La musica del compositore Sergej Berinskij ai Lieti Calici con Yulia Berinskaya e Stefano Ligoratti

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Un’occasione per ascoltare l’ottima musica del compositore russo Sergej Berinskij è stata quella offerta questa mattina agli Amici del Loggione di via Silvio Pellico, nell’ambito della rassegna Lieti Calici. A mostrarcene le qualità è stato l’eccellente duo formato da Yulia Berinskaya, figlia del compositore e violinista di fama internazionale, e dal pianista milanese Stefano Ligoratti.

Sergej Berinskij nacque il 14 aprile 1946 a Novïye Kushanï, in Moldavia, e morì precocemente il 12 marzo 1998 a Mosca. Svolse un’intensa attività didattica e compositiva.
L’eccellente violinista Yulia Berinskaya, concertista e didatta, affiancata dal pianista, ma anche direttore e compositore, Stefano Ligoratti, ha voluto presentare alcuni brani del padre: due lavori pregnanti di espressività, che certamente risentono dell’influenza di maestri come Prokof’ev e Šostakovič, ma rivelano al tempo stesso un linguaggio personale di grande efficacia.
Il primo, la Suite Maggio, comprende cinque brevi brani – Primavera, Nei campi, Danza, Notte e Sole che sorge – dal carattere folcloristico, delineati con un pregnante segno coloristico da Berinskaya e accompagnati dalla precisa attenzione interpretativa di Ligoratti.
Con la Sonata per violino e pianoforte Riminiscenze, sempre di Berinskij, abbiamo colto il lato più interessante del compositore russo. Il lavoro, articolato nei classici tre movimenti – i primi due senza soluzione di continuità- , rivela la forza graffiante della musica cameristica russa e mette in luce tutto lo spessore compositivo dell’autore. Accanto all’influenza di Prokof’ev, emergono nell’ultimo movimento anche citazioni dai Kindertotenlieder di Mahler, che arricchiscono ulteriormente la trama espressiva della composizione.
A conclusione, la musica di Prokof’ev, con un delizioso Valzer dal balletto Cenerentola, nella trascrizione dello stesso compositore, e quella di Stravinskij, con la celebre Suite italienne, hanno ulteriormente messo in luce le qualità degli interpreti. Protagonisti anche di alcune recenti incisioni discografiche, tra cui quelle dedicate alle sonate di Beethoven, Berinskaya e Ligoratti sono musicisti che meritano di essere ascoltati per apprezzarne le notevoli qualità esecutive.
Lo splendido timbro del violino, dal suono corposo, e la ricchezza coloristica del pianoforte hanno restituito un’opera di alto valore compositivo, che meriterebbe di entrare nel repertorio dei maggiori strumentisti. Meritatissimi gli applausi per entrambe le esecuzioni. È stata una mattina particolarmente interessante, svoltasi in una sala colma di pubblico e conclusasi con il classico aperitivo, arricchito anche da vini di qualità.