È tornata in scena in questi giorni al Teatro alla Scala Lucia di Lammermoor, il capolavoro di Gaetano Donizetti nell’allestimento firmato da Yannis Kokkos, già presentato nel 2023 sotto la direzione di Riccardo Chailly.
Per questa nuova serie di sette rappresentazioni, in programma fino al 17 luglio, sul podio troviamo Speranza Scappucci, già applaudita alla Scala per I Capuleti e i Montecchi di Bellini, produzione che ne aveva confermato le qualità di raffinata interprete del repertorio belcantistico. Alla seconda recita, andata in scena ieri sera, il teatro gremito ha tributato calorosissimi applausi a tutti i protagonisti, confermando il favore del pubblico nei confronti di questo titolo.
La regia, le scene e i costumi di Yannis Kokkos, valorizzati dalle efficaci luci di Vinicio Cheli, conservano intatta la loro forza espressiva. L’impianto scenico, essenziale ma suggestivo, continua a rivelarsi particolarmente funzionale alla drammaturgia dell’opera, restituendo con efficacia l’atmosfera cupa e tragica della vicenda. Di particolare rilievo è ancora una volta la componente corale, preparata con la consueta eccellenza da Alberto Malazzi, che trova un perfetto inserimento nello spazio scenico, contribuendo ad amplificare la dimensione monumentale di alcune delle pagine più spettacolari dell’opera.
La direzione di Speranza Scappucci, complessivamente convincente, privilegia una lettura dal respiro quasi sinfonico, attenta alla ricchezza della scrittura orchestrale e particolarmente efficace nei grandi momenti d’insieme e nelle scene corali, dove l’equilibrio tra orchestra e palcoscenico raggiunge i risultati migliori. Nei passaggi più intimi e lirici si sarebbe forse desiderata una maggiore ricerca di trasparenza e flessibilità agogica, ma la concertazione acquista progressivamente sicurezza e intensità, trovando nel terzo atto i suoi esiti più compiuti.
Sul versante vocale, Rosa Feola offre una Lucia di notevole livello, sempre elegante nel fraseggio e sicura nella linea di canto, raggiungendo il vertice della sua interpretazione nella celebre scena della pazzia, affrontata con intensità drammatica e controllo tecnico anche nell’eccellente utilizzo in orchestra della glass armonica, spettrale e nel contempo celestiale per un’adeguata miscelazione con la voce della protagonista . Ottima anche la prova di Piero Pretti nel ruolo di Edgardo, interpretato con voce ben timbrata, omogenea nei registri, precisa nell’intonazione e capace di coniugare slancio lirico, solidità vocale ed adeguata presenza scenica.
Completano efficacemente il cast Boris Pinkhasovich nei panni di Lord EnricoAshton, Leonardo Cortellazzi come Lord Arturo Bucklaw, Michele Pertusi quale autorevole Raimondo Bidebent, Hyeonsol Park, apprezzata allieva dell’Accademia del Teatro alla Scala, nel ruolo di Alisa, e Paolo Antognetti come Normanno.
La sintonia fra buca e palcoscenico è apparsa in costante crescita nel corso della serata, raggiungendo nel finale una piena coesione interpretativa. I fragorosi applausi conclusivi hanno premiato tutti gli artisti coinvolti, suggellando una rappresentazione di indubbio valore, accolta con entusiasmo dal pubblico scaligero. Prossime repliche previste per il 3-6-9-14-17 luglio. (Prime tre immagini di Brescia e Amisano- Archivio della Scala)