Il Chatterton di Leoncavallo al Teatro Dal Verme per l’anteprima della 82ª stagione dei Pomeriggi Musicali

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Un’opera poco frequentata del repertorio lirico italiano è stata protagonista ieri, sabato 3 ottobre, al Teatro Dal Verme di Milano, in occasione dell’anteprima fuori abbonamento della 82ª stagione sinfonica dei Pomeriggi Musicali, intitolata quest’anno Accordo perfetto.

Si tratta del Chatterton di Ruggero Leoncavallo, dramma lirico in tre atti composto nel 1876 su libretto dello stesso autore, presentato in forma di concerto nell’ultima versione elaborata dal compositore e curata da Andreas Gies, che ha anche diretto l’esecuzione alla guida dell’Orchestra I Pomeriggi Musicali.
Si rimane stupiti di fronte alla straripante musicalità di un musicista che, a soli diciannove anni, fu in grado di creare melodie sostenute da una scrittura orchestrale di grande efficacia, ricca di sfumature timbriche che testimoniano la sua attenzione per gli operisti dell’epoca, Wagner compreso. La ricchezza melodica è stata valorizzata dalle ottime voci presenti sul palcoscenico, che, in un continuo susseguirsi di interventi vocali, fatta eccezione per alcuni bellissimi momenti strumentali, come il risoluto ed efficace Intermezzo del secondo atto, hanno restituito la sfortunata vicenda di Chatterton.
Nel ruolo del protagonista, il poeta inglese Chatterton, si è esibito il tenore Stefano La Colla, affiancato dal soprano Natasa Katai nella parte di Jenny Clark. Robert Kolar ha interpretato Giorgio, mentre Andrea Borghini ha vestito i panni di Lord Klifford e Valerio Morelli quelli di John Clark. Completavano il cast Giulia Mazzola, nel ruolo del piccolo Eddy, Lorenzo Martelli, impegnato nelle parti di Skirner e Lord Lingston, e Mattia Ribba, interprete di Lord Strafford e di un servo.
L’esecuzione in forma di concerto, che avvicina fisicamente le voci e le rende ancora più dominanti sulla scena, ha messo in luce le qualità dei protagonisti, Stefano La Colla in primis, ma anche quelle degli altri interpreti, tutti dotati di notevole spessore espressivo e ricchezza coloristica. Eccellente la direzione di Andreas Gies.
Applausi fragorosi hanno coronato l’esecuzione di questa prima opera di Leoncavallo, già molto indicativa del suo linguaggio musicale e meritevole di una messinscena completa.