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ALBINO ARMANI VI ASPETTA AD AMARONE OPERA PRIMA

                      

Il 3 e 4 febbraio 2024, Albino Armani Viticoltori dal 1607 torna ad Amarone Opera Prima, la manifestazione più attesa dagli amanti del grande rosso scaligero organizzata ogni anno dal Consorzio di Tutela Vini Valpolicella a Palazzo della Gran Guardia (Piazza Bra 1, Verona). Focus di quest’anno è l’annata 2019, che nella maggior parte dei casi ha regalato sorrisi ai produttori della denominazione a chiusura di una vendemmia positiva per la qualità ottima delle uve portate in cantina. Un Amarone che non deluderà le aspettative del selezionato pubblico di professionisti e operatori del settore, stampa e grandi nomi del panorama vinicolo internazionale che troveranno nel calice – come prevedono gli esperti – uno stile più al passo coi tempi, meno muscoloso, più elegante e versatile negli abbinamenti. Uno stile-novità per molti, ma che invece ha sempre trovato un’autentica espressione nella Valpolicella di Albino Armani. L’azienda, che vanta oltre 400 anni di storia nel vino e che conta oggi cinque tenute distribuite in Triveneto, sarà in degustazione alla presentazione dei nuovi millesimi di Amarone con l’anteprima 2019, in commercio dalla prossima primavera. Ci troviamo sull’alta collina della valle di Marano di Valpolicella, dove i vigneti sono posizionati alle altitudini maggiori – tra i 400 e i 600 m s.l.m. –, ossia al limite della viticoltura per questo areale, e proprio qui la famiglia Armani decise oltre vent’anni fa di produrre i rossi più celebri del Veneto, da uve Corvina, Corvinone e Rondinella, in un territorio tra i più alti e scoscesi della denominazione. La filosofia produttiva di Albino Armani si distingue da sempre per la scelta – se si vuole, lungimirante – di coltivare la vite in contesti alpini o comunque di quota. Una direzione precisa che si traduce in uno stile riconoscibile e coerente che ritroviamo in tutte le sue produzioni, dalla Valdadige, alle alpi Carniche del Friuli e fino alla Valpolicella. Qui a Marano di Valpolicella, nello specifico, l’altitudine – ma anche la valorizzazione del terroir, a partire dalla scelta di utilizzare tutte le principali uve ammesse – porta coerentemente ad enfatizzare la riconoscibilità dei suoi vini, con la tipica croccantezza del frutto, l’eleganza e freschezza dovute al clima di alta collina. Ad Amarone Opera Prima, Albino Armani proporrà al pubblico di esperti anche la sua Riserva 2016, Amarone della Valpolicella Classico Cuslanus, le cui uve vengono coltivate su terreni a carattere vulcanico (tra S. Rocco e Loc. Camporal) - da qui la sua spiccata mineralità - e che, anno dopo anno, beneficia dell’affinamento in bottiglia promettendo una bella evoluzione. www.albinoarmani.com

Milano, 30 gennaio 2024

DATTERI, NOCE MOSCATA E SESAMO: STRAORDINARIO VIAGGIO IN MEDIORIENTE CON IL PANETTONE

MEDITERRANEO DI MARADONA YOUSSEF E GINO FABBRI

Il dolce realizzato dallo chef libanese insieme al grande maestro
Un imperdibile connubio tra i sapori della tradizione italiana e i profumi del Medioriente

In esclusiva su Cosaporto.it e al ristorante Mezè, la creazione di Maradona in edizione limitata ha un packaging-sorpresa per tutta la famiglia
 


Dattero di Gerusalemme, limone di Sicilia aromatizzato ai fiori d'arancio e alla rosa, polvere di semi di ciliegia di Santa Lucia, noce moscata, mandorle, sesamo bianco e nero. Sono i pregiatissimi ingredienti del “Mediterraneo”, il panettone dal sapore inedito e sorprendente firmato dallo chef libanese Maradona Youssef in collaborazione con Gino Fabbri, Mastro Pasticcere tra i più amati d’Italia, membro APEI (Ambasciatori Pasticceri dell’Eccellenza Italiana). Un imperdibile connubio tra la tradizione del panettone nostrano e i profumi inebrianti del medioriente per un viaggio culinario da mille e una notte.

Ogni morso è un’esplosione di sapori e aromi sapientemente bilanciati. I datteri, simbolo di pace e gioia, vengono tagliati a mano, uno ad uno, per mantenerne intatta la forma e la consistenza. Il limone, esaltatore di gusto per eccellenza, crea un’armonia unica insieme all’acqua di fiori di rosa damascena e arancio, fragranze un tempo di esclusiva proprietà del re di Babilonia che ricordano i giardini libanesi di oggi. La noce moscata, una delle spezie più diffuse al mondo, emerge come un abbraccio avvolgente che porta con sé il calore delle feste, mentre i semi di ciliegia di Santa Lucia, un tipo di amarena utilizzato per produzione della tipica pasta frolla araba (il Maamoul), si svelano come custodi di antiche tradizioni. Mediterraneo ha un processo di lievitazione di ben 62 ore ed è ricoperto da una glassa di mandorle, il frutto considerato divino e sesamo, l’ingrediente della forza e della vitalità immancabile in ogni ricetta della pasticceria mediorientale.

“Sono molto orgoglioso del risultato ottenuto insieme al grande maestro Gino Fabbri - dichiara Maradona Youssef - Volevo omaggiare la tradizione del dolce più amato del Natale italiano proponendone una versione in grado di valorizzare e far conoscere la ricchezza culinaria del Libano. E’ da sempre il motore delle mie creazioni: utilizzare e mescolare al meglio gli ingredienti della cucina mediterranea per proporre sapori nuovi e stimolanti. E dal momento che il Natale rappresenta un momento di pace e serenità in famiglia, ho voluto unire anche un aspetto ludico all’esperienza del panettone, in grado di raccontare divertendo, un altro piccolo pezzo di storia mediorientale”.

Lo sviluppo dell’intero progetto grafico e la comunicazione digitale sono state realizzate da Innova e Capital-Innova, agenzie di Ferrara e Milano, leader italiane nella comunicazione food and beverage.

Se la sostanza è di solito quella che conta, infatti, anche la forma questa volta si distingue per originalità e accuratezza. Il packaging che avvolge il panettone Mediterraneo è realizzato da Innova e stampato da Modiano e riprende le illustrazioni staccabili e collezionabili, dei 4 Assi del mazzo di carte da briscola chiamato Mùluk Wa Nuwàb ideato dai mamelucchi e risalente all’XI° secolo. La confezione illustra e racconta la nascita del panettone Mediterraneo e l’origine dei suoi ingredienti. Il dolce è accompagnato da un mazzo di carte triestine Modiano, sul cui retro compare un disegno personalizzato che richiama l’antica arte della tassellatura “girih”, e richiama i colori dell’universo: da un fiore giallo, che simboleggia il sole e la vita, si diramano il rosso del fuoco e il blu dello spazio e del cielo.

Il panettone Mediterraneo è prodotto in versione limitata (1.000 pezzi) ed è acquistabile su Cosaporto.it o presso il ristorante Mezè di Milano, che lo proporrà anche nel suo menù per tutto l’inverno servito scottato e con ricotta e miele.


Lo chef imprenditore Maradona Youssef
Nato in Libano, Maradona Youssef è un maestro culinario che dopo alcune esperienze televisive ha iniziato la sua carriera a fianco dello chef pluristellato Bruno Barbieri. Così inizia la sua avventura nel mondo della ristorazione, che lo porta a lavorare al lancio di diversi ristoranti in Europa e Medioriente, fino ad arrivare a Milano ad aprire Mezè insieme a Costanza Zanolini. Cresciuto tra i sapori e le tradizioni della sua terra natale, ha affinato le sue abilità in cucina, combinando ingredienti e tecniche millenarie per creare piatti che celebrano la ricchezza culinaria del Libano.
Mezè, la cucina libanese nel cuore di Milano
I sapori delle spezie sapientemente dosati, della cucina di casa, le specialità street food e il Saj, tipico pane locale: Mezè (in lingua araba “assaggi”), porta a Milano l’esperienza conviviale della cucina libanese, fatta di piccoli assaggi da condividere e tradizioni tutte da scoprire. Il ristorante nasce nel 2022 in via Pasquale Sottocorno 19 dell'incontro tra lo chef Maradona Youssef e l'imprenditrice milanese Costanza Zanolini del gruppo Seguilabocca. Il menu del bistro ideato dallo chef gioca anch’esso sul concetto del viaggio proponendo percorsi degustazione tematici con specialità di diverse aree del Libano, molte delle quali vegetariane e vegane.


Milano, 19 dicembre 2023 -

 IL NATALE DI INFERMENTUM SI FA IN 8

Dalla versione semplice a quella senza lattosio, passando per i cioccolatosi e la magia del Monte Nuvola: la ricca offerta per le feste dell’azienda artigianale pluripremiata del veronese che esportaa Milano, in Italia e nel Mondo.

Otto ricette per un Natale che piacerà proprio a tutti. Infermentum, l’azienda di Stallavena(Verona) nata nel 2015 dalla passione di un gruppo di amici per i lievitati, inizia proprio in questi giorni a sfornare i dolci per le feste più belle dell’anno.

Qualità artigianale 100%, garantita dal sapiente utilizzo della materia prima - dalle farine Molino della Giovanna al cioccolato di Valrhona, passando per i canditi di Agrimontana - lavoro manuale e gioco di squadra è questa a ricetta che in pochissimi anni ha permesso a Infermentum di varcare i confini locali e nazionali, arrivando ad essere presente in 200 punti vendita in Italia ed esportare in 12 paesi nel mondo.

 L’avventura   di   Infermentum   parte   proprio   dai   panettoni.   Nel   dicembre   2014,  quasi   per   gioco, I tre soci Francesco Borioli, Luca Dal Corso, Elisa Dalle Pezze  (insieme a Daniele Massella) .    

Già nel 2016 il nome Infermentum compare nella  classifica di Dissapore dei 30 panettoni migliori d’Italia nel 2018 vince Mastro Panettone, il concorso dei migliori panettoni artigianali d’Italia  organizzata da Golosa.it

Da fine settembre a inizio gennaio la produzione di Infermentum si concentra proprio sui panettoni, pensati in  7 diverse varianti dal peso di 1 kg e su un autentico outsider   il famoso Monte Nuvola.

 “Infermentum è pronta ad affrontare questo periodo di grande lavoro con entusiasmo e voglia di portare Felicitò nelle famiglie durante le feste - dichiarano Francesco Borioli, Luca Dal Corso ed Elisa Dalle Pezze -Oltre il 70% della nostra produzione si concentra in questo periodo dell’anno, in cui la squadra di nfermentum si arricchisce di persone volenterose che rendono possibile crescere ogni anno. Se oggi arriviamo a produrre fino a 50mila lievitati natalizi in poche settimane, mantenendo la qualità artigianale che è il faro di ogni nostra ricetta, è grazie al lavoro di tutti loro.

INFERMENTUM. STORIA DI SUCCESSO DI TRE AMICI CHE HANNO CAMBIATO VITA

                   

Due ingegneri, una specialista in marketing e il sogno comune di lasciare il sentiero tracciato, seguire il proprio istinto e creare, insieme, qualcosa di eccezionale. Sono gli ingredienti da cui è nata Infermentum, giovane ma già solidissima azienda di dolci artigianali del Veronese. Perché Francesco Borioli, Luca Dal Corso, Elisa Dalle Pezze (insieme a Daniele Massella, nel 2021 uscito dalla società per seguire nuovi progetti), cresciuti insieme tra le colline di Stallavena, non sono nati pasticceri, ma alla soglia dei 35 anni hanno deciso di dare una svolta alla propria vita professionale rimboccandosi le maniche e mettendo letteralmente le mani in pasta. Una scelta rivelatasi vincente: dai 500 panettoni realizzati quasi per gioco nel 2014,  oggi l’azienda produce quasi 100.000 dolci l’anno, distribuiti in oltre 200 punti vendita in Italia e in 12 paesi del Mondo, e attraverso l’e-commerce. E’ una parabola in continua ascesa, quella di Infermentum, nome scelto a consacrazione del lievito madre, re incontrastato della produzione, e del fermento che ogni giorno si respira nel laboratorio di Stallavena.

L’amicizia fa la forza

Nel 2012 Francesco e Luca, ingegnere ambientale nell’azienda di famiglia il primo, ingegnere industriale il secondo, iniziano ad appassionarsi di lievitati, cimentandosi nel tempo libero nella produzione di focacce, pizze e dolci da forno. Francesco capisce immediatamente che è quella la sua strada: molla il lavoro nell’azienda di famiglia e si butta a capofitto nell’apprendimento delle tecniche di lievitazione. Uno studio da autodidatta, basato su tentativi, sperimentazioni, molti corsi con maestri lievitisti, assaggi, aggiustamenti, miglioramenti continui, fino al raggiungimento del miglior risultato possibile. Una tecnica vincente, che si applica ancora quotidianamente, nel laboratorio di Infermentum. Il 2014 segna l’anno dello “Sliding Doors”: Francesco coinvolge Luca, Elisa e il compagno di università Daniele nella produzione di qualche panettone per amici e parenti. I quattro  amici comprano un’impastatrice e di notte vanno a cuocere nei forni di un laboratorio nella valle di fronte Stallavena. Il gradimento è unanime,  il passaparola immediato, l’entusiasmo alle stelle: in pochi giorni i quattro amici si ritrovano a impastare 500 dolci natalizi che in poche ore vanno letteralmente a ruba. Nel 2015 la vera svolta, con l’apertura del laboratorio in un magazzino dismesso di via Copernico che consente di produrre 3800 panettoni, sperimentare, consolidare, implementare nuove ricette.

Tra il 2016 e il 2017 anche Elisa e Luca abbandonano il proprio impiego alla scrivania per dedicarsi anima e corpo a una passione sempre più forte. Una scelta consapevole e convinta, premiata dai numeri di produzione, che si moltiplicano di anno in anno arrivando, nel 2022, a quota 95.500 pezzi, per un fatturato che cresce ogni anno del 20% e oggi raggiunge i 2 milioni di euro.

Umiltà, condivisione e ricerca continua: gli ingredienti del successo

Sperimentare ogni giorno, cercare sempre di migliorarsi, non scendere mai a compromessi in nome del business. ”Siamo ossessionati dalla qualità ”, dicono spesso i tre amici per sintetizzare il proprio approccio al lavoro. Ed è proprio la qualità il faro di ogni scelta nel laboratorio artigianale di Infermentum, dove oggi, nel periodo di massima attività a ridosso del Natale, collaborano fino a 38 persone. Una decina i dipendenti fissi, tra cui diverse neomamme, che qui trovano il giusto equilibrio tra lavoro e vita privata. Ognuno in Infermentum dà il suo contributo. Perché Francesco, Luca ed Elisa credono molto nel lavoro di squadra, nella pluralità delle idee, nella capacità di delegare, confrontarsi, imparare ogni giorno l’uno dall’altra, in una costante ricerca di perfezionamento della produzione, che si avvale soltanto di qualche macchina impastatrice. Tutto il resto è fatto ogni giorno a mano, con il cuore.

 Non solo panettoni: Torta di Rose e altre prelibatezze

Infermentum nasce a Natale, con il Panettone, ma cresce poi sfornando altre prelibatezze.  Se a Pasqua le vendite si concentrano inevitabilmente sulle Colombe, tutto l’anno la più richiesta è la Torta di Rose. La ricetta di del dolce tipico veronese all’aroma di arancia e vaniglia rielaborata da Infermentum ha conquistato anche molti ristoratori della vallata, che la servono in monoporzione calda  accompagnata da creme al mascarpone, gelato o salsa di lamponi. Completano la produzione l’Albiciocco, soffice lievitato al cioccolato fondente e albicocche candite, i Bauletti per la colazione disponibili in 8 varianti e i biscotti, che dallo Sbrisolotto al Muscovado e Cannella rendono più dolce ogni occasione.

Qualità a prima vista

Se l’abito non fa il monaco, è anche vero che un packaging dice molte cose di un prodotto. L’artigianalità dei dolci di Infermentum è scritta già nella sua confezione, un sacchetto di carta molto semplice ma raffinato, pensato nei minimi dettagli, che ricorda quello del pane appena sfornato . Ogni dolce viene confezionato nel laboratorio di via Copernico, con un’etichetta di colore diverso a distinguerne la tipologia.

“Impastiamo, annusiamo, osserviamo, ascoltiamo i nostri dolci mentre lievitano o si imbiondiscono in forno, assaggiamo. E ricominciamo. Per migliorare. Per far star bene le persone, spargere buon umore e buon gusto, boccone dopo boccone”.    Francesco, Luca, Elisa
  
Milano, novembre 2023


 Accademia Gulltiero Marchesi. Insosteninblita'

   

E' stata un'interessante serata quella passata presso lAccademia Gualtiero Marchesi in via Bovesin della Riva, una piacevole conversazione tra rappresentanti di societa' eccellenti di natura diversa. Roberto Livi dirigente BMW, Franco Caimi di Open Lab Caimi, Diego Cusumano titolare di una azienda vinicola alle pendici dell'Etna, gli chef Peter Leeman e Filippo Lamantia. Tutti i relatori hanno sottolineato l'importanza di produrre e di avere una visione sostenibile nel mondo.
La serata e' stata allietata da un concerto per arpa e flauto e da un ottimo primo piatto.
Milano, 14 novembre 2023   Ago Guzzardella


Buon Compleanno Camparino.108 anni e non li dimostra.

Si e' rinnovato anche quest anno l'appuntamento immancabile. La storia del caffe' piu' famoso di Milano ha inizio nel 1867 anno in cui Giuseppe Campari lo apre non lontano da dove si trova oggi. Fu Davide nel 1915 a trasferirlo in Galleria. Volle un locale liberty come voleva la moda di allora. Da sempre costituisce un punto di riferimento  un luogo di riferimento dei milanesi e non solo. Mentre il pino terra e' rimasto originale,  i piani 1 e -1 sono stati completanente rinnovati.
Nelle foto alcuni momenti della serata.
Milano, 13 novembre 2023 Agostino Guzzardella

MILANO GOLOSA
Prodotti di eccellenza a Milano Golosa, rassegna di alta gastronomia. Presenti molti stand provenienti dalke varie regioni italiane, dal Nord al Sud. Sono state particolarmente apprezzate le specualita' Scarpato, azienda di Verona produttrice di dolci panettoni; CIANCIULLO Biscottificcio Artigianale di Campobasso; Il Dolce Cirtile, pasticceria e biscotteria di Monza. Passando al salato ricordiamo Il Panaro di Urbino famosa per la Crescia Sfogliata. Capobianco gran produttore di conserve di pomodoro . Grigiio del Casentino salumi fantastici molti dei quali prodotti dai naialini neri

Milano, ottobre 2023


A Milano, Viviana Varese e Ritu Dalmia inaugurano POLPO, bar trattoria vivace “Semplicemente pesce”

In una delle strade più frequentate di Milano, chef Viviana Varese si ispira alla trattoria anni ’80 per dare vita a un locale dinamico, contemporaneo e vivace in cui è il pesce ad essere protagonista. POLPO, che trasforma la famosa Via Melzo in un lungomare dal sapore retrò, svela una doppia anima dividendosi fra bar, in cui tapas e assaggi accompagnano il momento dell’aperitivo, e trattoria. I suoi punti forti: una proposta di pesce di qualità e che punta a valorizzare la materia prima e coinvolgere un pubblico alla ricerca di un’esperienza culinaria autentica.
 
Semplicemente pesce. Sono le parole chiave che contraddistinguono POLPO, il nuovo indirizzo milanese della chef Viviana Varese inaugurato in Via Melzo 9, dando a SPICA, una nuova veste in uno degli angoli popolari e democratici più frequentato della città. Un bar trattoria vivace, punto di riferimento per la cucina di pesce di qualità, dove ingredienti eccellenti si combinano a semplicità e allegria. Un contesto di movida, informale ma curato nei dettagli, nato dalla scelta di offrire a un target eterogeneo una proposta gastronomica sincera che ritrova altrettanto spirito giovanile in cucina, con Valentina Gaeta, e in sala, con Davide Gianni, Valeria Lorusso e Martina Guercia. Sfumature di blu disegnano i suoi interni, a ricordare il mare anche alla vista: così che ogni senso possa condurre a un’atmosfera marittima e retrò. Come tutti i ristoranti di Viviana Varese, POLPO vuole infatti essere un luogo, dove cucina e ambiente, fra design e arredi, comunicano all’unisono, per trasportare l’ospite in una dimensione unica nel suo genere. 
 
«È un POLPO di testa, è un voler ritornare all’inizio della mia carriera con la cucina che facevo con la mia famiglia mescolato con l’esperienza dei miei ultimi 20 anni» sottolinea Viviana Varese«Ritu ed io abbiamo scelto di dare a SPICA una veste italiana, perché i progetti non finiscono, ma si evolvono». 
 
«Per l'amicizia che mi lega a chef Viviana Varese e per l'idea di questo progetto così interessante, penso che la location di Spica sia lo spot ideale per inaugurare un nuovo format basato sul pesce, qualcosa che non puoi trovare in una zona come Porta Venezia a Milano» dice Ritu Dalmia«Polpo è quella ventata di aria fresca che io e Chef Viviana Varese vogliamo portare e che non ci fermerà mai nei nostri progetti futuri».
 
IL CONCEPT
POLPO è un punto di riferimento per chi ama il mare: “Semplicemente pesce”, infatti, le parole che ne identificano l’anima. Uno spazio informale e dinamico, dedicato a chi ama una cucina autentica e il piacere della convivialità, diviso tra bar, spazio ideale per un aperitivo, e trattoria con un menu che permette di tuffarsi alla scoperta di piatti a base di pesce che rispettano ed esaltano la materia prima. Un progetto che si inserisce nell’offerta enogastronomica milanese e che consente di provare un’esperienza di alta qualità in un ambiente rilassato e democratico, aperto a tutti e dedicato specialmente ai giovani, desiderosi di mangiare ottimo pesce in abbinamento a un buon calice di vino.  
 
LA LOCATION
POLPO prende il posto di Spica, progetto di cucina fusion che la chef stellata Viviana Varese aveva intrapreso con la socia e chef indiana Ritu Dalmia nel 2019, e che oggi vede una continuità progettuale proprio con un bar trattoria dal carattere moderno e ben integrato in una delle strade più popolari e vivaci di Milano, Via Melzo. È in quelle mura che POLPO presenta una nuova dimensione, trasformando la famosa via milanese in un lungomare. È il blu il suo colore dominante, declinato in arredi e tessuti che evocano il dolce ricordo del mare, a cui Viviana Varese si è ispirata per questo nuovo progetto. Quel mare anni ’80 che profuma di spontaneità, ripercorso da immagini che, come cartoline d’epoca, decorano le mura del locale. Bar, sala e dehors esterno con divanetti e tavoli in piedi completano un ambiente poliedrico dove la qualità del cibo e il buon bere sono al centro, grazie al restyling curato dallo studio di architettura B-Arch di Sabrina Bignami e Alessandro Capellaro. 
 
IL MENU
Pochi ingredienti di qualità crudi e combinati a diverse cotture compongono un menu di circa 50 piatti in totale, espressione di una cucina semplice e sincera. Frutti di mare, molluschi e pesce in primis, dal gambero alle ostriche, tra tonno e calamari, ma anche molto spazio alle verdure e agli assaggi, ispirati alle celebri tapas, che offrono il giusto accompagnamento per il momento dell’aperitivo. Tutto è stato creato e pensato perché anche l’immaginazione possa volare alla ricerca di ricordi e sapori che portano a spiagge anni ’80, ombrelloni e acqua salata. Nel menù non manca la proposta caffè grazie alla collaborazione della Chef Viviana Varese con Nespresso, che propone così una miscela di arabica intensa e un decaffeinato dal profilo aromatico. I prezzi, infine, sono contenuti e accessibili, in linea con l’idea di un bar trattoria dal carattere democratico.
 
Milano, 28 settembre 2023 


Lo Studio Ecole Ducasse Abu Dhabi, in collaborazione con Erth Hospitality

 

Il Dipartimento della Cultura e del Turismo di Abu Dhabi (DCT Abu Dhabi) ha annunciato una partnership con Erth Hospitality per lanciare il prossimo dicembre l'École Ducasse Abu Dhabi Studio, il primo istituto nella regione dell’École Ducasse, fondata dallo chef Alain Ducasse.

Sotto l’influenza di questa icona culinaria, lo studio sarà situato nel cuore della città, presso la Fondazione Culturale di Abu Dhabi, ed è destinato ad arricchire il panorama dell'istruzione gastronomica negli Emirati Arabi Uniti. Le lezioni brevi e professionali saranno tenute in uno spazio contemporaneo e accogliente, con attrezzature professionali di facile utilizzo. Con un piccolo gruppo di studenti per classe, che consente un'attenzione personalizzata, questo studio sarà l'ambiente ideale per aiutare i clienti e gli studenti a migliorare il loro talento, oltre a offrire una caffetteria gourmet per accogliere eventi aziendali.

École Ducasse Abu Dhabi Studio offrirà lezioni e corsi eccezionali per tutti i livelli di preparazione, dagli aspiranti appassionati di cucina ai talenti che desiderano ampliare le proprie competenze. Tra questi, i programmi di Arte Culinaria e Pasticceria offriranno l'opportunità di scoprire i fondamenti della cucina francese e internazionale e la filosofia Ducasse. I temi di questi programmi spazieranno da "Prima lezione di cucina - imparare a cucinare senza inibizioni", “Cucina per un evento speciale” o "Fai come uno chef - Cucina 3*", "Cucina sana", "Bambini e ragazzi in cucina", "Cucina mediterranea" fino al famoso corso “Macarons Madness".

Situato all'interno dello storico sito di Al Hosn, École Ducasse Abu Dhabi Studio è uno spazio di 418 metri quadrati meticolosamente progettato. Lo studio vanta un'ampia area per le lezioni, una cucina da laboratorio completamente attrezzata, un tavolo da chef su misura e un'ampia terrazza all'aperto con vista sullo skyline di Abu Dhabi.

Abu Dhabi, EAU – 28 settembre 2023

 

 

CIRO INSEGNA A FAR LA PIZZA AI DETENUTI. “LI AIUTO A TROVARE LAVORO”

Il pizzaiolo originario di Napoli, titolare della pizzeria “San Ciro”, entra in carcere a Brescia, per due mesi insegnerà i segreti di impasti e cottura. Ciro Di Maio: “La ristorazione ha bisogno di lavoratori, vogliamo aiutare chi vuole crearsi una seconda opportunità. Se altre pizzerie vogliono partecipare al progetto, sono le benvenute”
 
Ciro Di Maio è un giovane pizzaiolo, classe 1990, originario di Frattamaggiore, nel Napoletano. Nel 2015, dopo aver lasciato gli studi all’Alberghiero, per trovare qualche nuova opportunità decise di trasferirsi in Lombardia. È così che è iniziata l’avventura di “San Ciro”, la sua pizzeria con sede a Brescia. Il nome del locale deriva da quello dei nonni, sia materno che paterno, di Ciro. Figure importanti nella sua vita, come quella del padre, che per rimediare al suo passato  ha dedicato il suo tempo al volontariato e ad aiutare i giovani ad uscire dalla droga collaborando con una comunità per salvare i tossicodipendenti.
Dalle difficoltà iniziali alla realizzazione lavorativa: Ciro  si considera un privilegiato e, dopo aver superato le difficoltà connesse alla pandemia e ai successivi rincari delle materie prime, ha deciso di donare a chi è meno fortunato la possibilità di trovarsi un lavoro. La pizza come forma di rinascita. Il lavoro come via di fuga dalla criminalità.
Dal 28 febbraio, infatti, Ciro sta insegnando l'arte della pizza ai detenuti del carcere Canton Mombello di Brescia, grazie ad un progetto ideato in collaborazione con Luisa Ravagnani, garante dei diritti delle persone private della libertà personale del Comune di Brescia, e sostenuto dalla direttrice del carcere stesso, Francesca Paola Lucrezi. Un progetto nato ancora nel 2019, poi sospeso per via del Covid, e che adesso può decollare.
 
Per due mesi Ciro entrerà in carcere due volte a settimana, per realizzare lezioni di teoria e pratica su come si fa la pizza perfetta. Dal ruolo del sale alla temperatura dei forni, passando per i segreti dell’impasto e quelli legati al pomodoro. Alle lezioni presenzieranno sette detenuti, tutti accusati di reati minori e dunque pronti a scontare un (breve) periodo di detenzione in carcere. In tutto, quaranta ore di un corso professionale che userà le strutture del carcere (come il forno elettrico) e sarà supportato da “San Ciro”, almeno per la gestione dei primi impasti.
Luisa Ravagnani è garante dei diritti delle persone private della libertà personale a Brescia. “Imparare un mestiere in carcere rappresenta una concreta possibilità di utilizzare il tempo della pena per prepararsi a un futuro lontano dalle scelte devianti che in precedenza hanno condotto al carcere”, dice. “L'impegno di Ciro in questo progetto dimostra che la collettività esterna è in grado di abbandonare pregiudizi e stigma per trasformarsi in elemento fondamentale del percorso di reinserimento. Non resta che sperare che l'entusiasmo di Ciro contagi anche altri imprenditori che, come lui, sappiano credere nelle seconde possibilità.
Francesca Paola Lucrezi è la direttrice del carcere. “Il corso di pizzaiolo nella Casa Circondariale di Brescia ha riscosso sin da subito moltissimo apprezzamento tra i detenuti che ne hanno chiesto , in numero di gran lunga superiore rispetto ai posti disponibili, la partecipazione”, dice. “L’attività professionalizzante, oltre a conferire competenze è particolarmente “appetibile” per la spendibilità nel mondo del lavoro. È senz’altro auspicabile la ripetizione dell’attività all’interno del carcere e sarebbe un importante risultato se altri pizzaioli accettassero la proposta di Ciro di consorziati in tal senso: fare sistema garantisce efficacia e tenuta nei risultati”.
 
“Un ragazzo che finisce in carcere, magari per reati minori, poi ha una difficoltà enorme nel reinserirsi nel mondo lavorativo”, spiega Ciro. “Lo so per esperienza personale, ho visto molti amici finire male. Per questo ho deciso di impegnarmi in prima persona per aiutarli. In questo momento storico, tra l’altro, c’è una richiesta sempre maggiore di pizzaioli e di persone che si vogliano impegnare nell’ambiente della ristorazione. Abbiamo pensato di proporre un corso di questo tipo proprio per garantire in modo quasi automatico l’assunzione alle persone che seguiranno il corso”.
L’obiettivo nel medio periodo di Ciro è quello di creare una sorta di consorzio di pizzaioli che, come lui, vogliano dare una possibilità a chi ha sbagliato e contemporaneamente ricoprire quei ruoli che sono ancora vacanti. “Lancio un appello ai miei colleghi che lavorano nella ristorazione”, conclude Ciro. “Vorrei fondare un’associazione di persone che vogliano aiutare gli ex detenuti a reinserirsi con una nuova professionalità. In questo periodo nel quale mancano lavoratori è un modello positivo per tutti”.
Va detto che Ciro non è nuovo ad iniziative benefiche. Qualche tempo fa, si era dedicato alla formazione anche nel Rione Sanità di Napoli, una zona che a lui ricorda la via dove è cresciuto, via Rossini a Frattamaggiore. L'istituto che ha abbracciato il suo progetto è stato quello alberghiero D'Este Caracciolo. Nello specifico, le classi che hanno seguito le videolezioni sono state quelle ad indirizzo enogastronomico e a indirizzo sala e accoglienza.

Milano, aprile  2023

 

Fucibo: dopo le patatine ecco i biscotti agli insetti, è il nuovo trend per i food lover
 
Novel food, presto sul mercato anche la pasta realizzata con farine di insetti da Fucibo, start up vicentina già produttrice di chips e biscotti: è l’unica azienda italiana a proporre questo cambio di paradigma nell’alimentazione. Lorenzo Pezzato: “Chef e appassionati ci richiedono questi prodotti, gli insetti saranno il nuovo trend gastronomico per i prossimi anni, è anche una scelta etica e sostenibile”.

 
Già nel 2013 secondo la FAO due miliardi di persone nel mondo si nutrivano abitualmente di insetti.  l’utilizzo degli insetti in cucina o nella produzione di alimenti  è ormai una tendenza, un vero trend del settore food. Tanto che tra i food lovers e i food blogger di tutto il mondo impazza già questa nuova moda.
La start up vicentina Fucibo ha deciso di investire tutto in questa direzione. Dopo aver lanciato, prima in Italia, sul mercato le patatine (chips) a base di farina di insetti, presenta ora un nuovo prodotto. I biscotti fatti con farina di insetti, grande novità dell’estate 2022 che sta già destando parecchio interesse tra gli addetti ai lavori e nel mondo dei food bloggers.
 
I cookies Fucibo sono prodotti utilizzando tra gli ingredienti farine di insetti autorizzate dalla UE. Sono disponibili in 2 gusti: Classic e Cacao. La scelta degli insettiè orientata alla sostenibilità. Gli insetti sono molto più efficienti degli animali di allevamento nel processare il cibo che assumono per trasformarlo in proteine. Per essere allevati hanno bisogno di poco spazio e poca acqua, si riproducono velocemente e il loro ciclo vitale comporta l’emissione di pochissimi gas serra. Sono facilmente collocabili all’interno di un sistema di economia circolare, dove fungono da veri e propri trasformatori di scarti alimentari in nuove preziose proteine. Gli insetti contengono inoltre tutti gli elementi nutritivi essenziali, soprattutto proteine complete, grassi, ferro e zinco. Le proteine sono uno dei nutrienti la cui richiesta è in aumento vertiginoso.
 
“I biscotti di Fucibo rappresentano il nuovo punto di incontro fra tradizione e innovazione - spiegano Davide Rossi e Lorenzo Pezzato, cofounder di Fucibo – una ricetta leggera e deliziosa in cui si sposano alla perfezione farina di mais, burro, uova, zucchero, aroma di vaniglia e limone, capace di far rivivere il sapore e il profumo dei biscotti fatti in casa dalla nonna. La parte innovativa della ricetta è ovviamente la farina di insetti, che li rende più sostenibili e speciali anche dal punto di vista nutrizionale con un notevole apporto di proteine, vitamine, grassi buoni e fibre”.
 
Si tratta di una vera rivoluzione per tutto il settore dolciario che sta già riscuotendo parecchio successo. Fucibo ha da poco stretto un accordo con Postalmarket, grazie al quale i cookies (oltre alle chips) saranno acquistabili sul portale on line Postalmarket.it Da settembre sarà disponibile all’acquisto anche la pasta con farina di insetti. Per maggiori informazioni: www.fucibo.com
 
Milano, aprile  2023

 

Consorzio Parmigiano Reggiano

Il Consorzio Parmigiano Reggiano annuncia i dati positivi del 2022: +2,6% le vendite e +3% le esportazioni. Il giro d’affari al consumo supera i 2,9 miliardi di euro (+6,9%)
"Nel corso di una conferenza stampa tenutasi lo scorso 21 marzo al Palazzo Affari ai Giureconsulti di Milano il Consorzio Parmigiano Reggiano ha presentato i dati economici  relativi al 2022.

All'incontro moderato dalla giornalista Tarsia Trevisan hanno partecipato oltre al Presidente Nicola Bertinelli anche Carlo Mangini direttore marketing, comunicazione e sviluppo commerciale del Consorzio.

"Il 2022 è stato un anno senza precedenti per il Parmigiano Reggiano: tanto per i risultati conseguiti, con un +2,6% di vendite e un +3% di esportazioni, quanto per le sfide che ha posto per il nostro futuro", ha esordito Nicola Bertinelli aggiungendo che : "siamo riusciti ad affrontarlo grazie alla nostra capacità di essere una squadra, e così dobbiamo continuare a fare nel 2023. I dati di inizio anno sono estremamente incoraggianti: nei due mesi di gennaio-febbraio, le vendite nel canale GDA in Italia hanno segnato un +15,1% rispetto allo stesso periodo del 2022. Il Consorzio deve dunque assumersi sempre più la responsabilità di diventare la cabina di regia dell’intera filiera, lavorando con gli operatori e le catene distributive per sostenere i consumi nel corso di un anno in cui viene commercializzato il picco di produzione più alto nella storia della Dop, quello del 2021, con un piano articolato di investimenti in comunicazione e sviluppo domanda sia in Italia, sia soprattutto sui mercati esteri. Dobbiamo continuare a mantenere il Parmigiano Reggiano a un prezzo concorrenziale, in modo che sia accessibile alle famiglie, e a difendere la redditività delle aziende, che hanno già subito l’aumento dei costi di produzione. Questa incertezza economica va governata insieme, passando dalla logica del singolo caseificio a quella del “noi” del Consorzio, per creare nuovi sbocchi di mercato e garantire il futuro della Dop".

"In un anno in cui in Italia i consumi alimentari hanno segnato un calo del -4,2% e quelli di formaggi del -3% a volumi, la Dop più amata e più premiata del mondo ha chiuso il 2022 con dati positivi per quanto riguarda vendite e prezzi: il giro d’affari al consumo tocca il massimo storico di 2,9 miliardi di euro contro i 2,7 miliardi del 2021, con un aumento del +6,9% (156.620 tonnellate vs 152.690 tonnellate nel 2021, +2,6%)." Ha poi proseguito Carlo Mangini dispensando ulteriori dati economici.

"Al massimo anche i volumi nei mercati internazionali, che crescono del +3% (64.202 tonnellate vs 62.351) e il valore generato alla produzione con 1,8 miliardi di euro contro gli 1,71 miliardi del 2021.

Le aziende del Consorzio hanno quindi reagito bene alla pandemia, alle incognite legate alle incertezze della crisi geopolitica accesasi con l’invasione russa del 24 febbraio 2022, al caro energia e alla riduzione del  potere di acquisto delle famiglie in alcuni mercati.

Come distribuzione dei consumi, il mercato del Parmigiano Reggiano sta diventando sempre più internazionale : la quota export aumenta di due punti percentuali, salendo al 47%.

Prima nello sviluppo, la Spagna (+11,3% con 1.602 tonnellate vs 1.439 nel 2021); bene anche Stati Uniti, primo mercato estero per la Dop (+8,7% con 13.981 tonnellate vs 12.867), e Francia (+7,2% con 12.944 tonnellate vs 12.077 tonnellate). Dobbiamo ritenerci quindi soddisfatti ?" si è chiesto il manager. Non proprio anche perchè per via dell'inflazione vi è stato il forte calo negativo delle vendite in Germania ( -13,8) e in Svezia ( -15,6).

Dobbiamo quindi recuperare al più presto il gap in detti paesi puntando sul ramo marketing.

Buoni invece i risultati  in Giappone, che cresce del +38,8% (1.010 tonnellate vs 728), Australia, che segna un +22,7% (713 tonnellate vs 581) e Canada, con un +6,3% (3.556 tonnellate vs 3.345).
La quota Italia si attesta al 53%. Per quanto riguarda i canali distributivi, la GDA rimane il primo (62,3%), seguita dall’industria (17,5%), che beneficia della crescente popolarità dei prodotti caratterizzati dalla presenza di Parmigiano Reggiano tra gli ingredienti, e dalle vendite dirette dei caseifici, che registrano un forte aumento (+5,3%).

Il canale Horeca rimane fanalino di coda, e quindi enorme potenziale di sviluppo, attestandosi al 9,2% del totale. Il restante 11% è distribuito negli altri canali di vendita.

Nei mercati, la quotazione del Parmigiano Reggiano ha registrato nel 2022 una media annua di 10,65 euro al chilo (Parmigiano Reggiano 12 mesi da caseificio produttore), in aumento rispetto al 2021, quando si era attestata a 10,34 euro al chilo. La produzione è in lieve calo rispetto al 2021, anno nella storia in cui si sono prodotte più forme in assoluto: 4,002 milioni di forme vs 4,091 milioni (-2,2%).

Tra le province della zona di origine, prima per produzione è Parma (1.357.224 forme vs 1.419.179, -4,37%), seguita da Reggio Emilia (1.245.159 forme vs 1.302.555, -4,41%), Modena (849.145 forme vs 824.551, +2,98), Mantova (455.439 forme vs 442.659, +2,89) e Bologna (95.303 forme vs 102.200, -6,75%).

Con un investimento totale di 18,6 milioni di euro stanziato per lo sviluppo dei mercati stanziato per lo sviluppo dei mercati nel 2023, Parmigiano Reggiano si avvia a diventare sempre di più un vero brand globale , pronto ad affrontare gli ostacoli posti dai mercati estremamente vasti, ricchi di prodotti d'imitazione e caratterizzati da una marcata confusione al momento dell'acquisto.

Proprio per questo, il Consorzio sta lavorando assiduamente per valorizzare la distintività della Dop, fornendo al consumatore più informazioni sulle sue caratteristiche e qualità : la stagionatura, la provenienza, il processo produttivo e il gusto, tutti particolari che offrono l’opportunità di differenziarsi dai concorrenti.

Un caso esemplare è quello del Regno Unito, il quarto mercato export con 6.570 tonnellate, caratterizzato da forti contraddizioni originate dalla Brexit, con un calo del -1% sul 2021.

In quest’ottica, si collocano sia il bando di gara per attività di promozione lanciato nel gennaio 2022, con l’obiettivo di posizionare il Parmigiano Reggiano come prodotto testimonial della qualità e del valore di tutta la produzione agricola europea (valore totale stimato del progetto: oltre 3 milioni di euro in tre anni), sia la prima campagna pubblicitaria televisiva in UK, con uno spot il cui protagonista è Gennaro Contaldo, chef italiano amatissimo dal pubblico inglese e maestro di Jamie Oliver, nonché brand ambassador del Consorzio, andato in onda sui canali ITV, Channel 4 e Sky.

Milano, 25 marzo 2023    Giovanni Acerbi



CIBUS CONNECTING ITALY 2023 IL 29 – 30 MARZO A PARMA

 
In scena il futuro dei consumi e dell’export agroalimentare italiano – Gli interventi dei relatori alla conferenza stampa odierna

 
Non esiste sviluppo senza innovazione, con un’attenzione all’evoluzione della domanda nazionale ed internazionale. È l’assunto irrinunciabile col quale Cibus Connecting Italy 2023 torna in scena a Parma dal 29 al 30 marzo. L’ambizioso progetto che il Salone internazionale dell’alimentazione porta avanti è convogliare esigenze ed esperienze di produzione, industria e distribuzione attorno a un unico tavolo, che lavori alla delineazione di nuovi scenari per il mondo del Food. Scenari che vedono modelli di approvvigionamento di filiera più prossimi ma discontinui, ma anche la maggiore valorizzazione del legame territoriale e di continua riscoperta di produzioni, tradizioni e cultura del vivere e mangiare all’italiana. È quanto emerso dalla conferenza stampa odierna di presentazione della manifestazione, tenutasi a Roma.

L’ESPERIENZA IMMERSIVA – Cibus Connecting Italy si compone organicamente di due anime. La prima è senz’altro quella esperienziale e immersiva nella tradizione e nel “saper fare” del Made in Italy agroalimentare. Visitando la fiera, un operatore può realmente comprendere, esplorare e toccare con mano le radici del food & beverage Autentic Italian: materie prime, ingredienti semilavorati e prodotti trasformati sono, infatti, al centro non soltanto dell’attività espositiva, ma anche dei numerosi “Cibus Destination on the Road”, che la fiera riserva tradizionalmente a centinaia di buyers esteri nei diversi territori.

L’INNOVAZIONE – La seconda anima di Cibus Connecting Italy è legata a quel suo ruolo da piattaforma privilegiata di networking e mutuo scambio. Tema centrale della fiera è proprio l’abilità dell’industria alimentare e di tutta la filiera di realizzare e proporre prodotti innovativi e tailor-made, in grado di incrociare la domanda premium proveniente dal mercato interno e da quello estero. Sotto la lente di ingrandimento il catalogo delle novità di prodotto e l’Innovation Corner, esposizione delle 100 più interessanti innovazioni di prodotto, valutate e selezionate da una giuria di esperti. Ampio lo spazio che la fiera, in collaborazione con Le Village By Crédit Agricole, riserva alle start-up, autentici laboratori di novità e propulsori di progetti sostenibili affascinanti e spesso dall’altissimo coefficiente innovativo.

IL RUOLO CHIAVE DELL’HO.RE.CA. – Ruolo chiave all’interno di Cibus Connecitng Italy è riservato al canale Foodservice: il salone, infatti, dedica ampio spazio alla ricerca di qualità, allo scouting di materie prime tipiche e ad attività di education destinate agli operatori del settore. Il senso profondo di tutto questo è trasformare i mondi hôtellerie, ristorazione e catering in vetrine ideali per promuovere l’eccellenza italiana fuori dai confini nazionali.

LE AREE SPECIALI, LA MULTICANALITÀ, IL PROGRAMMA – Una fiera multicanale che si rinnova costantemente: oggi Cibus è soprattutto questo. Quattro le nuove aree dell’edizione 2023: ortofrutta (con l’esordio assoluto tra gli espositori della fiera di produttori italiani di frutta e verdura fresca), semilavorati per gelateria e pasticceria, prodotti “rich in” e plant-based.

Grande enfasi alla fluidità di interazione tra diversi strumenti e canali: all’esperienza in fiera e al programma “Cibus Destination on the Road” si aggiungono le funzionalità di MyBusinessCibus, piattaforma che replica in chiave digitale l’incontro tra domanda e offerta.
Completa la multicanalità della fiera un programma di circa 40 eventi, tra tavole rotonde, attività di networking, mostre, seminari e l’immancabile Doposalone, “Cibus After”.

Ad aprire simbolicamente la manifestazione, mercoledì 29 marzo alle ore 11, nella nuova Sala Plenaria del Padiglione 4, il convegno inaugurale; prevista la presenza dei rappresentanti del mondo istituzionale e politico. Tra le voci più autorevoli che si alterneranno al microfono, anche quella di Nielsen IQ che con l'ultimissima "Consumer Outlook Survey" presenterà dati inediti sugli eventi inflattivi di inizio 2023 e diverse possibili chiavi per interpretare la transizione dei consumi sui molteplici canali di vendita.

Il resto degli eventi in programma è disponibile all’indirizzo https://www.cibus.it/convegni-2023/

I NUMERI – 20.000 i visitatori attesi in fiera da 90 diversi Paesi esteri, tra cui 1.300 top buyer, in arrivo a Parma grazie al programma di incoming sviluppato in collaborazione con Agenzia ICE. Circa un migliaio i brand del food made in Italy rappresentati.

Tra i top buyers presenti a Cibus, Metro AG International Germany, Selfridges, Sodexo UK, Waitrose UK, Albertsons, H-E-B USA, Rouses Supermarkets, Meijer, Albertsons, Performance Food Group, Sysco, The Kroger Co. Sysco, Marks & Spencer, Lulu Group International, Mercadona, Eroski Spain, Biedronka (Jeronimo Martins), Lotte Mart, Coop Estonia, Colruyt, Delhaize, Billa, Leclerc, Tesco…  e molti altri.

LE DICHIARAZIONI 

L’Italia - ha osservato Paolo Mascarino, Presidente di Federalimentare  è nota in tutto il mondo per la sua cultura del cibo e per il suo modello alimentare, che ha nella Dieta mediterranea il suo punto di riferimento culturale. Questo modello è riconosciuto come uno dei più salutari ed equilibrati al mondo e ciò si riflette in tutte le classifiche mondiali relative a salute generale della popolazione, longevità e bassi livelli di obesità, dove l’Italia figura regolarmente ai primissimi posti. Il modello alimentare italiano è anche tra i più sostenibili, perché basato sulla valorizzazione del territorio: siamo un Paese ricco di biodiversità e di produzioni locali, per le quali è fondamentale la salvaguardia del paesaggio. L’industria alimentare rappresenta poi uno dei principali motori dell’economia del Paese. La grande varietà di prodotti originali e la presenza di marchi di eccellenza hanno consentito all’export italiano di conquistare rilevanti quote di mercato a livello internazionale, al punto che il “Made in Italy” all’estero è ormai sinonimo di gusto e di qualità. Nemmeno le crisi internazionali e la pandemia sono riusciti a frenare questa tendenza: i dati evidenziano infatti livelli da record per le nostre esportazioni che dal 2000 al 2022 segnano quasi un +300%, mentre se guardiamo il solo export del 2022, vediamo che è arrivato intorno ai 50 miliardi, +19% rispetto all'anno precedente. Cibus rappresenta l’occasione per mostrare al pubblico del mondo tutto questo: il nostro modello di alimentazione sana e sostenibile, che esalta i valori del gusto e della tradizione. "

Cibus Connecting Italy continua a crescere e ha già raggiunto numero significativi - ha detto 
Gino Gandolfi, Presidente di Fiere di Parma “ma mi sento di poter affermare che siamo ancora all’inizio di un percorso di sviluppo e di una sempre più intensa valorizzazione non solo di Cibus, ma di tutta la filiera agroalimentare italiana, orgoglio nazionale e vera eccellenza del Made in Italy. Sono convinto” conclude Gandolfi “che il Governo anche per il tramite di Agenzia ICE, ci saprà sostenere e supportare nella pregevole missione di contribuire alla promozione del Made in Italy nel mondo”.

“Cibus è definitivamente il manifesto del made in Italy alimentare, della capacità della nostra manifattura e delle nostre filiere di essere sempre più in sintonia con i consumatori di tutto il mondo – ha dichiarato Antonio Cellie, CEO di Fiere di Parma - Negli ultimi 10 anni l’export agroalimentare è cresciuto a doppia cifra, anche durante la pandemia e la guerra, in tutte le geografie e su tutti i canali. Per questo, similmente a come accaduto in altri settori leader del made in Italy, Cibus ha voluto e potuto diventare un evento internazionale di successo con cadenza annuale.

"Il food & beverage Made in Italy vola sui mercati internazionali e Agenzia ICE anche a Cibus Connecting Italy è al fianco delle imprese, con i suoi servizi innovativi all’export. L’attenzione del settore è rivolta alla blockchain, un sistema di tracciabilità che attraverso l'utilizzo di nuove tecnologie garantisce il consumatore sulla qualità e la provenienza del prodotto, certificandone la filiera - ha osservato il Presidente di Agenzia ICE, Matteo Zoppas - La diffusione della blockchain consente di valorizzare e proteggere al tempo stesso il Made in Italy, è un tema cruciale per l’intero settore e uno degli strumenti per contrastare il problema dell’Italian Sounding. I servizi innovativi a maggior valore aggiunto possono così consentire alle aziende ulteriori miglioramenti rispetto a performance che sono già importanti: nei primi 11 mesi del 2022 l’export aumenta del 16% rispetto al 2021 e supera i 54 miliardi di euro. In particolare, i prodotti alimentari segnano +20%, vini e bevande + 11%, su cui incide il tasso di inflazione a doppia cifra. L’aiuto concreto alla categoria sarà indiscutibilmente dato dalla recente riduzione a doppia cifra del costo dei trasporti overseas che si auspica diventi strutturale”.

"1.300 top buyer totali da 90 paesi esteri incontreranno circa 500 espositori in due giorni al Cibus Connecting Italy 2023 di Parma – ha affermato Roberto Luongo Direttore Generale Agenzia ICE - Questi i numeri che confermano  il ruolo dell'ICE nel sostegno all'internazionalizzazione della filiera agroalimentare italiana, al fianco delle PMI italiane e della Fiera: un ampio programma di incoming di operatori esteri, preceduto da una serie di azioni di comunicazione, condotte attraverso la propria rete di 78 Uffici all'estero e mirate a promuovere l’evento, il settore, il brand Italia e i suoi prodotti. "

Tradizione e innovazione saranno le parole chiave del futuro dell’agricoltura italiana. – ha dichiarato il Senatore Luca De Carlo, Presidente della 9ª Commissione permanente (Industria, commercio, turismo, agricoltura e produzione agroalimentare) - A Cibus la grande attenzione all’innovazione ci consentirà appunto di affrontare le sfide con un approccio meno ideologico e più scientifico.”

Roma, 2 marzo 2023

 

 

 

ROSSOPOMODORO PRESENTA IL PIATTO DA COLLEZIONE DISEGNATO DA COCA-COLA

 

presso il ristorante Rossopomodo di via Largo La Foppa 1 a Milano sarà presentato durante un aperitivo natalizio aperto alla stampa il piatto da collezione disegnato da Coca-Cola in collaborazione con Rossopomodoro.

Il piatto esclusivo sarà disponibile per tutti i consumatori dal 1 dicembre all’8 gennaio.

 

Per averlo, basterà prenotare un tavolo su www.rossopomodoro.it e richiedere il coupon che serve ad ordinare il Menu XMAS con una pizza a scelta fra le classiche, una Coca-Cola e il piatto “Napoli” in edizione limitata, il tutto a soli 18,90€.

Coca-Cola
The Coca-Cola Company (NYSE: KO) è una total beverage company che offre ai suoi consumatori oltre 200 brand in più di 200 Paesi. Oltre a Coca-Cola, il nostro portfolio prodotti include brand come AdeZ, FUZETEA, Kinley, Fanta, Sprite, Powerade e Acque Lilia. Per rispondere al meglio alle esigenze dei consumatori, lavoriamo costantemente per innovare il nostro portfolio, dalla riduzione dello zucchero al lancio di nuove bevande. Per ridurre il nostro impatto ambientale reintegriamo l'acqua che utilizziamo per produrre le nostre bevande e promuoviamo il riciclo dei nostri packaging. Insieme ai nostri partner imbottigliatori, abbiamo più di 700 mila dipendenti e contribuiamo alla creazione di opportunità economiche in tutti i Paesi in cui siamo presenti. Dal 1927 in Italia, oggi contiamo 6 stabilimenti e oltre 2.000 dipendenti. Il nostro portfolio comprende 40 prodotti, dalle bevande gassate ai tè, dalle acque alle bevande vegetali e il 71% dei prodotti dell’azienda è a ridotto, basso o nullo contenuto calorico.

Per maggiori informazioni www.coca-colaitalia.it.

Rossopomodoro

è la più grande catena di pizzerie napoletane nel mondo. Da 22 anni mantiene questa leadership basando la sua filosofia su 3 importanti pilastri: la qualità delle materie prime, scelte da fornitori storici e d’eccellenza, la lavorazione artigianale affidata a pizzaiuoli e chef di scuola partenopea e il servizio impeccabile, fondato sulla rinomata accoglienza napoletana. L’esperienza di Rossopomodoro è riassunta nel suo claim “come un giorno a Napoli” che significa immergersi nella storia, nella cultura e nei sapori di Napoli in qualunque Rossopomodoro ci si trovi in Italia e nel mondo. Oggi, Rossopomodoro conta più di 150 ristoranti pizzerie, situati nei centri storici delle più importanti città italiane, Roma, Firenze, Milano, Bologna, Palermo, Bari, Torino, Genova, Venezia, Catania, Messina, in diverse località turistiche da Nord a Sud, così come nelle stazioni e aeroporti principali e in tantissimi Centri Commerciali dell’intero Paese. Inoltre si trova in 10 Paesi Esteri tra cui gli Stati Uniti d’America. Oggi Rossopomodoro è il punto di riferimento della vera pizza e cucina napoletana, per almeno 10 milioni di clienti nel mondo.

 Milano, gennaio 2023

Prodotti umbri

 

Gli eccellenti prodotti umbri sono stati i protagonisti della bella serata presso  Palazzo Bovara in corso Venezia a Milano in occasione della Milano Win Week. Risotto ai funghi, lenticchie, formaggi accompagnati da confetture,  salumi, ecc. Hanno avuto il plauso dei numerisi ospiti soddisfatti di questa ricca e squisita degustazione
Milano, Palazzo Bovara, 9 ottobre 2022 Agostino Guzzardella

 

Cantine aperte: in Valtènesi per la 21esima edizione


       

In Valtènesi torna come da tradizione la grande festa di fine vendemmia: domenica 16 ottobre 2022 si rinnova lappuntamento con Profumi di Mosto, ormai storico evento enogastronomico arrivato al considerevole traguardo della ventunesima edizione. In programma una lunga domenica dautunno sulla riviera del Garda bresciano allinsegna di due parole chiave: esperienze ed emozioni, ad intercettare le tendenze che contraddistinguono ormai sempre più chiaramente il mondo dei winelover e dei turisti del vino.

In totale saranno 20 le cantine aderenti, tre in più della scorsa edizione, per un suggestivo itinerario di profumi e di colori che da Pozzolengo si snoda fra i comuni rivieraschi di Moniga, Manerba e Padenghe passando per i borghi dellentroterra come Lonato, Calvagese, Muscoline, Puegnago

 

 e Polpenazze: per lintero arco della giornata, ogni azienda proporrà unesperienza che prevede visita guidata e degustazione di almeno tre vini o annate di uno stesso prodotto, con un abbinamento gastronomico. Gli eventi si terranno in quattro fasce ben precise (10.30, 12.30, 14.30, 16.30), saranno a numero chiuso e con prenotazione obbligatoria online (entro le 17 di sabato 15 ottobre) al costo di 15 euro. Allo stesso prezzo sarà possibile prenotarsi per il Banco dAssaggio organizzato allinterno della Casa del Vino a Villa Galnica di Puegnago, dove saranno presenti le etichette di dieci cantine e dove sarà anche possibile acquistare direttamente le bottiglie. Per chi prenota una visita in cantina, cè la possibilità di aggiungere la visita in Casa del Vino al prezzo speciale di 5 euro.

Ogni visitatore potrà quindi costruirsi il proprio percorso consultando lintenso cartellone di appuntamenti disponibile sul sito www.profumidimosto.it: in degustazione tutta la gamma delle tipologie tutelate dal Consorzio Valtènesi, dai vini rosa e rossi prodotti con lautoctono Groppello fino al bianco San Martino della Battaglia, che nasce da uve Tuchì. Il tutto in abbinamento a proposte food di vario genere: dalle tipicità del territorio fino a piatti realizzati in collaborazione con i cuochi dei ristoranti della zona.

Per noi Profumi di Mosto rimane senza dubbio un momento di promozione estremamente significativo  afferma il presidente del Consorzio Valtènesi Alessandro Luzzago -. Senza dubbio loccasione migliore per approfondire la conoscenza del territorio e dei suoi vini in una chiave esperienziale attraverso il contatto diretto con i vignaioli ed il frutto del proprio lavoro.

Milano, 8 ottobre 2022

Ruffino, il futuro è di chi lo ha cominciato

      

A Milano una storica verticale di Riserva Ducale Oro ha celebrato il nuovo corso dell’azienda nata nel 1877 a Pontassieve. Qualità, restyling della marca e delle etichette, focus sui temi della sostenibilità: questi i punti chiave emersi nel corso di un evento esclusivo a Villa Necchi Campiglio. “Il futuro è di chi lo ha cominciato. Il futuro inizia oggi”. Con queste parole Sandro Sartor, presidente e amministratore delegato di Ruffino, ha dato il via al nuovo corso che ha intrapreso la storica realtà toscana fondata nel 1877 a Pontassieve, durante la serata dedicata al debutto ufficiale della nuova etichetta di uno dei vini icona dell’azienda, il Chianti Classico Riserva Ducale Oro Gran Selezione. Sono state le sale di Villa Necchi Campiglio a Milano, che fa parte dei luoghi del FAI (Fondo per l'Ambiente Italiano), a ospitare una storica verticale di Riserva Ducale Oro, attraverso 5 decadi, dagli anni ’70 ai giorni nostri. Un’etichetta che, nel corso degli anni, è diventata uno dei simboli di Ruffino. Se la creazione del Chianti Stravecchio, all’inizio dello scorso secolo, consentì all’azienda fondata dai cugini Ilario e Leopoldo Ruffino di diventare fornitore ufficiale della Casa Reale Savoia, la nascita della Riserva Ducale nel 1927, e successivamente quella della sua evoluzione “Oro” nel 1947, hanno consentito all’azienda di Pontassieve di poter custodire e tramandare sino ad oggi un pezzo importante della storia della viticoltura e dell’enologia toscana e italiana. “Stasera abbiamo avuto la fortuna di poter apprezzare, a distanza di molti anni dalla loro nascita, vini che sono stati realizzati dal lavoro di persone che erano in azienda prima di noi. Mi piace pensare che a distanza di 30 anni si possa ancora parlare di questi vini perché qualcuno è stato in grado di custodire i terreni e l’ambiente nei quali vengono prodotti” ha commentato Sandro Sartor durante la serata. La degustazione, che ha visto protagoniste sette annate di Chianti Classico Riserva Ducale Oro – 1977, 1982, 1988, 1996, 2000, 2014 e 2018 – è stata condotta dal wine writer internazionale Filippo Bartolotta, affiancato da Gabriele Tacconi, enologo di Ruffino. Un viaggio di grande fascino, che ha consentito a giornalisti e operatori del settore non solo di testare la grande energia e integrità di vini in grado di sfidare il tempo, ma anche di immergersi nella storia di un’azienda che ha sempre portato avanti il desiderio di voler innovare stile e contenuti, partendo da solide radici e un’eredità più che centenaria. Sono proprio queste le basi dalle quali è iniziato anche il recente progetto di rinnovamento delle etichette di Ruffino che si inserisce all’interno di un percorso di restyling complessivo del logo e di tutti i vini dell’azienda, a cominciare dai suoi fine wines che l’hanno resa celebre in tutto il mondo. “La nostra grande storia ci deve proiettare verso il futuro ecco perché sentivamo il bisogno di rendere più contemporanea la nostra veste, pur mantenendo uguale il prodotto, anzi, migliorandolo sempre di più” ha affermato Annarita Cicciarelli, direttrice marketing di Ruffino. “Siamo partiti dalla Riserva Ducale Oro, l’etichetta è stata rinnovata pur rimanendo comunque fedele a sé stessa, mantenendo in primo piano la scena che rievoca la visita a Pontassieve del Duca di Aosta nel 1890” ha spiegato Angelo Ferrara, direttore creativo di Robilant Associati, che sta seguendo il percorso di restyling. “Abbiamo voluto creare il silenzio e far sì che gli elementi fossero visibili, cristallini. Anche il marchio doveva avere una nuova posizione: abbiamo ripreso lo stemma, che non c’era ma che era lì, poeticamente nascosto e che abbiamo fatto diventare l’eroe principale”. La valorizzazione di vere e proprie opere d’arte, come la Riserva Ducale Oro, è però possibile solo se inserita all’interno di un approccio che consente di custodire l’ambiente nel quale nascono. “Per noi il concetto di sostenibilità significa molte cose” ha commentato ancora Sartor illustrando alcuni dei punti salienti che Ruffino affronta all’interno del suo percorso di sostenibilità, che rientrano nell’alveo di un ampio progetto di responsabilità sociale nato nel 2018 con il nome di Ruffino Cares. “Essendo agricoltori il fattore ambientale è naturalmente molto importante e su questo ci sentiamo custodi del territorio che abbiamo a disposizione. Oggi, il 51% dei vigneti di Ruffino ha completato il percorso di conversione al biologico ed entro due anni si completerà definitivamente coprendo il 100% della superficie vitata. “Ma non solo, Ruffino abbraccia tutti gli aspetti della sostenibilità, oltre a quello ambientale anche quello sociale ed etico che sono fondamentali per mettere in pratica una cultura aziendale realmente responsabile”.

            

Milano,Villa Necchi Campiglio 3 ottobre 2022

 

BAR D’ITALIA DEL GAMBERO ROSSO 2023

     

Ventitreesima edizione per la guida Bar d’Italia di Gambero Rosso con la storica partnership di illycaffè. Nel 2023 il simbolo di eccellenza del bar italiano, i tre chicchi e le tre tazzine (le valutazioni sono state introdotte tre anni dopo l’inizio della guida, ndr) festeggia vent’anni di “attività”. Vent’anni nei quali il bar ha subito mutazioni profonde, di forma e di sostanza. Se nei primi anni Duemila si puntava a stupire con “effetti speciali” - design, arte e spettacolo - col passare del tempo l’arma vincente è tornata a essere la qualità dell’offerta, con un’attenzione sempre maggiore alla selezione delle materie prime. A cominciare dal caffè: non si parla più di una tazzina, ma di una coffee experience, un percorso a 360 gradi alla scoperta dei caffè più pregiati del mondo, dalla lavorazione di chicchi fino alla degustazione. La bevanda più popolare alza l’asticella con un prodotto non solo ottimo ma di filiera controllata, possibilmente etica e sostenibile. Non a caso da due anni il Premio illy Bar dell’anno viene assegnato al locale più attento a questi aspetti. Una proposta di valore che ha necessariamente un costo più elevato.

La sostenibilità è un tema dibattuto e tenuto in alta considerazione da Gambero Rosso. Il percorso intrapreso con illycaffè grazie alla storica pubblicazione dedicata i migliori bar va da sempre in questa direzione, alla ricerca delle realtà più virtuose ed attente.” dichiara Paolo Cuccia Presidente di Gambero Rosso. “Il rito mattutino del bar e del caffè, oltre a rendere la nostra giornata più «sostenibile», contribuisce quindi ad una grande rivoluzione a portata di tazzina.”

“Il bar è un punto fermo della nostra routine.” prosegue l’Amministratore Delegato Luigi Salerno “Una routine che ci aspettiamo sia all’insegna dell’eccellenza. I premiati e tutti i professionisti segnalati dalla guida Bar d’Italia hanno sempre dimostrato un grande spirito di iniziativa, investendo in innovazioni per stare al passo con i tempi e affrontare i cambiamenti, fermo restando la soddisfazione del cliente. I grandi maestri che hanno ottenuto le Stelle in guida ne sono un grande esempio.”


Milano, Teatro Manzoni, 2 ottobre 2022
 

CREMONA: FESTA del SALAME dal 7 al 9 ottobre

 
  

 È stata presentata questa mattina in Regione Lombardia la quarta edizione della Festa del Salame che si terrà nel centro di Cremona dal 7 al 9 Ottobre 2022. Un evento gastronomico-culturale in cui conoscere e degustare i migliori salami di tutta Italia accompagnato da un ricco calendario di appuntamenti, degustazioni, spettacoli e incontri culturali per conoscere i segreti del salume più amato da tutti.

"La festa del salame – afferma l'assessore regionale allo Sviluppo Città metropolitana, Giovani e Comunicazione, Stefano Bolognini  rappresenta certamente un’occasione importante non solo da un punto di vista enogastronomico, ma anche in termini di comunicazione e di marketing territoriale insieme a tutti i partners coinvolti. È fondamentale aumentare in misura sempre maggiore la promozione del Made in Italy e del patrimonio ineguagliabile di eccellenze e prodotti lombardi e italiani. Da questo punto di vista, Regione Lombardia vuole ricoprire un ruolo centrale, amplificando la comunicazione di eventi straordinari come questi e facendone da cassa di risonanza”. 

“Un evento consolidato che rappresenta un driver importante per promuovere l’attrattività e lo spirito identitario del territorio. – afferma Lara Magoni, Assessore al Turismo, Marketing Territoriale e Moda - tradizioni antiche e itinerari legati all’enogastronomia permettono di far scoprire ai turisti le eccellenze del Made in Italy. Il salame, in tal senso, è un prodotto tipico della nostra Lombardia, frutto del lavoro, della ricerca e della passione degli artigiani del territorio. Ed è questa la strada vincente: proporre ai visitatori esperienze uniche, figlie della scoperta di prelibatezze rare e che lasceranno un ricordo indelebile. La Festa del Salame, grazie anche al contributo ottenuto partecipando al bando ‘OgniGiorno inLombardia’, sarà l’occasione per presentare al grande pubblico una prelibatezza gastronomica distintiva che unisce simbolicamente tutta la Lombardia, grazie a produzioni di eccellenza presenti in gran parte della regione”.

“Uno dei prodotti IGP del territorio, il SALAME CREMONA IGP, incontra la città, ospiti, visitatori e turisti. - afferma Barbara Manfredini Assessore al Turismo e City Branding, Commercio e Sicurezza del Comune di Cremona - Una festa del gusto con stand di produzione, degustazioni, sfide territoriali, premi, spettacoli ed animazioni nel centro città. Una tradizione che proviene dall’agricoltura e dagli allevamenti suini presenti in gran parte in Lombardia e nel nostro territorio, ma anche in Piemonte, Emilia Romagna e Veneto. E come non ricordare anche in questa occasione il nostro illustre cittadino Ugo Tognazzi nel centenario della nascita con un evento a lui dedicato. A Cremona il salame è di casa, la Festa del Salame è una manifestazione che diventa destinazione turistica per la presenza di un prodotto d’eccellenza che verrà proposto nei diversi luoghi della città e del centro storico in un tripudio di sapori e profumi”.

“Sarà un’occasione – precisa il vicepresidente del Consorzio, Pietro Bresciani  per rinnovare l’invito al vasto pubblico dei consumatori di gustare ed acquistare i prodotti provenienti da tutta Italia. Il cibo, ed in particolare il salame, è parte del patrimonio culturale di un paese. Si tratta di un aspetto identitario, molto legato al territorio, tanto che l’Unione Europea ne attesta i principi attraverso le indicazioni geografiche. Ed il Salame Cremona IGP rappresenta il prodotto “testimonial” che offre al buongustaio non solo il rispetto della tradizione, ma anche una produzione verificata e controllata in ogni passaggio, per garantire un risultato finale garantito. Nel corso della festa non mancheranno momenti legati alla degustazione del Salame Cremona IGP, anche in abbinamento con altre specialità. Un motivo in più, quindi, per non mancare.”

Confartigianato Cremona quest'anno ha scelto di essere ancora di più al fianco di questa manifestazione, - spiega Massimo Rivoltini, Presidente Confartigianato Cremona - organizzata da SGP Grandi Eventi, diventandone promotore insieme al Consorzio di Tutela del Salame Cremona IGP. Valorizzare la tradizione dei produttori cremonesi è la mission di Confartigianato Cremona perché crediamo importante sostenere la produzione italiana del salame di qualità, che riteniamo sia ambasciatore del territorio cremonese al pari dei violini, del torrone, del provolone e della mostarda”.

“Cremona è capitale di manifestazioni dedicati al gusto e alla gastronomia con un ricco palinsesto annuale – afferma Stefano Pelliciardi, Amministratore SGP Grandi Eventi – Torna finalmente dopo 2 anni una festa che nel 2019 ha avuto un grande successo di numeri e che rappresenta un unicum perché non esiste in Italia o all’estero un evento interamente incentrato su questo insaccato. La kermesse non è solo un evento fieristico ma anche culturale e gastronomico di forte impatto turistico con appuntamenti e spettacoli oltre a degustazioni e incontri culturali e premiazioni come l’Ambasciatore del Gusto che quest’anno verrà consegnato ad Edoardo Raspelli. Vengono valorizzati aspetti di produzione e consumo del salame con un adeguato programma di iniziative parallele mantenendo come punto fermo il legame tra il prodotto e il territorio di origine. Un abbinamento perfetto come il pane e salame, per attrarre turisti, appassionati, grandi e piccini oltre ad addetti ai lavori a Cremona”.

La manifestazione è promossa dal Consorzio di Tutela Salame Cremona IGP, realtà del territorio che rappresenta alcune delle aziende produttrici di questo prelibato salume ad indicazione geografica e, per questa edizione, da Confartigianato Imprese Cremona, che promuoverà l’iniziativa presso i propri associati, vanta il patrocinio del Comune di Cremona e di Confartigianato Alimentare oltre al contributo di Regione Lombardia.

Appuntamento quindi dal 7 al 9 ottobre 2022 a Cremona, per un viaggio saporito e divertente alla scoperta del mondo del salame!


Il 7, 8, 9 ottobre a Cremona si svolgera' la quinta edizione della Festa del Salame. 
La manifestazione e' promossa dal Consorzio di Tutela Salame Cremona IGP e da Confartigianato imprese Cremona a cura di SGP Grandi Eventi ed e' oatrocinato dal Comune di Cremona  con il contributo di Regione Lombardia. Tra i momenti piu' importanti  ricordiamo: l'assegnazione del premio " Ambasciatore del gusto",  l'omaggio a Ugo Tognazzi con  "Boccone di Tognazzi", i giochi come il tiro al salame. Ecc.
Un fine settimana per valorizzare  un'eccellenza cremonese che insieme al violino, la mostarda  il torrone e tanto altro e' vanto di questa bella e ricca citta' lombarda.

Milano, Palazzo Pirelli Regione Lombardia, 19 luglio 2022   Agostino Guzzardella


Continua la crescita di Rossopomodoro nelle Grandi Stazioni.

Rossopomodoro conquista una nuova location nella “Galleria dei Mosaici” alla Stazione Centrale di Milano e si prepara ad altre nuove aperture nelle stazioni di Bologna Centrale e Roma Termini.

Continua e si rafforza la partnership tra Grandi Stazioni Retail e Rossopomodoro, azienda leader nel mercato della pizza da 25 anni, con oltre 110 locali in Italia e nel mondo, con presenza negli Stati Uniti, UK, Danimarca,  e Malta. Dopo la recente apertura in Italia a Torino Porta Nuova si è inaugurato oggi a Milano un nuovo Rossopomodoro, a seguito del trasferimento dalla storica sede in Stazione in una nuova location della prestigiosa galleria al piano binari, con una nuova immagine ispirata al suo claim “come un giorno a Napoli”.

Come prevede l’accordo strategico firmato dalle due aziende, ci sono ancora 2 aperture in programma: a Bologna Centrale e a Roma Termini. In quest’ultima stazione, il brand napoletano aprirà con un format nuovo, sempre con insegna Rossopomodoro ma con un’idea di ristorazione legata alla pizza napoletana originale e innovativa.

Il nuovo Rossopomodoro in Milano Stazione Centrale è uno spazio dedicato al gusto della tradizione napoletana, sia a pranzo che a cena

Il locale è pronto ad ospitare contemporaneamente fino a oltre 100 clienti, nella sua sala accogliente con comode sedute, che possono deliziarsi con tutto il meglio delle eccellenze napoletane, dalla pizza alla cucina tipica.

L’offerta del pranzo è caratterizzata da proposte succulente che esprimono tutto il gusto napoletano anche per chi vuole mangiare sano e leggero. Oltre la pizza, infatti, ci sono tanti piatti di cucina freschi e preparati al momento: spaghetti al pomodoro fresco e basilico, mozzarella dop in gustosi abbinamenti, parmigiana di melanzane, insalate e tanto altro ancora.

La qualità è quella che contraddistingue il marchio Rossopomodoro dal 1998: solo materie prime tracciabili che arrivano dai migliori fornitori della Campania - amici fedeli di Rossopomodoro, - come la pasta di Gragnano, l’olio di Sorrento, la farina Caputo e cosi via.

Milano, 24 marzo 2022




Consorzio Valtènesi

Rosè Connection: un ponte Valtènesi-Provenza per il vino rosa di qualità

 
       

Il 2022 del Consorzio Valtènesi parte sotto il segno di un’importante partnership internazionale: un progetto inedito, unico nel suo genere, che vede Italia e Francia alleate per una grande operazione promozionale comune sui vini rosati gardesani e francesi. Protagonisti Valtènesi e Provenza: due territori senza dubbio molto diversi tra loro, uniti però da una forte vocazione storica alla produzione di vini rosa di altissima qualità.

L’annuncio arriva in prossimità dell’uscita sul mercato della nuova annata del Valtènesi, la 2021, prevista ogni anno come da disciplinare nella giornata del 14 febbraio: un ritorno in scena che arriva spinto dall’onda di una forte crescita, considerato che nel 2021 gli imbottigliamenti hanno superato la soglia dei 2 milioni di bottiglie con un aumento nell’ordine del 17%. Le prospettive per il nuovo anno sono altrettanto positive, e puntano a confermare un trend di crescita che negli ultimi 8 anni è marciato a ritmi medi del +10%.

L’uscita dei nuovi Valtènesi sarà quindi celebrata da questa prestigiosa partnership con il colosso mondiale dei rosé (oltre 160 milioni le bottiglie prodotte annualmente). Obbiettivo: dare forma ad una campagna sul patrimonio dei vini rosati Dop di Valtènesi- Riviera del Garda Classico e Provenza, puntando prioritariamente al target dei millennials per rafforzare il legame emozionale ed esperienziale dei consumatori di tre grandi Paesi europei, Germania, Belgio ed Olanda, dove queste tipologie non sono ancora conosciute quanto meriterebbero

Punteremo a sensibilizzare il pubblico dei wine lover sul significato ed importanza della DOP, Denominazione di Origine Protetta, mettendo in luce le specificità dei nostri vini rosati – racconta il presidente del Consorzio Valtènesi, Alessandro Luzzago -. Il tutto attraverso informazioni e storie autentiche dei nostri territori, dei vignaioli, delle fatiche e delle persone che stanno dietro una bottiglia di vino, puntando a formare dei veri e propri ambasciatori dei vini rosati Dop”.

 

Punti fondamentali della campagna saranno infatti la cooperazione con influencer tedeschi, belgi e olandesi e le relazioni pubbliche con gli ambasciatori della campagna tramite l’organizzazione di tour sia in Italia che in Francia, oltre alla pubblicità digitale, alla creazione di un sito web con account Instagram locali, alla produzione di strumenti di comunicazione,.

Per la nostra identità questa campagna promette di rappresentare un salto di qualità enorme in termini di immagine, percezione e riconoscibilità internazionale – commenta il presidente Luzzago -. Idealmente si tratta del coronamento di un cammino iniziato ormai tempo fa con lo studio quinquennale sul profilo sensoriale dei nostri rosati effettuato dal Centre du Rosé di Vidauban: ora con questo progetto comune il Consorzio Valtènesi viene di fatto accreditato dalla Provenza, regione leader a livello mondiale, come punto di riferimento imprescindibile nella produzione italiana di rosati italiani di altissima qualità, di forte vocazione tradizionale ed identità storica. Un risultato che sancisce la svolta culturale del comprensorio ponendo le basi per nuovi, importanti traguardi futuri”.

Milano, 1 marzo 2022

 

Tenuta del Buonamico

  

La storia delle bollicine alla Tenuta del Buonamico ha preso il via nel 2010 quando, in previsione dicostruire la nuova cantina, si è deciso di iniziare una sperimentazione di appena 2.000 bottiglie diSpumanteMetodo Martinotti, bottiglie prodotte da uve a bacca nera vinificate in bianco, perl’esattezza Sangiovese e Syrah, vitigni adoperati anche per il Rosé in versione ferma.L’idea di uno Spumante Roséè sempre piaciuta, poiché questa tipologia mostra, da tempo, ungrande potenziale e un buon gradimento da parte dei consumatori, elementi ulteriormenteconfermati negli ultimi anni, grazie a un rilancio del vino rosato in generale. Atutto ciòsièaggiunta la certezza da partedei proprietaridel Buonamicochela produzione dello Spumantepotesseessere eccellenteanche a Montecarlo,proprionelle vigne della Tenuta.Forti della tradizione del territorio e del successo dei Bianchi di Montecarlo, si è deciso diincominciare la nuova produzione di spumante anche per ampliare la gamma dell’azienda stessa eproporre più referenze. L’idea, però, non era quella di fare lavorare le uve da un’altra cantina ecommercializzare le bottiglie a marchio Tenuta del Buonamico, ma quella di spumantizzare inautonomia, senza alcunsupporto dall’esternodifferenziandosidalla maggioranza dellealtreaziende.Il primo tentativo è stato entusiasmante. Le circa 2.000 bottiglie prodotte di Brut Rosé hannoriscontrato un notevole successo tra amici, clienti e tra tutti colori che lo hanno assaggiato. Da quelmomento in poi la famiglia Fontana ha stabilito cheloSpumanteParticolaresarebbe diventato unprodotto importante della linea dei vini.

La linea completaAttualmentela Tenuta del Buonamico comprende diverse etichette della lineaParticolare, tutteprodotte con uve differenti. Poco tempo dopo la messa in bottiglia diParticolare Roséè natoParticolare Brutda uve Pinot Bianco, Sémillon e Trebbiano, uno Spumante che, a sua volta,nell’arco di un breve periodo, è stato affiancato dallo SpumanteParticolare Brut . spumantizzazione all’anno da sole uve di Pinot Biancodi diverse annate.Un omaggio a ilVasario,il vino top di gamma, anch’esso prodotto da Pinot Bianco in purezza.Sempre con etichettaSpumante Particolare Ineditoanche la versioneRoséda uve Sangiovese eSyrah, pure in questo caso nato da un bland di vecchie annate. Entrambe le etichette,per una partedel vino, svolgono la fermentazione malolattica in tonneaux per circa 7 mesi, lavorazione chearricchisce gli Spumanti di caratteristichesimili a quelleche si trovano in unMetodo Classico.A completare la gamma delle bollicine c’è loSpumante Particolare Dolceprodotto con uveMoscato al 100%: lafermentazionedel mosto avviene direttamente in autoclave, ottenendo così untenore zuccherino finale di circa 70 gr/l. Una dolcezza gradita e non stucchevole, capace di esaltareun ampio bouquetaromatico, tale da renderlo adatto per accompagnare non solo il dessert.  www.buonamico.com

Le vendemmie

Vendemmia 2010 (test)-circa 2.000 bt diParticolare Roséin vendita nel 2011.Vendemmia 2011-6.000 bt diParticolare Brute 6.000 bt diParticolare Roséin vendita nel 2012.Vendemmia 2012-13.000 bt diParticolare Brute 13.000 bt diParticolare Roséin vendita nel2013.Vendemmia 2013-20.000 bt diParticolare Brute 13.000 bt diParticolare Roséin vendita nel2014.Vendemmia 2014-26.000 bt diParticolare Brute 20.000 bt diParticolare Roséin vendita nel2015.Vendemmia 2015-32.000 bt diParticolare Brute 26.000 bt diParticolare Roséin vendita nel2016.Vendemmia 2016-40.000 bt diParticolare Brute 34.000 bt diParticolare Roséin vendita nel2017.Vendemmia 2017-46.000 bt diParticolare Brute40.000 bt diParticolare Roséin vendita nel2018.Vendemmia 2018-52.000 bt diParticolare Brute46.000 bt diParticolare Roséin vendita nel2019.Vendemmia 2019-70.000 bt diParticolare Brute50.000 bt diParticolare Rosé in vendita nel2020.Lo SpumanteParticolare Inedito, nato con la vendemmia 2014,contempla una produzione di10.000bottiglie.Lo SpumanteParticolare Dolce, nato con la vendemmia del 2015, prevede una produzione di6.000bottiglie.Lo Spumante Particolare Inedito Rosé, nato con la vendemmia 2017, ha una produzione che si aggira sulle6.000bottiglie. www.buonamico.com

Milano, 10 novembre 2021

 

ARMANI HOTEL MILANO COMPIE 10 ANNI

   

Un anniversario importante. Armani Hotel Milano compie 10 anni. Francesco Mascheroni, Executive Chef di Armani/Ristorante, dedica all’anniversario un menù che ripercorre la storia dell’Hotel e dei suoi ambienti Milano, 4 Novembre 2021 – Un anniversario importante quello di Armani Hotel Milano che celebra 10 anni di attività. Era l’11 novembre 2011 quando, nell’ambito del progetto Armani Hotels e Resorts nato dalla collaborazione tra Giorgio Armani S.p.A. ed Emaar Properties PJSC, l’Armani Hotel Milano ha aperto le porte nel cuore della città, dopo Armani Hotel Dubai. L’hotel ha sede nell’edificio in stile razionalista progettato da Enrico A. Griffini nel 1937, dall’alto presenta una silhouette a forma di A, e racchiude un mondo di armonia, privacy e attenzione alla sicurezza degli ospiti. Un decennio celebrato dall’Executive Chef Francesco Mascheroni con un menu alla carta che comprende le proposte più significative di questi anni, ripercorrendone l’evoluzione e i successi. La materia prima è sempre al centro, nella sua purezza e autenticità; il design e i colori dei piatti incontrano i diversi luoghi e atmosfere dell’hotel in scatti ambientati negli spazi principali (dall’Armani/Bamboo Bar, all’Armani/SPA, alle camere, fino all’Armani/Ristorante), in un ideale abbraccio con i materiali e gli arredi che ne fanno il luogo iconico dell’ospitalità milanese. Partendo dal più recente, fino a un piatto del 2011, i signature dishes sono: Dentice verdure e frutta, mango, tempura verde, shiso un antipasto di questo ultimo anno, i Ravioli di agnello delle Langhe, lime, coste, pomodori confit (2020), il Carbonaro yuzu, tofu, verdure croccanti (2019), il Gambero, carota, frutto della passione, burro tiepido (2018), lo Spaghetto ricci di mare, cavolfiore al miso, mela verde (2017), il Fois gras anguilla affumicata, mela verde, pistacchio (2016), la Guancia di vitello spuma di polenta concia, cacao (2015), il Tiramisu bianco, meringa al caffè (2014), Come un lasagna ragù d’anatra, lemongrass, agrumi (2013), il Piccione ai carboni, zucca, tamarindo (2012), un grande classico tutt’ora presente in carta, Cioccolato Liu chu, limone di Amalfi, zenzero candito (2011), un dessert a forma di A, un omaggio al mondo Armani. Questi piatti raccontano l’evoluzione, la ricerca e le intuizioni che hanno dato origine a uno stile di cucina identitario che omaggia occidente e oriente, in un dialogo continuo, che restituisce piatti della tradizione con uno sguardo contemporaneo. Il menu, comprensivo di due degustazioni composte da 5 o 6 portate, è disponibile dall’11 novembre al 21 dicembre. L’8 novembre, a Dubai, lo Chef Francesco Mascheroni e lo Chef dell’Armani/Ristorante di Dubai, Giovanni Papi, celebreranno il decimo anniversario dell’apertura dei due hotel con una cena a quattro mani, che sarà poi riproposta a Milano. Armani/Ristorante è aperto dalle 19.30 alle 22.30, chiuso la domenica e il lunedì sera.

Milano, 6 novembre 2021

 

GOLOSARIA PRONTA A PARTIRE NEL SEGNO DELLA COLLEGANZA

Al MiCo, la sedicesima edizione della rassegna ideata da Paolo Massobrio e Marco Gatti

 

 

Golosaria Milano 2021, la rassegna di riferimento del comparto agroalimentare italiano torna in presenza al Mico - Milano Convention Centre con una tre giorni che che celebrerà “Il Gusto della Colleganza”, tema della sedicesima edizione e leit motiv che fino a lunedì animerà gli spazi della fiera con gli stand degli espositori food & wine selezionati dal best seller ilGolosario, ma anche con un ricchissimo palinsesto di appuntamenti, talk, showcooking e wine tasting che i  permetteranno ai visitatori di immergersi nuovamente in un’esperienza unica. 

 

Tra gli appuntamenti da non perdere nella prima giornata, alle 12.30 lo showcooking “In cucina con Anna Dente” che vedrà la presentazione del libro “L’Ultima Ostessa” (Comunica Edizioni) dedicato alla figura di Anna Dente, cui prenderanno parte lo chef Carlo Cracco, il macellaio poliedrico Simone Fracassi, la foodblogger Lisa Fontana e i figli di Anna Dente, Angela ed Emilio

 

Quindi, alle ore 16 (Area Agorà) il talk inaugurale a tema “Il Gusto della Colleganza”, moderato dal patron della kermesse Paolo Massobrio con la conduttrice tv Tessa Gelisio, che vedrà gli interventi di Barbara Varese, Massimo Folador, Stefano Pezzini, Moreno Baggini e Marco Faccioli, Marco Lucchini. A seguire, alle 17,30 (Area Agorà) il talk show “Delivery, fra contenuto e contenitore. Il gusto della sostenibilità e del packaging”, occasione in cui Comieco, partner storico di Golosaria, presenterà in anteprima una ricerca sul packaging del cibo da asporto. Con gli interventi del vice presidente dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo Silvio Barbero e Carlo Montalbetti, direttore generale di Comieco. 

 

Ma di Colleganza si parlerà anche domenica 7 novembre (ore 14,30), quando sul palco dell’Agorà si riuniranno le Botteghe del Golosario per sottoscrivere e celebrare coralmente il Manifesto della Colleganza (in calce a questa mail). Nel corso dell’evento troveranno spazio anche le premiazioni delle Botteghe del Formaggio, a cura di Grana Padano e con ospite il conduttore Patrizio Roversi, quindi le Salumerie e Macellerie, le Pasticcerie, le Gelaterie, le Panetterie, le Boutique del Gusto, le Gastronomie e le Enoteche con Ristoro. 

Milano, 6 novembre 2021


HAM HOLY BURGER

  

HamHolyBurger, come di consueto, debutta nella nuova stagione con un delizioso cambio menù.

Insieme ai nuovi HolyBurgers, preparati con carne di fassona piemontese e con carne di pollo italiana di fileni, andranno in scena tante altre novità arricchite da prodotti stagionali, molti di essi presidio slow food.

Mitiche tagliate e Adorate Insalate, panini intramontabili come l’HolyBurger (anche in versione Gluten free) e il Chrunch accompagnano le new entry Bendidio, con hamburger di fassona piemontese (180 gr), prosciutto crudo di Parma DOP, radicchio brasato, funghi champignons e maionese al tartufo e l’ Epica con marinato di Gradisca in sale grosso, bacche di ginepro, pepe, zucchero e rosmarino la cui preparazione è poi completata dalla stagionatura con thè Seuchong e miele di Elva Presidio Slow Food.

Ma i riflettori si accenderanno sulla nuova sezione denominata Trinity, il principio di tutto: una sorpresa sia per il palato che per la vista dei nostri ospiti. Si guarderà alla fassona piemontese degli allevamenti La Granda con nuovi occhi: non più solo hamburger, ma piccoli e gustosi bocconi de “La Cruda”, una battuta di carne che non ha bisogno di presentazioni.

Pochi e selezionati condimenti la avvolgono ed esaltano al meglio le proprietà di questa carne cruda di fassona piemontese.

I piatti del nostro Trinity sono opere d’arte culinaria contraddistinte da sapori sofisticati, autentici e contemporanei, concepiti e creati anche per essere gustati in compagnia rifacendosi al concetto di convivialità, design e arte già espresso con il restyling dei locali di HamHolyBurger in giro per l’Italia.

Seguendo la scia della nostra filosofia, o meglio della nostra “Religione”, basata su studio delle materie prime, rispetto della natura, della stagionalità e dei cicli di vita naturali dei prodotti, i nuovi piatti saranno riprodotti sulla base del concetto del numero Tre, che rimanda alla Trinità. 

Per questo motivo nel Trinity il numero “Tre” sarà centrale.

In breve qualche spunto sul menù:

Tre tartare di fassona accompagnate da capperi e grana su crostino di pane, con verdure grigliate e avocado e condite con pepe e sale;

Tre polpette di fassona con sesamo bianco e nero su salsa di pomodoro, con granella di pistacchio su salsa di basilico, con mandorle su salsa di peperoni.

E soprattutto, i nuovissimi Trinity set, tutti riprodotti rimandando alla Trinità, con roll di gradisca alla senape al miele, roll di riso al sesamo con tartare di fassona, sale e pepe su crema di pomodoro,

Ritorniamo al PRINCIPIO DI TUTTO: la carne di fassona nuda e cruda, potrà essere gustata in tutta la sua essenza, con pochi ingredienti che l’accompagneranno e che ne esalteranno il sapore, confermandosi la protagonista principale di questa nuova proposta.

Il nuovo menù sarà disponibile a partire dal 26 ottobre nei locali di Milano, Roma, Castelromano, Viterbo, Padova e a seguire nei prossimi giorni a Settimo Torinese e a Serravalle, accompagnandoci per tutta la stagione.

Milano, 4 novembre 2021

I NUOVI TREND PER I FOOD BRAND
Come rispondono i brand di oggi e che ruolo ha la comunicazione




“La nuova sensibilità del consumatore e il suo desiderio di perseguire il benessere e la salute anche nell’alimentazione riscoprendo il tema dell’essenziale chiamano tutti a nuove scelte”. Con questa frase si è aperto l’incontro odierno, tenuto in via Piranesi 2/4/6 a Milano organizzato dal Consorzio Tutela Formaggio Asiago. Una delle più importanti DOP italiane conferma il suo ruolo di interprete e protagonista di questa nuova stagione con un evento che analizza i trend nel mondo food attraverso una ricerca approfondita che va a delineare come la “nuova normalità” abbia cambiato tutti i paradigmi del consumo. Come infatti afferma Denis Pantini, responsabile Agroalimentare dell’ente di ricerca Nomisma, per il comparto agroalimentare italiano diventa fondamentale allinearsi ai nuovi trend per cogliere nuove opportunità di mercato abbracciando il consumatore nei suoi nuovi stili di vita e nelle sue nuove priorità: tra queste il tema della sostenibilità del comparto food, la salute e, infine, l’italianità.
“In questi mesi si sta chiudendo un’era. Un’era complicata, iniziata ormai 20 anni fa, caratterizzata da una crisi economica mondiale, dall’assenza di una vera politica di sostenibilità, da nuove forme di violenza.” Con queste parole, Flavio Innocenzi, direttore del Consorzio tutela Formaggio Asiago sottolinea il grande periodo di difficoltà socio-economico vissuto degli ultimi anni, una grande era dei NO, che una DOP come il Formaggio Asiago ha il dovere di chiudere, proponendo un nuovo patto di fiducia con i consumatori.
Un riposizionamento del Consorzio nei confronti di un mercato che ha dimostrato, dati alla mano, di essere ricettivo di novità e per questo voglioso di risposte. Si apre dunque l’era dei Sì.
- Sì alla ristorazione, attraverso diverse attività volte ad ascoltare e sostenere un comparto in grave difficoltà a causa della pandemia da SARS-COV 2, garantendo prodotti d’origine e di provenienza certa, sicurezza e valorizzando l’importanza dell’alimentazione sostenibile e attenta alla biodiversità. Un piano triennale di attività che hanno già visto il coinvolgimento di più di 600 ristoranti italiani con oltre 1200 persone.
- Sì alla GD e alla GDO, con un dialogo attento e bidirezionale attraverso il quale valorizzare la qualità distintiva dell’Asiago attraverso un racconto della DOP, non limitandosi alla sola promozione.
- Sì ai Nuovi canali e ai nuovi formati, con una chiara apertura sia ai nuovi consumatori più giovani, sia ai nuovi metodi e stili di consumo, proponendo anche nuovi tagli di prodotto.
Un Sì, una parola brevissima, semplice, riconoscibile in tutto il mondo, che comunica disponibilità, approvazione, positività. È la password per aprire la porta di un nuovo presente. “Sì” significa “Tutto è possibile”. Ma anche “Rispetto le regole”.
Un vero e proprio riposizionamento che non può prescindere anche dagli investimenti pubblicitari che lo stesso Consorzio Tutela Asiago ha presentato attraverso un piano triennale che vedrà il nuovo spot di Asiago DOP e tutta la nuova comunicazione on air su diversi media, tradizionali e non. La nuova campagna, che partirà da dicembre 2021, si protrarrà per il prossimo biennio interessando, tra gli altri, TV nazionali, Radio, Influencer, Digital Programmatic, GDO, Centri commerciali, per un investimento di quasi 3 milioni di euro. Un grande Sìasiagodop che porterà con forza la positività di un consorzio in crescita di idee, di vitalità e di mercato.

Milano, 26 ottobre 2021

La Pausa diventa “Gourmet” con Salumificio San Michele, Bresaola Bordoni e Terre de la Custodia.

In occasione di Tuttofoodpresso il nuovo locale/macelleria Carni&Co di Milano.

Tre aziende che rappresentano l’eccellenza alimentare italiana in una location d’eccezione: ecco i protagonisti di una degustazione speciale, in occasione di una delle fiere più importanti dell’agroalimentare italiano, Tuttofood.

Presso Carni&Co, nuovo e modernissimo locale/macelleria gourmet di Milano, Salumificio San Michele, Bresaola Bordoni e Terre de la Custodia si incontrano per offrire al pubblico e alla stampa di settore una “Pausa Gourmet”: un’esperienza gustativa classica e tutta italiana con salumi tipici di altissima qualità e vino di grande carattere.

Carni&Co è un locale fresco di apertura (settembre 2021) di Milano, sviluppa principalmente il concetto di altissima qualità nella proposta di materia prima trattata a regola d’arte, per esaltarne al meglio le caratteristiche, partendo dalla carne ma proponendo di conseguenza anche un’ottima selezione di salumi e formaggi. Il tutto condito da un’atmosfera moderna con un tocco retrò, un gentile omaggio alle macellerie anni ‘60.

Salumificio San Michele nasce nel 1978 a San Michele Tiorre (Felino), in origine solo come prosciuttificio. La visione sul futuro della famiglia Cremonesi, ancora oggi proprietaria dell’azienda, ha consentito una crescita costante senza mai dimenticare l’importanza delle proprie origini e della tradizione più autentica. Nel corso degli anni allo stabilimento storico si sono aggiunti due stabilimenti a Langhirano, poi quello di Offanengo, dedicato, al disosso e alla logistica. Infine, è arrivato anche un terzo secondo impianto di Langhirano, dedicato esclusivamente

all’affettamento. La tradizione e l’esperienza acquisite hanno portato l’azienda ad integrare completamente tutte le fasi di lavorazione e produzione dei prosciutti. San Michele produce oggi circa 800mila prosciutti all’anno ed è presente nei principali mercati nazionali ed esteri. Il focus dell’azienda è oggi sempre più improntato non solamente su innovazione e ricerca per proporre prodotti qualitativamente sempre più validi, ma anche sulla sostenibilità sociale, economica ed ambientale, con l’implementazione costante di processi e dinamiche di risparmio e salvaguardia di ambiente e persone.

All’evento propongono il loro prosciutto di Parma 24 mesi, il prodotto di eccellenza del salumificio.

Bresaola Bordoni Il marchio Bordoni nasce nel 1964, con la piccola macelleria di famiglia, in un paesino delle Alpi Centrali italiane dal fascino incontaminato e suggestivo. In Valtellina, il clima è secco, la temperatura è costante e l’aria è fresca e tersa: non manca nulla per garantire alla bresaola del Salumificio Bordoni le condizioni ideali per diventare un’eccellenza della gastronomia italiana. Grazie al legame con il territorio, all’alta qualità delle materie prime, al valore delle tradizioni e alla passione per il mestiere, la famiglia Bordoni, nel 1997, trasforma il piccolo salumificio nel suo primo stabilimento produttivo. In pochi anni l’impegno nell’attività di produzione, la collaborazione con i più grandi marchi della salumeria e l’esportazione del prodotto all’estero, permettono a Salumificio Bordoni di ottenere il riconoscimento di Membro del Consorzio di tutela della Bresaola della Valtellina. I valori che hanno caratterizzato il passato e che rappresentano il futuro dell’azienda Bordoni: tradizione, qualità e arte del gusto.

In degustazione da Carni&Co propongono bresaola La Storica, che valorizza al 100% la tradizione valtellinese.

Terre de la Custodia. Dal 1780 la famiglia Farchioni è un punto di riferimento nel settore agricolo della regione Umbria e nel corso dei secoli, con passione ed impegno, ha saputo creare una realtà imprenditoriale ricca di storia e tradizione, fortemente legata alla produzione di olio extra vergine di oliva, ma anche di birre artigianali con Mastri Birrai Umbri e di vino con la cantina Terre de la Custodia. La viticoltura ha radici profondamente intrecciate con quelle della famiglia e si è evoluta, concretizzando e completando la filiera, con l’acquisto di quote per la produzione di Sagrantino DOCG e poi con la realizzazione della nuova cantina, nei primi anni 2000. Una cantina tradizionale ma con uno sguardo attento alla modernità, alla sostenibilità e grande cura della qualità del prodotto. Oggi la cantina può contare su più di 160 ettari di vigneti di proprietà, tra i quali spiccano le varietà autoctone della regione come Sagrantino e Grechetto, e che prendono forma in vini che mantengono il carattere del territorio umbro, una terra dai sapori forti e decisi, ma allo stesso tempo puntano alla pulizia della bevuta, alla precisione delle sensazioni che si ritrovano nel bicchiere e alla soddisfazione di ogni palato.

Presso Carni&Co sono presenti in degustazione il loro metodo classico a base Grechetto e Pinot Nero, Gladius, oltre al bianco Grechetto Montefalco ed al Rosato a base Sangiovese.

www.carnieco.it www.san-michele.it www.terredelacustodia.com www.terredelacustodia.com

Milano, 25 ottobre 2021

 

BIRRIFICIO ANGELO PORETTI FESTEGGIA IL MESE DEL LUPPOLO

 

Birrificio Angelo Poretti inaugura la sua prima Festa del Luppolo, per rendere omaggio alla materia prima incontrastata protagonista delle sue birre nel mese di settembre, quando i fiori del luppolo sono pronti per la raccolta.

Per la prima Festa del Luppolo  è stata scelta come location la cornice unica e suggestiva di Cascina Cuccagna, che da oggi ospiterà un’area dedicata alla coltivazione di questa pianta con un’installazione, un piccolo luppoleto in città, che ha l’obiettivo di raccontare ai visitatori come avviene la coltivazione per la produzione della birra e al tempo stesso di regalare un’esperienza immersiva nel mondo del Birrificio.

Alla base di questo progetto c’è la volontà di valorizzare l’intera filiera produttiva italiana ed il territorio, mostrando una grande vicinanza al mondo agricolo e al made in Italy. Grazie alla partnership con Italian Hops Company, start up italiana impegnata dal 2014 nella produzione e commercializzazione di luppolo, il Birrificio Angelo Poretti ha introdotto il Cascade come quarto luppolo dominante nella ricetta della 4 Luppoli Lager, con l’obiettivo di lavorare sempre di più in termini di qualità, sostenibilità, trasparenza e di garantire supporto ai produttori italiani ritenendo che l’Italia avrà un ruolo di sempre maggior rilievo nel mondo della birra.

Siamo particolarmente orgogliosi di questo evento che mette al centro il Luppolo ed il nostro paese e che racconta la nostra ricerca continua sugli ingredienti di qualità, da veri ”Maestri del Luppolo”, ed il nostro impegno nel valorizzare il nostro territorio e l’intera filiera produttiva italiana – commenta Serena Savoca Marketing Director Carlsberg Italia. L’appuntamento in Cascina Cuccagna è stato il primo di una serie di eventi dedicati a questo prezioso ingrediente da sempre materia prima fondamentale per tutte le nostre birre”.

 La collaborazione del Birrificio Angelo Poretti con Cascina Cuccagna proseguirà, con un calendario di iniziative e appuntamenti di approfondimento sulla produzione della birra per celebrare questo ingrediente nel mese della raccolta. In particolare nel week end del 18-19 settembre i visitatori potranno degustare tutte le Birre del Birrificio Angelo Poretti presenti in Cascina ad un prezzo speciale.  La celebrazione del mese del Luppolo prosegue con diverse attività  anche in alcuni locali, nei punti vendita aderenti all’iniziativa e nella grande distribuzione.

internetwww.birrificioangeloporetti.it  facebook BirrificioAngeloPoretti @birrificioporetti 

Milano, 20 settembre 2021

 

MILANO WINE WEEK 2021:  L’INNOVAZIONE CHE CAMBIA IL MODO DI PROMUOVERE, COMUNICARE E VIVERE IL MONDO DEL VINO

La quarta edizione della kermesse ha un respiro sempre più internazionale, si trasforma in un grande momento di rilancio del settore dell’ospitalità e della ristorazione e crea un palinsesto di esperienze che mette il vino a contatto con arte, moda, design.

Lo fa attraverso un approccio che pone la tecnologia come elemento per enfatizzare le esperienze fisiche. La nuova App permette infatti al visitatore di creare un percorso esclusivo e su misura integrato nell’offerta della città.

Milano diviene il centro mondiale della promozione vinicola con 11 location in 7 Paesi nelle quali si terranno Masterclass dedicate agli operatori internazionali. Appuntamento dal 2 al 10 ottobre 2021.

In programma anche due giorni esclusivi dedicati al contatto tra aziende e operatori con la prima edizione di Wine Business City, nella settimana più importante dell’anno per il commercio vinicolo.

 La parola d’ordine della Milano Wine Week 2021 è innovazione. È questo quanto è emerso oggi in occasione della Conferenza Stampa di presentazione che si è tenuta a Palazzo Reale nella Sala delle Cariatidi. La quarta edizione della kermesse internazionale del vino – in programma dal 2 al 10 ottobre 2021 - scommette sulla tecnologia e si trasforma in un evento esperienziale, che mette il vino al centro del sistema delle eccellenze del Made in Italy. 

Un evento unico, in connessione con tutta la città, che grazie ad una nuova App permette ai visitatori di creare un itinerario su misura dei propri interessi, pianificato nei dettagli e capace di interagire con i luoghi e gli eventi della moda, del design, dell’arte e della ristorazione. Un evento che vuole essere un nuovo modo di pensare il vino e lo fa in grande stile, immaginandosi come un’esperienza viva e in dialogo con le eccellenze della città.

Ci sarà una App specifica anche per gli operatori che parteciperanno a Wine Business City, in programma il 3 e 4 ottobre, l’innovativo evento business della Milano Wine Week dedicato ai principali interlocutori della filiera vitivinicola.

"La formula adottata dalla Wine Week 2021 sarà molto apprezzata dagli operatori del settore e dagli appassionati - afferma il Sindaco di Milano Giuseppe Sala -: l'idea di integrare l'esperienza e la partecipazione diretta agli eventi in calendario con le informazioni e i servizi offerti da una App dedicata è contemporanea e di grande utilità, soprattutto in questo periodo di ripartenza per la città e per il Paese. Milano saprà valorizzare e mettere a frutto le potenzialità di questa nuova occasione di incontro, grazie anche ai Wine District e alla collaborazione con i principali consorzi vinicoli italiani che permetteranno a tutta la città di essere protagonista della manifestazione. Ringrazio il presidente Gordini per l'importante lavoro di organizzazione messo in campo. Sono certo che la Wine Week sarà di grande sostegno per l'industria del vino e per le filiere della ristorazione e dell'ospitalità - strettamente legate al settore -: da qui nasceranno interessanti stimoli e prenderanno avvio nuove e proficue sinergie” dichiara Giuseppe Sala, Sindaco di Milano.

Quartier generale della manifestazione sarà ancora una volta Palazzo Bovara, in Corso Venezia, ma il palinsesto sarà distribuito in ogni angolo di Milano, con momenti dedicati agli operatori di settore, eventi di formazione e networking, attività per il pubblico nei palazzi storici, nelle piazze e nei locali. Una vera e propria ripartenza, non solo per il vino o gli eventi, ma per tutto il mondo dell’ospitalità e della ristorazione, che potranno ricominciare dopo un anno difficile.

In calendario nove giorni con centinaia di appuntamenti ed incontri – gestiti nel pieno rispetto delle norme a tutela della sicurezza dei partecipanti – a testimoniare che il canale digitale e la tecnologia non vogliono sostituire gli eventi fisici. Sono centinaia le attività trasversali che faranno parte della rete della manifestazione: dagli showroom di moda agli atelier d’arte e agli spazi dedicati al design. L’innovazione guida a 360° la Milano Wine Week: grazie alla digitalizzazione di tutte le carte vino, Milano diverrà la prima città al mondo nella quale si potrà scegliere dove andare a cena in funzione dell’etichetta vinicola che si desidera consumare. Questo sarà possibile utilizzando la stessa App, che permetterà di usufruire dei tanti servizi della città: affittare una bici, prenotare la visita di una mostra, riservare un posto ad un evento o partecipare a uno dei Wine Tours, che durante i giorni della manifestazione, connetteranno Milano ai territori vinicoli situati a breve e media distanza.

L’intenzione - dichiara Federico Gordini, Presidente di Milano Wine Week - è quella di costruire un’esperienza di fruizione della manifestazione che valorizzi la partecipazione fisica con l’appoggio degli strumenti digitali, creando un grande network che permetta ai visitatori di integrare le centinaia di esperienze ed eventi in calendario con vissuto autentico della città e delle sue eccellenze. Tutto ciò per favorire una sinergia forte tra produttori, aziende, opinion leader, pubblico e territorio, un luogo ideale in cui la comunicazione tra tutti gli attori possa divenire un valore aggiunto ed essere un volano per la ripartenza a livello nazionale e internazionale”.

Tra le innovazioni della App Milano Wine Week c’è il dialogo con l’Ecosistema Digitale E015, una iniziativa promossa da Regione Lombardia per favorire la creazione di relazioni digitali tra soggetti diversi, pubblici e privati, e l’utilizzo dei Beacon, la nuova frontiera del marketing di prossimità, che saranno dislocati in tutta la città. Questo permetterà al visitatore di ricevere suggerimenti nel più breve raggio del luogo in cui si trova, grazie alla geo localizzazione, e di costruire una Milano Wine Week tailor-made sui propri gusti ed esigenze. L’utente che accumula almeno tre esperienze durante la manifestazione, tramite App, potrà anche partecipare ad un concorso per ricevere dei premi, come la partecipazione ad un party esclusivo o ad una degustazione. Una App che vivrà oltre l’evento, permettendo in futuro di prenotare un ristorante in base alla carta dei vini.

Per i winelover, gli appassionati, gli opinion leader e gli operatori del mondo dell’ospitalità la Milano Wine Week consolida la sua caratteristica impostazione di evento diffuso sul territorio grazie anche alle eccellenze di alcuni dei principali Consorzi vinicoli italiani abbinate ai Wine District: una selezione di alcuni tra i più frequentati quartieri della città nei quali i ristoranti e i locali realizzeranno attività in collaborazione con i Consorzi alla scoperta di alcune delle principali Denominazioni italiane e dei loro prodotti. Nello specifico sono già ufficiali i primi 8 District di Milano Wine Week 2021: il quartiere di Brera ospiterà il Consorzio per la Tutela del Franciacorta, Sempione la denominazione Asti Docg, la zona di Gae Aulenti e Garibaldi sarà la casa del Prosecco Valdobbiadene Docg, Porta Venezia accoglierà il Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo, a Sanzio – Marghera - Ravizza ci sarà il Consorzio per la Tutela dei Vini Valpolicella la zona Eustachi con i vini dell’Oltrepò Pavese, a Porta Romana si potrà scoprire la denominazione Lugana e, infine, in zona Isola saranno protagonisti i vini e gli oli della Regione Liguria.

“Cultura, innovazione e quel respiro internazionale che caratterizza Milano: combinare insieme questi elementi rappresenta una formula vincente – evidenzia il sottosegretario alle Politiche agricole alimentari e forestali, sen. Gian Marco Centinaio -. Questo evento coinvolgerà i wine lovers offrendo, allo stesso tempo, nuove opportunità di business agli operatori del settore. Non solo punto di riferimento per arte, moda e design, il capoluogo lombardo diventa così anche meta di turismo enogastronomico, invitando il pubblico di appassionati a scoprire sotto una nuova veste la città e anche il territorio circostante.” Interviene Gian Marco Centinaio, Sottosegretario alle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali 

Spazio anche al mondo del food, che deve necessariamente interagire con quello del vino: alla Milano Wine Week, oltre al coinvolgimento delle attività di somministrazione e ristorazione, nella Cucina di Milano Wine Week  sono previste importanti occasioni di formazione per il pubblico come i Wine Pairing, dedicati alla cultura dell’abbinamento cibo-vino, che vedono protagonisti alcuni dei più importanti chef italiani ed occasioni di promozione congiunta tra vino e cibo inseriti nel programma internazionale, con l’obiettivo di comunicare congiuntamente due elementi fondamentali del lifestyle italiano agli operatori di sette tra i più importanti mercati mondiali.

Milano Wine Week, inoltre, rende Milano un HUB per il turismo enogastronomicoVengono presentati quest’anno i Wine Tour rivolti al pubblico con percorsi e attività alla scoperta della ricchezza di territori del vino a massimo due ore di distanza dal capoluogo lombardo, con transfer in partenza dalla città, per creare una connessione tra luoghi, prodotti ed esperienze.  

La Milano Wine Week rende Milano il centro mondiale della promozione vinicola: grazie alla divisione internazionale della manifestazione, il mondo degli operatori del trade e della ristorazione, della stampa qualificata e degli importatori potranno vivere la manifestazione in 11 città di 7 Paesi chiave per l’export vinicolo. Dopo il grande  risultato ottenuto nel 2020 dalle degustazioni trasmesse in diretta da Milano con masterclass in presenza per oltre 1000 operatori selezionati nelle location di 7 città  tra Usa, Canada, Russia e Cina, nel 2021 il programma internazionale di MWW si potenzia e si espande fino a raggiungere 11 città (Montreal, Toronto, New York, Chicago, Miami, Londra, Mosca, Shanghai, Shenzen, Tokyo, Hong Kong) in 7 mercati chiave per l’export vinicolo (Usa, Canada, Regno Unito, Russia, Cina, Hong Kong e Giappone).

Una straordinaria occasione di promozione per le nostre aziende in questa fase di ripartenza, resa anche in questo caso possibile dalla tecnologia applicata alla fruizione degli eventi fisici.

I quattro Forum della manifestazione - Wine Business ForumShaping Wine (organizzato in collaborazione con SDA Bocconi), Wine Geek, il nuovo simposio sulla Wine Science, e il Wine Generation Forum - rendono Milano il più grande luogo di riflessione sull’evoluzione del settore in un periodo di profondi cambiamenti, nel quale il confronto sulle strategie e la capacità di fare sistema divengono un elemento ancora più importante e strategico. 

Milano Wine Week non sarà solo per il pubblico appassionato, ma anche una vetrina commerciale e relazionale per tutti gli operatori del settore con Wine Business City, in programma al MegaWatt il 3 e 4 ottobre. Un innovativo evento business di due giorni che consentirà l’incontro tra aziende, operatori del settore HoReCa e del retail fisico e digitale in un periodo dell’anno fondamentale, durante il quale vengono definiti gli acquisti per l’ultimo trimestre del 2021 e il primo trimestre del 2022.

Il mondo del vino – sottolinea il Presidente Gordini – chiedeva da tempo un evento a Milano esclusivamente dedicato agli operatori. Abbiamo deciso di realizzarlo con una metodica di lavoro mutuata dal sistema moda: appuntamenti one to one presso gli showroom con i buyer. Ed è proprio prendendo spunto da qui che Milano Business City mette a disposizione - oltre allo spazio espositivo – anche 60 business lounge, un luogo dedicato esclusivamente agli operatori in un ambiente ideale per la finalizzazione di una trattativa”.

Anche in questo caso la vera innovazione è rappresentata dalla Wine Business City APP, l’applicazione studiata per facilitare il contatto tra aziende e operatori presenti all’evento e ottimizzare l’esperienza e le agende degli incontri. 

Grazie alla profilazione dettagliata dei visitatori al momento della registrazione, l’APP permetterà di creare un matching tra le necessità degli operatori e l’offerta delle aziende espositrici. Gli addetti ai lavori in visita, infatti, potranno crearsi percorsi personalizzati in base ai propri interessi all’interno del quartiere espositivo e delle aree tematiche. L’applicazione sarà rilasciata dal mese precedente alla manifestazione in modo da permettere di pianificare l’agenda degli appuntamenti all’interno di WBC Wine Business City con largo anticipo.

Milano Wine Week si prepara quindi a cambiare radicalmente il modo di pensare la comunicazione e l’esperienza del vino, sia verso il consumatore sia verso gli operatori, in Italia e nel Mondo. Da una parte mette quindi il visitatore al centro di una rete che rende la città un luogo di esperienza del vino, dall’altra rende le occasioni dedicate al mondo del business momenti di grande efficacia.

Un’esperienza guidata a 360° dall’innovazione e da un sistema tecnologico unico, che porta la manifestazione ad essere un nuovo inizio per il settore.

Per approfondimenti sulle attività della manifestazione e per scaricare le presentazioni di Milano Wine Week 2021  www.milanowineweek.com

Milano, 5 Luglio 2021

 

Riapre FICO Eataly World

 

Presentata oggi a Milano la riapertura di FICO Eataly World, il grande parco del cibo di Bologna. Dal 7 luglio apertura al pubblico anche della Bottega del vino, nata dall’idea di Fontanafredda per raccontare l’affascinante storia che l’ha resa icona del Barolo nel mondo.

 
Riapre FICO Eataly World, il parco del cibo di Bologna, con un nuovo piano di rilancio che lo ha trasformato in un experience park che coniuga passione per il cibo e divertimento all’insegna dei 5 sensi. 10 ettari (la grandezza di 10 campi di calcio) di mondi sensoriali da esplorare con un nuovo ingresso popolato dagli animali della fattoria, 7 aree tematiche dedicate alle grandi eccellenze culinarie italiane (Salumi e Formaggi, Pasta, Gioco, Vino, Olio, Dolci) divise da nuove e spettacolari scenografie e arricchite con giochi, giostre e attrazioni a tema cibo. Tra queste, la Bottega del vino di FICO Eataly World, nata dall’idea di Fontanafredda, cantina a Serralunga d’Alba fondata nel 1858 dal primo Re d’Italia, Vittorio Emanuele II. Nell’area esterna si possono osservare 60 vitigni autoctoni rappresentativi, selezionati dal Professor Attilio Scienza tra le 1200 varietà presenti in Italia. All’interno della Bottega il visitatore può invece scoprire l’affascinante storia che ha reso questa cantina icona del Barolo nel mondo, scegliendo tra 100 vini al calice presenti nel suo ristorante o fermandosi per un aperitivo, pranzo o cena a base di piatti regionali che raccontano i territori più vocati alla viticoltura. Lo spazio ospita inoltre un’enoteca con etichette provenienti da nord a sud dell’Italia dove è possibile scegliere tra vitigni, denominazioni e regioni differenti. Infine, la Bottaia 52, una sala allestita con le barriques che rappresentano i 52 vignaioli più ‘fichi’ d’Italia, una location suggestiva in cui organizzare incontri con i produttori o corsi alla scoperta dell’affascinante mondo del vino.
 
FONTANAFREDDA, Fondata dal primo Re d’Italia nel 1858, è da sempre una comunità unita intorno al rispetto della terra: attualmente con 120 ettari di viticoltura biologica,comprensivi di 5 diversi cru di Barolo, che fanno da cornice al primo Villaggio Narrante d’Italia.

Milano, 23 giugno 2021

 

 Spiller Birreria   (in Corso Sempione 7, in via Alserio 9 e in via Larga 8)

  

Spiller Birreria con cucina è sinonimo di un nuovo concept e una nuova filosofia per degustare le migliori birre italiane in un ambiente di design e contemporaneo, curato nei minimi particolari, con ampie vetrate in un continuum architettonico tra parte interna ed esterna.

Un locale ricco di fascino quello di corso Sempione 7 a Milano, con dehor esterno completamente aperto e un totale di 140 posti a sedere, 60 all’interno e 40 fuori 

Il pub old style? Roba vecchia! Ora è tempo di Spiller, il nuovo mondo della birra. Il risultato è un piacere garantito ad ogni sorso.

L’arte della spillatura è fatta da mani esperte, per ottenere una perfetta corona di schiuma presentando ogni birra nel suo bicchiere dedicato.La cura dei dettagli passa anche attraverso un impianto di spillatura a freddo dove tutti i fusti vengono perfettamente conservati già alla corretta temperatura di servizio.

La birra puo’ essere declinata anche in versione drink, come lo Spiller, Spiced Forst VIP Pils, Forst 1857 Spritz, Forst 1857 Mojito, Digestivo Forst, Punch Caldo Forst.

La qualità è garantita dall’intera gamma Forst presente in locale. A partire dalla bionda  Forst VIP PILS, per proseguire con FORST KRONEN, corposa e dissetante, FORST FELSENKELLER, naturalmente torbida, FORST HELLER BOCK, doppio malto, la doppio malto molto scura FORST SIXTUS, MENABREA AMBRATA RISERVA marzen, WEIHENSTEPHAN weissbier.

Tra quelle in bottiglia non manca neppure la FORST 0.0 (molto più di un’analcolica) e la simpatica confezione di FORST SIXTUS da portare a casa

Nel menu ampia scelta tra piatti della tradizione altoatesina rivisitati in chiave moderna, dai sapori decisi, preparati con materie prime provenienti da produttori del territorio, pizze, hamburger, pokè, tramezzini, club sandwich. Non mancano i bretzel in formato maxi da gustare con i piatti tradizionali o l’hot dog (naturalmente rivisto in chiave altoatesina). Per chiudere in bellezza non possono mancare i dolci 100% Alto Adige, come la torta sacher o lo strudel di mele, oltre a molti altri dessert fatti in casa

La scelta delle pietanze è facilitata da un menù disponibile anche su QR code.

Durante gli Europei i clienti si divertiranno a scommettere amichevolmente sulle partite, vincendo…nuove bevute di birra in locale.

Spiller  è in Corso Sempione 7, nel quartiere Isola, in via Alserio 9 e in via Larga 8. www.spillerbirrerie.it

OrariAperto ⋅ Chiude alle ore 03 ⋅ Riapre alle ore 12 Telefono02 8703 7589

Milano, 23 giugno 2021

 

CONFERMATA LA STELLA MICHELIN AL RISTORANTE ITALIANO ORNELLAIA DI ZURIGO

      

La Guida Michelin ha confermato la prestigiosa Stella al “Ristorante Ornellaia” di Zurigo. Grande riconoscimento quindi per il ristorante aperto dalla celebre tenuta bolgherese nell’aprile del 2018 e capace di guadagnarsi la celebre Stella Michelin nel febbraio 2019, vale a dire dopo soli 10 mesi dall’apertura. Un successo che vale ancor di più se si considera il momento così delicato come quello attuale, dominato dalla pandemia da Covid-19.

Entusiasmo da parte di Giovanni Geddes da Filicaja, Ceo di Ornellaia: “Siamo veramente molto felici di questo bel risultato che dimostra una volta di più l’impegno di Ornellaia nel mettere la qualità al primo posto sia per quanto riguarda i nostri vini sia per quanto concerne il nostro Ristorante. I complimenti però vanno soprattutto allo chef Antonio Colaianni e al suo fantastico team, che hanno saputo mantenere altissimi gli standard del loro lavoro nonostante le difficili circostanze dovute alla crisi da Coronavirus”.

Il “Ristorante Ornellaia” si trova a Zurigo, vicino alla Bahnhofstrasse, in una delle vie più lussuose ed esclusive del mondo, precisamente in Sankt Annagasse 2.

RISTORANTE ORNELLAIA

La tenuta vitivinicola di Bolgheri, fondata nel 1981, ha aperto il primo ristorante insieme a Bindella, importatore dalla prima annata e ambasciatore in Svizzera, riconosciuto anche come operatore della ristorazione d’eccellenza. Il Ristorante Ornellaia è un luogo speciale dove il legame tra Bindella e la tenuta continua a rafforzarsi. Le competenze nei campi dell’ospitalità e dei grandi vini saranno messe in mostra, come anche la bellezza mozzafiato dei panorami di Bolgheri, cosicché tutto diventi una espressione di bellezza artistica; tutto questo accanto ad una delle vie più lussuose ed esclusive, la Bahnhofstrasse di Zurigo. Il locale riprende lo spirito audace di Ornellaia mentre la carta dei vini include, oltre a vecchie annate e rare bottiglie provenienti dall’Ornellaia Archivio Storico’, grandi formati finora esclusivamente disponibili in aste internazionali. Il legame tra Bindella e Ornellaia è inoltre confermato dall’inclusione nella carta dei vini di una selezione di vini Vallocaia, la tenuta di proprietà di Bindella.

Dal 2020 il Ristorante è condotto da Antonio Colaianni, nome rinomato in tutta la Svizzera.

Zurigo (CH), Giugno 2021


Amarillo Inox Digital,
pause pranzo comode ed efficienti con la schiscetta 2.0


Grazie al controllo digitale, il nuovo scaldavivande di Spice Electronics permette di programmare in anticipo l'accensione e la temperatura per riscaldare il pranzo all'orario desiderato e trovarlo pronto da gustare.
                                    

Sempre più persone hanno modificato nell'ultimo anno il loro modo di lavorare e anche le abitudini della pausa pranzo sono cambiate: oggi la maggioranza di chi va in ufficio porta pietanze da casa. Così la schiscetta diventa 2.0, come quella di Spice Electronics, azienda italiana specializzata nella produzione di piccoli elettrodomestici, che propone il nuovo scaldavivande elettrico Amarillo Inox Digital. 

Da portare con sé per un pasto caldo da assaporare con la massima comodità, Amarillo Inox è dotato di controllo digitale per impostare in anticipo l'orario di accensione e la temperatura in modo efficiente, organizzando al meglio la giornata. Ad esempio, l'impostazione dei parametri può essere fatta al mattino appena arrivati in ufficio, per trovare all'ora della pausa pranzo il piatto pronto, alla temperatura perfetta.

Amarillo Inox ha una potenza di 40 W ed è composto da una vaschetta estraibile da 1,5 litri con una forchetta, entrambe in acciaio inossidabile, e da una vaschetta portafrutta. La guarnizione è rimovibile per consentire una migliore pulizia.

Lo scaldavivande di Spice Electronics può essere acquistato online al prezzo di 27,90 euro.

La gamma Spice Electronics si completa con altre linee di prodotto quali articoli per la cottura come la linea forni per la pizza, Caliente; la linea Teseko per l'essiccazione alimentare e le affettatrici professionali Paprika. Gli investimenti in ricerca e sviluppo hanno inoltre reso possibile lo sviluppo una linea Eco Bio di prodotti ecologici come il porta pranzo Amarillo Bio in materiale biodegradabile di riso. www.spice-electronics.com


Spice Electronics nasce nel 2014 per proporre al mercato le sue soluzioni innovative con il miglior prezzo qualità. L'azienda viene fondata da ex dipendenti di multinazionali che hanno alle spalle una solida esperienza nel Far East e sono in grado di costruire una rete di importazione diretta e vendita al consumatore. Controlli della qualità vengono realizzati costantemente e direttamente. La massima attenzione al consumatore ha portato all'introduzione del servizio di garanzia diretta a domicilio: un servizio di assistenza che in sole 48 ore permette di sostituire il prodotto a casa del cliente.

Milano, febbraio 2021 

 

 

URBANI TARTUFI E CIRO SCAMARDELLA: INSIEME PER QUATTRO RICETTE DEDICATE AL TARTUFO

 

La collaborazione tra l’azienda umbra e lo Chef del ristorante stellato Pipero di Roma è pensata per dare vita a quattro piatti dal gusto semplice e facili da replicare, ideate per condividere diversi momenti di piacere a tavola.

Chi l’ha detto che il tartufo si presta solo a grandi occasioni e ricette complicate? Urbani Tartufi, azienda leader mondiale nella produzione e trasformazione del tartufo, è convinta che l’oro della terra sia davvero semplice da abbinare e declinare anche in momenti di semplice e genuina convivialità come un pranzo tra amici o un bellissimo brunch domenicale. Per farlo è necessario però far apprezzare e conoscere il tartufo e la sua versatilità. È questo lo scopo della collaborazione di Urbani Tartufi con lo Chef Ciro Scamardella del ristorante stellato Pipero di Roma che ha dato vita a quattro ricette dal gusto semplice e facili da replicare per divertirsi in cucina e scoprire con pochi passaggi i più impieghi del tartufo e delle sue lavorazioni.

Ciro Scamardella ha fatto della cucina del ristorante Pipero di Roma il suo regno, il posto ideale nel quale esprimere la sua filosofia culinaria ricca di contaminazioni e al contempo rivolta al territorio, fonte di ispirazione per reinventare le ricette della tradizione. Un vero e proprio segno distintivo e personale del concept di cucina di Ciro Scamardella, che firma nel segno della contemporaneità le ricette pret a manger con i prodotti di Urbani Tartufi esaltando il sapore deciso del tartufo e sfruttando al massimo le peculiarità di ogni sua declinazione.

Nascono così il Timballino “Cacio, pepe e frutta secca”, il Taco di lattuga, avocado e tartufo, Scopri! e i

Tartufini urbani, quattro piatti per ogni occasione, che sia pranzo, cena e aperitivo, che attraverso l’estro dello chef danno nuova forma

e espressione ai prodotti di Urbani Tartufi.

Dalle origini napoletane dello chef e dal suo vissuto romano prende vita il Timballino “Cacio, pepe e frutta secca” un caldo scrigno da aprire per gustare la delicatezza del sugo pronto al formaggio e tartufo di Urbani Tartufi. Mentre il Taco di lattuga, avocado e tartufo esalta la delicatezza del carpaccio di tartufo in contrasto con la mostarda al tartufo per un aperitivo di gusto e leggerezza. Con Scopri! la cena diventa un crescendo di colpi di scena con una ricetta che unisce la tenerezza degli straccetti di manzo e la delicatezza della

salsa barbecue con la croccantezza delle arachidi al tartufo nero. Infine, il momento del dopocena, sicuramente il più dolce, grazie ai

Tartufini Urbani, piccole praline di piacere realizzate con miele al tartufo e mandorle al tartufo nero.

Insomma, grazie alle ricette create da Ciro Scamardella per Urbani Tartufi ogni ora si trasforma in una Trufflehour.

È possibile trovare i prodotti per replicare le ricette di Ciro Scamardella in GDO o sul sito di Urbani tartufi - https://shop.urbanitartufi.it/ -

dove è presente una sezione dedicata allo chef e alla collaborazione. Urbani Tartufi:

Urbani Tartufi è stata fondata nel 1852 a Scheggino (PG) e divenne presto famosa per l’esportazione dei tartufi freschi Made in Italy, prima in Francia e poi nel resto d’Europa. Una storia familiare che vive da oltre 160 anni e che ha coinvolto sei generazioni fino ad arrivare all’attuale composta da Olga, Carlo e Giammarco, rispettivamente figli di Paolo e Bruno Urbani. La Famiglia Urbani ha dato vita ad importanti filiali estere e a realtà come il Museo del Tartufo, l’Accademia del Tartufo e la Urbani Travel &Tours. Il forte legame con il territorio, quello di Scheggino in Umbria, porta l’azienda nel 2017 a creare Truffleland, un progetto votato a valorizzare la biodiversità attraverso il rilancio di una filiera sostenibile e di qualità. La missione di Urbani Tartufi è promuovere la cultura del tartufo nel mondo. Un’azienda familiare a vocazione internazionale, Urbani Tartufi è presente in 70 Paesi e leader mondiale del mercato del tartufo. 


Milano,  febbraio 2021



SPONTIN: Lo sviluppo 2018 in Italia e all'Estero

Spontini®, brand milanese della pizza al trancio in rapida crescita a livello nazionale e internazionale, ha presentato, nel nuovo headquarter di Milano, i risultati di bilancio 2017 e annunciato le linee di sviluppo dell'espansione del marchio in Italia e all'estero. Con un fatturato in crescita di oltre l'11% rispetto al 2016, Spontini® prosegue nel percorso di crescita italiano e internazionale iniziato nel 2015 con il primo punto vendita a Tokyo, in Giappone, e che proseguirà da quest'anno con il Middle East e il Nord Africa.

Fatturato 2017 a 23,5 milioni

Il Gruppo chiude il 2017 con un fatturato a quota 23,5 milioni di euro, in aumento dell'11,2% rispetto ai 21 milioni dello stesso periodo dell'anno scorso. L'incremento è dovuto sia alle cinque nuove aperture del 2017 (Bergamo Alta e Centro, Stazione Centrale, Como, Assago) sia all'ampliamento del menu alle cosiddette "Speciali" che hanno affiancato il classico trancio Spontini® alla margherita e all'acciuga. "Sono numeri importanti - afferma il CEO & Founder di Spontini Holding, Massimo Innocenti - che testimoniano la natura di un'azienda che ha voglia di ricoprire ancor di più un ruolo da protagonista nel futuro della ristorazione e di non accontentarsi dei pur importanti traguardi già raggiunti. Le sfide non ci spaventano, per questo siamo proiettati verso altre opportunità che nei prossimi mesi ci porteranno verso nuove location e nuovi mercati". Nel corso del 2017 Spontini® ha servito più di 4 milioni di tranci di pizza, utilizzando più di 460 tonnellate di farina, quasi 270 tonnellate di pomodori e 317 tonnellate di mozzarella.

Piano di sviluppo italiano

Prosegue lo sviluppo in Italia secondo le direttrici già tracciate che prevedono un rafforzamento nel canale travel, nei grandi centri commerciali e in location storiche. Dopo l'esordio nelle stazioni con l'apertura lo scorso anno in Stazione Centrale a Milano, il 2018 segnerà il debutto negli aeroporti. Nel giro di pochi giorni aprirà a Malpensa una nuova pizzeria nel Terminal 1 Area Extra Shengen, Satellite B. "Malpensa sarà per noi una vetrina sul mondo utile per farci conoscere e per studiare gusti e comportamenti dei consumatori di altri mercati e di altre culture. La partnership con Grandistazioni e con MyChef Spa di Areas Italia ci permette di svilupparci in luoghi di transito altamente visibili e battuti" afferma Massimo Innocenti. Altra apertura imminente, quella di Venezia. Inaugurerà entro la primavera, infatti, in Strada Nova, zona Cannaregio, in pieno centro storico, la prima pizzeria Spontini® in Veneto.

Espansione estera

Durante la conferenza stampa, il CEO Massimo Innocenti è entrato nei particolari anche dell'accordo annunciato il 17 gennaio scorso con il Gruppo Alshaya: "La prima parte del piano di sviluppo prevede 34 aperture entro sette anni, partendo dal Kuwait e dagli Emirati Arabi Uniti - ha affermato Innocenti -. Oltre a quelli citati, le inaugurazioni riguarderanno Paesi come Bahrein, Oman, Qatar, Arabia Saudita, Libano, Giordania e, nella seconda e nella terza fase, Nord Africa, Turchia e Russia. Spontini rimarrà fortemente connotato come marchio italiano e milanese del food, ovviamente con le dovute modifiche al menu rese necessarie dai diversi contesti di mercato. Per questo possiamo definire Spontini® un marchio del made in Milano davvero globale".

Milano, 15 febbraio 2018


Giovanni Liuzzi è il vincitore della Campari Barman Competition

Giovanni Liuzzi è il vincitore della quinta edizione della Campari Barman Competition, la ormai celebre competition organizzata dalla Campari Academy, il centro di formazione e sperimentazione dedicato al mondo della mixology del Gruppo Campari.

Trentunenne originario di Monza e proprietario del locale Moss, Giovanni Liuzzi è un bartender ricco di creatività e dal background artistico: prima di intraprendere la sua carriera nel mondo della mixology, nasce infatti come bar designer. Sul podio anche Nicola Scarnera, che si è classificato secondo, e Nicola Romiti, che si è aggiudicato il terzo posto.

Il tema della Campari barman competition 2018 è stato l’arte, parte integrante del dna Campari come testimonia il grande patrimonio artistico del brand: dai primi manifesti pubblicitari di Cappiello, Nizzoli, Hoenstein e Dudovich, alle opere di Depero, passando per la pop-art di Ugo Nespolo, fino a giungere alle Limited Edition artistiche e al progetto Red Diaries.

Prendendo ispirazione dalle opere esposte in Galleria Campari, i tre finalisti si sono affrontati con l’intento di creare la miglior ricetta dando vita a una vera e propria cocktail experience a colpi di shaker capace di coinvolgere tutti i sensi.

Durante la finale è stato Giovanni Liuzzi a conquistare la giuria grazie a UNALIRAE50, un cocktail ispirato all’opera d’arte di Depero “Sifone e Bicchiere”. Proprio come proponeva Depero nella sua filosofia di vendita “POP” dell’iconico Camparisoda che negli anni trenta costava, per l’appunto, una lira e cinquanta, Giovanni Liuzzi fonde ingredienti di alta qualità ma facilmente reperibili, creando un mix bilanciato e, al tempo stesso, travolgente: 40 ml di Campari, 10 ml di Grand Marnier, 1 goccia di ardente (tintura al peperoncino), 30 ml di soda al lampone, vaporizzazione di aroma al pepe rosa e pompelmo rosa.

Giovanni Liuzzi si è aggiudicato un percorso di collaborazione con Campari Academy lungo un anno che comprende un master di specializzazione sul brand Campari, un tour di guest bartending nei migliori locali italiani ed esterni, e sessioni di training per educational sul Campari Academy Truck.

Alla guida della memorabile serata, ricca di emozioni e sorprese, la showgirl e conduttrice Melissa Greta Marchetto e il bartender Edoardo Nono del Rita & Cocktails di Milano.

Le giurie coinvolte per rendere la serata ancora più interessante sono state suddivise in base alle competenze. Per la parte di degustazione erano presenti il celebre Salvatore Calabrese “The Maestro”, Alex Kratena, fondatore di P(OUR) ed ex Head Bartender presso l’Artesian di Londra, David Wondrich, scrittore ed esperto di mixology, Leonardo Leuci, fondatore del Jerry Thomas Project di Roma, Mattia Pastori, direttore Camparino in Galleria, e Patrizia Beretta, Campari Group. Per quanto riguarda la giuria tecnica era presente Alessandro Melis, Drinkable.it, mentre per la parte di comunicazione hanno affiancato il responsabile della Campari Academy, Dario Cuccurullo, Samuele Ambrosi, mixologist e titolare Cloackroom di Treviso, e la blogger di LittleSnobThing.it e talento del web Alessandra Airò.

La competizione – iniziata a settembre 2017 – ha visto tre fasi differenti di svolgimento: una selezione online e una seconda selezione realizzata direttamente sul territorio per i 420 qualificati nelle città di Roma, Milano, Catania, Bari e Firenze, ed infine un’emozionante sfida all’ultimo shaker al Camparino in Galleria lo scorso dicembre per il ripescaggio dell’ultimo finalista. È stato possibile seguire tutte le fasi della Competition attraverso la pagina Facebook Campariacademy.

La competition ha registrato numeri altissimi: 1400 iscritti, 420 ricette selezionate, un lungo percorso di selezione per arrivare a decretare il vincitore del titolo. Un record assoluto in Italia che conferma quanto la Campari Barman Competition stia diventando, anno dopo anno, non solo un punto di riferimento per il mondo della mixology ma anche un vero e proprio trampolino di lancio per i barman e barlady emergenti. Tutti coloro che si sono contraddistinti per bravura e creatività, infatti, hanno intrapreso un eccellente percorso nel mondo del bartending.

La Campari Barman Competition, oltre ad essere un momento di show, si dimostra anche un’occasione per instaurare rapporti, dare visibilità ai talenti e creare una connessione con il mondo del lavoro. Eccezionale esempio è il percorso fatto da Luana Bosello, vincitrice della Campari Barman Competition 2016, che ha preso parte al progetto internazionale Campari Red Diaries dello scorso anno come protagonista di uno degli short movie dedicati ai bartender professionisti più bravi del mondo.

Milano, 30 gennaio 2018

ROVAGNATI LANCIA LA FILOSOFIA DELLO SFIZIO CON “CRUDOCOTTO”, IL NUOVO BRAND RESTAURANT

Inaugurato ieri a Milano, è una vera e propria Officina del Gusto, che unisce tradizione ed innovazione

 

Il Prosciutto Wine Bar & Restaurant di ROVAGNATI di Corso Garibaldi 41 si rinnova e propone un nuovo concept che punta sulla dicotomia crudo-cotto, che è anche il nome del locale.

Nello spazio che vuole essere comunicativo e al tempo stesso scenografico, il menù firmato dallo Chef Mario Fresu (in precedenza Sous chef del Boscolo Restaurant e Bar), pensato proprio per CrudoCotto by Rovagnati 1943, propone piatti esclusivi in cui i salumi sono protagonisti.

Tra questi anche alcune ricette storiche ideate dal fondatore Paolo Rovagnati e ritrovate negli archivi dell’azienda, in cui sperimentava abbinamenti tra i salumi, i prodotti e i cibi della tradizione italiana.

È nato così l’Ovotto, un uovo in camicia su un nido di prosciutto cotto Gran Biscotto, fonduta di parmigiano e crema di tartufo; oppure gli Gnocchi di patate all’amatriciana, ma anche la Zuppa di lenticchie con lardo e gamberi. Altre due specialità sono il Raviolo con ripieno di Gran Biscotto e ricotta con salsa al pomodoro, basilico e stracciatella pugliese o il Turbante di trota e speck al forno con polenta e salsa verde.

Abbiamo ritenuto strategico entrare nel Retail per essere sempre più vicini ai nostri consumatori. ha detto il direttore generale dell’azienda Gabriele Rusconi, presentando il progetto - Puntiamo ad aprire altri locali nei luoghi di maggiore frequentazione, come i centri commerciali, e nelle grandi città, anche estere, con l’obiettivo di avvicinare, di far conoscere e sperimentare la grande tradizione culinaria italiana, rivisitata per promuovere l’utilizzo dei salumi in cucina e nell’alimentazione.

In uno spazio completamente rinnovato, dallo stile industrial chic e dall’atmosfera informale, i cuochi, coordinati dall’Executive Chef Mario Fresu, creeranno piatti esclusivi, utilizzando prodotti sempre freschissimi e materie prime tutte italiane, in una spaziosa cucina a vista sulla sala.

Si parte con la colazione, dolce o salata, passando per il lunch e l’aperitivo, fino alla cena, con diverse soluzioni in base alle esigenze ed ai gusti personali.

Il nuovo concept si ispira all’idea di Sfizio – ha spiegato il Retail Manager Marco Trivelli - proponendo non solo i piatti in formato tradizionale, ma anche in mini porzioni in modo da offrire al nostro cliente la possibilità di scoprire più ricette e prodotti in un ideale viaggio nella tradizione gastronomica italiana. In questo modo si può sperimentare la qualità anche con un assaggio

Il Wine Bar con sgabelli al bancone propone un aperitivo che varia di giorno in giorno e sempre in due calibri: il finger food goloso, che lascia spazio agli appetiti in divenire, oppure la modalità “aperitivo rinforzato”, ideale prima di affrontare una serata a teatro. Al sabato è invece dedicato il rituale del brunch.

In ogni momento della giornata comunque è possibile degustare salumi e formaggi accompagnati con gnocco fritto, ad esempio, o assaggiare i sorprendenti saltimbocca di branzino e patanegra.

I salumi ROVAGNATI, con ampia scelta di proposte, sono affettati tutti con taglio espresso “a freddo” fatto con le storiche affettatrici Berkel, o al coltello.

La Berkel risulta iconica nel suo design perfetto e la meccanica funzionale richiama l’efficientismo e la dinamicità industriale, da cui il tema “Officina del Gusto”.

Nella realizzazione di questo nuovo progetto – continua Trivelli - siamo partiti dalle materie prime e dal concetto di italianità, abbiamo declinato prodotti e piatti in abbinamento ai salumi in un contest nuovo, provando a riproporre il prosciutto in una dimensione più internazionale, puntando anche su un business model nuovo per la ristorazione, che vede l’impegno diretto di un grande brand come ROVAGNATI”.

CrudoCotto è aperto dal lunedì al giovedì dalle 7:00 alle 23:00, venerdì e sabato dalle 7:00 alle 24:00, per colazione, pranzo e cena, un aperitivo sfizioso o semplicemente per una pausa di gusto, sempre accompagnati dalla qualità dei salumi ROVAGNATI.

Milano, 23 gennaio 2018


NUOVO RISTORANTE a MILANO:   "Nero 9"

 

 


Nasce a Milano “Nero 9” un nuovo format per gustare la buona cucina tradizionale italiana e immergersi nel panorama di arte e design più in voga del momento.
Non a caso la location prescelta sorge nello storico quartiere di Brera e più precisamente in Via Anfiteatro, dove studi di artisti e botteghe artigiane si mescolano ai negozi alla moda di Corso Garibaldi. Un locale elegante e ricercato ma allo stesso tempo minimale e pulito, caratterizzato da un grande forno alla brace aperto sulla sala.
La forza di questo ristorante risiede certamente nella scelta delle materie prime selezionatissime ed in particolare della Carne Chianiana Toscana, proveniente dal Consorzio di Tutela del Vitellone Bianco dell’Appennino Centrale certificato IGP e proposta rigorosamente con cottura lenta alla brace di carboni vegetali.
“Crediamo nella rivalutazione della carne nell’alimentazione contemporanea,ma ne proponiamo una scelta qualitativa di altissimo livello che premi quella italiana ed in particolare quella certificata IGP: un prestigioso sinonimo di garanzia per la salute di quanti lo includono nella propria dieta quotidiana”.
Così Marco Parente titolare di Nero 9, descrive la scelta di proporre un ristorante a base di carne remando contro le tendenze più vegetariane sorte negli ultimi anni nel capoluogo Lombardo. ”Crediamo nell’antica tradizione della cultura dell’allevamento italiano come patrimonio dell’identità stessa del mangiare genuino italiano e siamo vicini ai produttori italiani che da più di 1500 anni allevano questi capi esclusivamente nell’area tipica dell’Italia centrale. Per questo ci siamo uniti al consorzio di tutela del Vitellone Bianco dell’Appenino centrale e siamo al momento l’unico ristorante a Milano e tra i pochi della Lombardia a lavorare con questo prestigioso marchio di qualità”.
Nero 9 non è solo carne alla brace ma una cucina da cui escono proposte ogni giorno diverse sia a pranzo sia a cena, che tengono
conto della stagionalità e della freschezza dei prodotti presenti nel giorno sul mercato, e di ricette semplici ripescate dal ricettario culinario italiano e dalle vecchie cucine delle nonne. A pranzo è proposto un menù di lavoro di due portare a scelta tra diversi primi e diversi secondi piatti. La sera il menù privilegia formaggi pregiati accompagnati da marmellate, frutta e salse fatte a mano, salumi selezionati IGP e DOP, piatti tipici regionali provenienti da botteghe artigiane del Sud italia. Grande importanza è riservata al vino, con la selezione delle migliori e più pregiate etichette italiane.
Ad irrompere però nel clima tradizionale della cucina del locale ci pensa l’anima contemporanea delle pareti allestite con opere di arte contemporanea dei migliori artisti emergenti. La scelta di creare un ristorante/galleria ha origine nella passione all’arte dei titolari che vogliono proporre un programma di mostre di alto livello che possano vivere al di fuori del circuito classico delle gallerie.
“La nostra è una passione fisica nei confronti dell’arte; ne siamo attratti come forma di bello e di contenuti universali che rispecchiano i valori del tempo in cui nasce e cresce. Vedere il pubblico generico allontanarsi dall’arte contemporanea perché la considera difficile o incomprensibile è una contraddizione di una società che parla degli stessi contenuti ma che li decifra in maniera diversa. Con le nostre proposte vogliamo suscitare interesse e curiosità nel pubblico generico, non per forza in quello che si intende di arte,ma quello che ne viene colpito durante un semplice pranzo o una cena con amici. Insomma creare un nuovo dialogo in una dimensione di incontro quasi casuale” spiega Marco Parente. “Vogliamo però anche distinguerci per proposte di alto livello e per questo lo faremo con la collaborazioni di critici e curatori, di riviste e di esperti del settore, o di altre gallerie. Insieme a loro nasce “Nero 9 Gallery” che svilupperà numerosi eventi anche fuori dalla location di Via Anfiteatro, tutti legati al connubio tra arte e cibo”.
La prima artista proposta è la milanese Donatella Izzo che proporrà alcuni pezzi del progetto “No-Portrait”, un’immersione nella fotografia contemporanea del ritratto di autore.
Inoltre, per chi desidera visitare Nero 9 Gallery e sorseggiare un buon vino, il lunedì sera il ristorante propone anche l'aperitivo serale che, per il solo mese di dicembre, viene proposto anche di domenica: dalle 17.30 alle 20.00 un calice di vino e tagliere con stuzzicherie varie e salumi pregiati a 10 euro. 
www.nero9milano.com 

Milano, 29 dicembre 2017

LO SHOW COOKING DIDATTICO CON LA FOOD BLOGGER SONIA PERONACI

 

 Si è tenuto presso lo Scavolini Store Sempione a Milano, l’evento organizzato da La Melagrana Food Creative Idea, per la premiazione di Daniela Neglia, vincitrice del primo contest #CucinaDaSogno indetto da Scavolini.

Una forte affluenza di pubblico durante l’evento, in cui Daniela Neglia si è esibita in uno show cooking didattico e ha realizzato alcune ricette tipiche della tradizione pugliese. Ad accompagnarla Sonia Peronaci, ospite d’eccezione della serata, che ha premiato la blogger con uno speciale premio firmato Thun di Bolzano.

Il menù preparato per lo show cooking è stato: tiella di riso patate e cozze, maltagliati ceci cozze e pomodorini e cozze in pastella.

A far da cornice all’evento lo Scavolini Store Sempione, prestigioso showroom monomarca di 700 metri quadrati, situato in uno dei punti nevralgici della città di Milano, dove scoprire lo stile e la qualità italiane del brand. Al suo interno, esposte su due livelli, un vasto assortimento delle collezioni più importanti e delle ultime novità cucina, living e bagno firmate Scavolini.

Il concorso #CucinaDaSogno indetto da Scavolini ha visto la partecipazione di oltre 100 blogger e vlogger, che sono stati chiamati a rappresentare la loro “Cucina dei Sogni” attraverso un video. I blogger più creativi, selezionati da una giuria di esperti, sono stati poi sottoposti a tre prove a sorpresa – una delle quali era proprio la realizzazione di una ricetta tipica della cucina italiana – e la community ha incoronato Daniela Neglia come vincitrice.

Si ringraziano gli sponsor che hanno partecipato all’evento: Farine Casillo, Risolì, Riseria La Pila, Bontà Pugliese, Eurovo, Marcato, Salumificio Squisito, Cantina Amastuola Vini Biologici, Acqua Valverde, Fiorital, Spumador, Vianova Olio e Caseificio Cairoli.

 

IL GORGONZOLA, PRODOTTO D.O.P.

Si è svolta in questi giorni presso il GH. The Westin Palace di Milano l’Assemblea annuale dei Soci del Consorzio per la tutela del formaggio Gorgonzola. All’apertura dei lavori il Presidente Renato Invernizzi, intervistato dalla giornalista e scrittrice Roberta Schira, ha illustrato i dati di produzione ed export insieme ad una panoramica sull’attività svolta dal Consorzio nel 2015.

Il consulente scientifico del Consorzio Gorgonzola, Prof. Erasmo Neviani insieme alla Dott.ssa Monica Giroli, nutrizionista presso il Centro Cardiologico Monzino IRCCS di Milano, ha presentato il booklet “Gorgonzola Dop: buono da sapere, ottimo da gustare” edito dal Consorzio, in collaborazione con l’Agenzia SPRIM.

Nel booklet vengono sottolineati l’alto valore nutrizionale e la salubrità del prodotto, insieme al suo utilizzo gastronomico — culinario.

Il Gorgonzola piace agli stranieri: Nel 2015 questo formaggio ha aumentato di oltre il 12 per cento le esportazioni, con Germania e Francia che valgono da sole oltre il 40 per cento di tutto l’export europeo.

La qualità e l’autenticità del Gorgonzola, inserito nella lista dei prodotti Dop dal 1996, sono assicurate da una severa legislazione che definisce la zona geografica per la raccolta del latte e la stagionatura, oltre agli standard di produzione.

Ogni forma di Gorgonzola deve essere marchiata all’origine e riportare sempre l’indicazione del caseificio in cui è stata prodotta, perché possa essere venduto.

A conclusione dell’incontro lo Chef due stelle Michelin Antonino Cannavacciuolo si è esibito, tra gli applausi degli ospiti all’evento, in un show cooking per preparare alla perfezione i suoi fiori di zucca ripieni. Per info: www.gorgonzola.com

Maggio 2016 AMont*

 A Milano una nuova alchimia di sapori e gusti.

Alkemia, come dice il nome, è una commistione di ingredienti provenienti da tutto il mondo.

Aperto dalle 6.30 di mattina alle 2.00 di notte, lo staff di Alkemia è sempre pronto a “sfamare” i desideri dei suoi clienti. Colazioni, pranzi, cene e aperitivi dal sapore internazionale.

Venerdì 6 Maggio 2016, a partire dalle 18.30, il nuovo locale di Corso XXII Marzo 42, apre le porte per farvi provare capolavori gastronomici e degustare innovativi cocktail preparati con perizia dall’eclettico barman.

Faranno da cornice all’evento, le opere di Kraser, street arter spagnolo famoso in tutto il mondo per le sue visioni oniriche e i colori accesi, e di Bernardo Buen Dia, artista sudamericano che si ispira alle divinità pre ispaniche che diedero un’identità alla nascente cultura messicana. I quadri sono stati forniti dalla galleria meneghina Under Street Gallery Silbernagl, che, innamoratasi del locale, ha deciso di diventare partner dell’inaugurazione.

Anche Leffe crede nel progetto di Alkemia e nel corso della serata organizzerà una degustazione delle sue nuove edizioni Royale. Tanti gadget e sorprese per tutti coloro che parteciperanno all’assaggio delle prestigiose birre.

Sottofondo musicale con DJ Set di Muller Santos e lounge music. Un delizioso dehor esterno con quindici coperti, permetterà agli ospiti di vivere la primavera milanese.

Per prenotazioni e info 348.7653194 o info@alkemiacafe.it

Milano, 6 maggio 2016

 

 

 

 



 

 

BUON COMPLEANNO MAESTRO!

 

Sabato 19 marzo, in occasione del compleanno del Maestro Gualtiero Marchesi, è stato presentato, presso la libreria Hoepli di Milano, il libro “Gualtiero Marchesi/ OPERE, WORKS”.
Il libro di piatti e non di tecniche o di ricette, fa appello alle immagini, alla composizione all'idea. Dietro ognuno dei piatti presentati nel volume, edito da Cinquesensi editore, c'è un pensiero e una ispirazione legata a un oggetto, un libro, un incontro. Secondo il pensiero del Grande Chef Marchesi, la cucina come la musica è fatta di compositori ed esecutori. I centotrentatre piatti che presenta sono il catalogo di una vita in cui il Maestro ha cercato di andare oltre il soddisfacimento dell'appetito, l'interesse o l'esibizione. Piatti che tengono sempre in considerazione il problema sia della salute che dell'estetica. Con questo libro Marchesi augura ai propri lettori, visto le bellissime fotografie, oltre a buona lettura anche buon appetito e buona visione.



 
Dopo la presentazione, una breve passeggiata ha permesso, Gualtiero Marchesi insieme ai pochi fortunati invitati, tra cui amici e giornalisti, di raggiungere il Suo ristorante "Il Marchesino" in Piazza della Scala. Qui si è festeggiato gli 86 anni, splendidamente portati, del Maestro.
Milano, 20 marzo 2016            Agostino Guzzardella