Yifan Wu, un tutto Schumann al Festival MiTo

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È salito alla ribalta internazionale soprattutto grazie alla vittoria, nel 2025, del prestigioso Concorso Pianistico Internazionale Ferruccio Busoni di Bolzano, il pianista cinese Yifan Wu, classe 2005, protagonista ieri sera di un recital interamente dedicato a Robert Schumann per il Festival MiTo.

La cornice era quella particolare della Chiesa di Santa Maria Rossa di Crescenzago, luogo suggestivo ma non propriamente ideale per apprezzare appieno le timbriche pianistiche, soprattutto nel repertorio romantico. Il riverbero acustico, infatti, tendeva a dilatare i suoni e a sfumarne i contorni. Nonostante ciò, sono emerse le eccellenti qualità di questo giovane interprete, accolto da una chiesa gremita di appassionati e da un caloroso tripudio di applausi al termine della serata.
A impressionare è stata innanzitutto la facilità con cui Wu riesce a esternare il corposo materiale sonoro della scrittura schumanniana, unita a una notevole capacità di controllo delle dinamiche, degli andamenti e di ogni dettaglio tecnico. Ne emerge il profilo di un pianista che domina la tastiera con sicurezza e che già ricerca una propria identità interpretativa, giocata sui contrasti dinamici, sulla ricchezza delle idee e su un fraseggio capace di dare rilievo alle diverse componenti del discorso musicale.
Il recital si è aperto con la celebre Kreisleriana op. 16, pagina tra le più complesse e affascinanti della produzione pianistica di Schumann. Wu ne ha affrontato la scrittura con intensità e partecipazione, alternando slanci virtuosistici e momenti di più raccolta espressività. A seguire, l’Arabeske op. 18, proposta quasi come un ulteriore movimento del percorso schumanniano, ha messo in luce un fraseggio chiaro ed espressivo, capace di evidenziare particolari spesso nascosti e di conferire alla musica una leggerezza tutt’altro che superficiale.
Intensamente virtuosistica e caratterizzata da una libera, personale interpretazione è stata quindi la Sonata n. 1 in fa diesis minore op. 11, brano conclusivo del programma. Qui Wu ha potuto mettere in risalto le proprie doti tecniche, ma anche la capacità di governare i contrasti e di costruire un discorso musicale di ampio respiro. Una lettura impegnativa, affrontata con sicurezza e con una sensibilità che lascia intravedere interessanti prospettive per il futuro.
Gli applausi, meritati e calorosi, hanno convinto il pianista a concedere ben tre bis. Il primo, una Sonata di Domenico Scarlatti, è stato oggetto di una rilettura personale, caratterizzata da una libertà interpretativa che ne ha messo in evidenza il virtuosismo e la brillantezza. È seguito l’Allegro iniziale della Sonata K330 di W.A.Mozart, reso con un controllo raffinato e una leggerezza di efficace immediatezza. Per ultimo, l‘Andante dalla Sonata D894 di Franz Schubert, ricco di contrasti e di sfumature espressive.
Un recital che ha confermato le qualità di un pianista giovane, ma già dotato di una personalità interpretativa riconoscibile. Yifan Wu è un nome da seguire con attenzione e da ascoltare, auspicabilmente, in una sala da concerto più adatta a valorizzare le molteplici sfumature del suo pianismo.