Alla Scala due ottimi concerti per il Festival Milano Musica

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Ieri il Festival Milano Musica 2026 ha proposto al Teatro alla Scala una serata interamente dedicata alla musica contemporanea, articolata in due concerti.

Nel Ridotto dei Palchi “Arturo Toscanini”, il soprano Alda Caiello, insieme al Quartetto Noûs, ha presentato in prima esecuzione italiana The Sirens Cycle di Peter Eötvös, lavoro del 2015-2016 per soprano e quartetto d’archi ispirato alla figura delle sirene.
In serata, l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, diretta da Michele Gamba, ha proseguito il programma con tre pagine orchestrali. Momento centrale della serata è stata la prima assoluta di When the Moon of Mourning Is Set di Carmine Emanuele Cella, concerto per vibrafono aumentato e orchestra con solista Minh-Tâm Nguyen e live electronics realizzata da Ircam. Accanto alla nuova creazione di Cella sono stati eseguiti Siren’s Song di Peter Eötvös e I Don’t Know How to Cry di Georg Friedrich Haas, anch’esso presentato per la prima volta in Italia.
Nel primo concerto del tardo pomeriggio, di particolare efficacia è risultato il brano dedicato al ciclo delle sirene, nel quale l’eccellente timbrica di Alda Caiello, ricca di colori e sostenuta da un’ottima dizione, si è integrata perfettamente con i timbri compatti del Quartetto Noûs: Lorenzo Gentili-Tedeschi e Alberto Franchin ai violini, Sara Dambruoso alla viola e Ainhoa Maria Castelló Amorós al violoncello. Un’interpretazione intensa ed efficace, nella quale la pregnanza espressiva della linea vocale ha alleggerito e reso più fluida la complessa tensione narrativa della scrittura quartettistica. Calorosi gli applausi per i protagonisti.
Nella seconda parte della serata, il brano di Carmine Emanuele Cella, classe 1976, ha avuto come protagonista Minh-Tâm Nguyen, impegnato in un vibrafono ampliato dalle sonorità elettroniche, perfettamente integrato con la grande orchestra della Sinfonica Nazionale della Rai. La compagine è stata guidata con autorevolezza da Michele Gamba, direttore versatile, capace di spaziare dalla musica antica al repertorio sinfonico e lirico, sempre con grande efficacia interpretativa e una particolare dedizione al linguaggio contemporaneo. Il lavoro di Cella, pregnante e ricco di contrasti tra le diverse sezioni orchestrali, si è rivelato di notevole costruzione anche sul piano timbrico ed effettistico, grazie all’integrazione con il mondo sonoro artificiale creato dall’elettronica. Un ottimo esempio di sviluppo delle tecniche compositive contemporanee, capace di generare sonorità di forte impatto espressivo. Applausi anche al compositore salito sul palcoscenico.
Il secondo brano orchestrale, Siren’s Song, del 2021, segna il ritorno del grande compositore ungherese, scomparso nel 2024, al mondo delle sirene. Un lavoro sapientemente articolato, attraversato da evidenti venature melodiche che sembrano riportare la scrittura a un tempo sospeso, valorizzato dalle ottime prove di tutte le sezioni orchestrali.
Di grande interesse anche il brano conclusivo dell’austriaco Georg Friedrich Haas, nato nel 1953, qui presente con un lavoro recente del 2024 proposto in prima esecuzione italiana. L’incredibile spazialità del pezzo, costruita su varianti microtonali d’intonazione e su lunghe armonie spettrali, colpisce per l’efficacia creativa con cui vengono realizzati paesaggi sonori di vastissima estensione coloristica. Splendida la direzione di Michele Gamba, così come eccellente la risposta dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai. Applausi calorosissimi.