Wagner, Braconi, Bruch, Stankovych e Mozart: la viola protagonista al Festival MiTo

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Un programma capace di attraversare epoche e linguaggi diversi, dal Romanticismo tedesco alla musica contemporanea, quello proposto al Festival MiTo dall’Orchestra I Pomeriggi Musicali di Milano, diretta dall’ucraina Natalia Ponomarchuk, con il violista Simonide Braconi, protagonista anche in veste di compositore.

Un itinerario musicale ben costruito, che ha accostato pagine di Richard Wagner, Max Bruch e Wolfgang Amadeus Mozart a due significativi lavori contemporanei: Il canto del silenzio dello stesso Braconi e la Sinfonia da camera n. 2 del compositore ucraino Jevhen Stankovych. Un’interessante occasione di confronto tra il repertorio storico e la scrittura del nostro tempo.
Ad aprire la serata è stato il celebre Idillio di Sigfrido di Richard Wagner, reso con particolare tensione espressiva dalla direttrice Natalia Ponomarchuk e restituito con trasparenza e raffinatezza sonora dall’Orchestra I Pomeriggi Musicali. Una lettura capace di valorizzare il carattere intimo e lirico della pagina wagneriana, senza rinunciare alla profondità del suo linguaggio orchestrale.
Al centro del concerto si è quindi posto l’eccellente violista Simonide Braconi, da moltissimi anni prima viola dell’Orchestra del Teatro alla Scala e apprezzato anche per la sua attività compositiva. Il suo Il canto del silenzio per viola e archi, composto nel 2021, ha rivelato le qualità di un autore dotato di una evidente sensibilità musicale. Partendo dalle esperienze della musica del primo Novecento, con particolare riferimento ad Alban Berg, ma anche alla tradizione tardoromantica e ad alcuni aspetti della scuola dodecafonica, Braconi costruisce un discorso di intensa espressività, nel quale la viola assume il ruolo centrale.
I colori caldi e la ricchezza timbrica dello strumento solista si sono amalgamati con grande efficacia al tessuto degli archi, in un dialogo costante e raffinato, sostenuto dalla direzione attenta della Ponomarchuk. Ne è emerso un lavoro di notevole profondità, equilibrato nella costruzione e capace di comunicare immediatamente all’ascoltatore, anche grazie a una scrittura che non rinuncia alla componente melodica. L’esecuzione di Braconi è stata di alto livello, restituendo con convinzione le diverse sfumature del brano e contribuendo al successo di una pagina particolarmente apprezzata dal pubblico e che merita di essere spesso eseguita.
Il violista è stato poi protagonista della Romanza in fa maggiore op. 85 di Max Bruch, composta nel 1911. Una pagina di pieno gusto tardoromantico, lontana dalle innovazioni più radicali che caratterizzavano la musica di quegli anni, ma di ottima fattura e ricca di suggestioni liriche. Braconi ne ha offerto un’interpretazione intensa e cantabile, valorizzando la morbidezza del suono e la naturale propensione della viola al fraseggio espressivo. Efficace anche il sostegno orchestrale, sempre attento a non sovrastare la voce solistica.
Le qualità della direttrice ucraina e dell’Orchestra I Pomeriggi Musicali sono emerse con particolare evidenza nella Sinfonia da camera n. 2 di Jevhen Stankovych, compositore ucraino tra le figure più significative della musica contemporanea del suo Paese. Un lavoro di notevole interesse, nel quale le sonorità iniziali dei legni si sviluppano progressivamente in un tessuto orchestrale più ampio e volumetricamente ricco, caratterizzato da una grande varietà di colori.
La lettura della Ponomarchuk, attraverso la sua gestualità essenziale ma efficace, è apparsa trasparente, precisa e molto espressiva, capace di mettere in risalto tanto la complessità della scrittura quanto la sua forza comunicativa. Ottimamente sostenuta dagli orchestrali, la direttrice ha restituito con chiarezza l’architettura del brano, valorizzandone le tensioni e le trasformazioni timbriche. Un’esecuzione convincente, che ha permesso di apprezzare una composizione di rarissima frequentazione nei programmi concertistici italiani ma meritevole di ascolto.
A conclusione della serata, la celebre Sinfonia n. 35 in re maggiore K 385 “Haffner” di Wolfgang Amadeus Mozart. Una pagina di grande vitalità, affrontata dalla Ponomarchuk con una direzione di rara espressività e una resa orchestrale ricca di energia, precisione e brillantezza. I Pomeriggi Musicali hanno risposto con ottima coesione, evidenziando la chiarezza del fraseggio e l’equilibrio tra le diverse sezioni.
Un concerto di notevole interesse, dunque, quello proposto dal Festival MiTo, capace di unire il grande repertorio alla musica del nostro tempo, con la viola di Simonide Braconi al centro di un programma particolarmente articolato. Una serata conclusasi tra i meritatissimi applausi del numeroso pubblico del Teatro Dal Verme.