L’Orchestra Sinfonica di Milano diretta da Dawid Runtz per un viaggio musicale tra Polonia e Russia

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L’Orchestra Sinfonica di Milano, nel secondo appuntamento stagionale all’Auditorium, ha proposto un programma che ha messo in rilievo tre autori di epoche e sensibilità differenti, attraversando la memoria musicale polacca e russa.

Sul podio, il direttore polacco Dawid Runtz, al debutto con l’orchestra milanese, ha guidato il numeroso pubblico presente in sala in un percorso che spaziava dalle suggestioni del passato, rivisitate dal compositore Krzysztof Penderecki, al lirismo romantico di Chopin e Čajkovskij. La serata si è aperta con i Tre pezzi in stile antico di Krzysztof Penderecki, una breve composizione articolata in tre momenti riflessivi, dai colori tenui e particolarmente introspettivi.
A seguire, il Concerto per pianoforte e orchestra n. 2 in fa minore op. 21 di Fryderyk Chopin, affidato al pianista Rafał Blechacz, interprete affermato, vincitore del XV Concorso Chopin di Varsavia e riconosciuto tra i migliori interpreti del grande compositore polacco. L’esecuzione di Blechacz, anch’egli polacco, ottimamente sostenuta dalla direzione di Runtz, sempre attento a non prevaricare la componente pianistica, ha delineato uno stile interpretativo tipicamente chopiniano, ormai entrato nella storia delle interpretazioni. I colori brillanti, definiti in ogni dettaglio, e la leggerezza discorsiva, unite a una sicura determinazione espressiva, hanno dato vita a un’interpretazione di grande qualità, molto apprezzata dal numeroso pubblico presente in Auditorium.
Di grande classe il bis solistico concesso da Blechacz, una celebre Mazurka, quella in la minore Op.17 n.4, ricca di espressività, restituita con una sensibilità particolarmente intensa e riflessiva.
Dopo l’intervallo, le qualità direttoriali di Runtz si sono rivelate pienamente nella Sinfonia n. 5 in mi minore op. 64 di Pëtr Il’ič Čajkovskij, pagina di intensa tensione drammatica, nella quale il tema del destino attraversa l’intera composizione. L’Orchestra Sinfonica di Milano ha saputo dominare la virtuosistica partitura, mettendo in luce le qualità dell’organico nel suo insieme, quelle delle singole sezioni e dei numerosi interventi solistici. Al termine, calorosi applausi. Domenica 18 ottobre, la replica alle ore 16.00 da non perdere.
Prima dell’inizio del concerto, Ambra Redaelli, a nome della Fondazione Orchestra Sinfonica e Coro Sinfonico di Milano, ha voluto assegnare a Verónica Crego, decana del Corpo Consolare di Milano e della Lombardia e Console Generale dell’Uruguay, il Premio Cervetti 2026, quale testimonianza e riconoscimento per la sua instancabile dedizione e per il contributo offerto all’attività della Fondazione.