Davide Ranaldi alla Steinway & Sons di Milano per Schumann e Brahms

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Prima del concerto del grande Mikhail Pletnev al Teatro Dal Verme, ho avuto modo di ascoltare, presso la Steinway & Sons di largo Donegani, un giovane interprete, Davide Ranaldi, certamente una promessa del concertismo pianistico, vincitore di numerosi concorsi, tra cui il Primo Premio dell’Euregio Piano Award 2025 in Germania e il Concorso Pianistico Internazionale Rovere d’Oro.

Ranaldi ha studiato per molti anni con Alexander Romanowsky, splendido virtuoso ucraino naturalizzato italiano e docente al Conservatorio di Pavia, e continua tuttora a seguirne gli insegnamenti. L’impaginato presentato, di notevole rilievo virtuosistico, prevedeva di Schumann l’Arabeske op. 18 e il Carnaval op. 9, quindi le impervie Variazioni su un tema di Paganini di Brahms.
Ranaldi, con un virtuosismo calibrato, mai eccessivo e sempre ricco di espressione, ha affrontato queste celebri pagine con coerenza e maturità, mantenendo un giusto equilibrio dinamico e offrendo momenti riflessivi di solido valore interpretativo. Un pianista proiettato verso ulteriori successi, che merita di essere seguito negli sviluppi di una carriera musicale che appare già molto promettente. Ottimo il bis concesso con il Clair de lune di Claude Debussy. Bravissimo.