Secondo concerto della Schubertiade organizzata dalla Società del Quartetto e dall’Orchestra Sinfonica di Milano. Questa volta in Auditorium, con un giovane trio di eccellenti strumentisti: il violinista e direttore Emmanuel Tjeknavorian, una celebrità in questo luogo, insieme al violoncellista Jeremias Fliedl e al pianista Gabriele Strata, quest’ultimo già protagonista della prima serata in Conservatorio.
Il programma, naturalmente dedicato al genio di Franz Schubert, proponeva il lato più melodico del compositore viennese, spesso illuminato da una positiva leggerezza giovanile. L’Allegro introduttivo per Trio con pianoforte era una composizione del 1815, di uno Schubert appena diciottenne ma già incredibilmente “musicista”, capace di costruire un brano piacevole e ottimamente scritto.
Da qui si è passati alla celebre Sonata per violoncello e pianoforte in la minore “Arpeggione” D 821, un lavoro maturo di trascinante ricchezza melodica. Ottima l’interpretazione, con il violoncello di Fliedl, luminoso per varietà coloristica, sostenuto in modo perfetto dal pianoforte di Strata.
La Sonata n. 3 per violino e pianoforte in sol minore op. 137, D 408, composta nella fase giovanile della carriera creativa del viennese, ha rivelato un’intesa di grande classe tra Tjeknavorian, raffinato nell’elargire sonorità gentili, sottili e ricche di sfumature, e Strata, autore di armonizzazioni precise, attente e di incredibile leggerezza. Un interprete, quest’ultimo, che merita pienamente il successo che da alcuni anni sta ottenendo. L’esecuzione dei quattro movimenti è stata di alto valore.
Dopo il breve intervallo è arrivato il momento del celebre Trio in si bemolle maggiore op. 99, D 898, uno degli ultimi capolavori di Schubert. Noto per la splendida melodicità dell’incipit, il lavoro ha rappresentato la sintesi ideale delle qualità dei tre interpreti. Eseguito con una spontaneità senza pari, divertita e al tempo stesso profondamente consapevole sul piano espressivo, il Trio è risultato sorprendentemente efficace per l’equilibrio raggiunto dai protagonisti, applauditi con entusiasmo dal numeroso pubblico presente in Auditorium. Bravissimi.
Domenica alle 16.00, in Sala Verdi, l’ultimo concerto di questa riuscita serie. La Sinfonia n. 9 in do maggiore “La Grande” di Schubert, con l’Orchestra Sinfonica di Milano diretta da Emmanuel Tjeknavorian, sarà preceduta dal Concerto per pianoforte e orchestra n. 1 di Beethoven, con l’ottimo Strata in veste di solista. Da non perdere.