Martina Meola diretta da Diego Ceretta inaugura in Conservatorio la Stagione della Società dei Concerti

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Aspettavamo un bellissimo concerto dalla giovanissima, ancora tredicenne, Martina Meola, pianista milanese di origine moldava che da alcuni anni rivela le sue sorprendenti doti. L’occasione è stata il concerto inaugurale della nuova stagione della Società dei Concerti.

L’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, diretta da Diego Ceretta, giovane e affermato direttore milanese, ha scelto per Martina il Concerto n. 2 in fa minore per pianoforte e orchestra di Chopin, un brano particolarmente difficile, ma ricco di geniali idee. Nella seconda parte del concerto, la Sinfonia n. 8 in fa maggiore di Beethoven completava l’impaginato.
Martina, elegante nel suo abito blu ceruleo, ha rivelato le sue qualità nell’interpretare uno Chopin brillante, preciso, scandito con determinazione dalle piccole mani che, apparentemente leggere, nascondono una forza esercitata con una sicurezza evidente. Coadiuvata dall’ottima compagine orchestrale, diretta con accuratezza da Ceretta, molto attento al solismo di Martina, ha proposto un concerto di elevata qualità, con momenti di riflessione e di efficace espressività nel Larghetto centrale.
Il pianismo della Meola, con potenzialità ancora molto alte, ma già di qualità matura, merita un’attenzione che sappia seguirne le ulteriori evoluzioni. Ma già adesso si rimane stupefatti per il grado di interiorizzazione delle timbriche del grande genio polacco.
Applausi calorosissimi e ben tre bis solistici offerti dalla pianista: ancora un ottimo Chopin, con il Valzer Brillante op. 34 n. 1; un bellissimo Sgambati, dall’Orfeo di Gluck, con la celebre Mélodie; e infine un delicato e profondo Alkan, con le poche note leggere e ben scandite della sua Barcarolle op. 65 n. 6.
Dopo il breve intervallo, l’ottima direzione, elegante e producente, di Ceretta ha portato a una valente resa della Sinfonia n. 8 beethoveniana, un lavoro che rappresenta una pausa tra le due più celebri sinfonie, la Settima e la Nona, ma che ha visto frangenti di accurata bellezza, ben delineati dall’ottima compagine orchestrale.
Splendido poi il bis con l’Ouverture da Le creature di Prometeo del genio tedesco. Applausi calorosi dal numerosissimo pubblico che riempiva la Sala Verdi del Conservatorio.