Ameli Sakai-Ivanova allo Steinway & Sons milanese

0
34

La giovanissima pianista bulgaro-giapponese Ameli Sakai-Ivanova, appena diciassettenne, si è esibita allo Steinway & Sons di Milano con un programma impegnativo, costruito su due versanti musicali molto differenti: dapprima Chopin, con le Quattro Ballate, quindi Kapustin con i Concert Études op.40.

I quattro celebri capolavori del compositore polacco hanno trovato un’interprete capace di definire con equilibrio, espressività e perfezione di dettaglio ogni Ballata, compresa quella che probabilmente richiede la maggiore attenzione per la quantità di contrasti che racchiude, la n. 4 op. 52. Le interpretazioni, assai mature considerando la giovane età della pianista, hanno rivelato anche una notevole eleganza discorsiva e una grande chiarezza nella definizione dei particolari.
Il passaggio ai cinque brani degli Études op. 40 di Nikolaj Kapustin ha segnato un evidente cambio di prospettiva, soprattutto sul piano ritmico. Il compositore e pianista ucraino-russo è noto per aver introdotto elementi jazzistici all’interno di una scrittura costruita però su una tecnica decisamente classica. Lo si percepisce in ogni dettaglio di questi brani efficaci ed energici, che, pur filtrando il jazz attraverso una forma classica, finiscono inevitabilmente per attenuarne almeno in parte la componente improvvisativa.
Anche nei brillanti lavori di Kapustin, Sakai-Ivanova ha dimostrato di avere idee molto chiare. La perfezione tecnica ha dato vita a esecuzioni raffinate e incisive, culminate in una Toccatina finale ancora più ricca di slancio ed energia. Calorosi applausi del pubblico e un ottimo bis conclusivo con il Valzer op. 64 n. 2 di Chopin.