Un’Alta Via a Milano

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Per chi non l’avesse ancora sperimentata, la passeggiata sul percorso – riaperto, dopo anni di chiusura, lo scorso 7 febbraio – su una struttura metallica esterna alla Galleria Vittorio Emanuele II e a lato della cupola, a circa 40 m. di altezza, culminante con la spettacolare vista a 360° dalla terrazza che si affaccia su piazza del Duomo, è da considerare davvero un must.

Le giornate primaverili dal cielo sereno, non ancora troppo calde, sono ideali per gustare un’occasione unica anche per i milanesi, che possono diventare turisti nella propria città. Si tratta di Highline, “spazio sospeso sopra la Galleria”, “rimasto nascosto per anni”, come si legge sull’opuscolo illustrativo che si riceve all’ingresso, al numero 11/12 della Galleria, sull’angolo a sinistra prospiciente piazza della Scala.

La passerella (Skywalk), molto facile da percorrere, si snoda per circa 250 metri, tra piazza della Scala e piazza Duomo, ed è appoggiata sui tetti, con parapetti di altezza adeguata e scale con gradini larghi, nella massima sicurezza. Non si soffre per nulla di vertigini, anzi, si cammina molto piacevolmente leggendo i numerosi cartelli esplicativi riguardanti la storia della Galleria, del suo progetto e della sua costruzione, mentre si ammira il panorama.

Si approfondisce la figura dell’architetto e ingegnere emiliano Giuseppe Mengoni (1829-1877), che nel 1863 aveva vinto il concorso internazionale per il totale rifacimento di piazza Duomo e delle vie adiacenti.

La Galleria, da lui concepita come edificio monumentale di raccordo pedonale coperto, lungo circa 200 m., con piazza della Scala (allora “piazza del Teatro”), è a croce greca. Il braccio più corto, di poco più di 100 m., unisce le attuali vie Silvio Pellico e Ugo Foscolo. In stile neorinascimentale, fu costruita tra il 1865 e il 1877, dopo la demolizione di molti edifici e perfino di un porticato medioevale (il Coperto dei Figini). Mengoni precipitò sfortunatamente proprio dalla cupola, dove era salito per un’ultima ispezione, alla vigilia dell’inaugurazione. È sepolto in Duomo.

Botteghe di lusso ed eleganti caffè valsero subito alla Galleria la denominazione di “Salotto di Milano” per la buona borghesia della città.

L’illuminazione inizialmente era garantita dal Rattìn (“topolino” in milanese), un piccolo carrello che girava su una rotaia, con un meccanismo a molla, e accendeva via via con un tampone imbevuto di liquido infiammabile, cui era dato fuoco, le lampade a gas dell’Ottagono.

Il congegno correva lungo tutta la circonferenza della cupola e veniva osservato puntualmente da una folla di curiosi. Nel 1883 si passò all’illuminazione elettrica.

I bombardamenti del 1943 provocarono gravi danni alla Galleria; il restauro si concluse nel 1955, anche se i mosaici del pavimento richiesero ulteriori lavori nel 1967. Prima dell’Expo 2015 si sono svolti importanti restauri degli intonaci e delle decorazioni.

Sotto la cupola si trovano quattro lunette, dipinte da altrettanti artisti dell’epoca noti a Milano (Casnedi, Giuliano, Pietrasanta e Pagliano), rappresentanti i continenti America, Asia, Europa, Africa: sono ben illustrate nelle schede poste sulla ringhiera dello Skywalk.

Diverse terrazzine coperte, rese molto eleganti e confortevoli grazie a piante, fiori, divani morbidi, cuscini, consentono il giusto relax a chi si concede una pausa durante la passeggiata; splendida la vista dei grattacieli, delle torri, dei campanili e degli edifici storici che si riconoscono senza difficoltà.

Svetta infatti la Unicredit Tower (2014) del quartiere di Porta Nuova-Garibaldi, che con i suoi 231 m. di altezza, grazie allo Spire, una guglia di 80 m., è l’edificio più alto d’Italia. Accanto, l’Unipol Tower (2021), che raggiunge i 125 m. A CityLife, ecco le Tre Torri: Liberskind (Il Curvo); Allianz, o Isozaki (Il Dritto), che è il più alto per numero di piani (50) e arriva a 209 m. di altezza al tetto (260 m. con l’antenna); Hadid, o Generali (Lo Storto). Si vedono benissimo anche il Bosco Verticale, la Torre Branca, il Castello Sforzesco. Tutta la città è ai piedi di chi sta camminando sull’Highline!

Molto interessante la Sala degli Orologi, all’interno dell’Arco d’ingresso della Galleria, utilizzata per mostre temporanee. Attualmente la sala ospita Sole in Virgo, la nascita dei tarocchi alla corte degli Sforza, con valide schede e immagini delle carte dei mazzi quattrocenteschi Visconti di Modrone, Branbilla e Visconti Sforza, su progetto espositivo di Flavio Di Renzo.

Peccato che la mostra poi cerchi di collegare l’aspetto divinatorio dei tarocchi, senza dubbio all’epoca importante nell’ambito della cartomanzia, ai segni zodiacali e alla… “scoperta del destino” dei visitatori. Se un tempo l’astrologia aveva un valore, anche filosofico, ora invece dovrebbe essere del tutto abbandonata, essendo assolutamente antiscientifica e assurda! Ma tant’è, resta purtroppo popolare e serve come richiamo per molti creduloni.

Nella sala è esposta la Centrale degli Orologi, una macchina elettromeccanica che, dal 1932, aveva il compito di regolare e sincronizzare gli oltre 300 orologi pubblici sparsi nella città. Ogni sessanta secondi dalla macchina partiva un segnale elettrico. Quando, negli anni Cinquanta, si iniziò a usare le onde radio per la sincronizzazione, l’apparecchio fu dismesso.

Una nota curiosa: il 28 febbraio scorso, poco prima delle 11 di mattina, alcuni individui irresponsabili, ancora non identificati, si sono introdotti furtivamente nella parte non accessibile delle coperture in vetro della Galleria, provocando la caduta di pezzi di lastre in prossimità dell’orologio posto sulla parete interna dell’Arco. Sono intervenuti prontamente i Vigili del Fuoco che hanno messo l’area in sicurezza. I danni sono stati riparati.

Dalla Sala degli Orologi, una scala e un ascensore portano alla terrazza panoramica (Rooftop) da dove sembra di poter toccare le guglie del Duomo.

La piazza appare bellissima, con il monumento a Vittorio Emanuele II e la vista sul Palazzo Reale, sull’Arengario, sulla Torre Velasca, sul grattacielo del Centro Diaz, con l’iconica Terrazza Martini.

Qua e là, campanili e cupole delle chiese più belle di Milano. In lontananza, spicca già la Torre Faro di piazza Trento, che dovrebbe essere inaugurata entro l’anno.

Si può prenotare il biglietto su www.highlinegalleria.it o acquistarlo direttamente in loco. Il costo è compreso tra i 15 e i 7 euro, a seconda delle eventuali riduzioni, per età o per convenzioni; la gratuità si applica ai bambini di età inferiore ai 7 anni e ai disabili. Un ascensore in fondo a un corridoio porta al sesto piano, dove si supera un tornello scansionando il biglietto e si inizia a camminare sullo Skywalk. Si entra dalle 10 alle 18 (ultimo ingresso h.17:30), dal martedì alla domenica.

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