Un brano di Carlo Galante e il violino Stradivari di Rainer Honeck per il concerto di Beethoven al Dal Verme

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Il concerto ascoltato ieri al Dal Verme con i Pomeriggi Musicali, diretti da Alessandro Cadario, aveva come punto di forza la presenza del violinista Rainer Honeck, Konzertmeister dei Wiener Philharmoniker dal 1992, chiamato a interpretare il celebre Concerto in re maggiore per violino e orchestra op. 61 di Beethoven.
Eseguito dopo l’intervallo, il concerto beethoveniano era preceduto da una prima parte articolata in due brani. In apertura, la prima esecuzione assoluta di Liza, commissionata da I Pomeriggi Musicali a Carlo Galante. A seguire, la rara Sinfonia in la maggiore “Tempora mutantur” di Haydn.
Il brano di Galante – compositore trentino ma milanese d’adozione, allievo di Nicolò Castiglioni – prende le mosse dal celebre inciso della bagatella Per Elisa di Beethoven, rielaborato in modo particolarmente interessante. Ne nasce un tessuto sonoro ricco di mutazioni, oscillante tra momenti distesi e passaggi più incalzanti, sempre costruito attorno a quella cellula che tende a riaffiorare ciclicamente. Un linguaggio tonale, ben calibrato, reso con efficacia dai Pomeriggi Musicali grazie anche alla direzione trasparente di Cadario. Meritati gli applausi al compositore, salito sul palcoscenico.
Di notevole interesse anche la Sinfonia “Tempora mutantur”, composta tra il 1773 e il 1775, che mette in luce il classicismo di Haydn in una pagina ricca di contrasti e di apparenti irregolarità, in realtà perfettamente coerenti con l’intento espressivo del compositore. Il Concerto in re maggiore per violino e orchestra op. 61 di Beethoven ha poi trovato nello splendido violino Stradivari di Honeck uno strumento ideale per un’interpretazione di grande spessore. La parte solistica, raffinata e ricca di sfumature timbriche, si è integrata con naturalezza nella concertazione accurata di Cadario. Particolarmente interessante la scelta della cadenza del primo movimento, tratta dalla versione pianistica dello stesso Beethoven. Honeck ha privilegiato colori spesso tenui, quasi cameristici, imponendo una linea interpretativa seguita con attenzione da tutta l’orchestra. Calorosi gli applausi finali.
Il concerto sarà replicato sabato alle 17.00 al Dal Verme e domenica alle 16.00 al Teatro Giuditta Pasta di Saronno.