Francesca Dego e Diego Ceretta, Brahms e Čajkovskij per un concerto di grande intensità al Dal Verme

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Un concerto di notevole interesse quello ascoltato ieri pomeriggio al Teatro Dal Verme di Milano, nell’ambito dell’82ª Stagione dei concerti sinfonici dell’Orchestra I Pomeriggi Musicali, intitolata Accordo perfetto. Protagonisti Diego Ceretta, alla guida dell’Orchestra della Toscana, e la violinista lecchese Francesca Dego, impegnati in un programma che accostava il celebre Concerto per violino e orchestra in Re maggiore op. 77 di Johannes Brahms alla Sinfonia n. 6 in Si minore op. 74, la celebre Patetica di Pëtr Il’ič Čajkovskij.

Ottima la direzione di Ceretta, capace di relazionarsi con efficacia e grinta con la propria orchestra, instaurando un dialogo serrato e vitale con le diverse sezioni. Un rapporto che ha trovato nel Concerto di Brahms una particolare efficacia grazie alla perfetta integrazione del violino solista con la componente orchestrale. Francesca Dego ha affrontato la celebre partitura con sicurezza virtuosistica e incisività, affrontando con disinvoltura i passaggi tecnicamente più impegnativi e mettendo in luce, soprattutto nei movimenti estremi, una personalità decisa e un carattere interpretativo ben definito.
Nel primo movimento, Allegro non troppo, la violinista ha saputo coniugare la complessità della scrittura brahmsiana con una presenza solistica di forte impatto, senza mai perdere il rapporto con l’orchestra. Nell’Adagio è emersa invece la cantabilità dello strumento, mentre il conclusivo Allegro giocoso, ma non troppo vivace ha offerto l’occasione per apprezzare ulteriormente la brillantezza tecnica e la vivacità espressiva dell’interprete.
Convincente anche la prova dell’Orchestra della Toscana, valida in ogni sezione e capace di sostenere con solidità e partecipazione il dialogo con la solista. Al termine, gli applausi calorosissimi hanno salutato Francesca Dego, che ha concesso un bis di particolare interesse: un brano di recente composizione di Nicola Campogrande ispirato dalla poesia “Il poeta”, dello scrittore, da qualche anno scomparso, Giuliano Dego, padre dell’interprete. Proposto in seconda esecuzione, è una pagina articolata, ottimamente scritta, nella quale la straordinaria tecnica dell’interprete ha saputo mettere in evidenza una notevole vivacità intellettuale, restituendo la varietà delle situazioni musicali e la qualità di una scrittura particolarmente efficace per lo strumento ad arco.
La seconda parte del programma era affidata alla Patetica di Čajkovskij, ultimo capolavoro sinfonico del compositore russo, pagina conclusiva di un percorso creativo tra i più intensi e tormentati del suo catalogo. Una sinfonia nella quale la drammaticità del discorso musicale si alterna a momenti di struggente lirismo, fino al singolare finale Adagio lamentoso, che sembra sottrarre progressivamente ogni energia vitale, lasciando l’ascoltatore in una dimensione sospesa, come se con le ultime note si arrestassero il tempo e la storia.
Di ottimo spessore l’interpretazione proposta da Diego Ceretta, con momenti di grande profondità e una lettura capace di valorizzare i contrasti e le molteplici sfumature della partitura. Il direttore ha saputo guidare l’Orchestra della Toscana attraverso le diverse atmosfere della sinfonia, alternando energia e tensione drammatica a passaggi di più raccolta intensità, fino alla conclusione, affrontata con sensibilità e consapevolezza del particolare significato espressivo di questa pagina estrema.
Ceretta, direttore ancora giovane ma già in possesso di qualità di primo livello, conferma così una personalità musicale in grado di coniugare energia, precisione e attenzione al dettaglio, lasciando intravedere prospettive di ulteriore e significativo sviluppo.
Al termine, calorosi applausi da parte del numerosissimo pubblico presente, che ha accolto con evidente apprezzamento una proposta musicale di grande impegno, sostenuta da interpreti di indubbio valore.