Il ritorno di Claus Peter Flor per Šostakovič e Mozart in Auditorium

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Il ritorno di Claus Peter Flor alla guida dell’Orchestra Sinfonica di Milano ha dato vita a un concerto di grande interesse, incentrato sull’interpretazione di due capolavori sinfonici di epoche lontane: la Sinfonia n. 6 in si minore op. 54 di Dmitrij Šostakovič e la Sinfonia n. 40 in sol minore K 550 di Wolfgang Amadeus Mozart.

Centocinquant’anni separano idealmente i due lavori: da un lato i tre movimenti – Largo, Allegro e Presto – del compositore russo, scritti nel 1939; dall’altro i quattro tempi – Molto allegro, Andante, Minuetto e Allegro assai – del salisburghese.
La Sinfonia n. 6 delinea con chiarezza i tratti distintivi dello stile di Šostakovič: il trattamento raffinato delle timbriche orchestrali, che passano dai colori introspettivi, dominati dagli archi nel Largo iniziale, a un’estroversione talvolta esuberante e contrastata nei due movimenti successivi, dove tutte le sezioni orchestrali sono chiamate a un dialogo serrato. Flor ha diretto con mirabile competenza, dimostrando una profonda familiarità con un autore ben noto all’orchestra milanese e penetrando con precisione ogni piega di una partitura non tra le più frequentate, ma ricca di rimandi significativi al difficile contesto storico della sua genesi. Ne è scaturita un’esecuzione intensa e convincente, accolta da calorosi e meritati applausi.
Dopo il breve intervallo, l’avvio della celebre Sinfonia n. 40 di Mozart – resa universalmente riconoscibile già dal celeberrimo incipit del Molto allegro, tra le pagine più note del repertorio classico – ha confermato la solidità dell’interpretazione, particolarmente riuscita nei movimenti estremi. Anche in questo caso il pubblico ha tributato un’accoglienza entusiastica, con ripetute chiamate sul palco per il direttore.Domenica alle 16.00 è prevista la replica: un appuntamento che merita senz’altro di essere segnalato.