Il Quartetto Adorno e Miguel Da Silva per la Società dei Concerti

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La Società dei Concerti di Milano ha ospitato il secondo appuntamento dedicato ai quintetti per archi di Wolfgang Amadeus Mozart, rivelatosi un momento di particolare intensità musicale, capace di mettere in luce tanto la raffinatezza formale quanto la profondità espressiva di queste pagine.

Protagonisti della serata il Quartetto Adorno — formato da Edoardo Zosi e Liù Pelliciari ai violini, Benedetta Bucci alla viola e Maria Salvatori al violoncello — affiancati dal noto violista Miguel Da Silva.
Il programma comprendeva tre quintetti e si apriva con il Quintetto in do minore K 406, pagina nata come trascrizione dell’Ottetto per fiati K 388. Il brano, articolato come gli altri in quattro movimenti, conserva pienamente il proprio valore anche nella versione per archi ed è attraversato da una tensione drammatica non comune nel catalogo cameristico mozartiano. Fin dall’Allegro iniziale, l’ensemble ha evidenziato un fraseggio incisivo ma mai forzato, lasciando emergere con chiarezza la trama contrappuntistica. Il raffinato gioco speculare ha trovato negli interpreti un equilibrio convincente tra rigore e naturalezza, sostenuto da un controllo dinamico accurato e da un impasto sonoro perfettamente calibrato fra i cinque strumenti.
Questa discorsività insieme discreta e incisiva si è ritrovata anche negli altri due quintetti in programma: il Quintetto n. 6 in mi bemolle maggiore K 614 e il Quintetto n. 5 in re maggiore K 593, eseguito dopo l’intervallo. La dimensione più luminosa, distesa e serena del K 614 ha trovato un naturale contrappunto negli ultimi movimenti del K 593, mentre l’Adagio di quest’ultimo è stato affrontato con ampio respiro e intensa concentrazione espressiva. In tutti i brani si è distinta la perfetta integrazione tra il Quartetto e la viola di Da Silva, protagonista di una presenza sonora elegante e pienamente partecipe del discorso musicale. Le esecuzioni sono state accolte con calorosi e prolungati applausi dal numeroso pubblico intervenuto in Sala Verdi.
Un concerto cameristico di alto livello, sostenuto da interpreti di consolidata esperienza internazionale. Breve ma raffinato il bis, con la ripresa del Minuetto dal K 593, suggellato da applausi calorosi e meritati.