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AMMU: Panettone al pistacchio DOP Bronte, l'oro verde di Sicilia. Per un Natale dal sapore siciliano!

          

Ammu propone il Panettone al pistacchio Ammu che, novità del Natale 2018, ha ottenuto il riconoscimento Bronte DOP.

Glassato al pistacchio e guarnito con croccanti pistacchi interi, è accompagnato da una delicata crema al pistacchio da spalmare sulle fette morbide e profumate.

Panettone e crema (in vendita insieme) sono preparati in esclusiva per Ammu dalla migliore pasticceria brontese. Il Panettone al Pistacchio DOP Bronte Ammu - afferma Stefano Massimino titolare di Ammu - "esprime tutta potenza dell'oro verde di Sicilia, sprigionando colori, sapori e profumi della nostra isola".

Il panettone al Pistacchio DOP Bronte di Ammu (confezione con panettone da 1 kg e crema spalmabile) è in vendita in tutti i negozi Ammu:

Ammu Milano: Corso Magenta, 32 / Corso Garibaldi 84 / Corso di Porta Romana 44  Tel. 388.7563140

Ammu Roma: Viale Libia 144 Tel. 392.2852484

Nei negozi, oltre al panettone, saranno disponibili selezionati prodotti dolci e salati siciliani con cui comporre gustose ceste natalizie.

Milano, 11 dicembre 2018

 

Tenuta San Giaime a Milano

Il 22 dicembre, Tenuta San Giaime porta la Sicilia nel cuore di Milano, presentando le sue proposte natalizie al Globe Bistro dalle 11.00 alle 18.0
(piano -1, Palazzo Coin, piazza V Giornate Milano).


Anche quest’anno, per Natale, i vini di Tenuta San Giaime
porteranno a Milano il calore della Sicilia. Nei giorni di sabato 1° e 17 dicembre, dalle 11.00
alle 18.00, le due etichette della Cantina - “S’16”(Syrah) e G’17” (Grillo) - saranno infatti
offerte al pubblico in degustazione (con possibilità di acquisto) al Globe Bistro di Palazzo Coin (piazza V Giornate, piano -1).


Ottenuti da uve
confezioni regalo.biologiche coltivate a 1000 metri d’altezza alle pendici delle Madonìe e vinificate in purezza, i vini di Tenuta San Giaime saranno presentati anche in attraenti confezioni regalo.
 
Giaime, che esprime affetto e attenzione ai gusti del destinatario; ma non dimentichiamo
che, a volte, se pensiamo di meritarcelo, il Natale può anche essere l’occasione buona per fare un bel regalo anche a sé stessi!”


La presenza prenatalizia dei vini di Tenuta san Giaime al Globe Bistro è ormai un
appuntamento fisso per clienti e visitatori di Palazzo Coin, rinnovando ogni anno una piacevole atmosfera di calore e cordialità. che rendono ancora più piacevole la degustazione.

Milano, 4 dicembre 2018

 

Milano capitale del Panettone.

Letteralmente stregati dal panettone artigianale. Oltre 10.000 visitatori, milanesi e non, hanno affollato sabato 24 e domenica 25 novembre le Cavallerizze del Museo della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano per la seconda edizione de “I Maestri del Panettone”.

La festa del panettone artigianale anche quest’anno ha conquistato tutti, adulti e bambini, coinvolgendo il folto pubblico in degustazioni guidate, masterclass, lezioni e assaggi.

Un successo documentato anche dai numeri: cifra record per i panettoni venduti, oltre 7.000 (da 1 kg.). Ma non solo! Circa 700 le persone che hanno partecipato alle degustazioni tematiche sotto la guida dei grandi Maestri; 800 quelle che hanno assistito alle masterclass con chef stellati e pasticceri; 1.500 coloro che hanno scoperto, grazie ai tour alla “Fabbrica del Panettone” (un vero laboratorio di pasticceria allestito per l’occasione) come nasce un perfetto panettone artigianale; oltre 300 i bimbi che hanno frequentato la Sweety Baby mettendo le mani in pasta e divertendosi insieme a Geronimo Stilton.

Particolarmente apprezzato l’Happy Hour del sabato sera con sette inedite declinazioni del panettone in chiave salata: un’esperienza golosa che ha visto il re delle tavole natalizie protagonista di un’occasione di consumo non convenzionale.

Il successo di questa seconda edizione de ‘I Maestri del Panettone’ – commenta Francesco Briglia, direttore di Italian Gourmet – conferma che quando al pubblico si offrono eventi di qualità la risposta è più che positiva. Un grande grazie va naturalmente ai nostri 26 Maestri, fra i migliori italiani, che per due giorni si sono messi a disposizione dei visitatori coinvolgendoli in attività e assaggi e proponendo 150 varianti del dolce natalizio per antonomasia, così come a tutti i nostri sponsor, che hanno messo a loro disposizione le migliori materie prime. A rendere ancora più dolce questa edizione”, conclude Briglia, “un’iniziativa di solidarietà di cui andiamo molto orgogliosi, realizzata in collaborazione con il programma QuBì - La ricetta contro la povertà infantile promosso da Fondazione Cariplo: 500 dei panettoni artigianali creati dai nostri Maestri verranno donati ai bimbi milanesi più bisognosi e alle loro famiglie.”  

Tra gli appuntamenti più seguiti che hanno animato la due giorni del Panettone: la finale del concorso professionale “Miglior Panettone al Cioccolato 2018” vinta da Bruno Andreoletti della Pasticceria Andreoletti (di Brescia); la finale del contest “Miglior Panettone al Caffè 2018” che ha visto classificarsi al primo posto Giuseppe Mascolo della Pasticceria Mascolo (di Visiciano) e l’assegnazione dei premi del contest dedicato al “Miglior giovane Maestro digital” – realizzato in collaborazione con la società specializzata Mimesi – e che ha premiato i tre giovani pasticceri più social: Fabio Nazzari (Pasticceria Nazzari di Iseo), Federico Rottigni (pastry chef all’hotel Lysebu di Oslo) e Vincenzo Donnarumma (Pasticceria Peccati di Gola di Pimonte) classificatisi rispettivamente al primo, secondo e terzo posto. www.imaestridelpanettone.com

Milano, 3 dicembre 2018

 

ABS Wine&Spirits

ABS Wine & Spirits, Società del gruppo Aliante Business Solution, nell’ottica di ampliare e potenziare il suo raggio d’azione nel settore del wine, ha siglato una partnership con il Movimento del Turismo del Vino Lombardo (MTVL) che vedrà le due realtà collaborare su iniziative e eventi a Milano e non solo.

Dopo il successo della settima edizione di Bottiglie Aperte - evento di riferimento per tutto il mondo del vino prodotto e organizzato dal 2015 da ABS Wine & Spirits - l’Azienda accelera e continua a investire nel capoluogo lombardo, riconoscendone il valore come polo di aggregazione e generatore di network per creare opportunità di business, anche in questo settore. Abs Wine & Spirits è una società con sede a Milano e uffici operativi anche a Lugano e Budapest, creata per organizzare, gestire e promuovere eventi B2B nel mondo del Food & Beverage in Italia e In Europa. Si appoggia all’esperienza di manager del gruppo Aliante Business Solution, realtà che propone consulenza operativa, manageriale di ispirazione Lean 6 Sigma e sviluppa il business dei propri clienti sfruttando le sinergie ed il network del gruppo Aliante in Italia ed all’estero. Organizzare eventi B2B in Italia e in Europa, nel settore del Food & Beverage, rivolti alla stampa, al pubblico degli operatori di settore internazionale, HO.RE.CA e RETAIL, e agli appassionati più esigenti è quindi la mission di ABS Wine & Spirits. Tra le attività svolte vi è anche la consulenza specifica per le start up del settore, che va a colmare un vuoto di mercato caratteristico dell’Italia. Bottiglie Aperte è un esempio di progetto vincente che è diventato in pochi anni un evento di grande risonanza. Da giovane start up, la manifestazione - che si tiene ogni anno a inizio ottobre a Milano e coinvolge le Cantine di tutta Italia, dalle piccole realtà ai grandi gruppi, - è oggi arrivata alla sua settima edizione con una crescita esponenziale nei numeri, rispetto all’anno 2015: + 70 % delle Aziende partecipanti e + 300% negli operatori Horeca coinvolti, che hanno raggiunto le 5000 presenze nella nuova location del Superstudio Più.

Milano, 23 Novembre 2018

 

VINO, NELLA MILANO DA BERE TORNA IL FESTIVAL DEL VINO COOPERATIVO

Dopo il successo della prima edizione, ritorna anche quest’anno l’appuntamento con VIVITE - Festival del vino cooperativo, manifestazione organizzata dall’Alleanza delle Cooperative Agroalimentari che si svolgerà sempre presso la splendida cornice delle ex scuderie Le Cavallerizze del Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia “Leonardo da Vinci” di Milano, nei giorni 17 e 18 novembre.

L’iniziativa è stata presentata oggi a Milano alla Sala Belvedere del Palazzo della Regione Lombardia, alla presenza dell’Assessore all’Agricoltura della Regione Lombardia, Fabio Rolfi. “Sarà una festa del vino, rivolta al pubblico degli appassionati e agli operatori del settore, ricca di eventi e di ospiti”, ha esordito Ruenza Santandrea, Coordinatrice settore Vino dell’Alleanza cooperative. “Il nostro obiettivo è creare un momento di festa e interrogarci nel contempo sul nostro settore. Quest’anno la manifestazione si incentra sulla sostenibilità, non solo ambientale, ma anche sociale, economica culturale ed etica. A fianco delle degustazioni, degli eventi ludici, ci sarà tanto spazio per i talk show con relatori importanti, della scienza, dell’enologia, del marketing, rappresentanti istituzionali, di aziende grandi e piccolissime, per ragionare di vino e sul vino, fuori da schemi paludati. Con tanta semplicità e voglia di far conoscere cosa c’è dietro una bottiglia di vino. Storie di persone e di lavoro, autenticità e tanto legame col territorio”.

La cooperazione vitivinicola riveste anche un ruolo economico di primo piano nel comparto, come ha evidenziato nel suo intervento Denis Pantini, responsabile Nomisma Wine-Monitor: “In un settore come il vino, che negli ultimi 5 anni cresce nell’export del 27% e che rappresenta il principale ambasciatore del Made in Italy agroalimentare, la cooperazione – ha spiegato - con oltre 480 imprese e più di 140.000 soci viticoltori, esprime un fatturato di 4,5 miliardi di euro e fa registrare una crescita che dal 2008 (anno di scoppio della recessione globale) al 2016 ha superato il +40%, più della media dell’intero settore vitivinicolo italiano (+38%) raggiungendo addirittura un +53% nel caso delle prime 20 cooperative per fatturato”.

Tale crescita – ha proseguito Pantini – è stata trainata proprio dall’export: basti pensare che le esportazioni cumulate di vino di queste top cooperative sono cresciute a valori del 44% nell’ultimo quinquennio (contro il +27% precedentemente segnalato). Lo sviluppo delle performance economiche ha portato oggi ad annoverare 8 cooperative nella classifica delle prime 15 imprese italiane del vino nonché 8 italiane nella graduatoria delle principali 15 cooperative vinicole europee”.

La manifestazione sarà prodotta anche quest’anno da Lievita, format house milanese specializzata nella creazione e nella produzione di format di grandi manifestazioni dedicate al mondo Food & Wine. “La comunicazione di VIVITE 2018 – ha spiegato Federico Gordini, co-fondatore e direttore creativo di Lievita – avrà l’obiettivo di trasmettere quella che sarà l'atmosfera che si potrà vivere durante l'evento. VIVITE sarà un vero e proprio festival, un momento in cui incontrare ‘vite’, persone provenienti da differenti luoghi, da differenti storie e da diversi ambiti oltre a quello del vino. Musica, arte, teatro si incroceranno con sommelier, agricoltori e consumatori per un grande momento di celebrazione”.

Milano, 16 novembre 2018

 

Golosaria:   A MILANO ARRIVA IL BUONO CHE FA BENE

 

Il Buono che fa Bene. E’ questo il tema della tredicesima edizione di Golosaria Milano, in programma da sabato 27 a lunedì 29 ottobre negli spazi del Mi.Co - fieramilanocity. Un tema nato per raccontare l’evoluzione del gusto nei primi 25 anni de ilGolosario: un bene che deriva dal piacere ma anche un bene del corpo, con la riscoperta dei superfood. Ci sono poi le nuove comunità di produttori e di botteghe che cambiano volto contribuendo a tenere vive le città. Sarà il tema portante del talk show d’apertura, condotto da Paolo Massobrio e Tessa Gelisio, che vedrà la partecipazione del ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali Gian Marco Centinaio. Un tema, quello del benessere e della sostenibilità, portato a Golosaria da alcuni grandi marchi come Life, specialista della frutta secca, essiccata e disidratata, e Lauretana, partner storico di Golosaria con l'acqua più leggera d’Europa che porterà il vessillo dell’importanza di una giusta idratazione. Oltre che di benessere si parlerà anche di sostenibilità con Comieco (Consorzio Nazionale Recupero e Riciclo degli Imballaggi a base Cellulosica) che continua il suo progetto per la diffusione della doggy bag nei ristoranti ed Evolvere con il tema dell’energia sostenibile in ambito domestico.

Buono e Bene, dunque, come specchio dello “stile italiano” e del modello mediterraneo che saranno declinati a Golosaria secondo alcune suggestioni. A partire dai supercibi quotidiani, ovvero ingredienti del nostro artigianato e dell’agricoltura che, inseriti regolarmente nell’alimentazione, possono cambiare la vita (dai cereali trasformati in farina ai formaggi a latte crudo fino a verdura e frutta, dalla Mela Rossa Cuneo, diventata anche simbolo dell’ortofrutta italiana al Macfrut, al baby frutto Nergi, alleati del benessere. Saranno il tema dell’area showcooking, dove si racconterà come il cibo sta cambiando e come noi cambiamo il nostro modo di avvicinarci alla tavola, con particolari declinazioni anche nell'Atelier dell'Arte Bianca a cura di Petra® e nello spazio dedicato alle eccellenze dei Maestri del Gusto di Torino. Nell'Agorà, il grande palco di Golosaria lunedì 29 si aprirà uno spaccato sulla ristorazione contemporanea con la premiazione dei Faccini e delle Corone Radiose del GattiMassobrio, il taccuino dei ristoranti d’Italia.‬

Quindi lo spazio dedicato ai 25 anni del Golosario; un sistema di comunicazione partito nel 1994 con poco più di 100 produttori che racconta in mille pagine il gusto in modo trasversale, dalla carta al web. A Golosaria saranno riuniti più di 300 espositori di tutta Italia, fra cui alcuni storici protagonisti che in questi 25 anni, hanno cambiato il modo di fare impresa. A raccontarlo alcuni marchi simbolo del made in Italy a tavola come Prosciuttificio Marco d’Oggiono, con i suoi crudi distribuiti nelle migliori boutique del gusto italiane, pasticceria Fiasconaro che con il suo panettone alla manna ha conquistato anche l’Oriente e Inalpi, che porta la miglior materia prima in pasticcerie e gelaterie di altissimo livello. Golosaria però guarda anche alla nascita dei nuovi modelli, come i dispenser per il vino a bicchiere Wineemotion, protagonisti di una nuova idea di enoteca, le soluzioni di design per il bere conviviale targate Vinstrip o quello delle Ciberie®, il format di negozi che hanno esteso la propria offerta alla somministrazione che Francesco Donadini porterà per il terzo anno a fieramilanocity. Quest’anno un focus speciale sarà dedicato anche alla bottega italiana e alla sua capacità di adattarsi allo spirito del tempo, per sopravvivere e continuare ad essere una risorsa. Per questo domenica (ore 14) saliranno sul palco di Golosaria storici bottegai e giovani fondatori delle boutique del gusto per firmare, tutti insieme, il Manifesto della Bottega Italiana.‬

Uno spazio speciale sarà poi dedicato al formaggio, esempio di un’evoluzione che non ha mai lasciato le sue radici, ma anche di un alimento che, a sua volta, cambia in base alla materia prima. A Golosaria per la prima volta approderà FormaggItalia, il Salone Italiano dei Formaggi Artigianali che porterà, oltre a una rappresentanza unica di produttori, circa 60, il tema del latte come fattore distintivo per il formaggio. Lo stesso tema salirà sarà al centro del concorso “Formaggi di Classe”, basato sugli studi del professor Rubino circa la distinzione del latte, che al MiCo vedrà confrontarsi i massimi esperti del settore.‬ E speciale sarà anche la partecipazione del Consorzio per la Tutela dei Formaggi Valtellina Casera e Bitto e del Consorzio Tutela Formaggio Montasio, presenti con show cooking e aperitivi a tema.

Ma da sempre, Golosaria è l'occasione per celebrare anche il vino. Con le 100 cantine italiane che presidieranno l'area Wine, i Top Hundred premiati (domenica 28 ottobre) da Paolo Massobrio e Marco Gatti e il debutto di “Vino. Assaggi memorabili di quel giorno e di quell’ora”, il libro scritto a quattro mani da Massobrio e Gatti (Cairo-Comunica editori). Quindi un programma di wine tasting che farà scoprire il potenziale enoico tricolore: dai grandi rossi portati dal Consorzio della Barbera d'Asti e Vini del Monferrato ai bianchi aromatici del Consorzio per la Tutela dell'Asti Docg. Passando per i vini del Valcalepio e i friulani di Tenuta Stella. Un viaggio da Nord a Sud tra le etichette più rappresentative che non risparmierà anche alcune clamorose novità: dai tre terroir (Chianti, Maremma e Sardegna) riuniti in anfora nel progetto DCasadei al Bellone laziale valorizzato da Sanvitis, passando per i vini profumati della costa di Amalfi, gli autoctoni di Puglia e Calabria, fino a rarissimo Baratuciat che ha preso dimora nel Monferrato.‬

Ma non è tutto, perché quest'anno più che mai Golosaria punterà sull'arte della mixology, con una speciale isola dedicata dove i professionisti del settore declineranno le ultime tendenze della miscelazione con una significativa rappresentanza del patrimonio liquoristico e delle firme degli spirits nostrani: dalle Distillerie Berta al mitico Toccasana di Teodoro Negro presentato e la gamma Gamondi; dalla distilleria Saint Roch che presenterà le ultime novità fra cui il gin di montagna alla grappa friulana di Domenis 1898, fino agli avveniristici NIO Cocktails. Un fenomeno in continua crescita che sarà celebrato anche con la presentazione del libro di Alessandro Ricci “Bartender a casa tua” (Cairo – Comunica), ovvero come trasformare l'arte del cocktail in un'esperienza da trasferire anche all'interno delle mura domestiche.‬

Golosaria guarda tuttavia in prospettiva, cercando di porsi ogni anno come luogo di innovazione per i consumatori e per gli operatori. Per questo, a caratterizzare l’ edizione di quest’anno saranno anche quattro nuove aree: dal digital food, con le tecnologie 3D dell'Università Cattolica e l'e-commerce di Artimondo, al food design, che sarà rappresentato dal brand simbolo del design italiano nel mondo Alessi, protagonista sul palco dello showcooking e con un premio, alla prima edizione, destinato ai 40 pranzi dell'anno del GattiMassobrio.

Golosaria, che è da sempre una vetrina per I territori, quest'anno strizzerà l'occhio anche a una serie di curiosità della vicina Liguria: dalle erbe officinali e specialità dell'areale di Diano Marina portate da Aromatica all'olio evo che l'Oleoteca Regionale, sotto l'egida di Promo Riviera Ligure farà conoscere attraverso un programma di assaggi e incontri ad hoc. Quindi la rinnovata partecipazione di Regione Lombardia, presente in un'area dedicata con il suo paniere di eccellenze lombarde: dai prodotti di montagna, alla biodiversità fino alle avicole.

www.golosaria.it

Un appuntamento in continua evoluzione, che anno dopo anno può contare sulla presenza di importanti partner a supporto della rassegna; dal Gruppo Unipol, storico sponsor della manifestazione, a Banco BPM, presente anche con uno spazio goloso e interattivo a tema cioccolato, ma anche delle aree eventi, come nel caso di Rcr, Datron, Frigo 2000 con Bora Subzero Wolf Wzug e Ristofast, Elite To Be, Extremis, Viscio e della comunicazione, con Radio italia, MiTomorrow e Trenord.

Milano, 19 ottobre 2018

 

Milano Golosa:  FIASCONARO

Il capoluogo lombardo torna a essere la capitale del food e in questi giorni di metà ottobre ospita la settima edizione di Milano Golosa, manifestazione che rende omaggio ai sapori, ai profumi e ai colori della tavola. Un appuntamento imperdibile che, ideato e promosso dal giornalista enogastronomico Davide Paolini, chiama a raccolta i produttori artigianali di nicchia dislocati lungo tutta la Penisola pronti a presentare le proprie eccellenze a un pubblico di appassionati gourmet che di anno in anno si fa sempre più allargato ed esperto.

Un vero e proprio percorso che si dipana negli spazi del Palazzo del Ghiaccio (via G.B. Piranesi 14, Milano) e che accompagna i food lovers alla scoperta di sapori più genuini proposti da tanti espositori capaci di esaltare le prelibatezze alimentari del proprio territorio. Da sabato 13 a lunedì 15 ottobre: tre giorni ‘golosi’ da vivere in compagnia di circa 200 artigiani del gusto, ma anche grandi chef, osti veraci, paninari e vignaioli in un dedalo di degustazioni, dibattiti e cooking show. A Milano Golosa ce n’è davvero per tutti i gusti. Formaggi, salumi, pane e conserve. Carni, pasta e prodotti ittici. Poi tanta frutta e tanta verdura. Vini (ottimi), birra, liquori e caffè. E dolci, ovviamente.

Quando si parla di dolci, il pensiero vola ai pasticceri dell’azienda siciliana Fiasconaro, famosa nel mondo per i suoi mitici panettoni che hanno saputo conquistare anche i palati più esigenti. Non poteva essere altrimenti: Fiasconaro anche quest’anno è partner ufficiale di Milano Golosa e aspetta tutti i visitatori allo stand D148 - D150.

Giallo, rosso, blu. Limoni arance, mandarini. Uno stand riconoscibile fra tutti che riprende i motivi decorativi delle confezioni – firmate Dolce&Gabbana - del nuovo Panettone agli Agrumi e allo Zafferano di Sicilia, presentato al pubblico per la prima volta. Un grande evento per un grande panettone: la ‘golosa’ manifestazione di patron Paolini è infatti la cornice ideale per il ‘debutto ufficiale’ dell’ultimo nato di casa Fiasconaro.

Milano, 12 ottobre 2018

 

Taormina Gourmet porta a Milano il meglio del panorama enogastronomico italiano

Durante la mattinata si era svolta anche la Gara di Gusto per gli chef emergenti under 30, vinta da Daniele Lo Priore (Masseria Garrappa, Monopoli)

        

La conferenza stampa di presentazione di Taormina Gourmet ha portato ieri pomeriggio sul palco dello Smeraldo, presso Eataly, rappresentanti di eccellenze agroalimentari di ogni regione italiana, presentate alla stampa nazionale come compagni di viaggio verso la nuova edizione che dal 27 al 29 ottobre porterà a Taormina “tutto il buono del mondo”.

Padrone di casa Oscar Farinetti, che ha accolto con gioia “un evento che si svolge al Sud, ma viene presentato al Nord: così si compie l’unità d’Italia attorno al vero petrolio della nostra penisola che sono le sue risorse agroalimentari”. Presente per il Dipartimento Agricoltura e Pesca Dario Cartabellotta, che ha raccontato l’evoluzione del settore della pesca in Sicilia, il sindaco di Taormina, Mario Bolognari e quello di Alcamo, Domenico Surdi, che hanno espresso la necessità di lavorare, anche attraverso delle manifestazioni dal respiro internazionale come Taormina Gourmet, a un miglioramento della qualità dell’offerta turistica, oltre che dei dati sulle presenze che sono in continua crescita. A dare rilievo all’unicità dell’offerta italiana anche Stevie Kim, responsabile di Vinitaly International che rappresenta il vino italiano nel mondo e Lucio Rossetto, AD de Lagardere, società che gestisce gli spazi commerciali in tutta Italia: ”Perché gli stranieri dovrebbero venire a comprare in Italia dei liquori o un profumo? Occorre dare rilievo a ciò che costituisce effettivamente la nostra identità, ovvero il patrimonio enogastronomico” ha affermato Rossetto.

Accanto all’affascinante mondo del vino, inoltre, quello delle birre che vedrà ospiti durate la manifestazione i più grandi birrai artigianali italiani e internazionali.

Presenti all’evento moltissimi partner tra cui la Banca Intesa San Paolo, il Consorzio Ricrea, Electrolux, il Consorzio del Limone di Siracusa IGP, il Consorzio del Pomodoro di Pachino IGP, Olio Barbera, Stock con il suo limoncello première selection Syramusa, Villa Neri.

  

La conferenza stampa era stata preceduta dalla finale della Gara di Gusto, per chef emergenti under 30. È stato Daniele Lo Priore, giovane promessa di Masseria Garrappa, Monopoli (Ba), a strappare alla giuria presieduta da Claudio Sadler il titolo di migliore chef under 30 del Sud Italia. La gara di Gusto si è svolta stamattina presso Eataly Smeraldo, a Milano, in apertura dell’appuntamento milanese dedicato alla presentazione di Taormina Gourmet 2018. Protagonisti insieme a Lo Priore, Santino Corso del ristorante palermitano “Charleston” e Giacomo Ignelzi del “Marennà” di Sorbo Serpico (Av). I tre talentuosi chef under 30 hanno aperto stamattina la giornata milanese dedicata a Taormina Gourmet presso Eataly Smeraldo. Risultati vincitori dalle selezioni regionali dell’anno precedente, si sono sfidati davanti a una giuria di giornalisti e addetti del settore ristorazione presieduta da Claudio Sadler. Ciascuno ha proposto un piatto inedito che rappresentasse la propria visione della cucina del territorio di provenienza. Lo Priore ha conquistato la giuria con “Pane e olio”, una variante di un piatto povero tipico pugliese, mentre Corso ha proposte dei “Rocher ai ricci” e Ignelzi la sua versione di caprese.

Milano, 09 ottobre 2018

 

Premiati il Miglior Sommelier d’Italia ASPI e il Miglior Assaggiatore ONAV 2018

È Davide Dargenio il Miglior Sommelier d'Italia ASPI 2018, mentre Marco Passarelli è il Miglior Assaggiatore ONAV 2018.

Davide Dargenio, 28 anni, ha studiato come Tecnico dei servizi della ristorazione all’Istituto Carlo Porta di Milano. Ha lunga esperienza in ristoranti stellati, tra cui: il 3 stelle Michelin The Fat Duck a Bray, in Inghilterra, il 2 stelle Le Manoir Aux Quat Saisons a Oxford, il 2 stelle L'Oustau de Baumanière a Les Baux-de-Provence in Francia, Les Gorges de Pennafort, 1 stella, a Callas in Provenza e Verbier, 1 stella, in Svizzera. È stato Chef Sommelier del ristorante Le 45 di Montreux ed è oggi Chef Sommelier e formatore al Le Berceau des Sens ristorante d'applicazione dell'E.H.L, la prima e più antica struttura di management alberghiero del mondo a Losanna, in Svizzera.

Nelle semifinali di sabato 6 ottobre, Dargenio si è distinto tra i 12 sommelier professionisti candidati al titolo, accedendo alle finali di domenica 7 con Salvatore Castano, Capo Sommelier al ristorante Mash a Londra, e Paolo Saccone, Group Sommelier del DEDES Group di Sidney. I candidati hanno testato le loro competenze con prove classiche e a sorpresa, dal servizio all’abbinamento cibo/vino/bevande alla degustazione alla cieca di tre vini con descrizione in lingua straniera. Prove ideate da ASPI – Associazione Sommellerie Professionale Italiana per testare la preparazione dei candidati e scegliere il migliore.

A decretare il vincitore è stata una giuria composta dal presidente ASPI Giuseppe Vaccarini e dai Presidenti delle Associazioni di Sommellerie europee, dai vincitori delle scorse edizioni del concorso e dai giornalisti del settore, con la partecipazione di Jean Pallanca, former President e presidente onorario dell’Associazione dei Sommelier di Monaco, e di Franko Lukez, Presidente dei Sommelier di Croazia, in rappresentanza dell’ASI.

«Complimenti a Davide Dargenio che ha dimostrato di meritarsi il titolo di Miglior Sommelier d’Italia 2018, superando le prove con straordinaria capacità e preparazione, riempendoci d’orgoglio per la professionalità con cui opera in questo campo. E complimenti anche a tutti gli altri 11 semifinalisti, la cui competenza fa onore al mondo della sommellerie professionale» - ha dichiarato Giuseppe Vaccarini, Presidente ASPI.

Il titolo 2018 del Miglior Assaggiatore è stato assegnato, invece, a Marco Passarelli di ONAV Milano grazie a una prova pressoché perfetta, seguito da Sebastiano Spina e Micaela Stipa, dopo aver superato una prova di 10 domande teoriche e riconosciuto nei dettagli 6 vini scelti fra le eccellenze della enologia italiana. A valutarli il presidente del Comitato Scientifico ONAV, Prof. Vincenzo Gerbi, il Presidente ONAV Vito Intini, la Vice Presidente Teresa Bordin, il Presidente Onorario Lorenzo Marinello e il Direttore Generale Francesco Iacono.

«Sono contento di constatare anche quest’anno - dichiara Vito Intini, Presidente ONAV Organizzazione Nazionale Assaggiatori di Vino - che il vincitore, i partecipanti al concorso e tutti i nostri soci hanno seguito la prova condividendone lo spirito conviviale: un’occasione per stare insieme e confrontarsi, una prova più contro se stessi per testare le proprie capacità, che contro gli altri. Abbiamo voluto condividere questa bella iniziativa con ASPI, perché le nostre due associazioni continuano la loro intesa verso una collaborazione sempre più sinergica e duratura nel mondo del vino».

Infine, a Francesco Cosci, 23 anni, di Monsigliolo (Arezzo), Sommelier presso Les Climats di Parigi, è stato assegnato il “Premio Fondazione Birra Moretti per la valorizzazione della birra a tavola”, per aver mostrato la conoscenza più approfondita della birra e la capacità di servirla e abbinarla al meglio. Alfredo Pratolongo, Presidente di Fondazione Birra Moretti, ha commentato: «La figura del sommelier è il tramite ideale per trasmettere la cultura della birra attraverso la ristorazione ai clienti, che possono affinare il loro ‘gusto birra’, guidati verso scelte più informate e quindi migliori, nel segno di un consumo di birra legato alla qualità e al piacere della tavola».

Ma non è tutto: ASPI ha annunciato la nascita del Club dei Migliori Sommelier ASPI, una novità assoluta pensata per affermare la vera identità dei Migliori Sommelier professionisti mediante la partecipazione degli stessi ad eventi legati al mondo del vino e della comunicazione. Il Club, infatti, sarà composto dai Sommelier iscritti ad ASPI che hanno vinto titoli nazionali e/o internazionali.

«Ci impegniamo ogni giorno perché il mondo della sommellerie professionale sia riconosciuto e valorizzato» conclude Giuseppe Vaccarini, Presidente ASPI. «Proprio per questo abbiamo deciso di dare vita al “Club dei migliori sommelier”: per renderlo sempre più contemporaneo e capace di rispondere alle esigenze del mondo enogastronomico moderno».

Milano,8 ottobre 2018

 

Presentati a Eataly Milano Smeraldo il programma e le novità della 27^ edizione di Merano WineFestival.
 
Un’edizione che vuole farsi ricordare quella del 2018 di Merano WineFestival (9-13 novembre). Grandi le novità introdotte a corollario di una manifestazione del WineHunter Helmuth Köcher che, senza mai perdere di vista la qualità e l’eccellenza di vini e prodotti gastronomici proposti da The Official Selection, aggiunge un tocco di mondanità e intrattenimento al proprio programma. Ospite d’eccezione Joe Bastianich con “Vino Veritas”.
 
Presentata  a Eataly Milano Smeraldo la 27^ edizione del Merano WineFestival (9-13 novembre 2018). Ad aprire il sipario della conferenza stampa l’intervento musicale di Joe Bastianich che, accompagnato da una chitarra e un calice di vino, si è raccontato in un’anteprima di "Vino Veritas, la mia vita Unplugged". Il noto imprenditore e personaggio televisivo sarà tra i numerosi artisti ospiti dell’intenso programma dell’evento internazionale dedicato agli appassionati di wine&food. Dal 1992 i migliori vini e prodotti gastronomici selezionati durante l’anno dal WineHunter, presidente e fondatore della manifestazione, Helmuth Köcher, durante le sue “cacce” in Italia e all’estero. Cinque giornate con “The Official Selection”, un percorso fra le varie aree e differenti territori vinicoli da nord a sud del Paese. Aziende italiane, selezionate dalle commissioni d’assaggio The WineHunter, offrono in degustazione i vini più pregiati e le ultime novità della loro produzione. L’area dedicata alle aziende internazionali vede protagoniste alcune delle cantine provenienti dalle regioni più interessanti del mondo.
 
La 27^ edizione porta con sé numerose novità annunciate direttamente dai partner di riferimento e tra i relatori della conferenza moderata da Enzo Rizzo, vicedirettore della rivista Spirito DiVino. A partire da The Circle – People, Lands, Experiences coordinato dal giornalista Francesco Fadda; dal 9 al 12 novembre dalle ore 9 alle 24, uno spazio di 450 mq in Piazza della Rena che si trasforma in un palcoscenico di wine&food tasting, incontri con chef e piccoli produttori di tipicità, vignaioli e pizzaioli fra i più conosciuti. Inoltre, all’interno dell’area si potranno degustare 50 vini scelti dal WineHunter all’interno del parterre di selezione di vini che già partecipano al Merano WineFestival.  La sera, dopo la chiusura del Kurhaus e della Gourmet Arena, The Circle si trasforma in uno spazio Lounge dove rilassarsi dopo una giornata intensa alla manifestazione. Poi, la nuova area espositiva dedicata che si affianca alla Gourmet Arena: Spirits Experience dal 9 al 12 novembre dalle ore 10 alle 18. Capitanata dal barmanager Fabio Bacchi, è un viaggio tra degustazioni e seminari a tema all’insegna del “bere responsabile” organizzati dalle aziende con esperti del settore e rappresentanti della mixology che si potrà incontrare e conoscere personalmente e dove whiskey, rum, liquori e vermouth sono i protagonisti. Per completare la propria spirits experience non può mancare l’area dedicata alla miscelazione, dove assistere alle esibizioni dei barman nella creazione di speciali drink e assaggiare cocktail di altissima qualità. Il giornalista Angelo Carrillo, partner per il convegno Naturae et Purae che si terrà l’8 novembre al Castel Trauttmansdorff, ha presentato i contenuti dell’evento che per la seconda volta affronta i concetti della naturalità e della purezza cercando di rispondere al quesito: “Vino veleno o vino alimento, alle radici del bere?”. Un dibattito sulle nuove tendenze che puntano al ritorno alla radice della vitivinicoltura e dell’alimentazione con esperti come Andrea Paternoster, Carlo Nesler, Mario Pojer e il dottor Lucio Lucchin. Sempre in tema purezza, il giorno seguente al convegno in Piazza della Rena si svolge “Wild Cooking”, mentre nel Kurhaus e nelle Terme Storiche i protagonisti di “bio&dynamica” sono i vini biologici, biodinamici e PIWI.
 
Per la Regione Campaniail giornalista Dante Del Vecchio presente ogni anno al Merano WineFestival con la degustazione di vini di eccellenza (dal Vesuvio ai Campi Flegrei, dal Falerno del Massico all’Asprinio di Aversa, dal Taurasi e vini del Cilento) e prodotti agroalimentari (pizza ma anche Pasta di Gragnano Dop declinata alle diverse tipologie di pomodori della Campania). In scena anche momenti di interpretazioni gastronomiche a cominciare dall’arte della pizza, oggiAggiungi un appuntamento per oggi, patrimonio immateriale Unesco, con la partecipazione di Gino Sorbillo, Enzo Coccia e lo chef Antonio Tubelli. Alla ricerca del miglior giovane professionista di sala ci pensa Xenia - Emergente Sala, il contest omaggio all’antico concetto greco dell’ospitalità, ideato dal giornalista e critico enogastronomico Luigi Cremona. Giunto ormai alla sua terza edizione al Merano WineFestival, è l’appuntamento chiave che riassume i valori dell’accoglienza e del servizio, per capire lo stato del mestiere di sala all’interno della ristorazione italiana. Il contest prevede le prove di due giorni (8 e 9 novembre) all’interno l'edificio delle terme storiche di Merano; la proclamazione dei giovani vincitori avviene durante la cena di gala nel Kurhaus del venerdì sera.  Si rinnova l’annuale appuntamento al Merano WineFestival la presentazione della guida ViniBuoni d’Italia Il curatore Alessandro Scorsone ha annunciato che la premiazione dei produttori che hanno vinto la Corona si terrà il 10 novembre ore 10,30 al Teatro Puccini di Merano. Il massimo riconoscimento che la guida Vinibuoni d’Italia attribuisce a quei vini che meglio interpretano la tipologia per le qualità organolettiche espresse, per la corrispondenza al vitigno e per l’affinità con le condizioni pedoclimatiche in cui nascono i vitigni da cui vengono prodotti. Un riconoscimento attribuito dopo due diverse selezioni, la prima a carattere regionale in cui vengono scelti i finalisti che rappresentano l’eccellenza, e una seconda a livello nazionale. I vini arrivati a Finale per l’edizione 2018 sono stati 672 e di questi hanno raggiunto la CORONA 415. Per la prima volta al Merano WineFestival uno spazio dedicato ai vini rosati. Lo ha annunciato in conferenza il direttore del Consorzio Valtènesi Carlo Alberto Panont. Si chiama Rosé - Vino in Futuro ed è allestito al Kurhaus in Sala Czerny, da sabato 10 a lunedì̀ 12 novembre. Protagonisti sono i vini dei territori storicamente vocati alla produzione dei rosati, i cui consorzi di tutela lo scorso aprile hanno siglato il “Patto del Rosé” per la promozione unitaria della cultura del rosato, in Italia e all'estero. Si potranno così degustare Chiaretto di Bardolino, Valtènesi Chiaretto, Cerasuolo d'Abruzzo, Castel del Monte Rosato e Salice Salentino Rosato, per un totale di poco meno di 100 etichette servite dai sommelier Onav e coordinate dal consorzio Valtènesi.
 
Milano, 7 ottobre 2018

Come un giorno a Napoli” -

Rossopomodoro presenta il suo nuovo concept tra tradizione e innovazione. 


"Come un giorno a Napoli". Questo è il messaggio sul quale poggia la nuova filosofia di tutta la famiglia Rossopomodoro e su cui è stato studiato ed elaborato il nuovo posizionamento di Rossopomodoro, che oggi, a partire dal suo storico locale di Milano a Porta Romana, dà vita ad una nuova storia. Una storia che unisce tradizione e innovazione e che apre le porte ad una nuova esperienza da vivere in modo pieno ed autentico proprio “Come un giorno a Napoli”. A partire dal nuovo menù che rinnova completamente l'esperienza gastronomica di Rossopomodoro e che conferma ancora una volta la volontà e la capacità di essere sempre avanti con i tempi.

E con il posizionamento e il menù cambia e si rinnova anche l'immagine del locale. Rossopomodoro di Viale Sabotino si veste di nuovi colori, di luce, di elementi architettonici e decorativi che ricordano stili e storie di Napoli, diventando cosi un luogo dove la rinomata accoglienza napoletana è ancora più sentita, così come la condivisione e l'allegria, in un ambiente dal sapore tradizionale ma assolutamente contemporaneo e innovativo, non stereotipato, ma fresco e dinamico. 

Le grandi novità del menù consistono soprattutto nell'aver affiancato ai grandi classici intramontabili di Rossopomodoro come la pizza Verace, la rinomata Margherita con mozzarella di Bufala Campana DOP, gli spaghetti al pomodoro, l'antipasto misto "la tiella", novità sia tradizionali che innovative. Da una parte infatti ci sono ancora più proposte tipiche della tradizione come il baccalà fritto, gli spaghetti alle vongole, salsicce e friarielli, e dall'altra idee creative e nuove come gli impasti della pizza alternativi, quello alla canapa, particolarmente proteico e ancora più leggero, e quello ai cereali, così come nuove insalate di tendenza. Tutto nel rispetto della stagionalità e della qualità, e con prodotti selezionati dal territorio campano, come la pasta di Gragnano, la farina di Napoli, l’olio di Sorrento, la mozzarella di Bufala Campana Dop, i presidi Slow Food, e tante altre eccellenze. Per "chiudere in bellezza il pasto" c'è un nuovo menù dei dolci, che presenta una selezione di prelibatezze tra i classici della tradizione napoletana come il babà, la pastiera e la delizia al limone e nuove golosità come l'originalissima Ciottolosa, una gustosa fonduta di cioccolato fondente in cui si possono inzuppare frutta selezionata di stagione e i fragranti Scugnizzi (frittelle cosparse di zucchero, preparate con l'impasto delle tipiche graffe napoletane). La Ciottolosa è pronta a diventare l'icona della condivisione di gusto e piacere di Rossopomodoro, proprio perché pensata per essere servita a centro tavola, da gustare tutti insieme in allegria, come è tipico di ogni “tavolata napoletana". 

Se è vero che il nuovo leit motiv di Rossopomodoro è quello di sentirsi ovunque, in qualsiasi Rossopomodoro ci si trovi in Italia, proprio “come un giorno a Napoli”, non può mancare il caffè, il rito partenopeo per eccellenza, che trova nella nuova visione di Rossopomodoro un ruolo da protagonista. Sia nel menù, dove emerge in una lunga serie di proposte, a partire dal tradizionale espresso, fino a creme, dolci e semifreddi tra cui il “Caffettuccio”, panna cotta al caffè e pistacchi di Bronte, il “Bufarotto”, caffè con crema di latte di Bufala, panna e cioccolato fondente, e la “Tazzulella”, un piccolo tiramisù alla nutella; sia nello stesso locale, dove viene preparato in tutte queste varianti in una nuova area "caffetteria". D'altronde si sa, a Napoli il caffè è una cosa seria!

Milano, 7 ottobre 2018

 

Bordeaux S.O Good - Festival della Gastronomia e dell'Arte di Vivere

         

“La 5° edizione del Festival della Gastronomia e dell’Arte di Vivere Bordeaux S.O Good si terrà dal 16 al 18 novembre 2018 a Bordeaux, come padrino dell’evento lo chef tre stelle Pierre Gagnaire.
Tre ambasciatori italiani della gastronomia promuoveranno il savoir-faire italiano a Bordeaux: gli chef Stefano Baiocco, Anthony Genovese e Antonio Guida, tutti e tre due stelle Michelin. Sarà anche presente una delegazione di produttori italiani che parteciperà alle iniziative del Festival.
Aspettiamo tutti gli italiani per le tre giornate di Bordeaux S.O Good, per scoprire la gastronomia del Sud-Ovest della Francia.
Presenta così il Festival della Gastronomia e dell’Arte di Vivere Céline Miecaze, Commissario Generale del Festival Bordeaux S.O Good.

Il festival è un'ottima scusa per fare le valigie e visitare Bordeaux: show cooking, prodotti locali e menù stellati ti faranno conoscere la città e la sua cultura da una prospettiva... gastronomica.

Milano, 7 ottobre 2018

È Starita a Materdei- Napoli la miglior pizza d’Italia per il premio Pizzeria dell'anno 2018 by Gastronauta®

 

La miglior pizzeria d'Italia 2018 by Gastronauta® sesta edizione, in collaborazione con le 5 Stagioni di Agugiaro & Figna Molini, è Starita a Materdei (Napoli): ma se i napoletani si confermano, a insindacabile giudizio del pubblico con oltre 30.000 voti e 23mila utenti unici votanti, i re della pizza, al secondo posto troviamo Marghe a Milano e al terzo si torna nel salernitano con L'oro di Napoli a Montecorvino Rovella. Sono state oltre 500 le pizzerie in lizza per contendersi il titolo di miglior margherita del Bel Paese e il vincitore sarà premiato a Milano Golosa da Davide Paolini (13-14-15 ottobre, Palazzo del Ghiaccio – Via Piranesi 14, Milano).

 

La classifica delle migliori pizzerie d’Italia 2018 by Gastronauta®:

  1. Starita a Materdei- Napoli

  2. Marghe a Milano

  3. L’Oro di Napoli a Montecorvino Rovella

  4. Locanda Anno Mille a Venarotta

  5. Inforno Pizza Birra & Brasserie - Ostia

  6. Miseria & Nobiltà - Parghelia

  7. Pizzeria PdiPizza - Lissone

  8. Santarpia Pizzeria - Firenze

  9. Pizzeria Timocenko - Salsomaggiore Terme

  10. TasteIt - Modena

Un contest che cambia la vita, lo confermano i vincitori delle passate edizioni, tra cui Riccardo Cortese e Federico Pinna della pizzeria Briscola di Milano (vincitrice nel 2015) che, sull’onda della vittoria, hanno aperto altri due esercizi nella città della Madonnina. Oppure i ragazzi di San Patrignano, vincitori del contest per due anni consecutivi (2016-2017).

Davide Paolini, Il Gastronauta: “Napoli da sempre è la capitale della pizza e sono felice che al primo posto ci sia una pizzeria storica napoletana.”

Milano, 4 ottobre 2018

 

Bottiglie Aperte 2018 :   “Il Vino tra Innovazione e Design in scena a Milano”

Il 7 e l’8 Ottobre a Milano va in scena la settima edizione di Bottiglie Aperte, evento di apertura e unico vero appuntamento per gli operatori di settore della Milano Wine Week, che debutta quest’anno con la sua prima edizione. Riflettori puntati sull’Italia del Vino che dà appuntamento nella capitale economica, vetrina esclusiva non solo per Moda e Design.
 
Bottiglie Aperte, la speciale e ormai “storica” kermesse,- prodotta e organizzata da ABS Wine&Spirits, Gruppo Aliante Business Solution, e diretta da Federico Gordini ideatore del format della manifestazione - approda al Superstudio Più, cuore pulsante della città e prestigiosa location in Via Tortona, dove si attendono migliaia di operatori del settore Horeca e tutti gli appassionati e i wine lovers più esigenti.
 
“Questa settima edizione di Bottiglie Aperte rappresenta un punto di svolta e di crescita”, racconta Federico Gordiniche continua :“Il progetto nato nel 2012 si è confermato, anno dopo anno, appuntamento imprescindibile per il settore ma anche per il grande pubblico affascinato dalla cultura del Vino.” Un anno strategico: “Dalla prima edizione ne sono successe di cose, la costanza nell’investire sulla qualità delle Aziende e degli esperti coinvolti nella manifestazione ci ha premiato e penso che per Bottiglie Aperte questo sia solo l’inizio di un percorso importante”, conclude Gordini.
 
Si tratta dell’apertura ufficiali dei “lavori” della tanto attesa Milano Wine Week e tra le novità 2018 segnaliamo: la scelta del Superstudio Più di via Tortona come location - con una superficie espositiva di circa 2500 mq che cresce del 40%, rispetto alla passata edizione e che si sviluppa su un unico piano -; un allestimento di design dal respiro internazionale; numeri triplicati e contenuti arricchiti.
 
Il pubblico potrà degustare oltre 900 etichette proposte da più di 200piccole e grandi realtà della produzione vinicola del nostro Paese. Tutte le Regioni presenti, Isole comprese: Marche, Veneto, Piemonte e Toscana fanno da capofila, la Lombardia gioca in casa ma non mancano anche tutte le altre, dal Trentino alla Sicilia hanno risposto con entusiasmo con un aumento del 70% degli espositori rispetto alla prima edizione. Numeri in crescita anche per gli operatori iscritti che triplicano sottolineando il ruolo strategico della manifestazione per un settore che ad ottobre si siede a fare gli ordini per la carta dei vini dei ristoranti.

“Il nostro Paese vede nascere tante idee brillanti che si spengono ancor prima di essere realizzate, l’investimento nelle start up è ancora a dei livelli minimi, Bottiglie Aperte è un esempio di idea vincente in cui Aliante Business Solution ed il Gruppo Aliante tutto hanno creduto”, spiega Fabio Dossena Managing Partner dell’Azienda e aggiunge su cosa si è voluto puntare per alzare il livello della manifestazione. “Il settore del vino, quello del design e dell’innovazione possono viaggiare di pari passo soprattutto in una piazza come quella di  Milano. Mercato nel quale il business è proiettato al futuro, la competizione è elevata e ogni giorno vi sono decine di eventi. Per questo motivo occorre distinguersi in qualità ed eccellenza offrendo delle esperienze che sposino il target di riferimento, esattamente come il vino pregiato che offrono i nostri clienti a Bottiglie Aperte.”
 
VINO e INNOVAZIONE in un fitto programma in divenire
 
Tante masterclass, suddivise nelle due giornate, guidate da una squadra di esperti senza precedenti negli eventi di settore come Daniele Cernilli - ideatore e direttore di DoctorWine -, Luciano Ferraro - caporedattore centrale de Il Corriere della Sera-, Andrea Grignaffini - direttore di Spirito Divino e Matteo Pessina - degustatore ALMA. Un approfondimento con masterclass speciali dedicate allo Champagne che quest’anno è tra i protagonisti dell’evento. Il ricavato delle masterclass di Bottiglie Aperte sarà destinato, come di consueto, a un ente benefico e la scelta è ricaduta quest’anno su Pane Quotidiano che da sempre è impegnato su di un fronte molto critico con la volontà di richiamare l’attenzione del pubblico sui consumi intelligenti e sul contenimento degli sprechi.
 
Previste aree dedicate ai distributori e “isole” pensate per Consorzie Gruppi del settore - dalle Donne del Vino fino ai Vini Naturali- , oltre che un esclusivo spazio Foodin cui il pubblico potrà trascorrere una piacevole pausa culinaria di fronte alloshow-cooking ininterrotto della brigata dello Chef stellato Paolo Cappuccio. Non solo Vino ma Bottiglie Aperte aggancia anche il mondo degli Spirits, strizzando l’occhio alla movida milanese!
 
Anche quest’anno sarà presente il Bando per le start up innovative, promosso e sostenuto proprio da ABS Investment, veicolo di investimento di Aliante Business Solution. Verrà premiata la start-up maggiormente innovativa del mondo vitivinicolo made in Italy e l’idea vincente  - valutata da una Commissione Scientifica -  riceverà come premio il sostegno gratuito di un anno di consulenza per far crescere il proprio progetto. Le iscrizioni sono ancora aperte!
 
“Il ruolo delle start up innovative nel mondo del vino” sarà anche l’oggetto del Convegno guidato da  Aldo Bolognini - Milano Finanza - con l’intervento di Fabio Dossena - Aliante Business Solution -,  Stefano Bettinelli  e il  Prof. Roberto Moro Visconti - Università Cattolica del Sacro Cuore -.
 
Per il quarto anno consecutivo ritornano, per chiudere in bellezza, gli Award di Bottiglie Aperte. I Wine List Award saranno assegnati ai locali con la migliore carta dei vini, soffermandosi su cinque aspetti caratterizzanti: la presentazione, ovvero la leggibilità della carta e l’estetica dei caratteri; la qualità assoluta dei vini e della cantina; la profondità della carta, analizzando la presenza di annate storiche e di verticali complete; i prezzi e l’originalità della lista, stabilita dalla presenza di etichette sorprendenti e scelte uniche. Mentre i Wine Style Award si premianogli sforzi di comunicazione e marketing dei produttori che sanno di rivolgersi ad un pubblico sempre più attento ed esigente. I vincitori vengono selezionati da una giuria presieduta da Federico Gordini e composta da giornalisti provenienti da settori “apparentemente” molto diversi da quello dell'agroalimentare - parliamo di design, moda e lifestyle - e da docenti di master legati alla comunicazione del food&beverage.
Quattro le declinazioni dei Wine Style Award: per la Miglior Presenza Fieristica, per la Miglior Comunicazione Social, per il Miglior Sito Web e, infine, per il Miglior Packaging. Le premiazioni avverranno nella giornata di lunedì 8 ottobre.
 
IL DESIGN COME VALORE AGGIUNTO
 
Lo studio di architettura internazionale AquiliAlberg Architetsinizia quest’anno la collaborazione con Bottiglie Aperte, progettando un allestimento dinamicoche prende ispirazione dal linguaggio delle botti utilizzate per l’invecchiamento del vino. Il legno è il materiale guida di tutto il progetto che è suddiviso in diverse aree tematiche. All’ingresso il visitatore viene catapultato subito nel concept-installazione: nella stanza Gallery sono accolte le aziende vinicole suddivise per regioni. Ecco allora che elementi lineari ripetuti, ruotando, caratterizzano il soffitto, simulando le forme vagamente cilindriche delle botti. Una struttura aerea in legno che, con il suo ritmo e la sua fluidità, traduce in un linguaggio architettonico il DNA delle cantine, abbracciando il passato della tradizione vinicola ma con uno slancio proiettato verso il futuro.


In questo momento continuano le adesioni da Aziende di tutta Italia e il programma si sta arricchendo di piccoli tasselli, il tutto è ancora in divenire ma l’obiettivo è chiaro e sempre più vicino. “Bottiglie Aperte, che accoglierà il pubblico in un affascinante percorso di degustazione tra le eccellenze del Paese, ha scelto Milano come sua patria perché è una città in continuo fermento e gode di un terreno estremamente fertile per lo sviluppo di grandi momenti di business e di aggregazione attorno al mondo del Vino.”, conclude Gordini.

Milano, 27 Settembre 2018


Pizzottella: l’autentica pizza in teglia romana per la prima volta a Milano

 

       

L’autentica pizza in teglia romana è arrivata a Milano: con l’apertura di Pizzottella in via Muratori, nel cuore del dinamico

quartiere di Porta Romana, anche i milanesi potranno finalmente scoprire e lasciarsi conquistare dalla prelibata pizza in teglia

romana croccante e alveolata, preparata secondo l’originale ricetta capitolina.

Mente, cuore e “mani” di Pizzottella due veri difensori della romanità nel mondo: David Ranucci, Oste Romano e imprenditore già noto nel capoluogo lombardo grazie al successo dei suoi locali “Giulio Pane e Ojo”, “Casa Tua” e “Abbottega”, e Jacopo Mercuro, giovane e promettente pizzaiolo romano che ha già saputo farsi apprezzare nell’esperienza di "Mani in Pasta" e “180 grammi”.

Dal loro incontro e dalla condivisione dei valori di valorizzazione delle tradizioni, accurata selezione delle materie prime e recupero delle ricette della cucina tradizionale, nasce il progetto Pizzottella, nuovo brand del gruppo Ranucci (il primo focalizzato sull’offerta della pizza romana in teglia) già destinato a un’espansione oltre i confini nazionali. Del resto, quello per la pizza è un amore che non conosce bandiere, tanto che la parola “pizza” è tra le più digitate sui motori di ricerca in tutto il mondo.

Pizzottella, romanità in ogni dettaglio

Il nome “Pizzottella” racchiude già in sé l’identità del progetto: rimanda infatti alla pizza – qui intesa nella versione romana in teglia – e all’originale formato quadrato, piccolo e compatto, della Pizzottella, ideale per provare le tante farciture.

Al banco di Pizzottella sarà possibile scegliere ogni giorno tra un’offerta di 14 Pizzottelle che cambieranno seguendo la stagionalità degli ingredienti, nonché l’estro del pizzaiolo. Non ci sarà quindi un menù fisso ma una proposta di 14 gusti declinati quotidianamente sulla lavagna di Pizzottella. Non mancheranno “le romane”, Pizzottelle ispirate alle ricette classiche della cucina romana, come la carbonara con guanciale, crema d’uovo, pepe e pecorino, la cacio e pepe, la gricia, la celebre amatriciana con salsa di pomodoro, guanciale, pecorino e pepe o la golosa doppia mortazza, una Pizzottella doppio strato farcita di saporita mortadella. A queste si affiancheranno “le stagionali”, una ventina di ricette che cambieranno seguendo appunto l’alternarsi delle stagioni, come la decisa cipolla e friggitelli, la alici e stracciatella, la Pizza dell’Oste – un omaggio di Jacopo all’oste David Ranucci - con mozzarella di bufala, cicoria ripassata e porchetta o la Mani in pasta, l’originale Pizzottella firmata da Jacopo Mercuro, una doppio strato farcita con prosciutto cotto alla brace, misticanza, stracciatella di burrata e pepe di Sichuan.

Ad accomunare tutte le Pizzottelle un’attenzione certosina per le materie prime: ingredienti che raccontano il territorio laziale, come i formaggi e salumi selezionati con cura tra diversi produttori d’eccellenza. E poi l’impasto – il vero elemento distintivo di Pizzottella – frutto della maestria e dell’approccio contemporaneo di Jacopo Mercuro che da anni porta avanti la ricerca sulla pizza e per Pizzottella propone un impasto con prefermento ad alta idratazione usando solo grani italiani certificati. Per la biga Jacopo usa una farina di grano tenero 0 con una forza (indicata dal valore W) non troppo elevata, rinfrescandola il giorno dopo con un 20% di farina di farro. Una tecnica che, unita alla lenta cottura in forno elettrico Moretti, conferisce alla Pizzottella l’effetto “scrocchiarello” che la contraddistingue. Un prodotto croccante, contemporaneamente caratterizzato da una scioglievolezza in bocca estremamente piacevole; una pizza – anzi una Pizzottella – che per i milanesi sarà una vera novità e si farà ricordare dopo il primo morso per la sua golosità e anche per l’alta digeribilità.

“La nostra sfida è quella di portare un prodotto inedito per la piazza milanese, la pizza in teglia che proponevo già da Mani in Pasta, in uno spazio molto curato e con servizio al tavolo”, dichiara Jacopo Mercuro, “Ad affiancarmi nel progetto un pizzaiolo romano che ho portato con me da Roma, perfettamente in grado di padroneggiare impasti e cotture. Imposterò il lavoro facendo la spola tra Roma e Milano, ma l’idea è di essere presente anche tre volte a settimana da Pizzottella per dare maggiore continuità al progetto”

Il tutto a un prezzo davvero accessibile: ogni trancio costerà infatti € 3,90 o € 4,90, a seconda degli ingredienti utilizzati. Il cliente sceglierà direttamente al banco la sua Pizzottella e, dopo aver ricevuto un numero in cassa, potrà accomodarsi al tavolo dove in pochi minuti verrà servito dallo staff Pizzottella. Sul tavolo non i classici piatti, ma una speciale teglia che potrà contenere fino a tre tranci di Pizzottella per chi vorrà fare un vero viaggio nella pizza romana attraverso l’assaggio di più gusti. Ci saranno inoltre delle teglie “social" da 30, 60 e 90 cm.

Altrettanto accurata la selezione delle proposte beverage: la carta di birre, bevande e persino acqua parlerà di Roma al 100%! Le birre proposte sono quelle di ECB - Eternal City Brewing, birrificio romano che dal 2013 produce birre con metodo artigianale e tradizionale e richiama in ogni particolare (nome, etichetta, grafiche) l’identità capitolina. Le bevande sono quelle dell’azienda PNeri: Arancissima, Limonissimo, Spumissima, Gassosissima ma soprattutto Chinottissimo, dalla formula originale del primo chinotto prodotto e commercializzato in Italia, con enorme successo, fino alla fine degli anni sessanta da Pietro Neri, un’istituzione nei bar di Roma. Anche l’acqua non è una qualsiasi ma l’acqua di Nepi, dalla leggera effervescenza che si sposa perfettamente alla Pizzottella.

L’ambiente, in cui la centralità della pizza è affermata da subito dal banco ben visibile all’ingresso dove saranno in vetrina 7 gusti diversi di Pizzottelle, è stato curato in ogni dettaglio degli allestimenti. I riflessi di rame del forno e del banco illuminano il locale che, come in tutti i ristoranti di via Muratori del gruppo Ranucci, ha un’atmosfera calda grazie ai mattoni rossi a vista delle pareti e al soffitto con le travi originali in legno. Per i tavoli e le sedie, la scelta è caduta su modelli alti, impreziositi dalle decorazioni delle antiche ceramiche vietresi dei piani d’appoggio, che rivestono anche lo stesso banco.

Milano, 26 Settembre 2018 

CACCIATORE ITALIANO: UNA DOP, ECCELLENZA DEL MADE IN ITALY DAL SAPORE SEMPRE PIÙ INTERNAZIONALE

“Salamini Italiani alla Cacciatora DOP” ovvero “Cacciatore Italiano”. Due modi differenti per riferirsi a un’unica eccellenza gastronomica del nostro Paese, che trova sempre più spazio e consenso anche a livello internazionale.

La diffusione del Cacciatore Italiano, sostenuta anche da meritevoli programmi di promozione dei salumi DOP e IGP (come Arigat-EU che, cofinanziato dall’Unione Europea, vede impegnati i Consorzi Mortadella Bologna, Cacciatore Italiano e Zampone e Cotechino Modena IGP nella valorizzazione dei prodotti sul mercato giapponese) è determinata dalle sue apprezzate peculiarità qualitative. Un prodotto unico, caratterizzato dall’eccellenza della materia prima e da una filiera produttiva certificata.

A conferma del sempre maggiore gradimento nei mercati internazionali, Lorenzo Beretta, Presidente del Consorzio Cacciatore Italiano, ha affermato: “Nei primi sette mesi del 2018, sul totale delle vendite, il 68% di Salamini Italiani alla Cacciatora DOP è andato al mercato interno, mentre il 32% è stato destinato all’export. Di questo 32%, il 90% è andato in Europa - di cui Germania, Francia e Belgio si confermano i principali partner - e il rimanente 10% ai Paesi Extra UE. Nello stesso periodo, sono stati prodotti e certificati quasi due milioni di kg di Salamini Italiani alla Cacciatora con una crescita dell’1,5% rispetto all’anno precedente”.

La capacità di affermarsi sulle tavole di tutto il mondo è frutto della versatilità del Cacciatore Italiano che si presta ad abbinamenti inediti anche con tradizioni culinarie distanti da quelle nazionali.

L’evento presso l’Accademia del Panino Italiano di Milano ha voluto rappresentare proprio questa caratteristica del salume nazionale.

Qui, il famoso chef giapponese Hiro si è infatti cimentato nella realizzazione di un’inedita

ricetta: il Cacciatore Italiano in tempura.

Daniele Reponi, specializzato in panini gourmet, si è cimentato invece nella preparazione di 4 panini dal sapore internazionale: francese, tedesco, esotico e giapponese. Le fasi di lavorazione sono state accompagnate dagli interventi della Dott.ssa Annamaria Acquaviva, Dietista Nutrizionista, che ha illustrato le caratteristiche nutrizionali degli ingredienti usati e degli abbinamenti in regimi alimentari differenti, sottolineando come il contenuto di sale sia diminuito del 18% rispetto al passato, così come anche il contenuto lipidico e dei grassi saturi, mentre risultano elevati i livelli di potassio e delle vitamine B6 e B12.

Infine, Francesco Groppelli, esperto di birre, ha affiancato alla realizzazione di ogni panino un suggerimento di abbinamento di una qualità di birra in base alle caratteristiche organolettiche degli ingredienti utilizzati.

Questa iniziativa, all’interno dell’Accademia del Panino Italiano, si inserisce in un progetto più ampio e strutturato di promozione a livello internazionale dei Salamini Italiani alla Cacciatora DOP e, più in generale, dell’eccellenza del settore della salumeria italiana.

   

È sempre più evidente che l’affermarsi dei nostri prodotti nei mercati europei ed extra continentali è fortemente legato alle iniziative attraverso le quali riusciremo a far conoscere i valori dei nostri prodotti DOP e IGP in termini di sicurezza per i consumatori, caratteristiche nutrizionali e versatilità nella preparazione di ricette anche legate a tradizioni culturali molto distanti da quelle nazionali”, ha commentato Lorenzo Beretta, a margine dell’evento.

Milano, 25 settembre 2018


 NUOVO RISTORANTE:  "Ambaradan"

Ambaradan apre il suo secondo punto vendita a Milano l’8 settembre, dedicato agli antipasti di pesce

Ambaradan raddoppia, dopo il format legato alla pizza si passa al pesce il prossimo 8 settembre. Si tratta di un concept innovativo di ristorazione dedicato solo agli antipasti di pesce dove è il cliente a decidere quanto vale il proprio conto che ha già aperto sei mesi fa in via Castelvetro al 20, duplica con un Ambaradan dedicato al pesce: appuntamento per il prossimo 8 settembre in via Losanna 36.
Dal pranzo all’aperitivo alla cena il menu è composto di tanti “antipasti” dove è il pesce il protagonista.
Per il pranzo è previsto un menu da 5 antipasti.
Dalle 18 alle 20 l’aperitivo prevede la stessa formula con 6 antipasti.
Il focus della formula è la cena con un menu da 15 antipasti abbinati alle birre artigianali BQ (cl 5 per ogni portata) oppure con il vino (cl 3 per ogni portata), oppure con una carta di vini selezionata con piccole aziende vitivinicole.

Protagonista del nuovo Ambaradan è il pesce in tutte le sue declinazioni: dai classici antipasti di pesce all’italiana alla capasanta con pistacchi di Bronte, dal polpo croccante con ‘nduja su letto di crema di ceci, ai ricci di mare, dalla gallinella con pomodorino Corbara e olive taggiasche, all’impepata di cozze, dalle sarde a beccafico, all’astice alla catalana.
Il conto viene deciso dall’indice di gradimento della tavolata a seconda del punteggio punteggio M (migliorabile), B (buono) o O (ottimo).

Se l’esperienza è ottima la differenza con la valutazione buona va allo staff come gratificazione. “Dare la possibilità al cliente di decidere quanto pagare è il nostro modo di dar voce alla meritocrazia nella ristorazione. Vogliamo essere pagati per quello che valiamo e vogliamo gratificare così il nostro personale, non solo verbalmente!” esordisce provocatorio Paolo Polli, il proprietario. “Se il cliente non si trova a suo agio il cliente ha la possibilità di pagare meno, al contrario se il servizio e la proposta risultano ottimi, lo staff  guadagnerà degli extra: il merito lo assegna il cliente”.  

Milano, 8 settembre 2018

 

Torna “Forme, Bergamo capitale europea dei formaggi”

Dopo il grande successo dello scorso anno, dal 28 settembre al 1 ottobre, torna a Bergamo:Forme, Bergamo capitale europea dei formaggi”, la manifestazione dedicata all’arte casearia, giunta alla terza edizione. Per quattro giorni si alterneranno, nelle vie e nei luoghi più affascinanti della città conferenze, mostre, eventi aperti al pubblico e agli addetti ai lavori.

Il tema dell’edizione 2018 è “Le origini. Dal buon latte, l’eccellenza casearia”, un viaggio alla scoperta di uno dei prodotti agroalimentari più caratterizzanti e legati ai territori d'appartenenza, risultato di tradizioni secolari e filiere di produzione uniche. Per fare questo, un palinsesto denso di appuntamenti, che mira a far conoscere e valorizzare le produzioni di alta qualità con l’obiettivo di accrescere la percezione di valore del prodotto caseario e di fare sistema grazie a un progetto inclusivo, capace di offrire strumenti e opportunità concrete di promozione a un comparto di straordinaria rilevanza.

Quest’anno il focus sarà sulle 50 D.O.P casearie italiane. Di queste ben 9 vengono prodotte nella provincia di Bergamo che è così la provincia europea che può vantare sul proprio territorio il maggior numero di formaggi D.O.P.

Nel palinsesto della terza edizione non mancano momenti di degustazione e di formazione come “Le Forme alle Origini – L’eccellenza casearia italiana in 50 D.O.P.”, la mostra aperta al pubblico, a ingresso gratuito, con un allestimento museale di grande impatto, allestita nella splendida Sala delle Capriate nel Palazzo della Ragione. Nella loggia porticata del Palazzo, invece, ci sarà la mostra-mercato “Piazza Mercato del Formaggio” dedicata alle D.O.P lombarde, dove sarà possibile acquistare le eccellenze casearie in esposizione. Altro momento dedicato agli appassionati, i “Cheese Lab”, incontri organizzati nelle splendide sale di Palazzo Terzi, in collaborazione con i maestri assaggiatori di ONAF – Organizzazione Nazionale degli Assaggiatori di Formaggio, e con gli chef della NIC – Nazionale Italiana Cuochi, che proporranno uno spettacolare giro d’Italia caseario con degustazioni guidate e abbinamenti consigliati dai sommelier del Consorzio Tutela Valcalepio.

Sabato 29 settembre, spazio all’evento di raccolta fondi: “Buono come il Formaggio” una serata di gala con asta benefica di formaggi il cui ricavato sarà devoluto ad ARMR, Fondazione Internazionale Onlus "Aiuti per la Ricerca sulle Malattie Rare", per sostenere l’opera del Centro di Ricerche Cliniche per le Malattie Rare Aldo e Cele Daccò, dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri. Inoltre, durante la serata, si terrà il concerto di David Riondino e di Massimo Donà, musicista e filosofo, ordinario di filosofia teoretica e direttore del master di filosofia del cibo e del vino presso Università Vita-Salute San Raffaele.

Milano,  7 settembre 2018

G'17, GRILLO BIO IN PUREZZA, DOC SICILIA, TENUTA SAN GIAIME

          

E' stato presentato, presso il ristorante “Parco Milano/Duomo dal 1952” in Piazza Sempione a Milano, un vino siciliano di gran qualità: il Grillo biologico in purezza “G'17”, Doc Sicilia, della Cantina “Tenuta San Giaime”. A presentare questo prestigioso vino è stato Salvatore Cicco dell'azienda di Gangi in provincia di Palermo. Lo Chef del ristorante Vito Naccari ha preparato per l'occasione deliziose prelibatezze siciliane che hanno valorizzato le caratteristiche del G'17. Caratteristiche che lo rendono riconoscibile nel panorama enologico siciliano. In fatti il G'17 presenta  marcate specificità, derivanti dall'allevamento delle uve a quota elevate alle pendici delle Madonie. La vendemmia del 2017 ha originato un vino di colore giallo paglierino, con aromi che ricordano ortica, pepe e gelsomino. Al palato risulta un vino fresco con buona acidità. Un vino che risulta ideale come aperitivo e per accompagnare piatti di pesce.

                                               

Milano, 20 luglio 2018     Agostino Guzzardella

    

Orecchiette nelle ‘nchiosce, al via la grande kermesse della ‘regina’ pugliese

Ricette in tutti le salse con 9 chef. Percorsi enologici e tanta musica

   

Orecchiette per tutti i gusti e in tutte le salse: quelle con mandorle e fichi neri, gluten free, con la percoca, al ragù di cinghiale bianco, con le cozze tarantine fino a quelle tradizionali con le rape.

Inoltre, per dare un ulteriore tocco di originalità, ci saranno anche quelle al vincotto, con bacche di ginepro e con polvere di tarallo.

Queste alcune prelibate ricette che proporranno i 9 chef protagonisti della settima edizione di Orecchiette nelle ‘nchiosce. Quest’anno il grande evento enogastronomico di Grottaglie (TA), in programma lunedì 6 e martedì 7 agosto, si trasferisce nel famoso quartiere delle Ceramiche con percorsi gastronomici.

E gli intrepreti dei piatti saranno tutti made in Grottaglie, con alcuni di loro che, lavorando in giro per l’Italia, in questa occasione unica si uniranno per portare la loro esperienza interpretando la regina delle tavole pugliesi, l’orecchietta.


In due giorni sarà possibile degustarla in svariate ricette, in un percorso di gusto che partendo dalla tradizione approderà alle più recenti rivisitazioni.

Saranno poi le cantine grottagliesi e un birrificio artigianale ad esaltare la maestria degli chef e, quindi, con mappa in una mano e calice nell’altra, si andrà alla scoperta dei vari stand.

Non solo enogastronomia ma anche tanto spettacolo e folclore quello che ha in serbo Orecchiette nelle ‘nchiosce 2018. Immancabili saranno, infatti, i bandisti che intratterranno il grande pubblico con diversi generi musicali.

Insomma, due serate all’insegna del gusto e del divertimento in uno dei centri storici più belli del tarantino a due passi dal mare.

Orecchiette nelle ‘nchiosce è organizzato dalla società K202/M.A.O in collaborazione con Slow Food Grottaglie Vigne e Ceramiche.

Per informazioni: www.orecchiettenellenchiosce.com   ; 3498789817

Facebook: www.facebook.com/orecchiettenellenchiosce/

      

Milano, 17 luglio 2018

 

Briscola – Pizza Society alla conquista di Milano: due nuove location esclusive in Duomo e Porta Nuova

Continua il percorso di crescita di Briscola – Pizza Society con l’apertura di due nuove straordinarie location firmate dall’Architetto Fabio Novembre e situate nelle zone più iconiche di Milano: Duomo, cuore della città storica, e Porta Nuova, simbolo della modernità e del dinamismo cittadino.

Fin dal 2015, quando è stata insignita del premio di miglior pizzeria italiana, “Briscola - Pizza Society” non ha mai smesso di crescere e con le due aperture in Duomo e Porta Nuova conferma il piano di sviluppo previsto in seguito all’ingresso nel capitale di Foodation al 53% di Francesco Trapani avvenuto lo scorso luglio attraverso Argenta Holdings sarl, la sua holding internazionale di partecipazioni, con l’obiettivo di diventare il marchio di riferimento della pizza napoletana sul mercato europeo. Nel 2019, il progetto di crescita continuerà infatti con ulteriori aperture a Londra e Milano. 

Le nuove aperture di Viale Liberazione (Porta Nuova) e di via Marconi angolo via Dogana (Duomo), rappresentano anche un importante crescita in termini di servizio e di offerta e segnano il passaggio di Briscola da Format Fast Casual a Casual Dining Restaurant. 

Milano, 19 giugno 2018

ACCADEMIA ITALIANA DELLA CUCINA: PREMI NAZIONALI 2018

Si è svolta il 14 giugno, presso la stupenda cornice del Ristorante Cracco in Galleria a Milano, la cerimonia di consegna dei Premi nazionali assegnati dall'Acadèmie Internationale de la Gastronomie.

Ha consegnato i prestigiosi riconoscimenti Carlo Petroni, Presidente dell'Accademia Italiana della Cucina. I premi AIG sono assegnati a cinque sezioni. I vincitori sono stati:

Prix Au Chef de l'Avenir a Cristoforo Trapani (Ristorante La Magnolia di Forte de Marmi),

Prix Au Chrf Patissier a Fabrizio Galla (Pasticceria e Cioccolateria, San Sebastiano da Po)

Prix Au Sommelier a Michela Berto (Ristorante San Martino, Scorzè),

Prix De La Littèrature a Davide Paolini (Gastronauta, Giornalista-scrittore),

Prix Multimedia Paolo Marchi (Giornalista, Ideatore identità Golose web).

Il Presidente Petroni ha affermato che “Questi riconoscimenti sono una dimostrazione di quanto il lavoro fatto tutti i giorni con serietà, dedizione, e passione porti a importanti risultati. La nostra attenzione è rivolta a scoprire e valorizzare i protagonisti che nel proprio settore si contraddistingono per professionalità e impegno e danno tutti il meglio di sé per la cucina italiana

A seguito della premiazione, un eccezionale pranzo, curato personalmente dal padrone di casa Carlo Cracco, ha deliziato i premiati e i fortunati ospiti.

Milano, 17 giugno 2018     Agostino Guzzardella

 

GHIACCIO ALIMENTARE: IL RISCHIO DI CONTAMINAZIONE RESTA ALTO

  

Quanto è sicuro il ghiaccio che bevi? INGA Istituto Nazionale Ghiaccio Alimentare ha presentato ieri con l’assessorato alla Salute della Regione Sicilia e le Asp della Regione i risultati di un’analisi condotta su 125 operatori del settore alimentare da cui è emerso che il 25% produce e utilizza ghiaccio contaminato. Un problema, questo, che non riguarda solo la Sicilia ma l’Italia intera. Sono ancora troppo pochi, infatti, gli operatori che non ripongono la giusta attenzione al ghiaccio alimentare.

L’allarme era stato lanciato già nel Giugno del 2016 quando INGA aveva presentato il primo Manuale di corretta prassi igienica per la produzione di ghiaccio alimentare, documento approvato dal Ministero della Salute e redatto, per la prima volta in Europa, per stabilire le buone prassi nella gestione del ghiaccio. E il tema ritorna centrale ancora ioggi con la richiesta sempre più diffusa di ghiaccio alimentare per raffreddare le bevande e non solo.

La filiera della somministrazione – dice Dario Pistorio, Presidente Regionale Fipe Sicilia è molto importante. Noi rappresentiamo 15 mila aziende del territorio siciliano tra lidi balneari, ristoranti, discoteche, pub. Apprezzo moltissimo i primi passi delle Asp che ci danno indicazioni importanti. Il ghiaccio è un alimento e come tale si deve trattare. Si deve sanificare e capire quale è lo stato dell’acqua dei pubblici esercizi. Perché somministrando ghiaccio andiamo a mettere del liquido nei cocktail che poi possono diventare alimenti patogeni nel nostro corpo”.

La Regione Siciliana è al momento l’unica a essersi occupata della questione, avviando specifiche attività di verifica che hanno portato all’elaborazione di un apposito piano regionale. In particolare, nel corso del 2016 stati controllati 125 operatori del settore alimentare: dall’analisi è emerso che il 25% non era conforme alle normative. Ciò vuol dire che 67 operatori erano non conformi, 66 per ragioni microbiologiche e 1 per ragioni di tipo chimico. Il ghiaccio risultava dunque contaminato per una mancanza di attenzione igienica nella fase della produzione e della conservazione.

«Sono dati che richiedono un’immediata presa di coscienza da parte di tutte le Amministrazioni e di tutti gli Enti preposti ai controlli. – dichiara Carlo Stucchi, Presidente dell’Istituto Italiano Ghiaccio Alimentare di Roma - Purtroppo la produzione, conservazione e somministrazione di ghiaccio non sono tenute nella dovuta considerazione e nella maggioranza dei casi non vengono incluse nel sistema HACCP. Il Manuale che abbiamo redatto , inedito per completezza, autorevolezza e specificità dei temi trattati, consente a tutti di mettersi in regola e indica per la prima volta tutte le norme necessarie a garantire che il ghiaccio arrivi al consumatore privo di contaminanti fisici, chimici, ma soprattutto biologici. Per questo, ringrazio la Regione Siciliana e l’Assessorato alla Salute per l’attenzione dedicata al tema e chiedo a tutte le altre Regioni di dimostrare la stessa attenzione e sensibilità nelle verifiche».

Fondamentale è, infatti, una presa di coscienza culturale. Una nuova consapevolezza che riconosca il ghiaccio come ingrediente alimentare a tutti gli effetti che a seguito di scarsa igiene, mancanza di sanificazione dei macchinari, manipolazione impropria può andare incontro a contaminazioni. Troppo spesso, soprattutto nei piccoli esercizi che autoproducono ghiaccio, non vengono effettuate con continuità le operazioni di sanificazione delle macchine produttrici e delle relative attrezzature utilizzate per lo stoccaggio. Tutto questo espone a gravi rischi visto che il ghiaccio alimentare nasconde possibili contaminanti fisici, chimici e biologici.

Il ghiaccio, infatti, se autoprodotto, deve essere considerato nella valutazione dei pericoli e dei rischi svolta con la metodologia HACCP come previsto dal Regolamento CE 852/2004 del Parlamento Europeo e del Consiglio e deve essere oggetto, come tutti gli alimenti, di applicazione di corrette prassi igieniche al fine di evitare contaminazioni e rischi per la salute dei consumatori.

Per questo INGA ha condiviso con gli Enti preposti al controllo sul territorio una check-list per l’autovalutazione da parte degli stessi operatori della propria produzione di ghiaccio: uno strumento dedicato alla sicurezza alimentare che permette di conoscere le corrette procedure per tenere sotto controllo l’autoproduzione e il prodotto finale.

«Il ghiaccio rappresenta all’interno del panorama alimentare uno dei cicli produttivi più a rischio. Per questo il Ministero ha collaborato alla realizzazione del Manuale per la corretta prassi operativa per la produzione del ghiaccio alimentare, un documento che può garantire maggiore qualità, sicurezza e tracciabilità e che merita di essere sempre più conosciuto e utilizzato dagli operatori per la massima tutela dei consumatori finali» – spiega Giuseppe Plutino della Direzione Generale per l’Igiene e la Sicurezza degli alimenti del Ministero della Salute.

Milano, 16 giugno 2018 

 

Mama Vodka, la prima vodka dedicata alle donne.

 

   

 

La Scandinavia è tradizionalmente famosa per il design sobrio ed elegante, sinonimo di una modernità minimalista e asciutta, lontana dagli eccessi dell'Europa meridionale. Gli scandinavi nella loro pacatezza sono anche i portabandiera della parità di generi e l'avanzata democrazia, particolarmente in Danimarca, ha portato le donne a valori di parità con gli uomini come in nessun Paese d'Europa - e forse anche del Mondo. Non poteva, quindi, che nascere in Danimarca MAMA Vodka, la prima vodka dedicata alle donne.Nel 2005 Pauline Birch, giovane attraente signora bionda di Copenhagen, ha l’intuizione di creare una bevanda alcolica esclusiva che piaccia alle donne. Dopo quattro anni di ricerche accurate, Puline crea una vodka senza eguali, fatta esclusivamente con segale e acqua pura di sorgente che viene distillata ben 5 volte per dare quell'aroma e quella purezza che la contraddistinguono come unica. Come tradizione è confezionata in una splendida bottiglia di design, in cristallo, dalle linee pure e minimal chic! Ormai di casa nei bar e ristoranti più cool di Copenhagen e di mezza Europa, la potete trovare nella sua classica confezione ispirata al colbacco in pelliccia bianca delle Royal Guards del Castello di Amalienborg. Anche a Milano sta diventando un drink alla moda e la si può trovare nello storico Bar Basso, il famoso locale dove la si può gustare in una serie di cocktail dedicati.

Ideale compagno di MAMA Vodka: Lo Smørrebrød

Lo Smørrebrød, è un sandwich di pane di segale imburrato dove si abbinano diversi ingredienti, dai classici affettati al salmone ai gamberetti, con uova, insalate, agrumi conditi con aneto, capperi, cetriolini e anelli di cipolla. In Danimarca sindal XIX secolo è un tradizionale compagno di spuntini, pause lavoro e apericene, complemento ideale per gustare MAMA Vodka.

    

 

Milano, 14 giugno 2018     ©Armando Melocchi CorriereBit

 

Alessandro Servida apre a Milano la sua nuova pasticceria

 

 

Un po’ pasticceria, un po’ bistrot, un po’ tranquillo luogo di incontro cittadino. Alessandro Servida, pasticcere Maestro Ampi, da tempo presente con le proprie creazioni nella sua pasticceria Alex di Pantigliate, da oggi è anche in Viale Piave 9, a Milano.

La sua lunga esperienza in pasticceria, nata grazie alla passione del padre, che nel 1981 ha aperto l’ormai storico locale di Pantigliate, lo ha portato negli anni a realizzare torte moderne, mignon e monoporzioni dallo stile inconfondibile. Uno stile, il suo, molto moderno e creativo, che lo ha fatto definire da molti il pasticcere rock. Oggi il suo gusto rock e molto metropolitano è ben visibile nel locale di viale Piave, “Alessandro Servida. Alta Pasticceria” che si caratterizza per uno stile ‘urban chic’ semplice e lineare e punta sull’uso di materiali caldi, come il legno e il metallo anticato.
Un locale progettato e ideato da Alessandro Servida e dalla moglie, Donatella, in collaborazione con l’azienda di Cabiate CierreEsse, che, oltre al progetto, ha realizzato i banchi AMC e tutti gli arredi.

Lo spazio, con una grande porta a vetri che si apre direttamente su strada, accoglie il cliente che entrando trova due banchi: uno dedicato alla pasticceria mignon, alle torte, alle monoporzioni e ad alcune specialità salate, un altro dedicato alle colazioni. Il locale ha spazio per una ventina di posti a sedere, con tavoli in rovere e metallo anticato e sedie realizzate in diversi materiali, dal legno al cuoio. Il pavimento in legno e piastrelle e le pareti chiare contribuiscono a creare un ambiente confortevole e accogliente. Si aggiungeranno a breve un’altra decina di posti a sedere nel dehors esterno.

Siamo orgogliosi di questo nuovo progetto – commenta Alessandro Servida – che è per noi un passo importante. Da tempo cercavamo uno spazio a Milano, ma volevamo un ambiente giusto, che corrispondesse al mio modo di fare pasticceria: elegante, pulito nelle linee e vicino alle esigenze di una clientela metropolitana. Un luogo dove degustare i miei dolci, ma anche dove fermarsi per un aperitivo, per pranzo o per chiacchierare”.

Il locale propone una vasta scelta di pasticceria, comprese le creazioni fiore all’occhiello di Alessandro Servida - tra cui Donatella, Melita, Crostata cremosa ai cioccolati, Cheesecake e Tiramisù in tartelletta - e alcune specialità salate; sarà infatti aperto tutti i giorni dalle 8.00 alle 20.00, offrendo ai clienti diverse occasioni di consumo, dalla colazione al pranzo, dalla merenda all’aperitivo. Dal mese di settembre sarà anche possibile passare per un brunch la domenica mattina.

      

I dolci di Servida saranno tutti disponibili nella versione mignon, monoporzione e torta; molti i biscotti presentati in eleganti vasi di vetro e il panettone lievitato in vaso, disponibile in diverse versioni e presente tutto l’anno. E ancora le praline al cioccolato dai gusti fantasiosi e le specialità per ogni occasione dell’anno. Tra le chicche una gustosa brioche tostata con confettura o crema alle nocciole servita in accompagnamento. Le proposte salate prevedono invece una selezione di panini gourmet, focacce crock, insalate e piatti freddi.

Milano, 12 giugno 2018

 

OLIVIA GELATO:  Naturale, come il sorriso

 

In Piazzale Aquileia 12, sotto i platani imponenti che accolgono il capolinea dei tram 29 e 30 a due passi dal Parco Solari, apre OLIVIA GELATO.

La luminosità del posto, dai toni del blu carta da zucchero avvicinati al legno chiaro nordico e dettagli di design retrò ricercati con cura, viene accentuata dai sorrisi di Nicoletta e Davide, i due proprietari, che vantano da anni una approfondita esperienza nella produzione artigianale giornaliera di gelati di qualità altissima, grazie a conoscenze ed apprendistato affinati in Italia ed all’estero.

La loro storia inizia nel 2011 in Largo Brasilia, nei pressi di Viale San Gimignano, con “Ti ho gelato”, in cui proponevano specialità di gelateria e di piccola pasticceria.

Nel 2015, dopo il perfezionamento che li porta a scegliere di proporre esclusivamente prodotti naturali, genuini e selezionati, si ampliano, vista la continua richiesta e nasce OLIVIA BISTROT, sempre in Largo Brasilia.

La passione li porta ad accogliere con entusiasmo nuove sfide ed ecco arrivare OLIVIA GELATO in Piazzale Aquileia.

Il fine di Nicoletta e Davide è sempre lo stesso: offrire il meglio suscitando emozioni intense, condividendo con i loro clienti il gusto di fare le cose fatte bene, nel rispetto della salute dell'uomo e del pianeta, per offrire i sapori di una volta, quelli veri.

Il risultato è un gelato sano e naturale, in grado di far riscoprire la naturalezza di un colore, il piacere di un profumo, di consistenze e gusti che pensavamo di aver ormai dimenticato.

Da OLIVIA GELATO i gusti sono privi di esagerazioni, si bada ogni giorno alla qualità delle materie prime utilizzate, mostrandole ai clienti in belle cassette di frutta poggiate all’ingresso del locale.

Non troverete conservanti, additivi chimici, aromi artificiali, olio di palma, l’equilibrio del sapore è quello della frutta matura e degli aromi di stagione: “ecco perchè da noi la menta è bianca ed il pistacchio (sia dolce che salato) non è verde acido…” solo ingredienti naturali, latte fresco di alta qualità e materie prime rispettose dei ritmi della natura.

OLIVIA GELATO è impreziosita anche da una serie di gelati gourmet: uno dei fiordilatte migliori di Milano, a scelta fra quello di latte di capra o quello al burro, il fiordiburro, l’ottimo cioccolato all’acqua, i ghiaccioli ed i sorbetti, senza dimenticare che il gelato piace anche agli intolleranti quindi via libera a gelati a basso contenuto di zucchero e gelati vegani, con latte vegetale… ma anche gelati salati al gorgonzola e pere, o al prosecco, variegati al miele e peperoncino o alla cannella, insomma una vera sfida!

GELATI E SEMIFREDDI SU PRENOTAZIONE ED EVENTI SPECIALI PER BAMBINI E ADULTI

Uno spazio coloratissimo dedicato ai più piccoli ed un libricino illustrativo che i bambini possono colorare e che racconta loro, passo dopo passo, come nasce il gelato, partendo da latte e zucchero.

Un luogo di ritrovo dove gustare un ottimo gelato e ribadire che anche gustando un cono o una coppetta, sia possibile avere uno spunto formativo ed educativo che aiuti a crescere bene.

OLIVIA GELATO è comunque anche un’oasi di relax, dove è possibile godersi una pausa assaporando torte e biscotti fatti in casa o semplicemente pane, burro e marmellata, anche nella versione gelato. Ed ancora centrifugati di frutta e verdura freschi, yogurt, una linea di tè e tisane selezionate con cura amorevole, marmellate e mieli artigianali, un buon caffè americano che ben si accompagna a croissant e piccole delizie di pasticceria artigianale sia dolce che salata, per poi indulgere nel mondo esotico del cioccolato.

E’ possibile anche farsi preparare gelati e semifreddi per eventi ad hoc, così come in programma ci sarà la possibilità di partecipare ad eventi a tema, laboratori, merende, feste di compleanno speciali per i bimbi o degustazioni gourmet.

Milano, 10 giugno 2018

 

ANYTIME MEANTIME

Al Cheers Pub di Milano (via Casoretto 8) presentata la nuova birra del birrificio inglese Meantime, la ANYTIME.

Per l’occasione, il Cheers metterà in palio un viaggio!

Basterà ordinare una ANYTIME Meantime e si riceverà un tagliando per partecipare, a fine serata, all’estrazione di un weekend a Londra per 2 persone!

ANYTIME è una APA, ovvero una American Pale Ale, in Limited Edition. 

Una birra dal gusto rinfrescante, dall’amarezza contenuta e con un finale pulito e asciutto. 

È una birra ad alta fermentazione, bionda dai riflessi ramati, gusto luppolato e bassa amarezza, con un grado alcolico contenuto (4,7%) che la rende particolarmente bevibile. L’aggiunta di luppoli diversi in ogni fase del processo produttivo, compreso il dry hopping, ne esalta l’aroma senza farla risultare troppo amara. Con una miscela di Cascade, Centennial, Mosaic e Bravo, ANYTIME è un’esplosione di aromi tipici dello stile popolare americano, veramente unica.

Meantime è uno dei brand della Superpremium Business Unit di Birra Peroni.

Milano, 21 maggio 2018

 

Schär presenta lE nuovE PIZZE senza glutine

La pizza è la regina della tavola italiana, oltre che il piatto simbolo del made in Italy nel mondo. Tutti la amano, ma non tutti possono mangiarla. O meglio, non potevano. Perché  anche i celiaci e gli intolleranti al glutine possono gustare la loro pizza preferita, al ristorante o a casa, grazie ai prodotti Schär. L’azienda altoatesina, presente in oltre 60 paesi nel mondo e leader europeo degli alimenti senza glutine, ha sviluppato la linea di pizze senza glutine frozen ‘Bontà d’Italia’, con 6 diverse varietà per accontentare tutti i gusti: margherita, margherita lactose free, mini pizza margherita, salame, prosciutto e funghi e Veggie con verdure grigliate e base ai cereali. Proprio quest’anno, la linea è stata oggetto di un importante rilancio, con una nuova ricetta per l’impasto, materie prime selezionate e rigorosamente made in Italy e una cottura in forno su pietra come da tradizione.

Pizze senza glutine croccanti e sottili, proprio come appena sfornate dal pizzaiolo preferito! Non a caso, la ‘più amata dagli Italiani’, ovvero la pizza margherita ‘Bontà d’Italia’ Schär è stata insignita del premio “Sapore dell’Anno” 2018 nella categoria prodotti gluten-free. Per chi ama, invece, impastare da solo la propria pizza, la farina Mix B Schär, con farina di lenticchie, garantisce una migliore lavorabilità dell’impasto e un’eccellente lievitazione, senza glutine e senza amido.

Il 16 maggio, in occasione della Giornata Mondiale della Celiachia, Sonia Peronaci, ‘testimonial ai fornelli di Schär’, ha rivisitato le pizze senza glutine della linea ‘Bontà d’Italia’ rendendole vere e proprie prelibatezze gourmet, grazie alla sua fantasia e all’utilizzo di tanti ingredienti tipici della tradizione gastronomica delle Regioni italiane, come ulteriore dimostrazione della qualità e dell’estrema versatilità delle pizze Schär!

Da oltre 35 anni, Schär ha come mission quella di conciliare le esigenze di chi deve seguire un’alimentazione speciale, come celiaci, allergici al grano e intolleranti al glutine, con il piacere e la gioia di vivere. A iniziare proprio dal piacere della pizza, ma sempre con una grande attenzione alla salute: «Oggisono molti gli Italiani, soprattutto donne, che hanno disturbi collegati all’assunzione di glutine – dichiara Sara D’Agostini, Marketing Manager Italia di Schär un pubblico molto vasto e sempre più esigente. Come abbiamo deciso di rispondere ai bisogni di queste nuove consumatrici? Puntando sempre di più non solo sulla grande attenzione alla Ricerca & Sviluppo, sulla scelta di materie prime e ingredienti di qualità e sull’utilizzo di tecniche produttive d’avanguardia ma anche focalizzandoci sul gusto. Gusto è sinonimo di sapore, piacere, gioia, godimento e soddisfazione. Queste caratteristiche sono l’obiettivo che ci proponiamo ogni giorno nel realizzare i nostri prodotti, nel creare nuove ricette. Anche e soprattutto per quanto riguarda la pizza, in modo che anche chi deve seguire una dieta gluten-free, non debba più rinunciare al piacere una gustosa e fragrante pizza!»

Milano, 21 maggio 2018 


Kellogg celebra il suo fondatore con un nuovo brand di cereali che porta la sua firma

                

Kellogg celebra le sue origini con un nuovo brand di cereali per la prima colazione che porta il nome del suo fondatore, W. K. Kellogg. L’uomo che oltre 110 anni fa ha rivoluzionato il nostro modo di fare colazione e che firmava di suo pugno ogni confezione immessa sul mercato, torna a essere presente con le sue iniziali, a garanzia di un prodotto che incarna a pieno i valori che da sempre caratterizzano questa azienda e in grado di rispondere ai nuovi trend del mercato e alle richieste dei consumatori.

Un’intera gamma pensata per i consumatori più esigenti che ricercano nella prima colazione un alimento ricco di nutrienti e gustoso. La nuova linea di cereali W. K. Kellogg è composta infatti da 6 referenze – 2 varietà con superfood e granola, 2 senza zuccheri aggiunti1 e 2 varietà BIO - che esaltano il potere della natura.

Secondo gli studi più recenti sulle abitudini di consumo degli italiani, un’alimentazione sana e nutriente è il primo fattore di benessere preso in considerazione dai consumatori che dichiarano infatti di leggere attentamente gli ingredienti in etichetta (66%), preferendo quegli alimenti che li aiutano ad avere una nutrizione bilanciata (64%). Grande attenzione inoltre viene dedicata al primo pasto della giornata a cui, al consumo di tè e caffè, vengono affiancati alimenti ricchi di nutrienti come biscotti, latte, frutta, cereali e yogurt (81%)2. Scendendo ancora più nel dettaglio, negli ultimi tre anni si è riscontrato un crescente interesse a provare nuovi cibi (65%) e una crescita nell’acquisto di prodotti BIO di 10 punti con oltre l’87% delle famiglie che compra in media almeno 1 tipologia di prodotto biologico, un acquisto ripetuto per 11 volte nell’anno.3

È proprio in risposta a queste crescenti esigenze dei consumatori che nasce W. K. Kellogg. Sei diverse referenze sviluppate per tutti coloro che vogliono mantenere uno stile di vita sano senza rinunciare al gusto. Privi di olio di palma, coloranti e aromi artificiali, i nuovi W. K. Kellogg fatti con cereali integrali, sono ricchi di fibre, hanno un basso contenuto di sale e sono fonte naturale di magnesio4. Inoltre, cinque delle sei varietà sono adatte ai vegani.

Milano, 21 maggio 2018

 

Beppe Allegretta- Il primo pastry chef in CHIC

    


 
L’ottava edizione del Congresso CHIC – Charming Italian Chef, porta aria di novità: Beppe Allegretta del ristorante Unico Milano è il primo pastry chef ad entrare nell’associazione. “Questa entrata segna finalmente una maggiore attenzione alla pasticceria da ristorazione, è un onore essere il primo pasticcere dell’associazione” e incalza- “Vorrei condividere con gli chef la mia visione di “dolce fine pasto”, mettendo sotto i riflettori la figura sempre più indispensabile del pastry chef all’interno di un ristorante gourmet”.
La cornice di questa felice entrata è stata la Toscana, immersi nel prestigioso Renaissance Tuscany Il Ciocco Resort & Spa, nel cuore della Garfagnana.
 
Beppe Allegretta
Beppe Allegretta, classe 1984 di Molfetta, è tra i pasticceri più promettenti in Italia.  Ricopre il ruolo di pasty chef presso il ristorante Unico Milano. Dopo aver lavorato per l’Etoile di Chioggia, con Emanuele Saracino, al Luogo di Aimo e Nadia e con Roberto Rinaldini, collabora anche per il Refettorio Ambrosiano di Massimo Bottura, Alain Ducasse, con i fratelli Roca e con Daniel Patterson. Nonostante il curriculum a dir poco sorprendente la sua umiltà è tra i suoi caratteri distintivi. 
I suoi punti di forza, che si traspongono interamente nei dessert sono l’ordine, la precisione, la pulizia estetica e gustativa. Beppe Allegretta è fondatore del gruppo Pass121, acronimo di Passione, Alchimia, Scienza, Sogno che unisce i migliori pasticceri da ristorazione d’Italia.  Si tratta di un collettivo di pasticceria in cui 121 (oltre che il quadrato di 11) rappresenta la temperatura in cui lo sciroppo di zucchero diventa meringa all’italiana, un simbolo e un codice che li identifica. 
 
Il ristorante Unico
Ci si trova, dopo una velocissima ascesa nell’ascensore a vetri, al XX piano della WJC Tower, nuova costruzione del quartiere Portello, a poca distanza dal futuristico City Life. E’ il ristorante più alto d’Italia e appena si entra lo sguardo spazia sull’intero skyline di Milano, per un panorama a 360 gradi sulla città meneghina, con il sole allo zenit per il pranzo e un romantico tramonto per la cena.
 
I dessert e Beppe Allegretta:
La pasticceria  ricopre un ruolo molto importante da Unico Milano, interpretata magistralmente dal pastry chef Beppe Allegretta. Dopo aver lavorato per l’Etoile di Chioggia, Emanuele Saracino, Aimo e Nadia e Roberto Rinaldini, collabora con il Refettorio Ambrosiano di Bottura, Alain Ducasse, i fratelli Roca, Daniel Patterson. I suoi punti di forza, che si traspongono interamente nei dessert sono l’ordine, la precisione, la pulizia estetica e gustativa. Tra i suoi cavalli di battaglia il Tiramisù Unico, Tributo a Milano e Pensando a una cassata. Per i golosi la degustazione di quattro dolci è d’obbligo: 25 euro per il percorso a mano libera di mini dessert nominato “Only the Brave”. Beppe Allegretta è fondatore del gruppo Pass121, acronimo di Passione, Alchimia, Scienza, Sogno che unisce i migliori pasticceri da ristorazione d’Italia.

CONTATTI: Viale Achille Papa 30, 20149, Milano (MI) Tel.+39 02 39214847 info@unicorestaurant.it

Milano, 24 aprile 2018

 

ROVAGNATI PRESENTA IL NUOVO CRUDO, ESCLUSIVO PROTAGONISTA DELLA «LINEA

RISERVA» E GUEST STAR DELLE SERATE MILANESI


Milano? È solo il Gran Milano! Rovagnati, azienda leader nella produzione di salumi di alta qualità, presenta un nuovo esclusivo crudo dedicato alla città della Madonnina. Un prodotto TOP nel segmento salumi nato dalla nuovissima Linea Riserva della casa brianzola, pensato per onorare l’intrigante rito dell’aperitivo milanese e per diventare, da qui, protagonista indiscusso delle tavole di tutta Italia.

Qualità, stile, autenticità. Il Gran Milano è l’aperitivo che non c’era. Un crudo nato solo dalle carni migliori, certificato in ogni fase della produzione, marchiato sulla cotenna, un crudo che nasce con la caratteristica forma detta “taglio redondo”, perfetto per il taglio al coltello. La guest star di serate glamour e conviviali, tra amici o in famiglia, per salutare la giornata con gusto e allegria. Non a caso, la prima «uscita ufficiale» del Gran Milano è stata all’imbrunire, durante un raffinato aperitivo organizzato presso la Terrazza Aperol, con vista sulla splendida Piazza Duomo.

Ma quali sono gli ingredienti che rendono il Gran Milano tanto speciale? Solo tre le materie prime insostituibili: la carne, il sale, l’aria. Rovagnati usa solo le migliori carni di razze selezionate, scelte sapientemente presso fornitori con alimentazione controllata e rigorosi controlli in entrata. Per assicurare la migliore qualità, vengono utilizzati solo i maiali più pesanti, superiori al quintale di peso. Da fresco, il quartino è pari a 12 15 kg, superiore agli standard comuni. Ogni prodotto è numerato, limitato ed esclusivo, fornito interamente con l’osso, disossato solo su richiesta.

Nessun nitrato o nitrito è utilizzato per la produzione. Il Gran Milano beneficia solo del miglior sale italiano, proveniente prevalentemente dalla salina di S. Margherita di Savoia, area naturale protetta della Puglia e prima salina d’Europa. A donare un tocco ancora più unico al Gran Milano ci pensano l’aria delle colline parmensi – dove viene prodotto – e il “Marino”, profumato vento dalle pinete della Versilia mitigato dai monti carsici della Cisa.

Ma non finisce qui. Anche la stagionatura segue un processo unico nel suo genere: per più di 14 mesi, il crudo Gran Milano è custodito nelle cantine dello stabilimento di Ambra, a Felino, nel cuore della zona di produzione DOP del prosciutto di Parma, a due metri sotto terra, dove il peculiare microclima è in grado di garantire un prodotto organoletticamente superiore.

E alla naturale predisposizione geografica dell’area parmense, territorio capace di assicurare la migliore stagionatura naturale dei prosciutti crudi, si unisce la cura distintiva di Rovagnati che, con accortezze costanti, assicura un accurato equilibrio tra la qualità della materia prima, la stagionatura e la salatura, creando un prodotto unico e inimitabile come il crudo Gran Milano.

«Ci siamo ispirati al rito dell’aperitivo, diventato ormai parte dell’identità milanese e italiana. Il momento dello stare insieme per eccellenza, per divertirsi, raccontarsi, ritrovarsi dopo una giornata di lavoro. Ma happy hour, l’ora felice, non può essere davvero tale se non è accompagnata da un prodotto gustoso, di qualità eccellente, garantito in ogni sua fase di produzione. Volevamo un prodotto che potesse rivoluzionare il mercato, distinguendosi da tutti gli altri per il suo carattere forte e la sua straordinaria qualità. E allora: ecco il Gran Milano. Un crudo sincero, autentico, inimitabile a cui ci siamo dedicati con la passione e l’impegno di sempre. Perché da quasi 80 anni, ci prendiamo cura degli italiani, preparando per loro cibi buoni, sani e gustosi. È il nostro segno distintivo da sempre e si rinnova ulteriormente oggi, con la Linea Riserva e con il Gran Milano: serietà e responsabilità, dalla firma al cuore» - ha dichiarato il dott. Gabriele Rusconi, Direttore Generale di Rovagnati, presentando Gran Milano.

E da aprile tutto il sapore di Gran Milano si potrà gustare non solo fuori, ma anche a casa: il nuovo crudo di casa Rovagnati sarà infatti disponibile nei migliori locali e gastronomie d’Italia.

Milano, 18 aprile 2018

TALENTO, PASSIONE, COMPETENZA ED ELEGANZA SONO GLI INGREDIENTI DEL NUOVO CONCEPT STORE DI RINALDINI IN APERTURA A MILANO IL PROSSIMO 12 APRILE

 

La visione di Roberto Rinaldini e Micaela Dionigi prende forma e apre a Milano nelle immediate vicinanze di Piazza della Scala il prossimo 12 aprile.

Il progetto di espansione di Rinaldini Pastry si fonda su due elementi: il talento innato e riconosciuto di Roberto Rinaldini, definito dai colleghi internazionali “il più francese dei maestri pasticceri italiani” in quanto a stile e la capacità imprenditoriale di Micaela Dionigi, annoverata tra le più importanti esponenti dell’imprenditorialità italiana.

Ad accomunarli, prima ancora delle grandi capacità, il territorio d’origine: Rimini e la Riviera Romagnola.
Luoghi
riconosciuti a livello internazionale per le spiagge ed i loro molteplici servizi, per gli eventi (da quelli mondani a quelli più culturali dell’entroterra), aventi sempre come comune denominatore la cultura dell’accoglienza, la creatività delle proposte di entertainment, così come la ricerca e la conservazione dei sapori della tradizione, rendendo questa zona geografica meta perfetta del turismo italiano ed internazionale.

Concetti, questi, che Rinaldini Pastry desidera diffondere in Italia e successivamente nel mondo attraverso l’apertura dei nuovi Concept Store Rinaldini.
Una grande sfida per un progetto che esalta l’artigianalità, in grado di soddisfare il rigore e la cura che il Maestro Rinaldini richiede nella sua produzione.

Roberto Rinaldini, tre volte campione del mondo nelle arti della Pasticceria e Gelateria, riconosciuto tra i 100 migliori pasticceri del mondo dalla prestigiosa Associazione Internazionale Relais Dessert, spiega così la sua nuova avventura milanese: “La città di Milano, la città della moda, dell’economia, della finanza, della cultura e dell’innovazione non poteva non essere il punto di partenza di questo ambizioso progetto. L’obiettivo è quello di conquistare i palati con le emozioni che danno le mie creazioni. Sapori chiari, decisi ed eleganti che si sposano perfettamente con il buon gusto e la raffinatezza di Milano. Un luogo capace di accogliere l’esigente cliente che vive o frequenta questa città e che avrà la possibilità di gustare la qualità delle mie proposte dolci e salate. Una boutique del gusto fra eleganza, tradizione e modernità”.

Micaela Dionigi, donna di successo dell’imprenditoria italiana, Presidente di Gruppo SGR Società Gas Rimini - attivo nel settore Energy - vanta una significativa esperienza nell’avvio e consolidamento di nuove iniziative imprenditoriali, ha sposato l’entusiasmo e la passione del Maestro decidendo di investire in questa sfida nell’universo del food. L’imprenditrice commenta così la prima apertura: “Il primo capitolo di uno straordinario progetto in un settore in cui il nostro Paese è da sempre competitivo, doveva necessariamente iniziare dalla città più cosmopolita ed in crescita nell’attuale panorama economico italiano. Milano simbolo dell’internazionalità del made in Italy è il punto di partenza, il trampolino di lancio di una iniziativa che vede la nostra esperienza e le nostre risorse a disposizione del talento di Roberto”.

Nei Rinaldini Concept Store tutto parla di design; progettati come una vera e propria boutique di moda del food dove il lusso contemporaneo si affida all’utilizzo di materiali raffinati come il marmo, l’ottone, i vetri fumé e la sofisticata illuminotecnica, tutto è studiato per creare un dialogo, un’atmosfera coerente con le creazioni di Roberto, delle vere e proprie “collezioni” che rendono la location unica ed inimitabile.
Lo store di Milano è uno spazio sviluppato in verticale, con un laboratorio che garantirà la finitura delle produzioni, un piano vendita con un grande banco a vista ricco di golosità e un piano rialzato per il servizio al tavolo. Tutto all’insegna dell’esperienza emozionale del gusto e visiva del cliente.

Lo store Rinaldini offre un lusso alla portata di tutti, dove ogni proposta è una creazione unica, un capolavoro di sartoria artigianale, un viaggio nel sapore a tutto tondo. Le proposte spaziano dai “MacaRAL®” alle “GnamBelline®”, dalle torte di design tra cui la pluripremiata “Venere Nera®” alle torte della collezione “Dessert in the City®” con l’immancabile “Torta Milano”. A completare il menu dolce, la confetteria, la pralineria ed una ricca selezione di dessert à porter per ogni tipo di ricorrenza ed evento.

Il servizio al pubblico soddisfa le esigenze della clientela nell’arco di tutta la giornata: la colazione con un ampio assortimento di croissant e brioches a lievitazione naturale, sfoglie, frolle e proposte salate per i palati più internazionali (uova presentate in diverse proposte, pancake dolci e salati); il tutto sempre accompagnato da un impeccabile servizio di caffetteria e pasticceria mignon.
Con l’avvicinarsi dell’orario di pranzo, il menu si arricchisce di una degustazione di piatti del territorio romagnolo in una rivisitazione squisitamente gourmet: la piadina d’autore in versione “mare” e vegetariana, senza escludere quella tradizionale, i famosi passatelli, i ravioli di pesce, le tagliatelle, gli gnocchi di patate integrali, il risotto alla “riminese” con squacquerone e verdure. Accanto a questa raffinata offerta, bevande rinomate di aziende del territorio romagnolo.
Il pomeriggio sarà dedicato alle coccole, con tè e tisane da accompagnare alle più iconiche torte e alle monoporzioni; dopo la chiusura degli uffici, è tempo di aperitivi dedicati alla “Milano da bere” ed alla perenne ricerca del nuovo trend. In ogni occasione, sarà possibile degustare anche il gelato che ha visto Roberto diventare campione del mondo anche in questa specialità.

Grande attenzione agli eventi, con l’obiettivo di creare uno stretto rapporto con aziende e privati sul territorio per indimenticabili momenti con il Maestro.

Il progetto Rinaldini guarda già ben oltre questa prima apertura e prevede 30 nuove aperture in Italia e all’estero nei prossimi 48 mesi. La seconda tappa è già prevista a Roma, con due aperture entro la fine dell’anno.

Milano, 6 aprile 2018

A Bellaria Igea Marina torna la selezione “spiritosa” di grappe e acquaviti in gara per il Premio Alambicco d’Oro

E’ fissata per sabato 7 e domenica 8 aprile a Bellaria Igea Marina la selezione “spiritosa” dei prodotti in gara per il 35esimo Premio Alambicco d’Oro. Il concorso nazionale promosso dall’associazione Anag, Assaggiatori grappa e acquaviti sarà aperto quest’anno anche al Brandy, acquavite di vino, che si unirà alle nove categorie di grappe e acquaviti con campioni in arrivo da tutta Italia da distillerie e aziende vitivinicole con le loro “grappe di fattoria” ottenute con le vinacce da distillerie esterne.

A giudicare i prodotti “spiritosi” saranno, ancora una volta, oltre 60 esperti assaggiatori Anag, anche loro in arrivo da tutta Italia e chiamati ad assegnare le medaglie Best Gold, Gold e Silver e il premio speciale riservato alla distilleria che otterrà il miglior punteggio complessivo sommando le medaglie ricevute da prodotti propri e da quelli distillati per conto terzi. L’altro premio speciale, “Il vestito della grappa” riservato alla bottiglia più bella per etichetta e forma, sarà, invece, assegnato da una giuria di giornalisti, architetti e operatori esterni al mondo della distillazione.

I vincitori del 35esimo Premio Alambicco d’Oro saranno resi noti domenica 6 maggio a Milano durante “Gocce di Stilla”, la due giorni “spiritosa” in programma sabato 5 e domenica 6 maggio come anticipo delle celebrazioni per il 40esimo anniversario di Anag, che si svolgeranno nel mese di settembre alla Camera di Commercio di Asti, città in cui Anag è nata nel settembre 1978 e dove ha tuttora sede. Per approfondire i due appuntamenti è possibile consultare i siti www.anag.it e www.anag.it/goccedistilla.

Bellaria Igea Marina (Rimini), 5 aprile 2018

 

Pasqua e il vino rosso di pregio. Dal Far East agli USA.

I vini rossi crescono in Cina e Usa per quantità e valore. Il Texas, secondo stato più ricco dopo la California, presenta ampie potenzialità per l’Amarone della Valpolicella.


       

Cina, Stati Uniti, Francia, Italia e Germania sono i primi cinque mercati al mondo per consumo di vino rosso. Nel quinquennio 2012-2017 l’export di vini rossi è cresciuto a valore di oltre il15%. Tra i principali vini rossi Dop per origine regionale, quelli Veneti (19% del totale rossi Dop) sono cresciuti nelle vendite del 13%. Si consolida in parallelo il fenomeno della premiumization: nell’ultimo quinquennio, il valore medio dei vini rossi consumati ha registrato un +20% in Giappone, +10% negli USA e +7% in Canada.

Ma la vera sorpresa arriva dagli Stati Uniti, ed in particolare dal Texas, che da solo assorbe il 7% del vino consumato negli States, un trend in forte espansione soprattutto per i vini da importazione: negli ultimi 10 anni l’import di vino in Texas è infatti cresciuto del 74% confermandolo primo Stato per import. Quasi un terzo dei texani dichiara di conoscere l’Amarone, il cui consumatore tipo è Millennial, «wine lover» (frequent user, acquirente online, alto-spendente, che predilige i wine-bar come canale di consumo) con reddito e titolo di studio elevato.

Questo in sintesi quanto emerge dalla ricerca “Pasqua e il vino rosso di pregio: grandi cru e denominazioni a confronto. Il caso del Texas” commissionata da Pasqua Cantine a Wine Monitor di Nomisma.

Nella competizione fra grandi cru e denominazioni, in una comparazione con la Francia (i cui rossi pesano per il 74% nel totale dell’export di vini fermi imbottigliati), la principale denominazione (Bordeaux) presenta un export a valori quasi doppio rispetto a quello dei rossi Dop toscani, veneti e piemontesi considerati insieme (€ 1,88 Mrd vs € 1,07 Mrd).Tuttavia, mentre nel quinquennio 2012-2017 i Dop italiani sono cresciuti nell’export, i Bordeaux sono diminuiti di circa il 12% (in UK -57%). Con una quota superiore al 20%, gli Stati Uniti rappresentano il primo mercato per i vini rossi italiani. In particolare, quelli con gradazione alcolica superiore ai 14°, l’Italia primeggia con una quota di mercato del 27% (110 mln $, + 57% nell’ultimo quinquennio). La Francia, all’opposto, detiene una quota del 15% (- 3% nel quinquennio).

Gli Stati Uniti rappresentano per l’azienda una piazza strategica su cui si è deciso di investire in maniera massiccia con l’apertura di Pasqua USA, sede americana della casa madre veronese. Una scelta premiante che in tre anni ha visto passare il fatturato della casa vinicola veneta da 35 a 50 milioni di euro, grazie al contributo della controllata americana che nel 2017 ha raggiunto i 17 milioni € di fatturato.

Dopo la California – evidenzia Riccardo Pasqua, AD dell’azienda - il Texas è lo stato americano col più alto numero di famiglie con un reddito disponibile annuo superiore a 100.000 dollari e l’Italia risulta esserne il primo fornitore con un valore vicino ai 127 milioni di dollari, pari ad una quota di mercato del 38%, calcolata sul totale delle importazioni di vino. Dall’indagine è inoltre emerso come negli ultimi 12 mesi il 55% dei texani ha avuto almeno un’occasione per consumare vino e il 47% ha optato per il vino rosso”.

Nella classifica dei Paesi che producono i rossi di maggiore qualità, l’Italia è sul gradino più alto del podio: il 21% dei consumatori texani e il 25% dei premium consumers (cioè consumatori disposti a spendere oltre 20 dollari a bottiglia in enoteca e oltre 55 dollari a bottiglia al ristorante) indica il nostro come migliore Paese produttore di red finewines.

Dati alla mano – ha sottolineato il Presidente Umberto Pasqua - è evidente come il vino rosso italiano di qualità, per il 41% dei consumatori medi e per il 43% dei consumatori premium, sia sinonimo di ‘storia e tradizione’. A questo vale la pena aggiungere che ben il 28% dei consumatori premium considera il vino rosso italiano di qualità come simbolo di «esclusività» e di «lusso», due categorie da sempre appartenenti ai vini francesi”.

I nuovi trend di consumo in Texas evidenziano un interesse per i vini da vitigni autoctoni e confermano la crescita dei vini rosé. Tra i premium consumer continua l’interesse per i vini di fascia alta (il 19% indica questa categoria in crescita nei prossimi anni in Texas).

Dalla ricerca emerge dunque un elevato interesse potenziale - non ancora pienamente sfruttato - per l’Amarone della Valpolicella, confermato anche dalle attuali abitudini di consumo dei texani: il 60% ama sperimentare e provare vini di altri territori, il 46% mette al primo posto la qualità anziché il prezzo.

Milano, 27 marzo 2018

 

VINO: ORNELLAIA 2015 “IL CARISMA” PROTAGONISTA DA CHRISTIE’S A LONDRA

Il 15 marzo la 12 litri di Ornellaia 2015 sarà battuta dalla casa d’aste londinese, insieme a inedite magnum di Ornellaia Bianco 2014 e 2015

Bolgheri (LI), 8 marzo 2018 – Ornellaia 2015 “Il Carisma”, sarà protagonista il prossimo 15 marzo all’asta “Fine & Rare Wines” che si terrà nella prestigiosissima casa d’aste londinese Christie’s, all’8 di King Street. Tale occasione metterà in mostra i vini italiani più pregiati, una categoria in crescita nelle grandi aste internazionali.

Come anticipato, nell’asta è inclusa un’unica bottiglia 12 Litri di Ornellaia 2015 "Il Carisma", vera espressione del territorio unico da cui proviene. La diversa natura dei terreni della tenuta - marina, alluvionale e vulcanica - unita al suo clima marittimo creano un ambiente in cui le varietà rosse e bianche possono esprimersi appieno. Come afferma l'enologo Axel Heinz "i vini delle grandi annate sanno come imporsi in modo naturale, senza forzature, il loro equilibrio permette loro di brillare senza doversi ostentare". Ecco perché il carattere di Ornellaia 2015 è Il Carisma. Ornellaia 2015 presentata per l'asta è un pre-lancio e la bottiglia da 12 litri (£ 2.200 - £ 3.500) è l'unico esempio di questo grande formato che viene rilasciato dalla Tenuta in questo anno. In asta anche alcune rarissime bottiglie di Ornellaia Bianco: nato nel 2013 come espressione di Ornellaia rosso in bianco, apre nuovi orizzonti agli appassionati e questa vendita consente ai suoi collezionisti l'opportunità di acquisire magnum delle vendemmie 2014 e 2015, che non sono mai state messe in un’asta commerciale.

Milano, 10 marzo 2018

 

GUIDA "LE SOSTE" 2018

         

Presentata, presso il VOLVO STUDIO MILANO, la Guida "Le Soste" 2018. Con nuove 10 segnalazioni salgono a 94 i Ristoranti menzionati nella prestigiosa guida.

Era il 1982 e i cuochi stavano in cucina… Non esistevano talent show, food blogger, food delivery e festival per i foodies. E il food si chiamava cibo.

Non a caso il logo, ideato dall’artista milanese Emilio Tadini, è una freccia stilizzata che richiama l’idea delle antiche stazioni di posta dove ci si fermava per rifocillarsi.

Da allora l’Associazione “Le Soste” raccoglie i protagonisti della ristorazione italiana (dentro e fuori lo Stivale) e i grandi chef

che con impegno e dedizione portano avanti quegli ideali di convivialità e di gusto che fanno dell’Italia la patria della migliore che con impegno e dedizione portano avanti quegli ideali di convivialità e di gusto che fanno ospitalità e accoglienza nel mondo.

L’edizione 2018 della Guida “Le Soste” ne conta novantaquattro e ognuno di loro esprime una personale visione della cucina italiana che non segue le facili mode del momento,ma valorizza territori, tradizioni e antichi saperi.

Trecento pagine per raccontare, attraverso parole e immagini, chi sono i grandi osti e i grandi cuochi che ogni giorno con passione e dedizione si dedicano alla Ristorazione d’eccellenza per offrire all’ospite la migliore esperienza gastronomica possibile.

La Guida è stata presentata da Claudio Sadler, Presidente de “Le Soste”, che ha voluto ricordare Gualtiero Marchesi e il suo ondamentale ruolo nella nascita dell’Associazione e nel rinnovamento della grande Cucina Italiana: “Trentasei anni fa, una iunione al Ristorante Gualtiero Marchesi, allora in via Bonvesin de la Riva, ha cambiato le sorti della cucina italiana.

In quel cenacolo nacque l’idea di promuovere l’alta cucina attraverso la creazione di una mappa del buono e del bello, unendo in una rete comune le migliori individualità. .

Con le radici ben salde nella tradizione, l’Associazione è in continua evoluzione: la prima generazione di Soci fondatori sta entamente cedendo il passo a figli e nipoti, tramandando loro gli stessi valori, ma con lo sguardo verso il futuro e le nuove tendenze loro gli stessi valori, ma con lo sguardo verso il futuro e le nuove tendenze

Ecco perché dallo scorso anno la Guida è disponibile anche su App, per avere l’eccellenza della ristorazione italiana sempre a portata di… smartphone!          Per maggiori info :  www.lesoste.it

Milano, 28 febbraio 2018

I formaggi di Latteria della Darsena per la prima volta ad Identità Golose

                

I prodotti lattiero – caseari in degustazione presso l’area espositiva Dispensa all’interno del Congresso di Identità Golose
I formaggi freschi a pasta filata di Latteria della Darsena saranno tra i protagonisti del Congresso di Identità Golose in scena dal 3 al 5 marzo a Milano al MiCo - Milano Congressi - Via Gattamelata - Gate 14 presso lo spazio espositivo Dispensa.

All’interno di un’area personalizzata i visitatori del Congresso avranno modo ogni giorno, intorno alle ore 13.00, di gustare i formaggi prodotti quotidianamente dal casaro di Latteria. I latticini verranno offerti al naturale per assaporarne tutte le qualità e rielaborati in semplici proposte gastronomiche, mostrando così la loro versatilità e facilità di lavorazione.

Mozzarella, primosale, stracciatella, nodini, ricotta, burrata  classica e nella versione fumé sono prodotti ogni giorno utilizzando latte acquistato da aziende agricole che praticano allevamenti rispettosi del benessere degli animali. Si tratta di una produzione di nicchia che ha l’obiettivo di valorizzare il patrimonio culinario della Puglia.

I formaggi sono in vendita a privati e professionisti della ristorazione.

Milano, 28 febbraio 2018

 

L'Arte dei Pizzaiuoli Napoletani l Patrimonio Immateriale dell’Umanità

  

Rossopomodoro San Babila festeggia il riconoscimento dell’arte dei pizzaiuoli napoletani a patrimonio immateriale Unesco a Milano al Brian &Barry Building
www.rossopomodoro.it /

Poche parole , ma tanta emozione per esprimere tutta la gioia del successo. Franco Manna, fondatore e presidente di Rossopomodoro festeggia così il riconoscimento che L’Unesco ha tributato all’Arte dei Pizzaiuoli Napoletani iscrivendola nel Patrimonio Immateriale dell’Umanità.
“Un riconoscimento che ci dà ragione e non solo perché dal primo momento abbiamo sostenuto la raccolta firme per contribuire alla moral suasion avviata dal presidente della Fondazione Univerde Alfonso Pecoraro Scanio ai tanti che l’hanno appoggiata come Roberto Maroni, Tessa Gelisio , Jimmy Ghione e Coldiretti che anche in questa occasione di festa sono presenti “.

L’imprenditore napoletano, che ha sempre sostenuto la necessità di valorizzare il ruolo dell’artigianalità dei pizzai(u)oli anche come efficace barriera all’italian sounding, ha riassunto il percorso in tre parole. Orgoglio del pizzaiolo di fare un lavoro che può regalare tante soddisfazioni impensabili per genitori e antenati e di trasmettere un vento napoletano con le proprie pizze. Avere il senso della grande tradizione. Infine diventare paranoici dei particolari, cioè saper coltivare il senso più minuto e minuzioso per fare una grande pizza come testimonia l’attenzione al basilico che diventa segno distintivo della pizza napoletana e della capacità di guardare appunto ai dettagli.

“ Il motivo di soddisfazione ulteriore è che abbiamo sempre detto che il vero valore pizza è nella capacità degli artigiani che le danno vita. Con questa decisione il fattore umano viene messo nella giusta evidenza come facciamo noi di Rossopomodoro.
Uno sforzo
corale che ha dato i suoi risultati anche se nessuno può iscriversi un merito che è e resta un patrimonio comune di una città, di un popolo e di uno stile di vita”, precisa Manna.

Alfonso Pecoraro Scanio promotore della petizione conosciuta come #pizzaUnesco ha ribadito che "Abbiamo ottenuto un risultato record di mobilitazione della società civile con oltre 2Milioni di firme e una vittoria per la tradizione artigianale del cibo . Ecco perché ora dobbiamo mettere questo successo a disposizione dell'anno del cibo italiano e impegnarci a difendere e valorizzare il riconoscimento Unesco ."

Tessa Gelisio conduttrice televisiva, scrittrice e ambientalista italiana ha ricordato
le motivazioni della decisione dell'Unesco.

Jimmy Ghione esulta: “ringrazio Alfonso Pecoraro Scanio per avermi voluto come testimonial. La scelta di un piemontese come me voleva marcare il carattere italiano e non solo napoletano di questa candidatura."

Roberto Maroni ha ricordato che" quando Alfonso mi ha chiesto l'adesione firmato per tre ragioni. Perché sono un convinto consumatore di pizza . Perché conosco Alfonso da tanto e stimavo questa campagna e perché la Lombardia ha il record dei riconoscimenti Unesco e ne conosciamo l'importanza e anche le difficoltà per ottenerli . Quindi i miei complimenti per questo risultato sono convinti e sinceri."

Al termine della Conferenza ha preso il microfono Clelia Martino da oltre 25 anni di fianco al Presidente Manna , organizzatrice e ufficio stampa dell’evento che ha ringraziato i numerosi giornalisti che hanno accolto il suo invito e ha dato inizio allo show cooking previsto dalla scaletta.
Infatti per tutti i partecipanti all'evento, la scuola di cucina di Casa Rossopomodoro ha cucinato a vista per i presenti la tradizionale ricetta dei ravioli capresi, un favoloso primo con la ricotta di Capri, e delle eccellenti polpettine di manzo. Il tutto accompagnato da prosecco e vino per festeggiare questa grande vittoria.

“E’ solo l’inizio dei grandi eventi di Casa Rossopomodoro in questo 2018 anno della cucina italiana ci vede in prima linea con scuole di cucina per rilevare i segreti dalla cucina italiana .

Le attività coinvolgeranno tutta Italia e scenderanno in campo i Grandi Maestri , gli Executive Chef Antonio Sorrentino e Enzo De Angelis da sempre sostenitori della buona cucina italiana e campana base di successo di Rossopomodoro. “A breve partiremo per un tour per portare uno dei dolci tipici della tradizione pasticcera napoletana , le zeppole di San Giuseppe preparate secondo la ricetta originale scritta a Napoli intorno all’anno 1837”.

Milano, 24 febbraio 2018


Emilia Romagna a tutto campo!

Un progetto di comunicazione e promozione del vino emiliano romagnolo in Italia e nel mondo

a cura di Enoteca Regionale Emilia Romagna e Luca Gardini.

  

Nasce un nuovo format dedicato alla comunicazione e alla promozione dei vini emiliano romagnoli attraverso la metafora del calcio. Il progetto di sviluppa in tre grandi momenti.

_Il primo vede protagonisti un gruppo di professionisti degustatori di vino, giornalisti e comunicatori italiani e stranieri, che si riuniranno per assaggiare alla cieca ciascuno una tipologia di vino. Quello che accomuna le differenti tipologie è di derivare tutte da un vitigno autoctono dell’Emilia Romagna. Lo scopo della degustazione sarà redigere undici squadre “monovarietali” dei migliori assaggi secondo ciascun degustatore. I risultati verranno svelati da Gazzetta dello Sport, in occasione di Vinitaly 2018 come un vero e proprio campionato a squadre.

_Seguirà nel corso della seconda parte del 2018 un evento di degustazione con protagonisti tutti i vini che hanno aderito all’iniziativa; sarà aperto al pubblico dei winelover con degustazioni libere e guidate con focus mirati a conoscere più da vicino le varietà in questione.

_Per tutto l’anno l’Emilia Romagna e i suoi vini verranno raccontati su web attraverso i principali social network e il blog di Enoteca Regionale Emilia Romagna.

I PRINCIPALI ATTORI DI QUESTA AVVENTURA

_In primis Enoteca Regionale Emilia Romagna, ovvero l’associazione di produttori che, dal 1978, si dedica alla promozione e alla valorizzazione dei vini della regione. Il suo scopo è che la qualità raggiunta dall’enologia emiliano romagnola trovi il meritato riconoscimento in campo nazionale e internazionale. Enoteca si occupa, inoltre, della diffusione di una corretta educazione al bere, partecipa alle principali fiere di settore ed organizza numerose iniziative promo-commerciali.

La sede all’interno della Rocca Sforzesca di Dozza (BO) ospita una Mostra Permanente di circa 1.000 etichette emiliano romagnole e propone percorsi di degustazione e formazione, nonché vendita diretta dei vini al pubblico. Enoteca Regionale Emilia Romagna ha inoltre lanciato il format “InCantina” Francoforte: un ristorante, enoteca, food and wine store dedicato esclusivamente all’enogastronomia regionale.

Enoteca opera avvalendosi della collaborazione di istituzioni, ricercatori e degli stessi produttori associati, che ad oggi sono 206 e rappresentano l’84,7% della produzione di vino DOC imbottigliato in Emilia Romagna (601.501 hl su un totale regionale di 710.212 hl) e il 70% della produzione di vino IGT imbottigliato (1.079.811 hl su un totale regionale di 1.528.842 hl). www.enotecaemiliaromagna.it

_Secondo attore di questa iniziativa è Luca Gardini, il sommelier romagnolo che nel 2010, a ventinove anni, ha fatto parlare di sé diventando campione del mondo dei sommelier. Opinion leader di fama mondiale è il primo italiano a entrare a far parte della rosa dei wine critic di Wine Searcher, il più importante motore di ricerca sul vino. Dà vita al suo personale progetto di wine ranking lanciando sul web nel 2015 il portale gardininotes.com, interamente in lingua inglese e contenitore di assaggi di vini da tutto il mondo. Pubblica ogni anno la sua personale classifica mondiale top50 e ha fondato nel 2012 il Best Italian Wine Awards. Scrive il Codice Gardini, guida POP al piacere di bere, in collaborazione con Pier Bergonzi, Gazzetta dello Sport, un manuale semplificato e in doppia lingua che racconta come degustare vino sia facile e lo possano fare tutti. Pubblica ogni anno la guida I Migliori 100 vini e vignaioli d’Italia con Luciano Ferraro per Corriere della Sera. Interviene in diverse kermesse enogastronomiche come esperto opinion leader e comunicatore d’eccezione. www.gardininotes.com

Milano, 22 febbraio 2018

 



DA BIOESSERÌ BRERA : ARRIVA LA PIZZA DEI FRATELLI SALVO
Lunedì 19 febbraio una nuova serata all’insegna della pizza d’autore                                                          
Bioesserì - Via  Fatebenefratelli 2 MilanoPer info e prenotazioni: Ristorante Bioesserì 0289071052
Bioesserì Brera, ristorante biologico nel cuore di Milano, ospita lunedì 19 febbraio l’ultimo appuntamento con le Tavole di Identità Golose. Per la prima volta, Francesco e Salvatore Salvo della pizzeria di San Giorgio a Cremano arrivano nel capoluogo meneghino per proporre un menù unico grazie a una attenta selezione delle loro gustosissime pizze.

Pizzaioli da tre generazioni, i fratelli Salvo sono innovatori che si muovono all’interno della tradizione partenopea, puntando sugli impasti, la scelta delle farine e dei condimenti. Protagonista il meglio del proprio territorio per raccontare l’eccellenza locale e accompagnare in un viaggio alla riscoperta di sapori mai dimenticati.

Il menù della serata prevede 5 pizze per una degustazione di uno dei piatti più popolari e amati al mondo fatto di semplicità e memoria. Si parte dalle 4 a opera dei fratelli Salvo e si finisce con una di Federico Della Vecchia, chef resident di Bioesserì

Cosacca (Fratelli Salvo)
E’ una pizza nata prima della Margherita. Fu inventata a Napoli nel 1844, in occasione della visita alla Corte dei Borboni dello zar di Russia Nicola I: sopra la base di pomodoro, i pizzaioli napoletani la arricchirono con cacio grattugiato, riproduzione della neve russa. Su del pomodoro di Corbara, i Salvo aggiungeranno pecorino a latte crudo, stagionato per un anno, di Bagnoli irpino.

Pizza al pomodoro (Fratelli Salvo)
6 pomodori lavorati ognuno in modo diverso:: pomodoro di Corbara, San Marzano in acqua e sale, datterino confit, pomodoro affumicato, pomodoro grigliato e piennolo marinato. Una prelibatezza nata da una collaborazione con lo chef Salvatore Bianco del Comandante di Napoli.

‘Nduja e Verzin
(Fratelli Salvo)
In carta da 6 anni è una delle loro pizze più apprezzate. Originale, estrosa, una sintesi di stagionalità e praticità. Verzin è un formaggio erborinato da latte vaccino dell’affinatore Beppino Occelli.
Pizza fritta (Fratelli Salvo)
Piatto storico della cucina napoletana con pomodoro giallo del Vesuvio di San Nicola dei Miri. Per bilanciare la dolcezza, un’aggiunta di scaglie di mozzarella di bufala di Barlotti.
La degustazione si chiude con lo chef di Bioesserì Federico Della Vecchia che propone la Pizza di kamut con pomodoro conciato e piacentinu ennese allo zafferano.
Per dessert, Frittelle alla grappa, uvetta e pinoli con crema pasticciera alla vaniglia

Ad accompagnare la serata le bollicine Blanc de Blancs Rosé de Noirs dei friulani di Villa Parens, prodotti dalla forte identità, che solo il Collio sa dare. Una cantina che valorizza la storia, il territorio per regalare un’esperienza di gusto inimitabile.

Costo della serata: 40 euro
Per info e prenotazioni: Ristorante Bioesserì 0289071052
Bioesserì - Via  Fatebenefratelli 2 Milano
Bioesserì è un concept Restaurant certificato del mondo biologico presente a Milano e Palermo. Un’oasi di gusto e benessere frutto dell’idea di Vittorio e Saverio Borgia, due fratelli originari del capoluogo siciliano, con studi alla Bocconi il primo e al Politecnico il secondo.
Bioesserì è un luogo sempre aperto che accoglie in ogni momento della giornata. Dalla colazione fino alla cena passando per il pranzo e l’aperitivo, da Bioesserì è possibile gustare menù che esaltano l’intensità dei sapori integri, attraverso la ricerca e la selezione di materie prime rigorosamente bio, completati da pizze realizzate con farine di farro e kamut. I piatti proposti sono concepiti per offrire una cucina sana, corretta e di alto valore nutrizionale che si rifà alla tradizione italiana rivisitata in chiave moderna.

Milano, 19 febbraio 2018

 

La Puglia da Bere, e da mangiare, conquista Milano

Un viaggio nel gusto attraverso una selezione di eccellenze enogastronomiche proposte da Vinoway. Un’insolita Puglia dai sapori autoctoni affascina la stampa

In occasione della BIT, Borsa internazionale del turismo, si è svolta lo scorso martedì 13 febbraio l’iniziativa "La Puglia da Bere", presso il Carlton Hotel Baglioni di Milano. Si è trattato di un vero e proprio viaggio enogastronomico, indirizzato alla stampa di settore, con l’obiettivo di sottolineare le molteplice sfaccettature di una Puglia capace di sorprendere sia con prodotti rinomati sia con quelli meno noti. L’evento voluto dall’Assessorato alle Politiche agricole è stato curato nella selezione e nella degustazione da Davide Gangi, responsabile di Vinoway Italia, Jenny Viant Gomez giornalista e autrice di Vinoway e il miglior sommelier di Puglia 2017 Antonio Riontino. Collaborazioni di Kibrit & Calce e Ais Puglia.

Il successo dell’evento, al quale non hanno potuto accedere tutti per esaurimento posti, è stato commentato con entusiasmo dall’assessore di competenza Leonardo Di Gioia attraverso una missiva: “La collaborazione tra pubblico e privato ci consente, attraverso una mirata strategia, di promozione agroalimentare, non solo di far conoscere le nostre produzioni di qualità, tracciate e certificate, ma anche di stimolare l’incoming nella nostra regione. Eventi come “La Puglia da bere” sono strategici per i nostri produttori. Abbiamo un patrimonio enologico e gastronomico di eccellenza e in costante evoluzione. Ma sappiamo, altresì, di dover investire in maniera oculata, in attività di promozione a sostegno delle nostre aziende perché diventino forti e competitive sui mercati anche esteri”.

Con “La Puglia da bere” si è andati alla scoperta di 11 etichette di vini rossi autoctoni in abbinamento ai prodotti offerti da: Consorzio di Tutela della Burrata di Andria, Donna Oleria (olio omaggiato alla stampa), Forneria Chiriasi, Salumificio Mocavero e Salumificio Moreno. Eccellenze molto apprezzate al pari dei vini in degustazione. Una bel mosaico rappresentativo del terroir pugliese con: Agricola Felline - Primitivo di Manduria Cuveè anniversario 2010; Borgo Turrito - Nero di Troia Troquè 2015; Cantele Vini - Negroamaro Teresa Manara 2015; Cantine Imperatore - Gioia del Colle Primitivo Vincenzo Latorre Riserva 2011, Cantine Spelonga - Nero di Troia 2016; Feudi di Guagnano - Rosso IGT Le Camarde 2015; Leone de Castris - Salice Salentino 2014 Per Lui; Morella Vini - Primitivo di Manduria Old Vines 2014; Tenute Rubino - Oltremè 2015; Vespa Vignaioli per Passione - Primitivo di Manduria Raccontami 2014 e Vigna Flora - Puglia IGT Rosso Susumaniello "Tre Tomoli Rosso - Grappoli eletti" 2015.

Un gustoso viaggio che ha saputo spaziare tra le meraviglie enoiche da nord a sud della Puglia, dal Nero di Troia al Primitivo di Manduria, passando per il Primitivo di Gioia del Colle, il Negroamaro e il Susumaniello, quest’ultimo ha piacevolmente sorpreso l’attenta e interattiva platea.

Milano, 18 febbraio 2018

 

SPONTIN: Lo sviluppo 2018 in Italia e all'Estero

Spontini®, brand milanese della pizza al trancio in rapida crescita a livello nazionale e internazionale, ha presentato, nel nuovo headquarter di Milano, i risultati di bilancio 2017 e annunciato le linee di sviluppo dell'espansione del marchio in Italia e all'estero. Con un fatturato in crescita di oltre l'11% rispetto al 2016, Spontini® prosegue nel percorso di crescita italiano e internazionale iniziato nel 2015 con il primo punto vendita a Tokyo, in Giappone, e che proseguirà da quest'anno con il Middle East e il Nord Africa.

Fatturato 2017 a 23,5 milioni

Il Gruppo chiude il 2017 con un fatturato a quota 23,5 milioni di euro, in aumento dell'11,2% rispetto ai 21 milioni dello stesso periodo dell'anno scorso. L'incremento è dovuto sia alle cinque nuove aperture del 2017 (Bergamo Alta e Centro, Stazione Centrale, Como, Assago) sia all'ampliamento del menu alle cosiddette "Speciali" che hanno affiancato il classico trancio Spontini® alla margherita e all'acciuga. "Sono numeri importanti - afferma il CEO & Founder di Spontini Holding, Massimo Innocenti - che testimoniano la natura di un'azienda che ha voglia di ricoprire ancor di più un ruolo da protagonista nel futuro della ristorazione e di non accontentarsi dei pur importanti traguardi già raggiunti. Le sfide non ci spaventano, per questo siamo proiettati verso altre opportunità che nei prossimi mesi ci porteranno verso nuove location e nuovi mercati". Nel corso del 2017 Spontini® ha servito più di 4 milioni di tranci di pizza, utilizzando più di 460 tonnellate di farina, quasi 270 tonnellate di pomodori e 317 tonnellate di mozzarella.

Piano di sviluppo italiano

Prosegue lo sviluppo in Italia secondo le direttrici già tracciate che prevedono un rafforzamento nel canale travel, nei grandi centri commerciali e in location storiche. Dopo l'esordio nelle stazioni con l'apertura lo scorso anno in Stazione Centrale a Milano, il 2018 segnerà il debutto negli aeroporti. Nel giro di pochi giorni aprirà a Malpensa una nuova pizzeria nel Terminal 1 Area Extra Shengen, Satellite B. "Malpensa sarà per noi una vetrina sul mondo utile per farci conoscere e per studiare gusti e comportamenti dei consumatori di altri mercati e di altre culture. La partnership con Grandistazioni e con MyChef Spa di Areas Italia ci permette di svilupparci in luoghi di transito altamente visibili e battuti" afferma Massimo Innocenti. Altra apertura imminente, quella di Venezia. Inaugurerà entro la primavera, infatti, in Strada Nova, zona Cannaregio, in pieno centro storico, la prima pizzeria Spontini® in Veneto.

Espansione estera

Durante la conferenza stampa, il CEO Massimo Innocenti è entrato nei particolari anche dell'accordo annunciato il 17 gennaio scorso con il Gruppo Alshaya: "La prima parte del piano di sviluppo prevede 34 aperture entro sette anni, partendo dal Kuwait e dagli Emirati Arabi Uniti - ha affermato Innocenti -. Oltre a quelli citati, le inaugurazioni riguarderanno Paesi come Bahrein, Oman, Qatar, Arabia Saudita, Libano, Giordania e, nella seconda e nella terza fase, Nord Africa, Turchia e Russia. Spontini rimarrà fortemente connotato come marchio italiano e milanese del food, ovviamente con le dovute modifiche al menu rese necessarie dai diversi contesti di mercato. Per questo possiamo definire Spontini® un marchio del made in Milano davvero globale".

Milano, 15 febbraio 2018


Giovanni Liuzzi è il vincitore della Campari Barman Competition

Giovanni Liuzzi è il vincitore della quinta edizione della Campari Barman Competition, la ormai celebre competition organizzata dalla Campari Academy, il centro di formazione e sperimentazione dedicato al mondo della mixology del Gruppo Campari.

Trentunenne originario di Monza e proprietario del locale Moss, Giovanni Liuzzi è un bartender ricco di creatività e dal background artistico: prima di intraprendere la sua carriera nel mondo della mixology, nasce infatti come bar designer. Sul podio anche Nicola Scarnera, che si è classificato secondo, e Nicola Romiti, che si è aggiudicato il terzo posto.

Il tema della Campari barman competition 2018 è stato l’arte, parte integrante del dna Campari come testimonia il grande patrimonio artistico del brand: dai primi manifesti pubblicitari di Cappiello, Nizzoli, Hoenstein e Dudovich, alle opere di Depero, passando per la pop-art di Ugo Nespolo, fino a giungere alle Limited Edition artistiche e al progetto Red Diaries.

Prendendo ispirazione dalle opere esposte in Galleria Campari, i tre finalisti si sono affrontati con l’intento di creare la miglior ricetta dando vita a una vera e propria cocktail experience a colpi di shaker capace di coinvolgere tutti i sensi.

Durante la finale è stato Giovanni Liuzzi a conquistare la giuria grazie a UNALIRAE50, un cocktail ispirato all’opera d’arte di Depero “Sifone e Bicchiere”. Proprio come proponeva Depero nella sua filosofia di vendita “POP” dell’iconico Camparisoda che negli anni trenta costava, per l’appunto, una lira e cinquanta, Giovanni Liuzzi fonde ingredienti di alta qualità ma facilmente reperibili, creando un mix bilanciato e, al tempo stesso, travolgente: 40 ml di Campari, 10 ml di Grand Marnier, 1 goccia di ardente (tintura al peperoncino), 30 ml di soda al lampone, vaporizzazione di aroma al pepe rosa e pompelmo rosa.

Giovanni Liuzzi si è aggiudicato un percorso di collaborazione con Campari Academy lungo un anno che comprende un master di specializzazione sul brand Campari, un tour di guest bartending nei migliori locali italiani ed esterni, e sessioni di training per educational sul Campari Academy Truck.

Alla guida della memorabile serata, ricca di emozioni e sorprese, la showgirl e conduttrice Melissa Greta Marchetto e il bartender Edoardo Nono del Rita & Cocktails di Milano.

Le giurie coinvolte per rendere la serata ancora più interessante sono state suddivise in base alle competenze. Per la parte di degustazione erano presenti il celebre Salvatore Calabrese “The Maestro”, Alex Kratena, fondatore di P(OUR) ed ex Head Bartender presso l’Artesian di Londra, David Wondrich, scrittore ed esperto di mixology, Leonardo Leuci, fondatore del Jerry Thomas Project di Roma, Mattia Pastori, direttore Camparino in Galleria, e Patrizia Beretta, Campari Group. Per quanto riguarda la giuria tecnica era presente Alessandro Melis, Drinkable.it, mentre per la parte di comunicazione hanno affiancato il responsabile della Campari Academy, Dario Cuccurullo, Samuele Ambrosi, mixologist e titolare Cloackroom di Treviso, e la blogger di LittleSnobThing.it e talento del web Alessandra Airò.

La competizione – iniziata a settembre 2017 – ha visto tre fasi differenti di svolgimento: una selezione online e una seconda selezione realizzata direttamente sul territorio per i 420 qualificati nelle città di Roma, Milano, Catania, Bari e Firenze, ed infine un’emozionante sfida all’ultimo shaker al Camparino in Galleria lo scorso dicembre per il ripescaggio dell’ultimo finalista. È stato possibile seguire tutte le fasi della Competition attraverso la pagina Facebook Campariacademy.

La competition ha registrato numeri altissimi: 1400 iscritti, 420 ricette selezionate, un lungo percorso di selezione per arrivare a decretare il vincitore del titolo. Un record assoluto in Italia che conferma quanto la Campari Barman Competition stia diventando, anno dopo anno, non solo un punto di riferimento per il mondo della mixology ma anche un vero e proprio trampolino di lancio per i barman e barlady emergenti. Tutti coloro che si sono contraddistinti per bravura e creatività, infatti, hanno intrapreso un eccellente percorso nel mondo del bartending.

La Campari Barman Competition, oltre ad essere un momento di show, si dimostra anche un’occasione per instaurare rapporti, dare visibilità ai talenti e creare una connessione con il mondo del lavoro. Eccezionale esempio è il percorso fatto da Luana Bosello, vincitrice della Campari Barman Competition 2016, che ha preso parte al progetto internazionale Campari Red Diaries dello scorso anno come protagonista di uno degli short movie dedicati ai bartender professionisti più bravi del mondo.

Milano, 30 gennaio 2018

ROVAGNATI LANCIA LA FILOSOFIA DELLO SFIZIO CON “CRUDOCOTTO”, IL NUOVO BRAND RESTAURANT

Inaugurato ieri a Milano, è una vera e propria Officina del Gusto, che unisce tradizione ed innovazione

 

Il Prosciutto Wine Bar & Restaurant di ROVAGNATI di Corso Garibaldi 41 si rinnova e propone un nuovo concept che punta sulla dicotomia crudo-cotto, che è anche il nome del locale.

Nello spazio che vuole essere comunicativo e al tempo stesso scenografico, il menù firmato dallo Chef Mario Fresu (in precedenza Sous chef del Boscolo Restaurant e Bar), pensato proprio per CrudoCotto by Rovagnati 1943, propone piatti esclusivi in cui i salumi sono protagonisti.

Tra questi anche alcune ricette storiche ideate dal fondatore Paolo Rovagnati e ritrovate negli archivi dell’azienda, in cui sperimentava abbinamenti tra i salumi, i prodotti e i cibi della tradizione italiana.

È nato così l’Ovotto, un uovo in camicia su un nido di prosciutto cotto Gran Biscotto, fonduta di parmigiano e crema di tartufo; oppure gli Gnocchi di patate all’amatriciana, ma anche la Zuppa di lenticchie con lardo e gamberi. Altre due specialità sono il Raviolo con ripieno di Gran Biscotto e ricotta con salsa al pomodoro, basilico e stracciatella pugliese o il Turbante di trota e speck al forno con polenta e salsa verde.

Abbiamo ritenuto strategico entrare nel Retail per essere sempre più vicini ai nostri consumatori. ha detto il direttore generale dell’azienda Gabriele Rusconi, presentando il progetto - Puntiamo ad aprire altri locali nei luoghi di maggiore frequentazione, come i centri commerciali, e nelle grandi città, anche estere, con l’obiettivo di avvicinare, di far conoscere e sperimentare la grande tradizione culinaria italiana, rivisitata per promuovere l’utilizzo dei salumi in cucina e nell’alimentazione.

In uno spazio completamente rinnovato, dallo stile industrial chic e dall’atmosfera informale, i cuochi, coordinati dall’Executive Chef Mario Fresu, creeranno piatti esclusivi, utilizzando prodotti sempre freschissimi e materie prime tutte italiane, in una spaziosa cucina a vista sulla sala.

Si parte con la colazione, dolce o salata, passando per il lunch e l’aperitivo, fino alla cena, con diverse soluzioni in base alle esigenze ed ai gusti personali.

Il nuovo concept si ispira all’idea di Sfizio – ha spiegato il Retail Manager Marco Trivelli - proponendo non solo i piatti in formato tradizionale, ma anche in mini porzioni in modo da offrire al nostro cliente la possibilità di scoprire più ricette e prodotti in un ideale viaggio nella tradizione gastronomica italiana. In questo modo si può sperimentare la qualità anche con un assaggio

Il Wine Bar con sgabelli al bancone propone un aperitivo che varia di giorno in giorno e sempre in due calibri: il finger food goloso, che lascia spazio agli appetiti in divenire, oppure la modalità “aperitivo rinforzato”, ideale prima di affrontare una serata a teatro. Al sabato è invece dedicato il rituale del brunch.

In ogni momento della giornata comunque è possibile degustare salumi e formaggi accompagnati con gnocco fritto, ad esempio, o assaggiare i sorprendenti saltimbocca di branzino e patanegra.

I salumi ROVAGNATI, con ampia scelta di proposte, sono affettati tutti con taglio espresso “a freddo” fatto con le storiche affettatrici Berkel, o al coltello.

La Berkel risulta iconica nel suo design perfetto e la meccanica funzionale richiama l’efficientismo e la dinamicità industriale, da cui il tema “Officina del Gusto”.

Nella realizzazione di questo nuovo progetto – continua Trivelli - siamo partiti dalle materie prime e dal concetto di italianità, abbiamo declinato prodotti e piatti in abbinamento ai salumi in un contest nuovo, provando a riproporre il prosciutto in una dimensione più internazionale, puntando anche su un business model nuovo per la ristorazione, che vede l’impegno diretto di un grande brand come ROVAGNATI”.

CrudoCotto è aperto dal lunedì al giovedì dalle 7:00 alle 23:00, venerdì e sabato dalle 7:00 alle 24:00, per colazione, pranzo e cena, un aperitivo sfizioso o semplicemente per una pausa di gusto, sempre accompagnati dalla qualità dei salumi ROVAGNATI.

Milano, 23 gennaio 2018


NUOVO RISTORANTE a MILANO:   "Nero 9"

 

 


Nasce a Milano “Nero 9” un nuovo format per gustare la buona cucina tradizionale italiana e immergersi nel panorama di arte e design più in voga del momento.
Non a caso la location prescelta sorge nello storico quartiere di Brera e più precisamente in Via Anfiteatro, dove studi di artisti e botteghe artigiane si mescolano ai negozi alla moda di Corso Garibaldi. Un locale elegante e ricercato ma allo stesso tempo minimale e pulito, caratterizzato da un grande forno alla brace aperto sulla sala.
La forza di questo ristorante risiede certamente nella scelta delle materie prime selezionatissime ed in particolare della Carne Chianiana Toscana, proveniente dal Consorzio di Tutela del Vitellone Bianco dell’Appennino Centrale certificato IGP e proposta rigorosamente con cottura lenta alla brace di carboni vegetali.
“Crediamo nella rivalutazione della carne nell’alimentazione contemporanea,ma ne proponiamo una scelta qualitativa di altissimo livello che premi quella italiana ed in particolare quella certificata IGP: un prestigioso sinonimo di garanzia per la salute di quanti lo includono nella propria dieta quotidiana”.
Così Marco Parente titolare di Nero 9, descrive la scelta di proporre un ristorante a base di carne remando contro le tendenze più vegetariane sorte negli ultimi anni nel capoluogo Lombardo. ”Crediamo nell’antica tradizione della cultura dell’allevamento italiano come patrimonio dell’identità stessa del mangiare genuino italiano e siamo vicini ai produttori italiani che da più di 1500 anni allevano questi capi esclusivamente nell’area tipica dell’Italia centrale. Per questo ci siamo uniti al consorzio di tutela del Vitellone Bianco dell’Appenino centrale e siamo al momento l’unico ristorante a Milano e tra i pochi della Lombardia a lavorare con questo prestigioso marchio di qualità”.
Nero 9 non è solo carne alla brace ma una cucina da cui escono proposte ogni giorno diverse sia a pranzo sia a cena, che tengono
conto della stagionalità e della freschezza dei prodotti presenti nel giorno sul mercato, e di ricette semplici ripescate dal ricettario culinario italiano e dalle vecchie cucine delle nonne. A pranzo è proposto un menù di lavoro di due portare a scelta tra diversi primi e diversi secondi piatti. La sera il menù privilegia formaggi pregiati accompagnati da marmellate, frutta e salse fatte a mano, salumi selezionati IGP e DOP, piatti tipici regionali provenienti da botteghe artigiane del Sud italia. Grande importanza è riservata al vino, con la selezione delle migliori e più pregiate etichette italiane.
Ad irrompere però nel clima tradizionale della cucina del locale ci pensa l’anima contemporanea delle pareti allestite con opere di arte contemporanea dei migliori artisti emergenti. La scelta di creare un ristorante/galleria ha origine nella passione all’arte dei titolari che vogliono proporre un programma di mostre di alto livello che possano vivere al di fuori del circuito classico delle gallerie.
“La nostra è una passione fisica nei confronti dell’arte; ne siamo attratti come forma di bello e di contenuti universali che rispecchiano i valori del tempo in cui nasce e cresce. Vedere il pubblico generico allontanarsi dall’arte contemporanea perché la considera difficile o incomprensibile è una contraddizione di una società che parla degli stessi contenuti ma che li decifra in maniera diversa. Con le nostre proposte vogliamo suscitare interesse e curiosità nel pubblico generico, non per forza in quello che si intende di arte,ma quello che ne viene colpito durante un semplice pranzo o una cena con amici. Insomma creare un nuovo dialogo in una dimensione di incontro quasi casuale” spiega Marco Parente. “Vogliamo però anche distinguerci per proposte di alto livello e per questo lo faremo con la collaborazioni di critici e curatori, di riviste e di esperti del settore, o di altre gallerie. Insieme a loro nasce “Nero 9 Gallery” che svilupperà numerosi eventi anche fuori dalla location di Via Anfiteatro, tutti legati al connubio tra arte e cibo”.
La prima artista proposta è la milanese Donatella Izzo che proporrà alcuni pezzi del progetto “No-Portrait”, un’immersione nella fotografia contemporanea del ritratto di autore.
Inoltre, per chi desidera visitare Nero 9 Gallery e sorseggiare un buon vino, il lunedì sera il ristorante propone anche l'aperitivo serale che, per il solo mese di dicembre, viene proposto anche di domenica: dalle 17.30 alle 20.00 un calice di vino e tagliere con stuzzicherie varie e salumi pregiati a 10 euro. 
www.nero9milano.com 

Milano, 29 dicembre 2017

Peroni Gran Riserva, il 2017 si chiude con un doppio trionfo internazionale

Una pioggia di medaglie e stelle. Il 2017 si conclude con un doppio successo per la qualità delle Peroni Gran Riserva. Le tre birre speciali della famiglia Peroni hanno di fatto sbancato due tra le più importanti competizioni internazionali del settore: il Tastings.com World Beer Championship, la più antica competizione annuale americana dedicata al mondo della birra, promossa dal Beverage Tasting Institute di Chicago, e il The Beer Awards, il premio britannico promosso dai più importanti esperti mondiali del settore riuniti nel prestigioso IWSC Group.

Grazie alla qualità degli ingredienti, come il Malto 100% Italiano, e al lungo processo produttivo, nel corso del quale è il tempo a forgiare le caratteristiche uniche e distintive delle tre birre – le Peroni Gran Riserva Doppio MaltoRossa e Puro Malto hanno conquistato le giurie di entrambe le competizioni, composte da esperti di birra, sommelier, giornalisti e professionisti del settore. E i risultati – presentati nel corso di un evento svolto oggi a Milano nel quale sono intervenuti Federico Sannella, direttore relazioni esterne Birra Peroni, Ludovica Lioy, brand manager Peroni Family e Giuseppe Menin, mastro birraio Birra Peroni - sono stati davvero lusinghieri.

Al Tastings.com World Beer Championship, con 91 punti su 100, giudicata “eccezionale” la Doppio Malto che ha conquistato infatti la medaglia d’oro nella categoria “Bock”; “eccezionale” è stato il giudizio degli esperti anche per la Rossa che, con lo stesso punteggio (91 su 100), si è aggiudicata la medaglia d’oro nella categoria “Vienna”; mentre la Puro Malto ha vinto la medaglia d’argento nella categoria “Munich Helles”, con 89 punti su 100 ed il giudizio “altamente consigliata”. “Stellato” è stato il successo ottenuto al The Beer Awards. L’edizione 2017/2018 della competizione britannica ha visto infatti assegnare, nelle stesse categorie, quattro stelle alla Doppio Malto e tre stelle alla Puro Malto e alla Rossa.

Siamo orgogliosi di aver rappresentato con successo il made in Italy in contesti così prestigiosi come il Tastings.com World Beer Championship e il The Beer Awards” ha detto Ludovica Lioy, brand manager Peroni Family. “Si tratta – ha aggiunto – di un doppio riconoscimento che conferma, ancora una volta, l’alta qualità delle Peroni Gran Riserva che chiudono nel migliore dei modi un anno davvero ricco di soddisfazioni. Un anno iniziato con il restyling del pack e continuato con il lancio del nuovo spot che ha visto, tra gli attori, la partecipazione di un vero e autentico agricoltore della nostra filiera. A testimonianza che dietro la qualità delle Peroni Gran Riserva c’è la passione per le cose fatte bene di tutte le persone che, giorno dopo giorno, lavorano per produrre queste birre davvero uniche”.

Giunto quest’anno alla 24a edizione, il Tastings.com World Beer Championship è un evento di carattere internazionale che vede la partecipazione di birre provenienti da ogni parte del mondo, valutate attraverso un blind test e un metodo di giudizio, collaudato e coerente, sviluppato in collaborazione con la Cornell University. Articolato è anche il processo di valutazione seguito dai giudici del The Beer Awards, dove le birre in concorso sono sottoposte ad un “double blind” test. Anche questo, un processo che assicura una valutazione esclusivamente legata al gusto e alle caratteristiche organolettiche del prodotto a cui segue, poi, un’analisi tecnica dei livelli di alcol, amaro e colore della birra per garantire al consumatore un giudizio coerente e affidabile. 

Peroni Gran Riserva. Il tempo dà forma alla qualità.

Milano, 4 dicembre 2017   c.stampa

 

Siena: Mercato nel Campo festeggia 10 anni  con i ‘Borghi autentici d'Italia’

A Siena il Mercato nel Campo festeggia la decima edizione riportando tutta la magia delle feste in Piazza del Campo, in occasione della due giorni dedicata alle eccellenze dell’enogastronomia e dell’artigianato. L’appuntamento con il “Mercato Grande”, che quest’anno è dedicato ai ‘Borghi autentici d'Italia’, torna nella sua tradizionale veste invernale, sabato 2 e domenica 3 dicembre, sempre nella suggestiva cornice di Piazza del Campo a Siena. Come nel Trecento il cuore pulsante della città tornerà a essere luogo di commercio e di relazioni sociali. Un vero e proprio tuffo nel passato e tra i migliori prodotti della tradizione enogastronomica senese e le tipicità provenienti dall’Italia e dall’Europa, che tutte insieme festeggeranno il ‘Made in Italy’. 160 banchi, allestiti nella suggestiva conchiglia del Campo di Siena, metteranno in mostra i migliori prodotti dell'enogastronomia e dell'artigianato per dare vita a un appuntamento unico, sulle tracce di quanto avveniva nel Medioevo. Un vero e proprio viaggio nei sapori del Bel Paese, grazie alla presenza di produttori e artigiani provenienti da tutta Italia. Nei due giorni di Mercato, inoltre, il Cortile del Podestà di Palazzo Pubblico, in Piazza del Campo, ospiterà “Vinarte”: il salotto del gusto dedicato alle eccellenze vinicole della provincia di Siena e di tutto il Paese. Un’occasione unica per degustare un ottimo calice di vino sotto la Torre del Mangia, dove assistere anche a performance musicali e artistiche.

Gusti e prodotti unici per rivivere le tradizioni di una volta. Nei 160 banchi i visitatori potranno trovare le migliori produzioni senesi e il meglio dell’enogastronomia e dell’artigianato provenienti da tutta la Penisola. Dai salumi alla pasta fresca; dai formaggi all'olio; dal miele allo zafferano; dai dolci tipici, come i ricciarelli, i cavallucci e il panforte al cioccolato, fino alle mandorle, alle erbe aromatiche, alla frutta e alla verdura di stagione. Per gli amanti dell'arte e dell'antiquariato, il Mercato propone, tra l'altro, oggetti esclusivi, come i libri e i disegni sull'arte e la storia locale, i manufatti di cartotecnica, oggettistica in vetro fusione, complementi in ferro battuto, bigiotteria in pietre dure e argento e ceramiche artistiche dipinte a mano. Tra i banchi non mancheranno, in vista delle Feste, articoli da regalo, per il presepe e per i decori natalizi. Per chi è a caccia di regali originali, il mercato ospita i migliori manufatti realizzati da artigiani provenienti da tutta Italia e i più golosi potranno assaggiare i migliori prodotti dolciari della tradizione culinaria del nostro Paese. Un vero e proprio tuffo nel medioevo che porterà turisti e cittadini a osservare dal vivo le lavorazioni a mano, curate dagli artigiani presenti in Piazza del Campo, impegnati nella rilegatura dei libri, nella lavorazione della lana, nella tessitura con gli antichi telai e nel restauro di mobili.

 

Professioni ed eccellenze di ieri e di oggi. Il “Mercato Grande” che si svolgeva una volta a settimana nella Siena del XIII secolo, accoglieva moltissimi venditori. La “regina” del mercato era la treccola, ovvero la rivenditrice di verdura, ortaggi, legumi, ma anche di prodotti di derivazione animale come latte, uova e formaggio. Tanti erano anche i carnaioli che offrivano le loro carni macellate e la selvaggina; rilevante era il ruolo dei pizzicatoli, che vendevano dai salumi alle spezie. Molto numerosi erano gli agricoltori che portavano i prodotti dell’orto e delle raccolte stagionali. Tra gli artigiani presenti anche i cuoiai, i calzolai, i venditori di stoffe, i coppai, i cestaioli e i barlettai, venditori di botti e barili. Nella rievocazione contemporanea alle figure storiche si aggiungeranno pasticceri, produttori di vino, miele, zafferano, orafi e rilegatori raggruppati fedelmente nella conchiglia di Piazza secondo le regole di sistemazione che rispettano le tipologie di prodotto e gli spazi del mercato così come avveniva nel Medioevo.

"Il Mercato nel Campo" è un'iniziativa del Comune di Siena, in collaborazione con Confesercenti, Confcommercio, Cia, Coldiretti, Unione provinciale agricoltori, Cna, Confartigianato. Sui social è possibile seguire la Pagina Facebook Mercato nel Campo, il Profilo Twitter, e Instagram.

Milano, 22 novembre 2017

 

30 ANNI di GAMBERO ROSSI

Gambero Rosso, allora supplemento gastronomico del quotidiano Il Manifesto. E sono passati 30 anni da quella poetica prosa, ideata dalla penna di Folco Portinari, rivoluzionaria allora, quando l’associazione Arcigola muoveva i primi passi, e ancora attuale  con il movimento internazionale Slow Food che coinvolge milioni di persone in oltre 160 Paesi e che lavora affinché tutti possano avere accesso a un cibo buono, pulito e giusto.

«Erano gli anni ’80, quelli in cui la frenesia veniva contrabbandata come modernità. Portinari ebbe l’intuizione di intercettare la contrapposizione contro il fast-food, che decretò anche il successo del marchio, ma andò oltre, definendo la lentezza come filosofia di vita», commenta Carlo Petrini, fondatore di Slow Food e attuale presidente a livello internazionale.

Restituire la tavola al gusto, al piacere della gola, questa era “la scommessa proposta per un progressivo quanto progressista recupero
dell’uomo, come individuo e specie, nell’attesa bonifica ambientale, per rendere di nuovo vivibile la vita incominciando dai desideri elementari.” Ma il movimento non è rimasto fermo alla vecchia gourmandise e si è evoluto, favorendo la diffusione dei temi legati alla gastronomia, con la nascita della casa editrice Slow Food Editore; organizzando eventi come il Salone del Gusto e Cheeseche permettono ancora a migliaia di persone di conoscere prodotti e ricette delle tradizioni locali, all’epoca definiti poveri o “di nicchia” e  orgoglio identitario anche per le tavole dei ristoranti stellati; e battendosi per difendere la biodiversità delle materie prime, con l’Arca del Gusto e i Presìdi Slow Food. Il passaggio ideale di tutto questo è stata la nascita dell’Università di Scienze Gastronomiche, un laboratorio di conoscenze ed esperienze che coinvolge studenti da 50 nazioni.

Fino al 2004, quando, con il primo Terra Madre, Slow Food porta a Torino 5000 persone da 150 Paesi e segna un’altra svolta epocale: «Quando abbiamo visto tutti quei contadini, allevatori, pescatori, artigiani, abbiamo capito che la gastronomia avrebbe potuto diventare uno strumento di riscatto anche in paesi dove si soffre la fame. Il cambio di pelle è stato dirompente:  nostre sfide sono la difesa dell’ambiente, la lotta alla cementificazione, il contrasto della malnutrizione, che vuol dire obesità nei paesi ricchi e fame nei paesi poveri, con la differenza che i primi scelgono la loro dieta, i secondi la subiscono. E poi c’è la necessità di restituire dignità al mondo della produzione agroalimentare di piccola scala, affinché i contadini non siano più l’ultima ruota del carro ma la chiave di una nuova ruralità, unica via per invertire la rotta di un mondo stravolto che altrimenti ci soffocherà», conclude Petrini.

Milano, 15 giugno 2016

MARTINI® #PLAYWITHTIME - Al via il SUMMER TOUR

alla ricerca dell’Aperitivo Perfetto



Dopo l’anteprima in occasione della settimana del design, il 25 maggio si è ufficialmente avviato dalla Terrazza MARTINI di Milano, il Summer Tour MARTINI #PLAYWITHTIME che farà tappa nelle principali città e località estive italiane fino a settembre 2016.

PLAY WITH TIME

Play with Time” è il claim della nuova campagna di MARTINI, uno dei marchi italiani più iconici al mondo, che dallo scorso mese di aprile firma la nuova strategia di brand incentrata sul momento dell’ ”Aperitivo moderno”.

Play with Time” si basa sull’idea che il tempo trascorso insieme agli amici è tempo ben speso. Il momento perfetto è quello dell’”Aperitivo moderno” ormai fenomeno sociale globale. Da anni, infatti, e non solo in Italia dove è un rito consolidato, quello che originariamente era considerato un rapido drink prima dei pasti, è diventato un’occasione per trascorrere del tempo con gli amici sorseggiando un cocktail. Su tutti, il “MARTINI e Tonic”, un drink semplice, facile da preparare (1 parte di MARTINI e 1 parte di Acqua Tonica, tanto ghiaccio) e fresco, il cocktail perfetto che accompagnerà tutte le occasioni cool dell’estate 2016.

IL MARTINI #PLAYWITHTIME TOUR

Il MARTINI #PlayWithTime Tour si sviluppa sulla “ricerca dell’ingrediente perfetto” per l’Aperitivo MARTINI, affidata a quattro giovani blogger che vivranno questo percorso ognuno secondo le proprie caratteristiche personali, per giungere a riunire tutti e quattro gli elementi mancanti al termine di un viaggio attraverso le migliori location d’Italia.

Una storia fatta di Tempo, che è il vero lusso, la vera ricchezza e libertà del mondo di oggi. Una storia di Viaggio: come scoperta, esplorazione, con uno spirito in continuo movimento. Una storia di Condivisione e Convivialità. Con noi e gli altri. Insieme. Perché per brindare, bisogna essere almeno in due. Ma soprattutto una storia di Bellezza: da trovare in tutte le cose.

IL WEB TEAM MARTINI

Protagonista di questo emozionante viaggio nella nostra penisola, il Web Team MARTINI è composto da Giulia Arena, Miss Italia 2013, dal 2014 conduttrice di La7, Giulia, che vive a Milano dove studia Giurisprudenza, rappresenta la moda e la bellezza, bionda, angelica, come le donne iconiche MARTINI; Anfisa Letyago, siberiana, vive a Napoli, è una Dj di matrice house, rappresenta il lifestyle più contemporaneo e glam, bionda e iconica come Giulia, nei suoi occhi di ghiaccio traspare un temperamento bollente; Enrico Balsamo, attore e performer, in lui coesistono la convivialità e la simpatia, le risate con gli amici, un MARTINI e Tonic e una serata insieme, l’elemento imprevedibile del gruppo, con una spiccata attitudine per i video. E infine, ma non per ultimo, Andrea Cavallo Perin. Scrittore, comunicatore, instancabile viaggiatore. È l’ingrediente poetico, il racconto di un viaggio lungo un’estate.

IL KICK OFF IN TERRAZZA MARTINI

Si è partiti dunque da Milano, con una serata ad inviti alla prestigiosa Terrazza MARTINI che così ha inaugurato la stagione 2016 degli aperitivi MARTINI, dove i quattro blogger si sono cimentati nel ruolo di Mixologist grazie agli insegnamenti del MARTINI Mixologist Adriano Ronco, che li ha condotti attraverso i segreti della preparazione dei cocktail, sfidandoli inoltre in un simpatico contest. Sullo sfondo, le compilation selezionate dalla DJ e blogger Anfisa, insieme al DJ Antony D’Andrea di Radio105, partner ufficiale del MARTINI #PlayWithTime Tour per tutti gli appuntamenti dell’estate.

LE ALTRE TAPPE

Dopo Milano, sarà la volta di Firenze (il 16 giugno in occasione di Pitti Immagine), per proseguire a luglio su di una terrazza affacciata su Roma, per finire con i tramonti sul mare del Salento, da fine luglio a fine agosto.

IL MARTINI CONTEST

Per coinvolgere i consumatori nel MARTINI #Playwithtime Tour, dal 25 maggio a fine settembre, sulla pagina Facebook di MARTINI è stato attivato un concorso che stimola i partecipanti a postare i loro suggerimenti per creare l’”Aperitivo MARTINI perfetto” dell’estate 2016. Immagini, testi, video, un tramonto, gli amici, MARTINI e Tonic,…..tutto ciò che possa rendere l’Aperitivo un momento magico insieme a MARTINI. Vincitori saranno coloro che otterranno il maggior numero like ai loro post, creando quindi un coinvolgimento virale quanto più ampio possibile.

Il primo premio (per quattro persone con accompagnatore) consisterà in un fine settimana a Milano in occasione dell’attivazione della Terrazza Williams MARTINI Racing il primo weekend di settembre.

Il secondo premio (assegnato a dieci consumatori) sarà costituito da dieci kit contenenti una selezione di merchandising ufficiale Williams MARTINI Racing.

racing.martini.com

IL PIT STOP WILLIAMS MARTINI RACING

Momento clou delle serate del MARTINI #Playwithtime Summer Tour, sarà il PIT STOP WILLIAMS MARTINI RACING, durante il quale i consumatori saranno coinvolti in attività multimediali e virtuali per vivere l’emozione delle corse con Williams MARTINI Racing.

Un lungo viaggio, quindi, quello del MARTINI #Playwithtime Summer Tour che nel corso dell’estate 2016 porterà l’icona di MARTINI in giro per l’Italia per raccontare la storia dell’Aperitivo italiano nel mondo. Una parola, Aperitivo, che tutti invidiano all’Italia. Perché non ha traduzione. Perché non è solo un momento ma un rito e uno dei segreti dello stile di vita italiano.

Milano, 15 giugno 2016

LA BOTTEGA DEL L’ANTICO GUSTO

Il 25 Maggio, dalle ore 18,30 inaugurerà ufficialmente la Bottega dell’Antico Gusto, in via Goffredo Mameli 7, con aperitivo, mostra collettiva di opere d’arte e dj set

Le opere in mostra saranno quelle di Loris Sunda Dogana, artista crudelmente ironico e, malgrado glielo domandino in continuazione, non uno Street Artist.

Ha guardato tanti cartoni animati negli anni ’80 e ha dato il suo primo bacio negli anni ’90.

Da allora non fa altro che disegnare l’umanità in tutte le sue coniugazioni, nelle sue speranze, nelle sue paure, e nelle trappole in cui tutti cadiamo durante il percorso della nostra vita.

Nei suoi brutalmente eleganti bianco e nero, ritrae allegorie in cui le nostre abitudini e costrizioni sociali si sostituiscono alla nostra testa per mostrare le cose che siamo: oggetti pesanti e pensanti, corpi e manichini svuotati e ripetitivi come prodotti di consumo su larga scala.

Gli eroi di Dogana non sono che sconfitti del sistema inglobante, tra malinconia e rassegnazione, ritrovano riscatto nell'assurdità dell'esistenza bidimensionale della fantasia su carta, che scricchiola come assi di legno di un palco teatrale.

Il suo modus operandi è una dissezione chirurgica dell’animo umano sotto forma di simboli Pop; Loris definisce questo smantellamento degli alibi dietro ai quali ci trinceriamo, un atto d’Amore.

Per consumare un pasto all'insegna della tradizione italiana, in particolare quella marchigiana, il ristorante La Bottega dell’Antico Gusto propone una cucina per riscoprire i sapori di casa di mare e di terra.

Lo chef marchigiano Matteo prepara ricette semplici che ti fanno sentire rilassato come a casa e rappresentano la genuinità dei singoli ingredienti. È una cucina vicina alla gente e le pietanze, oltre che belle da vedere, sono anche buone da mangiare.

I piatti forti sono il Brodetto all’Anconetana, il Brodetto alla Fanese, la Zuppa di pesce ed il Carpaccio di Cernia e bacche di Goji servito su una pietra di Sale dell’Himalaya.

Pane, focaccia, focaccia di Recco e grissini sono rigorosamente fatti in casa con pasta madre e lievitazione naturale dal Fornaio Manfredi, genovese, esperto anche nella preparazione di dolci quali il frangipane, tiramisù, zuppa inglese, bonet piemontese, crostate, dolci al piatto e biscotti da gustare con amari, passito e caffè.

La Carta dei Vini è un elogio al vino di Baudelaire

Il menù serale cambia ogni mese ed il menù del lunch ogni settimana (15 euro).

Prezzo medio della cena carne/pesce: 35-40 euro con vino a parte.

L’ambiente in legno ed i piatti ricordano il pensiero futurista di Marinetti che vuole coinvolgere il pubblico creando emozioni, pensieri felici e mettendoci il cuore.

All’uscita, quadro con i pensieri felici ed i disegni dei clienti.

La Bottega dell’Antico Gusto

Via Goffredo Mameli, 7 Milano telefono: 02 - 94763802

cellulare: 348/3078528

mail: labottegadellanticogusto2016@gmail.com

Chiusura: Domenica sera e Lunedì tutto il giorno

Milano, 16 maggio 2016

LO SHOW COOKING DIDATTICO CON LA FOOD BLOGGER SONIA PERONACI

 

 Si è tenuto presso lo Scavolini Store Sempione a Milano, l’evento organizzato da La Melagrana Food Creative Idea, per la premiazione di Daniela Neglia, vincitrice del primo contest #CucinaDaSogno indetto da Scavolini.

Una forte affluenza di pubblico durante l’evento, in cui Daniela Neglia si è esibita in uno show cooking didattico e ha realizzato alcune ricette tipiche della tradizione pugliese. Ad accompagnarla Sonia Peronaci, ospite d’eccezione della serata, che ha premiato la blogger con uno speciale premio firmato Thun di Bolzano.

Il menù preparato per lo show cooking è stato: tiella di riso patate e cozze, maltagliati ceci cozze e pomodorini e cozze in pastella.

A far da cornice all’evento lo Scavolini Store Sempione, prestigioso showroom monomarca di 700 metri quadrati, situato in uno dei punti nevralgici della città di Milano, dove scoprire lo stile e la qualità italiane del brand. Al suo interno, esposte su due livelli, un vasto assortimento delle collezioni più importanti e delle ultime novità cucina, living e bagno firmate Scavolini.

Il concorso #CucinaDaSogno indetto da Scavolini ha visto la partecipazione di oltre 100 blogger e vlogger, che sono stati chiamati a rappresentare la loro “Cucina dei Sogni” attraverso un video. I blogger più creativi, selezionati da una giuria di esperti, sono stati poi sottoposti a tre prove a sorpresa – una delle quali era proprio la realizzazione di una ricetta tipica della cucina italiana – e la community ha incoronato Daniela Neglia come vincitrice.

Si ringraziano gli sponsor che hanno partecipato all’evento: Farine Casillo, Risolì, Riseria La Pila, Bontà Pugliese, Eurovo, Marcato, Salumificio Squisito, Cantina Amastuola Vini Biologici, Acqua Valverde, Fiorital, Spumador, Vianova Olio e Caseificio Cairoli.

LA MELAGRANA FOOD CREATIVE IDEA: NOTE GENERALI

La Melagrana Food Creative Idea, è intuito, genialità e follia, ma soprattutto tanta passione ed esperienza nel settore FOOD GOURMET. Nasce da un'idea creativa di Valentina Camozzi, fondatrice e imprenditrice nel settore luxury food events, con una decennale esperienza nel settore eventi e un’attenta conoscenza di prodotti di alto livello italiano.

L'agenzia vanta collaborazioni di alto calibro tra cui: i fratelli Cerea, gli Chef Giovanni Santini e Massimiliano Alajmo, ma anche Iginio Massari, Padre della Pasticceria Italiana. Proprio con quest’ultimo sono in fase di sviluppo alcuni progetti di altissimo livello.

Una realtà giovane e dinamica, con una formazione tra il mantovano e il milanese, La Melagrana ha subito trovato il consenso e l’appoggio dei grandi Brand. Impegnata sia in ambito food events che in quello charity, La Melagrana collabora con AISM e con altre realtà onlus per l’organizzazione dei loro eventi unici dalla forte identità distintiva.

Inoltre, realizza showcooking experience e didattici con personaggi in vista nel panorama culinario italiano.

CREATIVITà, UNICITà e INNOVAZIONE sono alla base delle proposte, sempre attente alle nuove tendenze e alla valorizzazione del prodotto autentico italiano, perché questa è la sua missione, questo è il suo valore.

Milano, 16 maggio 2016

 

IL GORGONZOLA, PRODOTTO D.O.P.

Si è svolta in questi giorni presso il GH. The Westin Palace di Milano l’Assemblea annuale dei Soci del Consorzio per la tutela del formaggio Gorgonzola. All’apertura dei lavori il Presidente Renato Invernizzi, intervistato dalla giornalista e scrittrice Roberta Schira, ha illustrato i dati di produzione ed export insieme ad una panoramica sull’attività svolta dal Consorzio nel 2015.

Il consulente scientifico del Consorzio Gorgonzola, Prof. Erasmo Neviani insieme alla Dott.ssa Monica Giroli, nutrizionista presso il Centro Cardiologico Monzino IRCCS di Milano, ha presentato il booklet “Gorgonzola Dop: buono da sapere, ottimo da gustare” edito dal Consorzio, in collaborazione con l’Agenzia SPRIM.

Nel booklet vengono sottolineati l’alto valore nutrizionale e la salubrità del prodotto, insieme al suo utilizzo gastronomico — culinario.

Il Gorgonzola piace agli stranieri: Nel 2015 questo formaggio ha aumentato di oltre il 12 per cento le esportazioni, con Germania e Francia che valgono da sole oltre il 40 per cento di tutto l’export europeo.

La qualità e l’autenticità del Gorgonzola, inserito nella lista dei prodotti Dop dal 1996, sono assicurate da una severa legislazione che definisce la zona geografica per la raccolta del latte e la stagionatura, oltre agli standard di produzione.

Ogni forma di Gorgonzola deve essere marchiata all’origine e riportare sempre l’indicazione del caseificio in cui è stata prodotta, perché possa essere venduto.

A conclusione dell’incontro lo Chef due stelle Michelin Antonino Cannavacciuolo si è esibito, tra gli applausi degli ospiti all’evento, in un show cooking per preparare alla perfezione i suoi fiori di zucca ripieni. Per info: www.gorgonzola.com

Maggio 2016 AMont*

 A Milano una nuova alchimia di sapori e gusti.

Alkemia, come dice il nome, è una commistione di ingredienti provenienti da tutto il mondo.

Aperto dalle 6.30 di mattina alle 2.00 di notte, lo staff di Alkemia è sempre pronto a “sfamare” i desideri dei suoi clienti. Colazioni, pranzi, cene e aperitivi dal sapore internazionale.

Venerdì 6 Maggio 2016, a partire dalle 18.30, il nuovo locale di Corso XXII Marzo 42, apre le porte per farvi provare capolavori gastronomici e degustare innovativi cocktail preparati con perizia dall’eclettico barman.

Faranno da cornice all’evento, le opere di Kraser, street arter spagnolo famoso in tutto il mondo per le sue visioni oniriche e i colori accesi, e di Bernardo Buen Dia, artista sudamericano che si ispira alle divinità pre ispaniche che diedero un’identità alla nascente cultura messicana. I quadri sono stati forniti dalla galleria meneghina Under Street Gallery Silbernagl, che, innamoratasi del locale, ha deciso di diventare partner dell’inaugurazione.

Anche Leffe crede nel progetto di Alkemia e nel corso della serata organizzerà una degustazione delle sue nuove edizioni Royale. Tanti gadget e sorprese per tutti coloro che parteciperanno all’assaggio delle prestigiose birre.

Sottofondo musicale con DJ Set di Muller Santos e lounge music. Un delizioso dehor esterno con quindici coperti, permetterà agli ospiti di vivere la primavera milanese.

Per prenotazioni e info 348.7653194 o info@alkemiacafe.it

Milano, 6 maggio 2016


MANGIARE SANO: UNA ‘MODA’ PERICOLOSA?
LA NUTRIZIONE NELL’ERA DEGLI ALLARMISMI MEDIATICI - SPIEGATA A NUTRIMI 2016
Si è concluso con successo NUTRIMI, il Forum di Nutrizione Pratica che si è svolto il 21 e 22 aprile presso la Fondazione delle Stelline a Milano. In questa X edizione, il Forum ha affrontato alcune tematiche chiave in uno scenario come quello attuale, che è caratterizzato da una diffusione virale e spesso allarmistica di notizie riguardanti alimenti, dieta e salute.
Il ricco programma scientifico, articolato in sessioni tematiche, ha visto la partecipazione di esperti anche internazionali che hanno presentato ad un pubblico di oltre 500 professionisti della salute le più recenti evidenze scientifiche, ricerche e casi pratici nel settore della Nutrizione.



OLIO DI PALMA: QUALI EFFETTI NEGATIVI?
Gli esperti a Nutrimi si sono occupati dell’olio di palma, considerato un ingrediente non salutare per via del suo contenuto di acidi grassi saturi e l’associazione tra questi e il rischio di malattie cardiovascolari. “Recentemente, sono stati pubblicati alcuni studi su giornali scientifici internazionali di alto profilo che non hanno confermato l’esistenza di tale associazione e l’evidenza scientifica disponibile fino a questo momento in letteratura non supporta che si possano verificare effetti negativi sulla salute legati all’attuale consumo alimentare di olio di palma”, ha affermato la Dott.ssa Elena Fattore dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri.
 
CARNE ROSSA COME IL FUMO? UNA ‘BUFALA’
Analogamente, le evidenze scientifiche sono utili a ridimensionare anche i timori legati al consumo di carne rossa che l’OMS ha recentemente inserito nella lista delle sostanze cancerogene e, insieme al fumo, le carni lavorate. Carlo Gambacorti Passerini, Prof. di Ematologia all’Università di Milano Bicocca ha spiegato che assimilare il fumo alla carne non trova sostanza dato che la carne non solo apporta nutrienti indispensabili per l’organismo, come i globuli rossi e il ferro, ma che “la possibilità di arrivare a sviluppare un tumore ai polmoni è 10 volte maggiore se si fumano 1 o 2 pacchetti di sigarette al giorno, mentre non esiste una crescita esponenziale persino se si mangiano 100 gr o 200 gr di carne rossa al giorno”.

SOCIAL NETWORK: TRA NEOFOBIE E GUERRE SANTE
Mangiare sano: una nuova moda pericolosa? Forse sì. Di fatto, è sufficiente pensare alle neofobie per il glutine, il latte, la carne, l’olio di palma ed alle “guerre sante” contro di essi, non più combattute sul campo ma a colpi di web... siti internet, blog, social network. “Quel nutrizionismo per il quale tutto si riduce a un’attenzione affannosa per i nutrienti e le calorie, anziché considerare quel tutto in una logica globale di alimenti, stile di vita e benessere, facendo dimenticare alle persone che ogni giorno in tavola si mettono alimenti e non nutrienti, e che a nulla servono informazioni prese qua e là, se non si riesce ad armonizzarle in un piatto da preparare o in un modello alimentare da costruire e/o seguire. Ciò che è davvero estremamente preoccupante è che siccome tutti mangiano, tutti credono di essere esperti di alimentazione, complici ancora una volta la rete ed i social”, ha commentato Ersilia Troiano, presidente Andid (Associazione Nazionale Dietisti).
 
Secondo i dati presentati, la fonte dalla quale i cittadini acquisiscono la maggior parte delle informazioni sulla salute resta il medico di medicina generale (90,3%), seguito dal medico specialista (27%), dalla televisione (19,3%) e da internet (19,2%). Fa riflettere, quindi, che la guida del professionista resti determinante per l’acquisizione di conoscenze sul tema salute e benessere e che la televisione ed internet si contendano il titolo di fonte privilegiata immediatamente dopo quella del medico.

PRIMI ANNI DI VITA: QUALE LATTE?
A NutriMI si è parlato anche di nutrizione pediatrica, in collaborazione con SINUPE (Società Italiana di Nutrizione Pediatrica): “A garanzia della sicurezza alimentare, gli alimenti per l’infanzia non possono contenere pesticidi, additivi, coloranti ed i limiti imposti per questi alimenti, relativamente ad esempio ai nitrati, micotossine, metilmercurio sono significativamente inferiori rispetto a quelli imposti per l’adulto”, ha spiegato Marcello Giovannini, Prof. Emerito di Pediatria all’Università degli Studi di Milano e Presidente della European Academy of Nutritional Sciences, che ha precisato anche che “dopo l’introduzione dei complementary foods nel primo-secondo anno di vita, si registra un significativo incremento dell’intake proteico. Diventa allora cruciale il tipo di latte che accompagna gli alimenti solidi: sì al latte materno e, quando non è possibile, sì ai latti formulati a basso apporto proteico; sì anche alle fortificazione di formule e di baby food con ferro. Nei primi anni di vita il latte vaccino non è raccomandato, soprattutto se a ridotto contenuto di grassi”.

CIBO DEL FUTURO: VIA LIBERA AGLI INSETTI?
Non è mancato il dibattito sulle proteine del futuro: “Si prevede che la popolazione mondiale passerà dagli attuali 7 miliardi di individui ad oltre 9 miliardi nel 2050 e stime FAO prevedono un aumento della domanda dei prodotti di origine animale pari al 50% entro il 2050. In questo contesto, molte specie di insetti possono essere considerati come candidati idonei per fornire proteine ​​animali sostenibili. Più di 2mila specie di insetti sono consumati in molte parti del mondo non solo per il loro valore nutritivo ma anche per il loro gusto. Tuttavia, la predisposizione al consumo di tali risorse in molti Paesi occidentali rimane uno dei maggiori ostacoli all'adozione degli insetti come fonti di proteine​", ha spiegato Antonella Baldi del Dipartimento di Scienze Veterinarie per la Salute, la Produzione Animale e la Sicurezza Alimentare, Università degli Studi di Milano.

PREMIAZIONI
Nella cornice di NutriMI, sono stati assegnati anche prestigiosi riconoscimenti: per la migliore innovazione nutrizionale a Dietor, con la linea completa di dolcificanti a zero calorie My Dietor e My Dietor Cuor di Stevia; per la migliore comunicazione nutrizionale a Rio Mare, brand impegnato nell’adottare una corretta informazione verso la classe dei professionisti della salute. E ancora, alla dott.ssa Marina Montagnani Marelli è stato assegnato il premio di Professionista della Nutrizione 2016 per il lavoro di ricerca scientifico sulla vitamina E presentato a NutriMI. Infine, il premio giornalistico Divulgscience è stato assegnato a Antonella De Minico, per la capacità di divulgare con professionalità l’informazione scientifica al grande pubblico.

Milano, 25 aprile 2016

MELA VAL VENOSTA PRESENTA IL SUO NUOVO BRAND

E’ stato presentato in questi giorni nella Sala del Teatro del G.H. Four Season di Milano il percorso di rivisitazione della strategia aziendale di VI.P l’Associazione delle Cooperative Ortofrutticole della Val Venosta che è sfociato nel rinnovamento dell’immagine stessa e del marchio di mela Val Venosta: due coccinelle, una rossa e una gialla, a simboleggiare rispettivamente tutta la qualità e la naturalità di una mela buona e sincera. L’originale coccinella rossa ha trovato la sua più fedele compagna in una coccinella gialla e oggi, rappresentano insieme una terra caratterizzata da due lingue, due culture e due identità, nonché il colore tipico delle varietà di mele più prodotte in Val Venosta. Ma non finisce qui. Infatti, VI.P raddoppia grazie alle sue coccinelle veicolando anche due concetti cardine della sua filosofia: Naturalità e Bontà.

Naturalità è l’amore per la Val Venosta, una terra senza eguali, viva e che continua a donare frutti