Lo Stabat Mater di Rossini diretto da Speranza Scappucci con i giovani musicisti dei Conservatori di Milano e Torino

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Una delle pagine più celebri e impegnative della produzione sacra di Gioachino Rossini è stata protagonista del concerto che ha riunito nella chiesa di San Barnaba, in Gratosoglio, a Milano, l’Orchestra degli studenti dei Conservatori di Milano e Torino e il Coro Maghini.

A dirigere i giovani strumentisti, Speranza Scappucci, affermata direttrice d’orchestra e direttrice artistica del Festival MiTo. Il concerto è stato preceduto da una presentazione del presidente di MiTo SettembreMusica, Alberto Meomartini.
Lo Stabat Mater, composto da Rossini tra il 1831 e il 1841, è stato proposto nella sua interezza. Accanto all’imponente compagine corale, preparata dal maestro Claudio Chiavazza, si sono esibiti quattro interpreti di rilievo: il soprano Maria Grazia Schiavo, il mezzosoprano José Maria Lo Monaco, il tenore Levy Sekgapane e il baritono Andrea Pellegrini, impegnati nelle parti solistiche.
La scelta di affidare una partitura di tale complessità a giovani musicisti provenienti dai due Conservatori conferisce alla serata un interesse particolare. Oltre all’aspetto propriamente musicale, il concerto è divenuto infatti un’occasione di confronto e di formazione, attraverso il misurarsi con una delle opere sacre più importanti dell’Ottocento italiano, ricca di quella straordinaria melodicità che costituisce uno dei tratti distintivi del genio rossiniano.
Lo Stabat Mater rossiniano, pur fondato sul testo medievale attribuito a Jacopone da Todi, presenta anche una forte componente teatrale, evidente tanto nelle pagine affidate ai solisti quanto negli interventi corali. Un carattere al quale Rossini non rinuncia neppure nella dimensione religiosa della composizione, alternando momenti di intensa partecipazione drammatica a episodi di genuina estroversione e di raccolta spiritualità.
Una serata di eccellente livello complessivo, accolta dal numerosissimo pubblico di appassionati che riempiva la chiesa. Applausi calorosi e prolungati a tutti i protagonisti.