Giuseppe Gibboni e Carlotta Dalia all’Unipol Tower di Porta Nuova

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La rassegna itinerante CUBO LIVE – Luoghi, idee, voci, eventi ha fatto tappa anche a Milano con una serie di appuntamenti ospitati nella prestigiosa sala polifunzionale dell’Unipol Tower di via Fratelli Castiglioni 2. Ieri sera lo spazio è stato dedicato alla musica classica, affidata a due interpreti d’eccezione: il violinista Giuseppe Gibboni e la chitarrista Carlotta Dalia.

Si tratta di un duo di altissimo livello: Gibboni è il vincitore del prestigioso Premio Paganini di Genova, conquistato nel 2021, mentre Dalia vanta un palmarès ricco di riconoscimenti ottenuti in numerosi concorsi internazionali. I due artisti hanno offerto al numeroso pubblico presente un programma che alternava pagine per strumento solo e brani cameristici, mettendo in luce l’affinità timbrica e musicale tra violino e chitarra, due strumenti dei quali Niccolò Paganini fu straordinario virtuoso.
Il violinismo di Gibboni, già apprezzato più volte a Milano anche in ambito sinfonico, ha trovato piena espressione in tutte le pagine affrontate. Nei brani solistici ha proposto due celebri Capricci di Paganini, il n. 1 e il n. 5, affrontati con sicurezza tecnica e brillantezza esecutiva, oltre a una suggestiva trascrizione per violino del celebre Recuerdos de la Alhambra di Francisco Tárrega.
Le qualità di Carlotta Dalia sono emerse con altrettanta evidenza nelle pagine per chitarra sola, dal raffinato Capricho Árabe dello stesso Tárrega fino al trascinante Tango en Skai di Roland Dyens, eseguito con eleganza, precisione ritmica e notevole varietà di colori.
In duo i due musicisti hanno aperto il concerto con una Sonata di Paganini, interpretata con intensità espressiva e perfetto equilibrio fra le parti. Successivamente hanno affrontato alcune delle pagine più note di Histoire du Tango di Astor Piazzolla – Bordel 1900, Café 1930 e Nightclub 1960 – rendendone con chiarezza narrativa le diverse atmosfere. Le esecuzioni si sono distinte per la precisione del dettaglio, la ricchezza delle sfumature timbriche e una raffinata sensibilità interpretativa.
A conclusione della serata, come bis e nel segno di un ritorno a Paganini, è stata proposta una brillante trascrizione de La Campanella per violino e chitarra. In questa pagina la chitarra non si è limitata al ruolo di sostegno armonico, ma ha saputo ritagliarsi momenti di autentico protagonismo, valorizzati dalla classe di Carlotta Dalia.
Una coppia affiatata sul palcoscenico e nella vita, che ha pienamente meritato il caloroso successo e gli applausi tributati dal pubblico.