Dovgan capace di imporsi per sicurezza tecnica, personalità e intensità interpretativa. Applausi calorosissimi in un Auditorium colmo di pubblico. Anche per la replica di domani, domenica alle ore 16.00 si prevede il meritato tutto esaurito.