Un programma interamente dedicato alla musica del Novecento, capace di attraversare mondi sonori molto diversi, è stato quello proposto ieri pomeriggio per MiTo SettembreMusica al Teatro della Quattordicesima dal giovane Trio Rinaldo, formato da Leonardo Ricci al violino, Rebecca Ciogli al violoncello e Lorenzo Rossi al pianoforte.
Il concerto si è aperto con l’Elegia in do minore op. 16 di Aleksandr Krein (1883-1951), pagina di intenso lirismo di un compositore russo ancora poco frequentato dalle sale da concerto. A seguire, lo straordinario Between Tides di Tōru Takemitsu (1930-1996), composizione nella quale la sensibilità del musicista giapponese si confronta con il linguaggio cameristico occidentale, ha confermato le indubbie qualità di questo gruppo. La scrittura di Takemitsu, fatta di trasparenze, silenzi e raffinate sfumature timbriche, è stata esaltata dalla capacità del Trio di controllare le dinamiche, spesso sottili e rarefatte, del brano, con una coesione d’insieme di evidente valore estetico.
Nella successiva e più articolata Kammersonate di Hans Werner Henze (1926-2012), altro autore centrale della musica europea del secondo Novecento, il Trio ha esaltato la ricchezza dei contrasti e la complessità della scrittura, espressa con chiarezza e attenzione alle diverse componenti timbriche.
L’ultimo brano in programma, il più celebre ed eseguito, il Trio n. 2 in mi minore op. 67 di Dmitrij Šostakovič (1906-1975), ha trovato ancora un’eccellente restituzione. Composto nel 1944 e articolato in quattro movimenti – Andante, Allegro con brio, Largo, Allegretto – il Trio è una delle opere cameristiche più celebri e drammatiche del compositore russo.
Ricordiamo che il Trio Rinaldo ha vinto recentemente la sezione giovanile della 44ª edizione del Premio Abbiati, Premio “Piero Farulli” per il miglior ensemble emergente.
Di qualità anche i due bis concessi: prima il Valse russe, dalle Miniatures di Frank Bridge; poi Ho non, pour mon beauté, di Joel Engel. Bravissimi.