La quarta rappresentazione de La traviata di Giuseppe Verdi ha riportato ieri sera, 28 settembre, il pubblico del Teatro alla Scala nel cuore di uno dei titoli più amati del repertorio operistico italiano.
Lo spettacolo, con la regia di Liliana Cavani, torna in scena nell’allestimento prodotto dal Teatro alla Scala, con la direzione musicale di Michele Gamba e la partecipazione dell’Orchestra e del Coro del Teatro alla Scala, quest’ultimo preparato da Alberto Malazzi.
È dal 1990 che questa regia, insieme alle scene e ai costumi, accompagna il successo di questo allestimento verdiano, tra le opere più ricche di melodie entrate nell’immaginario del più vasto pubblico amante della lirica.
Ieri sera, davanti a un teatro al completo, il primo cast vocale ha offerto una prova di ottimo livello complessivo. Sul palcoscenico, nel ruolo di Violetta Valéry, Nadine Sierra ha condiviso la scena con Piero Pretti, interprete di Alfredo Germont, e Boris Pinkhasovich, chiamato a vestire i panni di Giorgio Germont.
Un trio di grande qualità, con Nadine Sierra che ha dato il meglio della propria vocalità soprattutto nel terzo atto, affrontato con intensità e grande partecipazione espressiva. Rilevante anche attorialmente il suo Addio, del passato bei sogni ridenti. Di notevole livello anche Piero Pretti. Di eccellente qualità Parigi, o cara, noi lasceremo, insieme a Nadine. Mentre una particolare menzione merita Boris Pinkhasovich, autore di una prova di grande e costante solidità vocale e interpretativa.
Il cast è stato completato dalla brava Carlotta Vichi nel ruolo di Flora Bervoix e dall’altrettanto convincente Mariapaola Di Carlo in quello di Annina. Adeguate le prestazioni degli altri interpreti impegnati nei ruoli di fianco.
Di notevole pregio la direzione di Michele Gamba, che si conferma interprete particolarmente attento al repertorio operistico italiano. La sua profonda sensibilità nei confronti delle diverse timbriche orchestrali, unita al costante rispetto per le voci e per il Coro, ha prodotto una lettura caratterizzata da equilibrio e coesione. Il risultato è stato una completa unità estetica tra i colori dell’orchestra e quelli delle voci, con una concertazione sempre attenta alle esigenze del palcoscenico.
Di grande livello anche il Coro del Teatro alla Scala, preparato da Alberto Malazzi.
Completano l’allestimento le scene di Dante Ferretti, i costumi di Gabriella Pescucci, le luci di Andrea Giretti e le coreografie di Micha van Hoecke, riprese da Lara Montanaro. Un impianto scenico che, a distanza di oltre trent’anni dal suo debutto, conserva la propria efficacia e continua a offrire una cornice di grande suggestione alla vicenda di Violetta e Alfredo. Al termine, lunghi e calorosi applausi hanno salutato tutti gli interpreti e gli artefici dello spettacolo. Le prossime repliche sono previste il 30 settembre e il 2, 6, 8, 10, 12 e 15 ottobre. (2 foto in alto di Brescia e Amisano dall’Archivio Scala)