Dal 19 al 23 maggio, al Teatro Menotti, Milvia Marigliano porta nuovamente in scena Un marziano a Roma di Ennio Flaiano: una satira visionaria e sorprendentemente attuale, capace di raccontare con ironia e disincanto i meccanismi di una società pronta ad accogliere, consumare e dimenticare.
Nel 1954 Ennio Flaiano scrive Un marziano a Roma, racconto tagliente che, con surreale naturalezza, immagina l’arrivo di un essere da Marte nel cuore di Villa Borghese. Un’idea diventata nel tempo spettacolo teatrale, film e perfino modo di dire: una riflessione lucidissima sull’Italia del dopoguerra, ancora oggi di straordinaria attualità.
L’epopea tragicomica di Kunt si consuma in pochi mesi, dal 12 ottobre al 6 gennaio 1954 e prende forma attraverso le voci di un’intera città: una collettività che prima accoglie la novità come promessa di un futuro migliore, per poi rapidamente deriderla, dimenticarla e infine distruggerla. Un’ascesa e una caduta fulminea che raccontano, con amara ironia, il destino di ciò che non riusciamo davvero a comprendere. Le intuizioni di Flaiano anticipano una società effimera e omologata, sospesa tra reale e immaginario, alla continua e vana ricerca di un senso: una società che oggi, forse più che mai, riconosciamo come nostra.
A dare corpo e voce a questo universo è Milvia Marigliano, interprete di straordinaria intensità, capace di attraversare registri diversi, dal comico al tragico e di restituire tutta la forza ironica e amara di questo racconto senza tempo, trasformando la scena in un affresco vivo, popolato di voci, sguardi e contraddizioni.


