Ultimo concerto per la Schubertiade con Gabriele Strata, l’Orchestra Sinfonica di Milano e Emmanuel Tjeknavorian

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In Sala Verdi si è tenuto l’ultimo appuntamento della Schubertiade, la rassegna musicale organizzata dalla Società del Quartetto e dall’Orchestra Sinfonica di Milano.

Sul podio Emmanuel Tjeknavorian, alla guida della sua orchestra per un programma che accostava due importanti composizioni: dapprima, uscendo dal territorio propriamente schubertiano, il Concerto n. 1 in do maggiore op. 15 per pianoforte e orchestra di Ludwig van Beethoven, con il pianista Gabriele Strata, interprete privilegiato dell’intera rassegna; quindi la Sinfonia n. 9 in do maggiore D 944 “La Grande” di Franz Schubert, a conclusione della serata.
Abbiamo già espresso parole di apprezzamento per le qualità del ventisettenne pianista padovano nei primi due concerti ascoltati in Sala Verdi e in Auditorium. Anche in questo capolavoro beethoveniano non possiamo che confermare quanto già scritto a proposito delle sue interpretazioni schubertiane. Primo dei cinque concerti per pianoforte e orchestra, composto nel 1795 dal genio di Bonn, il lavoro è caratterizzato da una classicità esemplare, evidenziata dalla perfetta architettura che sostiene i suoi tre ampi movimenti. In particolare il movimento centrale, di intensa cantabilità, anticipa atmosfere e sensibilità che troveranno pieno sviluppo nel Romanticismo, e che avranno significative ricadute anche nella produzione schubertiana, compresa quella liederistica.
Strata, splendidamente diretto da Tjeknavorian e sostenuto con grande attenzione dall’Orchestra Sinfonica di Milano, ha mostrato ancora una volta un perfetto equilibrio sonoro, fondato su una tavolozza timbrica leggera e raffinata, ricca di sfumature e delicati contrasti. Profondo e intensamente espressivo il Largo centrale, nel quale un tema di poche, essenziali note è stato riempito di significato e poesia dall’interprete. Fragorosi gli applausi al termine dell’esecuzione; di grande qualità anche il bis solistico, l’Abendlied op. 85 n. 12 di Schumann, restituito con rara profondità.
La celebre Sinfonia n. 9 in do maggiore D 944 “La Grande”, completata da Schubert nel 1826, ha trovato nella direzione di Tjeknavorian un equilibrio convincente e una restituzione più che valida da parte dell’Orchestra Sinfonica di Milano. Pagina conclusiva non solo della serata ma dell’intera rassegna dedicata al compositore viennese, la sinfonia ha suggellato il percorso della Schubertiade con un’esecuzione intensa e partecipe, salutata da calorosissimi applausi rivolti tanto all’orchestra quanto al suo giovane direttore.
Si chiude così una rassegna che ha saputo coniugare qualità interpretativa e coerenza progettuale, offrendo al pubblico milanese un significativo percorso attraverso l’universo schubertiano. Un successo che conferma la vitalità di una formula capace di valorizzare artisti emergenti e grandi pagine del repertorio.