Viaggio sul treno storico

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Viaggiare in treno su una carrozza di Prima Classe, in legno, con divanetti rivestiti in velluto rosso, risalente al 1924 ma perfettamente restaurata, per di più accompagnati da ottima musica, è un’esperienza davvero originale, coinvolgente e piacevolissima.

Se poi si raggiunge una meta splendida come Laveno Mombello, una delle perle del Lago Maggiore, si è certi di aver fatto la scelta giusta prenotando online su Trenord il biglietto per un viaggio così singolare, con partenza dalla stazione milanese di Cadorna (e il biglietto, dal costo di 22 euro, vale anche per qualsiasi altro spostamento ferroviario lombardo che consenta andata e ritorno alla stazione).

Il Treno Storico è una bellissima iniziativa, attuata già dal 2023, da quando cioè è stato ultimato il restauro di locomotori e carrozze d’epoca, nell’ambito del “Progetto sviluppo Treni Storici”, iniziato nel 2021. Sul sito di Trenord si trova il calendario dei prossimi eventi: le mete da scegliere sono anche Como, Asso, Pisogne, Iseo. Per queste ultime due mete si sale a bordo dell’Automotrice storica Aln-668-121, un rotabile diesel costruito dalla Fiat nel 1979. Per Laveno, Como e Asso invece l’esperienza è associata a tre carrozze di prima classe AZ degli anni 1924-25, con cassa interamente in legno e due file di divanetti rivestiti di velluto rosso separati da un corridoio, e a due locomotori elettrici trainanti, ciascuno a un’estremità del convoglio.

Uno di questi è il più antico circolante in Italia, ossia l’FNM E600-3 della OM-CGE, risalente al 1928; l’altro è l’FNM E610-04 della Breda-CGE, costruito nel 1949. Sono necessari ben tre macchinisti!

A bordo, mentre si viaggia verso Laveno attraversando la Brianza, il Parco delle Groane, il verde varesotto, si possono ascoltare le descrizioni e gli appunti di viaggio di una guida-ferroviere (in divisa storica) molto competente; e si passa sul cosiddetto “Ponte di ferro” di Malnate, sull’Olona, un viadotto ora in calcestruzzo armato, a seguito della sua ricostruzione nel 1928, ma originariamente (1885) in ferro. Dal ponte si vede la vecchia ferrovia della Valmorea per Mendrisio, risalente al 1904 e poi dismessa nel 1977.

A ogni passeggero viene regalato un libriccino di Trenord sul Treno Storico, insieme a un biglietto in cartoncino grigio, come quello che si usava e che doveva essere forato e quindi convalidato dal controllore.

Ma si è anche su un treno “musicale”, accompagnati da validissimi artisti, come la violinista Eloisa Manera, in duo con il flautista Carlo Nicita, Marco Fior (tromba) insieme ad Andrea Ciceri (sax tenore), e il fisarmonicista Luca Pedeferri.

Grazie all’ascolto di Le petit négre di Debussy, del Bolero di Ravel, fino al Libertango di Astor Piazzolla e a improvvisazioni jazzistiche, e di pezzi come Rosamunda e When The Saints Go Marching In (sulla banchina di arrivo), il viaggio è sicuramente stato reso ancora più interessante e divertente.

Partendo (puntualissimi!) alle 9:40 da Cadorna si è giunti a Laveno Mombello alle 12:15.

Si può passeggiare sul bel lungolago e salire su un traghetto per le magnifiche Isole Borromee, ma anche prendere la funivia (in realtà una cestovia, con telecabine aperte o chiuse, a due posti) per il Sasso Ferro, o meglio per la balconata di Poggio Sant’Elsa, a circa 1000 m di quota; terrazze panoramiche consentono una vista davvero spettacolare sul lago (anzi, sui laghi!), sulle Alpi e le Prealpi.

Si può pranzare dunque davanti a una vera meraviglia, mentre volteggiano nel cielo coraggiosi deltaplanisti e amanti del parapendio.

Se poi si decidesse di non prendere il treno storico anche al ritorno (partenza alle h 15:50 con arrivo a Cadorna alle 18:49), si possono percorrere sentieri che portano alla cima del monte, poco più in alto, ma bisogna essere attrezzati con buone scarpe da trekking.

Il biglietto è valido per qualsiasi corsa diretta a Milano in giornata. E se si resta incantati dal luogo, rimandando il ritorno al giorno successivo (se si può), l’Albergo Funivia offre, oltre al ristorante e al bar, anche camere per pernottare. Qualunque decisione si prenda, l’esperienza del “viaggio nel tempo”, un vero tuffo nel passato con il Treno Storico, resta indimenticabile.

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