Nel cuore dell’81ª Stagione sinfonica de I Pomeriggi Musicali, il concerto di ieri sera al Teatro Dal Verme ha confermato la solidità di un progetto interpretativo costruito attorno alla figura di Louis Lortie, impegnato nel duplice ruolo di solista e concertatore. In alternanza, per l’esecuzione integrale dei concerti, è stato ed è previsto anche l’altrettanto noto pianista Alexander Lonquich.
Fin dalle prime battute della Fantasia in re minore K 475 di Wolfgang Amadeus Mozart, brano che ha introdotto la serie di due concerti, Lortie ha delineato un percorso di profonda interiorizzazione, sostenuto da un’eloquente discorsività. Le fratture e le sospensioni della scrittura hanno trovato una coerenza interna più che un’evidenza drammatica: ne è emerso con chiarezza quel carattere di improvvisazione che definisce il singolare lavoro.
Nel Concerto in la maggiore K 414 il dialogo con l’orchestra si è fatto più disteso, ma non per questo superficiale. L’equilibrio tra le parti è apparso ben calibrato, con una cantabilità chiara e ben delineata in tutti e tre i movimenti. Particolarmente riuscito l’Andante centrale, poi riproposto come bis al termine del programma ufficiale.
Il Concerto in do minore K 491 ha segnato un cambio di registro, soprattutto per la profonda drammaticità dell’Allegro iniziale. Notevole la tensione interna del primo movimento, mentre il Larghetto ha offerto un momento di sospensione e riflessione. Nell’Allegretto finale, la chiarezza strutturale ha prevalso su ogni residuo di enfasi drammatica. Ottimo l’equilibrio con le sezioni orchestrali e convincente la resa complessiva. Applausi fragorosi e meritati. Sabato alle ore 17.00 la replica, da non perdere.