Nella suggestiva ed elegante cornice della Sala d’Onore della Casa di Riposo per Musicisti – Fondazione Giuseppe Verdi, si è svolto un nuovo appuntamento del ciclo di concerti “Dragoni 2026”, curato dai vincitori del Premio del Conservatorio “G. Verdi”, in collaborazione con la Società del Quartetto.
Protagonista dell’incontro è stato il diciannovenne clarinettista Nicola Bertolini, accompagnato al pianoforte da Irina Kravchenko, interprete già affermata e apprezzata. Un affascinante viaggio musicale, dal grande repertorio romantico fino alle espressioni più moderne, contemporanee e jazzistiche, affrontato da Bertolini con disinvoltura, precisione virtuosistica e notevole espressività, grazie anche al valido sostegno pianistico della Kravchenko.
Il programma si è aperto con due capisaldi della letteratura per clarinetto e pianoforte: i Fantasiestücke op. 73 di Robert Schumann e la Sonata in mi bemolle maggiore op. 120 n. 2 di Johannes Brahms. Due pagine tra le più significative del repertorio, capaci di mettere in luce le qualità tecniche ed espressive di ogni interprete.
Successivamente, il clarinetto è diventato protagonista assoluto con una serie di brani di forte impatto virtuosistico e caratterizzati da una spiccata ricerca timbrica. Si è passati dalla Fantasie per clarinetto solo di Jörg Widmann a God Bless the Child di Eric Dolphy, per concludere, con l’accompagnamento della Kravchenko, con There and Back di Kevin Poelking.
È soprattutto nelle composizioni più vicine al nostro tempo che Bertolini ha rivelato appieno le proprie qualità strumentali, affrontando con sicurezza e naturalezza anche le più impervie difficoltà tecniche e interpretative di queste partiture. Una prova di notevole maturità per un musicista così giovane, accolta da calorosi applausi da parte del numeroso pubblico presente. A suggellare il successo del concerto, un apprezzatissimo bis con un brano del folclore klezmer.