Ieri pomeriggio, nella Sala Fontana del Museo del Novecento di Milano, la violinista Stella Chiara Cattaneo e la pianista Silvia Cattaneo sono state protagoniste di un interessante concerto dedicato al repertorio italiano del Novecento.
Il programma si è aperto con la Sonatina da Concerto (1967) di Bruno Bettinelli (1913-2004), articolata nei tre movimenti Allegretto sereno, Recitativo arioso e Rondò. A seguire, i Cinque pezzi (1906) di Ottorino Respighi (1879-1936), comprendenti Romanza, Aubade, Berceuse, Madrigale e Humoreske.
A concludere il pomeriggio è stata la Sonata in Re (1933) di Franco Alfano (1876-1954), pagina di ampio respiro suddivisa in tre sezioni, dal Mosso iniziale all’Assai mosso (ondeggiante) conclusivo.
Un programma originale, che ha permesso di riscoprire tre compositori italiani attraverso un repertorio cameristico di particolare interesse, affrontato dalle due interpreti con attenzione al dialogo e all’equilibrio tra violino e pianoforte.
L’ottima sinergia sviluppata dalle due sorelle si è espressa in tutti e tre i brani. La Sonatina di Bettinelli, la pagina più recente del programma, ha aperto il concerto con una scrittura articolata e sostanzialmente tonale, attraversata da elementi neoclassici. Una composizione che riflette la varietà dello sviluppo stilistico del musicista milanese, autore di un percorso compositivo particolarmente ampio e articolato.
I cinque brani di Respighi si collocano invece lontano dall’immagine prevalentemente orchestrale del compositore che più comunemente conosciamo, offrendo tuttavia un interessante spaccato della sua produzione cameristica e permettendo di coglierne alcuni aspetti dell’evoluzione stilistica.
La Sonata di Alfano, compositore noto anche per aver completato la Turandot di Puccini, ha mostrato infine un autore evoluto e ricco di idee, capace di avvicinarsi a un linguaggio non lontano dall’impressionismo, ma caratterizzato da una più evidente modernità novecentesca.
Il duo Cattaneo ha saputo trovare una chiave interpretativa efficace per affrontare una musica non sempre di immediata fruizione, rendendola però accessibile all’ascolto attraverso una lettura attenta, equilibrata e partecipe. Calorosi gli applausi tributati dal pubblico, in una Sala Fontana colma di appassionati.