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SANA 2018:  30° Salone internazionale del biologico e del naturale

Il mondo del bio si dà appuntamento a Bologna per SANA 2018: più di 52.000 metri quadrati di esposizione dedicata all’Alimentazione biologica, alla Cura del corpo naturale e bio e al Green lifestyle, oltre a un ricco programma convegnistico e di incontri programmati tra aziende e buyer internazionali.

 “Festeggiamo nel 2018 la trentesima edizione di SANA; in questi anni la manifestazione si è accreditata come interprete e vetrina, a livello italiano e internazionale, di un mercato in costante crescita ed evoluzione. SANA - dichiara Antonio Bruzzone, Direttore Generale BolognaFiere - è portavoce di un comparto, quello del biologico e del naturale, sempre più di rilievo per lo sviluppo del nostro Paese: negli anni lo abbiamo visto trasformarsi da settore di nicchia a driver di crescita e innovazione. Il bio e il naturale sono presenti ormai in tutti gli aspetti del quotidiano e guidano le scelte d’acquisto di un numero crescente di consumatori, sempre più attenti ai temi della sostenibilità ambientale e della salute: con il contributo di FederBio, SANA - conclude Bruzzone - ne offre una vetrina completa che comprende tutta l’ampia offerta di questo mercato, riservando spazio ai prodotti di eccellenza e alle ultime tendenze”. 

LE TRE ANIME DI SANA: ALIMENTAZIONE BIOLOGICA, CURA DEL CORPO NATURALE E BIO E GREEN LIFESTYLE

Layout rinnovato per SANA 2018: sono 4 i padiglioni (21, 22, 31 e 32) riservati all’Alimentazione biologica, settore che propone prodotti alimentari, macchinari per la lavorazione e il packaging, attrezzature per l’agricoltura, servizi, enti di certificazione e tutti i protagonisti della filiera agroalimentare bio. I padiglioni 25 e 26 sono destinati alla Cura del corpo naturale e bio, con la presentazione di cosmetici di origine naturale e biologica, integratori alimentari, piante officinali e trattamenti per il corpo green. Si colloca al padiglione 19, invece, l’area Green lifestyle dedicata a prodotti e soluzioni sostenibili per ogni aspetto della quotidianità.

 

IL TAGLIO DEL NASTRO E IL CONVEGNO INAUGURALE

Sarà il Sottosegretario alle Politiche Agricole Alimentari, Forestali e del Turismo, Alessandra Pesce, a inaugurare venerdì 7 settembre alle 10.00 la 30a edizione di SANA, alla presenza delle autorità locali e dei vertici di BolognaFiere.

Alle 10.30 in Sala Notturno, è previsto l’inizio del Convegno inaugurale “30 ANNI DI BIO: 30 ANNI DI SANA. 30 anni di successi per l’agricoltura del futuro”, organizzato da BolognaFiere e FederBio.

Strategie e prospettive per il mercato saranno al centro del dibattito, che prenderà il via dalla profilazione di un comparto che in pochi decenni si è trasformato in una punta di eccellenza della produzione agricola italiana, facendo del rispetto dell’ambiente, della tutela della biodiversità e della qualità del prodotto i propri valori di riferimento. 

L’OSSERVATORIO SANA 2018

Alle 14.30 di venerdì 7 la Sala Notturno ospiterà la presentazione dell’OSSERVATORIO SANA 2018 - Tutti i numeri del bio italiano: i driver del consumatore e le novità del canale specializzato, promosso e finanziato da BolognaFiere con il patrocinio di FederBio e AssoBio e realizzato da Nomisma. Argomento centrale dell’edizione 2018 è l’analisi delle abitudini d’acquisto di prodotti biologici e delle risposte che i rivenditori specializzati hanno adottato per venire incontro alle nuove esigenze degli acquirenti. Durante l’incontro saranno presentati i più recenti dati raccolti dal SINAB - Sistema d’Informazione Nazionale sull’Agricoltura Biologica per conto del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari, Forestali e del Turismo, e da ISMEA – Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare. 

LE INIZIATIVE: SANA ACADEMY, SANA NOVITÀ, SANA SHOP, SANA CITY E IL VEGANFEST

5 i convegni in programma tra sabato 8 e domenica 9 settembre nell’ambito di SANA Academy: nella Sala Bolero del Centro Servizi, docenti, ricercatori universitari e professionisti si confronteranno su biotecnologie per la produzione di ingredienti per la cosmesi naturale, botanicals e alimentazione per i disturbi dell’apparato gastrointestinale, proprietà di probiotici e prebiotici, dieta vegetariana per lo sport e la salute della persona e correlazione tra nutrizione e longevità. 

Sarà il Centro Servizi a fare da palcoscenico a SANA Novità, l’esposizione delle più recenti innovazioni portate in Fiera dalle aziende, in questa edizione più di 950: tra queste, i visitatori saranno chiamati a votare le proprie preferite, una per ogni categoria merceologica. I prodotti che otterranno più preferenze si aggiudicheranno il SANA Novità Award, a cui si aggiungerà il premio speciale #BloggerForSana, assegnato dalle 6 blogger ufficiali di manifestazione. La cerimonia di premiazione è in programma domenica 9 settembre.

Confermati gli appuntamenti con SANA Shop (pad. 32), lo spazio dove acquistare un’ampia selezione di articoli proposti dalle aziende espositrici, alcuni in edizione limitata o difficili da trovare nei canali tradizionali, e con il VeganFest (pad. 19), il più importante appuntamento in Italia sul mondo vegano, organizzato in collaborazione con VEGANOK.  

Torna anche SANA City, il calendario di eventi green in programma in città. Eco-Bio Confesercenti propone con Eco-bio in Città oltre 100 appuntamenti per 10 giorni all’insegna del biologico e del naturale; FederBio organizza a Bologna la tappa finale della Festa del Bio; Ascom Confcommercio Bologna partecipa al trentennale di SANA con le aperture prolungate di circa 40 tra ristoranti e negozi.

I PARTNER

Organizzato da BolognaFiere, SANA si avvale della collaborazione di FederBio e del supporto di ITA - Italian Trade Agency e gode del patrocinio del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari, Forestali e del Turismo e del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare.

SANA INTERNATIONAL

Significativa la rappresentanza internazionale a SANA. Si uniscono alle migliaia di operatori accreditati i buyer internazionali in arrivo da 30 Paesi: Albania, Austria, Belgio, Canada, Corea, Danimarca, Emirati Arabi Uniti, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Giappone, Giordania, Gran Bretagna, Indonesia, Kossovo, Lettonia, Montenegro, Olanda, Polonia, Russia, Serbia, Singapore, Slovenia, Spagna, Svezia, Svizzera, Taiwan, Ungheria e USA. L’ampia presenza di delegazioni straniere nasce dalla consolidata collaborazione con ITA - Italian Trade Agency nell’ambito dell’International Buyer Program, il progetto di promozione, a invito, volto a favorire l’incontro tra le aziende espositrici di SANA e selezionati buyer provenienti da tutto il mondo, attraverso l’articolazione di un calendario di incontri b2b su misura all’interno di un’area con servizi dedicati. 

Milano, 5 settembre 2018

 

AIOM: “IN 8 ANNI AUMENTATE DEL 24% LE PERSONE VIVE DOPO IL TUMORE
LE TERAPIE MIRATE CAMBIANO LA LOTTA AL CANCRO”


Oltre 3 milioni e trecentomila cittadini vivono dopo la diagnosi di tumore, addirittura il 24% in più rispetto al 2010. I passi in avanti nella lotta contro la malattia segnano progressi costanti, grazie anche alle terapie mirate che hanno rivoluzionato il trattamento di alcuni tumori in fase avanzata, inclusi tre fra i più frequenti come quelli del colon retto, seno e polmone. Queste armi sono parte essenziale del concetto di oncologia di precisione, che determina una vera e propria rivoluzione del modo di “pensare” il cancro: l’obiettivo è individuare le singolarità molecolari e genetiche dei diversi tipi di tumore, per impostare la cura in rapporto alle esigenze di ogni persona. Evidenti i risparmi per il sistema sanitario grazie a un uso razionale delle risorse e il miglioramento della qualità di vita dei pazienti che evitano gli effetti collaterali legati a terapie non indicate.

Per far comprendere a tutti i cittadini il contributo offerto da queste armi, l’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) ha realizzato il volume “Terapie mirate 100 domande 100 risposte” che è stato presentato in una conferenza stampa presso il Palazzo dei Giurecosulti a Milano.
Sono intervenuti, tra gli altri, Stefania Gori (Presidente nazionale AIOM e Direttore dipartimento oncologico, IRCCS Ospedale Sacro Cuore Don Calabria-Negrar), Fabrizio Nicolis (Presidente Fondazione AIOM) e Gabriella Farina (Direttore Dipartimento Oncologia ASST all’Ospedale Fatebenefratelli Sacco Milano).

Milano, 4 settembre 2018


AIOM ha realizzato un volume con le 100 domande su una delle armi fondamentali contro le neoplasie

TUMORI: “IN ITALIA +15% DI GUARIGIONI FRA GLI UOMINI IN 20 ANNI

COSÌ LE TERAPIE MIRATE RICONOSCONO LE ‘IMPRONTE DIGITALI’ DEL CANCRO”

Nelle donne l’aumento è stato dell’8%. La presidente Stefania Gori: “Sono molecole innovative che hanno aperto un ‘nuovo mondo’ non solo in termini di efficacia, ma anche di qualità di vita”. I biomarcatori permettono di individuare in anticipo i pazienti che rispondono a questi trattamenti

Oggi il 54% degli uomini e il 63% delle donne colpiti dal cancro sconfiggono la malattia. In un ventennio (1990-2009) la sopravvivenza a cinque anni dalla diagnosi è aumentata rispettivamente del 15% e dell’8%. Un obiettivo raggiunto grazie alle campagne di prevenzione e ad armi sempre più efficaci, come le terapie mirate (dette anche target therapy), che esercitano la loro azione su uno specifico bersaglio molecolare risparmiando le cellule sane. Per far capire a tutti i cittadini gli importanti risultati ottenuti grazie alla ricerca scientifica in questo campo, l’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) ha realizzato il libro “Terapie mirate 100 domande 100 risposte”, disponibile sul sito www.aiom.it e distribuito in tutti i reparti di Oncologia. La pubblicazione, realizzata con il contributo non condizionato di AstraZeneca, è presentata in un incontro con i giornalisti oggi a Milano. “Siamo di fronte a molecole innovative che hanno aperto un ‘nuovo mondo’ non solo in termini di efficacia e attività, ma anche di qualità di vita per la bassa tossicità e la facile maneggevolezza – afferma Stefania Gori, Presidente nazionale AIOM e Direttore dipartimento oncologico, IRCCS Ospedale Sacro Cuore Don Calabria-Negrar -. Le terapie mirate oggi non sono più ‘chiuse’ nei laboratori ma disponibili per curare i pazienti, sono cioè parte della realtà clinica di ogni giorno. La loro funzione è di ‘disturbare’ la crescita e la proliferazione delle cellule tumorali, bloccando questi processi o rallentandoli. È come se i farmaci a bersaglio molecolare accendessero la luce rossa di un semaforo e le cellule malate non riuscissero più a proseguire lungo la strada della crescita. Ne consegue che il tumore e le metastasi, in alcuni casi, possono ridursi di dimensione e, in altri, anche mantenendo la stessa grandezza, rallentano o arrestano completamente la loro crescita. Le terapie mirate rappresentano uno dei più importanti strumenti dell’oncologia di precisione: la cura non è più scelta solo in base alla sede di sviluppo della neoplasia, ma anche in relazione alle sue caratteristiche biologiche”. Questi trattamenti infatti sono efficaci in alcuni sottogruppi di tumori che presentano specifiche alterazioni molecolari. “Questi diversi segni distintivi si possono immaginare come le ‘impronte digitali’ delle cellule tumorali – spiega Gabriella Farina, Direttore Dipartimento Oncologia ASST all’Ospedale Fatebenefratelli Sacco di Milano e membro CdA di Fondazione AIOM -. Queste alterazioni sono dette anche biomarcatori (marcatori biologici) e sono individuate con alcuni test che permettono di selezionare i pazienti in grado di rispondere alle terapie mirate”.

Nel 2017 nel nostro Paese sono stati stimati circa 369mila nuovi casi di cancro. “Alla scoperta di un’alterazione molecolare con ruolo predittivo deve far seguito una terapia mirata – continua Stefania Gori -. Il carcinoma del polmone non a piccole cellule con mutazioni dell’EGFR o con traslocazione di ALK o di ROS1, i tumori della mammella o dello stomaco con amplificazione di HER2, il melanoma cutaneo con mutazioni di BRAF, il carcinoma del colon-retto privo di mutazioni di KRAS o di NRAS o di BRAF rappresentano alcuni esempi di sottogruppi molecolari di neoplasie, per i quali sono già oggi disponibili specifici trattamenti in grado di modificare in maniera significativa il decorso della malattia in fase avanzata o metastatica”. “Anche se il numero di marcatori e relativi farmaci approvati finora è relativamente limitato - afferma Fabrizio Nicolis, Presidente Fondazione AIOM -, è possibile prevederne un notevole incremento nei prossimi anni, perché numerose molecole in grado di agire su specifiche alterazioni genetico-molecolari sono in sperimentazione”.

Sono disponibili target therapy anche nei tumori del rene, fegato e ovaio - continua Gabriella Farina -. Ma va sottolineato che in alcuni casi (ad esempio nel rene e fegato) queste armi sono usate senza selezionare i pazienti in base a specifici marcatori”.

Le terapie mirate - evidenzia Fabrizio Nicolis - hanno contribuito in maniera decisiva a migliorare la sopravvivenza a 5 anni in alcune delle neoplasie più frequenti, che raggiunge ad esempio l’87% nella mammella e il 65% nel colon-retto. Grazie ad armi sempre più efficaci, in molti casi i tumori stanno diventando patologie croniche con cui i pazienti possono convivere a lungo. Questo si deve tradurre in una presa in carico crescente da parte della medicina del territorio: i medici di famiglia possono offrire un supporto fondamentale agli specialisti”.

In alcuni tipi di tumore della mammella (il 15-20% del totale) una proteina, HER2, è presente in quantità eccessiva, causando così una crescita rapida e incontrollata delle cellule malate – sottolinea Stefania Gori -. Dal punto di vista biologico, è una delle forme più aggressive e, in passato, non essendoci armi disponibili, queste pazienti presentavano la prognosi peggiore. Oggi invece, grazie a terapie mirate che bloccano il recettore HER2 e che sono utilizzate sia nelle forme iniziali non metastatiche che in quelle metastatiche, è cambiato radicalmente il decorso clinico”. Il carcinoma ovarico è meno frequente del tumore della mammella: nel 2017 in Italia sono stati stimati 5.200 nuovi casi, ma la sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi è bassa, pari al 39,5%. “Il 75-80% delle pazienti presenta, al momento della diagnosi, la malattia già in fase avanzata – continua la Presidente AIOM -. Le terapie mirate hanno evidenziato risultati importanti in queste donne. Da un lato vi sono i farmaci antiangiogenici che impediscono al tumore di sviluppare i vasi sanguigni che ne permetterebbero la crescita, dall’altro sono disponibili i PARP inibitori che hanno dimostrato un significativo miglioramento della sopravvivenza libera da progressione rispetto alle terapie farmacologiche tradizionali”.

Nei pazienti con carcinoma del colon-retto metastatico, al momento di intraprendere un trattamento, dovrebbe essere effettuata la valutazione dello stato mutazionale dei geni KRAS e NRAS. “Queste proteine – afferma Gabriella Farina - funzionano come ‘interruttori’ che attivano i meccanismi di crescita e replicazione delle cellule tumorali e possono essere nello stato normale o mutato. L’introduzione nella terapia dei nuovi farmaci biologici anti-EGFR ha determinato un ulteriore significativo miglioramento dell’efficacia clinica dei trattamenti, con una sopravvivenza che può superare i 30 mesi nella fase metastatica. Lo stato normale dei geni KRAS e NRAS indica che il paziente ha maggiori probabilità di rispondere alla terapia a base di anticorpi monoclonali anti-EGFR, mentre nei casi in cui sia presente la mutazione dei due geni queste terapie non sono indicate perché non efficaci. Le persone con carcinoma del colon-retto metastatico privo di mutazioni di KRAS o di NRAS rappresentano circa il 40-45% del totale”. La mutazione del gene EGFR è individuata nel 10-15% dei casi di tumore del polmone non a piccole cellule non squamoso (l’alterazione di ALK è presente nel 5%). Tra i tanti tipi di terapie biologiche attualmente disponibili, sono due quelle efficaci in questa neoplasia: gli inibitori della crescita tumorale e gli anticorpi monoclonali.

Il vantaggio principale delle target therapy è l’azione selettiva che le rende potenzialmente più efficaci e meno tossiche – sottolinea la Presidente Gori -. Inoltre, possono essere utilizzate con la chemioterapia e la radioterapia. Molte molecole si presentano sotto forma di compresse e sono assunte per bocca, un grande beneficio per i malati e per le loro famiglie perché permette di ridurre i disagi, i tempi di ricovero e le giornate in day-hospital”.

Grandi vantaggi che possono essere garantiti anche da una ‘attenzione costante’ agli effetti collaterali - spiega Fabrizio Nicolis -. Gli effetti collaterali devono essere conosciuti dagli oncologi e ri-conosciuti quanto più precocemente possibile quando si manifestano al fine di assicurarne una gestione ottimale. Anche i pazienti devono esserne informati: ecco perché Fondazione AIOM da anni sviluppa il progetto dei Quaderni informativi per i pazienti oncologici, disponibili nel sito di Fondazione AIOM”.

Sosteniamo con entusiasmo questo progetto di AIOM - conclude Francesca Patarnello, Vice President Market Access & Government Affairs di AstraZeneca - che avrà un impatto positivo per i pazienti e per i cittadini. AstraZeneca è impegnata da anni nello sviluppo di farmaci sempre più innovativi che migliorino la sopravvivenza e la qualità di vita dei pazienti ma crediamo fortemente che il nostro impegno nella lotta contro il cancro debba essere al fianco delle istituzioni al fine di promuovere una corretta informazione”.

Milano, 4 settembre 2018

Fondazione AIOM nasce per collegare il mondo dell’oncologia con i pazienti e per mettere a loro disposizione, nel più breve tempo possibile, i risultati della ricerca. Fondazione AIOM lavora in parallelo con AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica) e intende proporsi come punto di riferimento per l’opinione pubblica e per le istituzioni sul “problema cancro”.

Tra i suoi obiettivi prioritari:

  • promuovere, favorire e sostenere la ricerca clinica indipendente nell’ambito della prevenzione, diagnosi e cura e modelli assistenziali di tutte le patologie di interesse oncologico;

  • realizzare progetti di ricerca che abbiano come finalità la conoscenza del fenomeno sociale cancro e le soluzioni idonee alle problematiche rilevate compresi modelli assistenziali innovativi;

  • promuovere la conoscenza e l’analisi delle cause dell’incremento dell’incidenza dei tumori per proporre agli organismi istituzionali preposti soluzioni atte al ridimensionamento del fenomeno e attivare, spontaneamente e in collaborazione con le Istituzioni, campagne di educazione sanitaria atte ad informare la popolazione a rischio su stili di vita e norme comportamentali;

  • promuovere la cultura dell’assistenza oncologica improntata alla umanizzazione del rapporto oncologo-paziente e al rispetto della piena dignità del paziente stesso;

  • promuovere l’accesso uniforme sul territorio nazionale alla migliore cura per il paziente oncologico;

  • promuovere il rapporto e le collaborazioni con associazioni o fondazioni di oncologia di altri Stati al fine di confrontare gli standard assistenziali e proporre alle istituzioni elementi migliorativi degli attuali;

  • promuovere, favorire e realizzare incontri periodici, convegni, corsi di formazione per dibattere problemi di interesse sociale per i pazienti oncologici.

Fondazione AIOM è presieduta da Fabrizio Nicolis. Vicepresidente è Annamaria Mancuso (Salute Donna Onlus). Consiglieri sono: Francesco Boccardo (AIOM Coordinatore Comitato Scientifico), Alessandro Comandone (AIOM), Gabriella Farina (AIOM), Elisabetta Iannelli (Aimac), Paola Mosconi (Istituto Mario Negri); Claudia Santangelo (Vivere senza stomaco… si può!).

L’ufficio stampa è affidato all’agenzia Intermedia.

Milano, 4 settembre 2018