PATEK PHILIPPE WATCH ART Grand Exhibition

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Al Palazzo delle Scintille, a City Oval in piazza VI Febbraio, è allestita una mostra – visitabile gratuitamente previa registrazione obbligatoria – sul famoso e storico marchio di orologi Patek Philippe.

Si entra davvero in un mondo particolare, dove la misura del tempo si collega ad altissimo artigianato, all’arte orafa e miniaturistica, alla meccanica di precisione, alla ricerca scientifica, al disegno tecnico.

Un salottino elegante – nella Sala Napoleone – presenta un filmato immersivo: sembra di affacciarsi a grandi finestre sul lago di Ginevra, città dove si trovano, rispettivamente in Rue du Rhône e in Rue des Vieux-Grenadiers, il Salone e il Museo Patek Philippe e, nella periferia sud, a Plan-les-Ouates, la sede della Manifattura.

Una parte dell’esposizione, che si estende per oltre 2900 mq, consente di ripercorrere le tappe del prestigioso marchio e della storia dell’orologeria svizzera, a partire dal XVI secolo.

Si viene dunque a sapere che nel 1839 Antoni Patek Prawdzic (1811-1877), fabbricante di orologi di origine polacca, trasferitosi a Ginevra, fondò una società per la vendita di orologi insieme a Franciszek Czapek, da cui si separò nel 1844; nello stesso anno divenne suo socio il francese Jean-Adrien Philippe (1815-1894). Qualche anno prima Philippe aveva inventato un orologio con carica e messa all’ora senza chiave; aveva poi vinto, per le componenti meccaniche da lui ideate, un premio all’Esposizione Industriale Francese. Gli orologi a corona della ditta Patek Philippe ebbero successo e iniziarono a essere concorrenti della Vacheron & Constantin, che era stata fondata a Ginevra nel 1755 ed era la più famosa in tutta Europa.

Nel 1851 la Regina Vittoria acquistò orologi Patek Philippe all’Esposizione Universale di Londra. Nel 1868 fu prodotto un orologio da polso per una contessa ungherese, e aumentarono le forniture per le case regnanti, gli aristocratici, i ricchi banchieri e industriali.

Sono esposti orologi appartenuti ai re Umberto I e Vittorio Emanuele III di Savoia, e anche a pontefici.

Fu nel 1887 che Philippe decise di adottare come simbolo del marchio la “Croce di Calatrava”, ispirata a un ordine cavalleresco spagnolo del XII sec.; è una croce greca con quattro petali di giglio alle estremità, simbolo di purezza, equilibrio nella simmetria, virtù e nobiltà. Viene incisa su corone, casse, chiusure di cinturini e bracciali, e anche su rotori e parti meccaniche. Calatrava è stato scelto come nome di una famosa collezione. Pure anelli, gemelli e accessori pensati per creare eleganti abbinamenti con gli orologi portano la Croce come disegno.

Nel 1889 fu brevettato il calendario perpetuo, applicato per la prima volta a un orologio da polso nel 1925. La ditta si avvaleva della collaborazione dell’azienda Victorin Piguet per ottenere ébauches (movimenti grezzi) e moduli per complicazioni, ossia funzioni che andavano oltre la semplice indicazione di ore, minuti e secondi. Si produssero dunque, oltre ad orologi più facilmente commerciabili, almeno presso le classi agiate, cronografi ed esemplari pregiatissimi, che oggi sono per lo più nelle vetrine di musei. Nel 1933, per esempio, fu realizzato un orologio da tasca con ben ventiquattro complicazioni: tra queste, la mappa del cielo notturno su New York.

Il presidente attuale della Patek Philippe, dal 2009, è Thierry Stern, discendente (di quarta generazione) della famiglia che l’acquistò nel 1932 salvandola dal fallimento nell’epoca della grande depressione.

In una sala, vengono presentati sei orologi-gioiello, i Gondolo Ladies First, che reinterpretano il cronografo Ladies First del 2009, con forme ispirate all’Art Déco. Movimento al quarzo, cassa sottile, quadranti impreziositi da diamanti: raffinatissimi e lussuosi.

I prezzi sono di conseguenza: basti pensare che alcune edizioni su commissione speciale possono superare il milione di euro! Il costo minimo varia da circa 15000 euro per alcuni semplici modelli da donna a 34000 euro per i modelli da uomo.

Non sono certo per un vasto pubblico, come gli Swatch! Ma evidentemente gli acquirenti non sono pochi, visto che il fatturato 2025 riportato nel Morgan Stanley Report supera il miliardo di franchi. Il 49,1% del mercato degli orologi è controllato dai cosiddetti “Big 4”, ossia Rolex, Audemars Piguet, Richard Mille e, appunto, Patek Philippe.

Durante la visita, oltre ad ammirare collezioni di magnifici orologi (oltre 300), si possono osservare artigiani al lavoro che spiegano tecniche raffinate di intarsio, smaltatura, incisione; maestri orologiai e ingegneri illustrano il complesso funzionamento dei movimenti degli orologi meccanici.

Ci si può anche far fotografare con un camice bianco, con lo sfondo di una gigantografia del laboratorio, come se si lavorasse alla Patek Philippe…Una sezione è dedicata agli orologi con suoneria. Filmati interessanti consentono di approfondire diversi aspetti di questo mondo straordinario e per lo più sconosciuto.

Fino al 18 ottobre. Lunedì-giovedì dalle 10:00 alle 19:00, venerdì-domenica dalle 10:00 alle 22:00. Ultimo ingresso un’ora prima della chiusura. https://www.patek.com/en