Successo meritato per Pelléas et Mélisande al Teatro alla Scala

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Un successo ampiamente meritato al Teatro alla Scala per Pelléas et Mélisande di Claude Debussy, nell’allestimento di Romeo Castellucci, che firma, oltre alla regia, scene, costumi e luci.

La nuova messinscena scaligera ha trovato sul podio Maxime Pascal, già presente in altre produzioni di successo al Piermarini.
La componente musicale di questo lavoro, su libretto di Maurice Maeterlinck, risulta fondamentale per la comprensione del dramma lirico, articolato in cinque brevi atti e dodici quadri. Si ascolta qui il miglior Debussy, anche grazie agli ampi spazi concessi alla musica all’interno dell’opera. Pascal si conferma saldo coordinatore dell’intera esecuzione, grazie a una direzione sensibile e raffinata, ben costruita attorno a un cast vocale di notevole qualità. Spiccano le ottime prove dei protagonisti, Bernard Richter nel ruolo di Pelléas e Sara Blanch in quello di Mélisande. Ma anche Simon Keenlyside, Golaud, e John Relyea, Arkel, si dimostrano pienamente all’altezza dei rispettivi ruoli.
Da non trascurare la parte di Yniold, affidata alla felice voce bianca di Alessandro De Gaspari, bravissimo anche sul piano attoriale. Tutto il cast — compresi Zhibin Zhang, Marie-Nicole Lemieux e Geunhwa Lee — si inserisce con coerenza nell’orchestrazione accurata e precisa di Pascal. La delicata sensibilità di Debussy trova un corrispettivo visivo efficace nella particolare ambientazione concepita da Castellucci, che costruisce un gioco di movimenti, immagini e tonalità grigie, tenui e quasi trattenute, in sintonia con le sonorità francesi del compositore e del direttore. Una messinscena non appariscente, nella sua discreta invadenza, ma certamente originale, attraversata da una luminosità quasi celestiale che emerge con forza nelle scene finali.
Valida anche la componente corale, preparata da Giorgio Martano. Applausi calorosi alla quarta rappresentazione. Ultime repliche il 6 e il 9 maggio: appuntamenti da non perdere. ( Tre Foto in alto di Brescia e Amisano- Archivio Teatro alla Scala)