La Nona di Mahler alla Scala per il gran finale della 65ª edizione dello Stresa Festival

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È la musica di Gustav Mahler a mettere il sigillo sulla 65ª edizione dello Stresa Festival, che ieri sera, 9 settembre, si è trasferita dal Lago Maggiore al Teatro alla Scala di Milano. Una conclusione di particolare rilievo, affidata alla Mahler Academy Orchestra e al direttore Philipp von Steinaecker, protagonisti della Sinfonia n. 9 in re maggiore di Mahler.

Il numerosissimo pubblico presente alla Scala, con una significativa presenza di giovani, ha ascoltato con grande attenzione gli oltre ottanta minuti del capolavoro mahleriano. Un’esecuzione che ha cercato di ristabilire un contatto con l’epoca in cui la Sinfonia fu composta, soprattutto per quanto riguarda la prassi esecutiva e l’utilizzo di strumenti riconducibili al periodo storico di Mahler.
L’Originalklangprojekt è infatti un progetto di ricerca che mira a ricreare, per quanto possibile, il suono dell’epoca mahleriana. Una ricerca sulla prassi esecutiva alla quale Philipp von Steinaecker dedica da molti anni il proprio impegno.
La resa interpretativa, asciutta, dettagliata e spesso lontana da quella che siamo abituati ad ascoltare, ha certamente messo in evidenza le qualità degli orchestrali, molti dei quali molto giovani e di straordinario talento. L’interpretazione di Steinaecker ha mostrato un’incredibile chiarezza sia nelle intenzioni relative ai rapporti volumetrici, sia nella definizione delle timbriche.
I toni, spesso scuri, e i colori ben miscelati delle diverse sezioni orchestrali non presentano quella brillantezza, soprattutto negli ottoni, che caratterizza interpretazioni più decisamente “tardo-romantiche”. Gli equilibri tra i due pacati movimenti laterali e i due più contrastati movimenti centrali hanno però rivelato un linguaggio autentico e di particolare interesse.
Di incredibile risalto il controllo delle dinamiche e delle timbriche nell’Adagio finale, conclusosi con suoni quasi impercettibili, in un progressivo dissolversi della materia sonora.
Al termine, applausi fragorosi e interminabili da parte del pubblico presente, a suggellare una serata di particolare significato per la conclusione dello Stresa Festival.