È stata Costanza Principe a inaugurare la nuova stagione musicale dello Spazio Teatro 89 di via Fratelli Zoia, con un programma che ha accostato Beethoven, Schumann e Messiaen in un percorso tra suggestioni romantiche, immagini della natura e ricerca timbrica. Il pomeriggio musicale, introdotto da Luca Schieppati, organizzatore della stagione, ha riscosso un ottimo successo, con l’elegante sala gremita di pubblico.
Ad aprire il concerto è stato l’Andante favori WoO 57 di Ludwig van Beethoven, pagina di grande interesse nel repertorio pianistico del compositore, che ha rivelato ancora una volta le qualità della Principe, interprete che ha nella riflessione e nella chiarezza espressiva i propri punti di forza. Da qui siamo entrati nel mondo schumanniano, tanto caro all’interprete, con le Waldszenen (Scene del bosco) op. 82 di Robert Schumann. Nei nove brani della raccolta, il mondo naturale diventa occasione per una successione di impressioni e stati d’animo: dall’Eintritt (Entrata) al Jäger auf der Lauer (Cacciatore in agguato), dai Fiori solitari al Luogo maledetto, fino al Vogel als Prophet (Uccello profeta), alla Canzone di caccia e al conclusivo Commiato. Una scrittura nella quale la sensibilità romantica della Principe ha saputo esaltare la musica di Schumann con una lettura trasparente ed espressiva.
Il programma ha quindi proposto Le Courlis cendré, tratto dal settimo libro del Catalogue d’oiseaux di Olivier Messiaen, compositore che, come ricordato da Schieppati nell’introduzione al concerto, ha fatto del canto degli uccelli una delle componenti fondamentali della propria ricerca musicale. Una pagina che richiede all’interprete particolare attenzione alla varietà dei colori e alla complessità della scrittura pianistica. Profonda conoscitrice di questi ricercati brani di Messiaen, avendo eseguito in passato l’intero Catalogue, la Principe ha offerto un’interpretazione di rilievo, giocata su una luminosità intensa e trasparente dei colori.
In chiusura, ancora Beethoven, con la celebre Sonata op. 27 n. 2, Al chiaro di luna. I tre movimenti, dall’intenso Adagio sostenuto all’Allegretto, fino al travolgente Presto agitato, restituiscono la varietà di una pagina che, pur nella sua notorietà, conserva intatte la forza espressiva e la tensione drammatica, ben colte dall’interprete.
Un programma articolato, dunque, per l’apertura della nuova stagione dello Spazio Teatro 89, accolta con fragorosi applausi per la bravissima Principe, che come bis ha proposto il primo brano delle celebri Kinderszenen op. 15 del suo amatissimo Robert Schumann.