L’Akademie für Alte Musik Berlin interprete di J.S. Bach per la Società del Quartetto

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Non capita spesso di ascoltare un concerto barocco come quello di ieri sera in Conservatorio, organizzato dalla Società del Quartetto. La compagine cameristica Akademie für Alte Musik Berlin ha portato in Sala Verdi le quattro Suite per orchestra BWV 1066-1069 di J.S. Bach, interpretate secondo una prassi esecutiva storicamente informata, utilizzando strumenti antichi che, nell’insieme, restituiscono i colori del periodo tardo barocco della prima metà del Settecento.

Il programma monografico era costruito con un ordine tutt’altro che lineare — 4, 2, 1, 3 — capace di suggerire un arco espressivo più mosso rispetto alla consueta progressione numerica. Iniziando con la Suite n. 4 in re maggiore BWV 1069, si è voluto entrare in un clima festoso, definito da un organico più ampio che ha da subito messo in risalto le qualità dei musicisti e la loro capacità di relazionarsi in una perfetta integrazione coloristica.
La dimensione più ridotta del gruppo cameristico nella Suite n. 2 in si minore per flauto e orchestra BWV 1067 ha creato un’atmosfera più raccolta, nella quale è emersa in primo piano la prova dell’eccellente flautista Gergely Bodoky, anche coordinatore del gruppo nei sette movimenti della Suite. Di evidente riconoscibilità la qualità dell’orchestra tedesca nel calibrare le dinamiche e nel ridurre le volumetrie all’occorrenza. Di grande impatto virtuosistico la celebre Badinerie conclusiva, che mette ulteriormente in luce le qualità del flauto solista.
Dopo l’intervallo, la Suite n. 1 in do maggiore BWV 1066 e la Suite n. 3 in re maggiore BWV 1068 si sono succedute a completamento del programma. Altissimo il livello interpretativo dell’Akademie, con particolare rilievo per l’operato dei legni nella prima Suite e, tra i momenti più attesi e celebri, l’Aria della terza. Un successo pienamente meritato, con applausi fragorosi da parte di un pubblico numeroso e partecipe. Molto apprezzato anche il bis, un intenso brano di G. P. Telemann.