Quando il Controcanto diventa protagonista a Palazzo Marino

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Nella splendida Sala Alessi di Palazzo Marino, gremita di pubblico per il concerto mattutino Racconti nel mezzo, il progetto Controcanto ha offerto una prospettiva insolita e affascinante su due protagonisti spesso considerati figure di raccordo nel tessuto musicale: la voce di mezzosoprano e la viola. Qui, invece, entrambe hanno assunto il ruolo centrale di un percorso costruito intorno alla loro peculiare capacità narrativa.

Il canto è stato il primo elemento a catturare l’attenzione dell’ascolto. La voce del mezzosoprano Julia Samsonova-Khayet, chiara nei suoi colori ombreggiati e profondi, ha dato vita a un repertorio di rara esecuzione, nel quale la parola poetica e la linea melodica si sono fuse in una dimensione intimamente cameristica. Dalle pagine di Charles Martin Loeffler ai Lieder di Johannes Brahms, il canto ha rivelato una straordinaria ricchezza di accenti, passando dalla meditazione lirica all’intensità drammatica senza mai perdere naturalezza espressiva. In particolare, le celebri Von ewiger Liebe e Meine Liebe ist grün hanno mostrato come la scrittura brahmsiana sappia affidare alla voce il compito di raccontare, evocare e trasformare il sentimento in racconto musicale.
Accanto alla voce, la viola di Sabina Bakholdina ha confermato la propria natura di strumento privilegiato per il dialogo e l’introspezione. Spesso confinata a un ruolo intermedio nelle formazioni cameristiche e orchestrali, la viola ha trovato qui piena affermazione come voce autonoma e protagonista. Le pagine di Frank Bridge e soprattutto la splendida Viola Sonata di Rebecca Clarke hanno messo in evidenza la profondità timbrica e la sorprendente varietà espressiva dello strumento, capace di passare da sonorità scure e raccolte a slanci di intensa cantabilità. Fondamentale il contributo pianistico di Irina Kravchenko, sempre attenta nel sostenere e valorizzare il dialogo tra le due protagoniste.
L’iniziativa si è conclusa tra gli applausi calorosi di una Sala Alessi completamente occupata, segno dell’interesse suscitato da una proposta tanto originale quanto accuratamente costruita. A suggellare la mattinata è stata anche l’anticipazione dell’organizzatrice Rachel O’Brien, autrice delle preziose note di sala, che ha accennato ai prossimi appuntamenti della rassegna, confermando la volontà di continuare a esplorare repertori poco frequentati e percorsi d’ascolto capaci di restituire centralità a voci e strumenti troppo spesso considerati “nel mezzo”, ma in realtà essenziali alla ricchezza del discorso musicale. Una mattinata di rara bellezza, impreziosita dalla perfetta organizzazione di Palazzo Marino.