Milano dall’alto della Torre Branca

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Se si vuole ammirare un panorama incredibile di Milano, a 360°, dall’altezza di 108,60 m, si deve andare al Parco del Sempione e salire in cima alla Torre Branca, di fianco alla Triennale.

Un ascensore porta alla sommità, in meno di un minuto, fino a cinque persone alla volta. Il belvedere è chiuso e piuttosto piccolo, e dunque consente in pochi passi di rivolgere facilmente lo sguardo in ogni direzione, attraverso le ampie vetrate.

Nelle giornate più limpide è possibile vedere l’arco alpino e buona parte della pianura intorno alla città; e in ogni caso spiccano i grattacieli e i monumenti di Milano.

Tutto il parco si stende come un manto verde sotto la torre, e si vedono distintamente l’Arco della Pace, la Palazzina Appiani e l’Arena, il Castello Sforzesco, il Duomo, il Bosco Verticale, le tre torri di Porta Nuova; e poi ecco City Life, lo stadio di San Siro, ma anche la Torre Velasca, Fondazione Prada, la nuovissima Torre Faro… Sembra davvero di trovarsi al centro di una magnifica mappa tridimensionale!

La Torre Branca fu realizzata su progetto del celebre architetto e designer milanese Giò Ponti (1891-1979), incaricato dal Comune e coadiuvato dall’architetto Tomaso Buzzi (1900-1981). Gli scavi iniziarono il 15 gennaio 1933 e l’inaugurazione dell’opera, considerata “ardita e geniale”, avvenne il 10 agosto dello stesso anno, in occasione della V Triennale di Milano. Il nome originario era “Torre Littoria”, in omaggio al “fascio littorio”, visto il periodo di costruzione.

L’altezza della torre fu stabilita da Mussolini stesso, che non voleva che fosse più alta della Madonnina, simbolo di Milano: attualmente resta all’undicesimo posto degli edifici più alti della città (il record milanese spetta ai 231 m della Torre Unicredit, nel Centro Direzionale di Porta Nuova).

La Ditta Angelo Bombelli Costruzioni Metalliche attuò il progetto, grazie al lavoro e ai calcoli degli ingegneri Cesare Chiodi, Ettore Ferrari e Silvio Pedretti: si usarono tubi d’acciaio Dalmine imbullonati, a dare una struttura a base esagonale e a forma tronco-piramidale, rastremata.

La piastra di fondazione è in cemento armato. L’ascensore, dalla portata di 500 kg e molto rapido per l’epoca, era delle famose Officine meccaniche Stigler di Milano. Dove ora c’è il belvedere si trovava all’origine un ristorante con dodici tavoli e la cucina; il punto panoramico era sopra, costituito da un terrazzino aperto. Esisteva anche un faro girevole piuttosto potente, poi sostituito, nel 1939, da una trasmittente dell’EIAR (Ente Italiano per le Audizioni Radiofoniche).

Adesso si può prendere un aperitivo o cenare (e anche ballare) solo alla base della torre, da Justme Milano Restaurant & Club (ex Just Cavalli), in uno spazio progettato dall’architetto Italo Rota.

Dopo la Seconda Guerra Mondiale la Torre del Parco iniziò un declino che portò all’inagibilità e alla sua chiusura ufficiale, per ragioni di sicurezza legate soprattutto all’ascensore, nel 1972. Nel 1990 fu assegnata dal Comune in concessione alla Fratelli Branca Distilleria, che si occupò – in cambio dei diritti di gestione e di denominazione – del restauro e delle modifiche necessarie, tanto da consentirne la riapertura al pubblico, in determinate fasce orarie, nel 2002.

Dunque la Torre è sempre proprietà demaniale, ma uso e godimento della medesima sono del concessionario, ossia la famiglia Branca, giunta alla sua sesta generazione a partire dal fondatore della distilleria, Bernardino, nel 1845. Il contratto dovrebbe scadere nel 2032.

L’ingresso non è dalla parte del parco (c’è solo un cancelletto chiuso, con un citofono) ma si affaccia, un po’ nascosto, su viale Luigi Camoens, al civico 2. Il biglietto è gratuito per i bambini fino a tre anni e, solo il mercoledì, per i pensionati over 65; il costo è di 6 euro per gli altri bambini fino a sette anni, e per chi supera questa età diventa di 9 euro.

https://www.museobranca.it/torre-branca/

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