Un incontro importante per Maria Gabriella Mariani alla Steinway & Sons di Milano

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Alla Steinway & Sons di Milano, l’incontro di ieri con la pianista Maria Gabriella Mariani si è rivelato qualcosa di più di una semplice presentazione discografica, assumendo i tratti di un momento di riflessione sulla musica romantica dell’Ottocento, a partire dal suo recente CD dedicato a Robert Schumann.

Il breve ma sostanzioso concerto è stato anticipato e poi intrecciato con un incontro-intervista del giornalista e musicologo Gabriele Formenti, incentrato anche al progetto discografico dedicato a Schumann, intitolato Etica, estetica. Il sentimento. Dalle prime risposte della virtuosa del pianoforte, e poi dalle sue accurate interpretazioni, è emersa la cifra distintiva di un’interprete capace di coniugare rigore e libertà, ma soprattutto di restituire al repertorio romantico una dimensione pensante.
La Mariani, anche compositrice, possiede una visione particolarmente “creativa” della musica, e la sua lettura delle variazioni — filo conduttore del programma — ha suggerito un’ampia idea di trasformazione, quasi un processo di conoscenza. Al pianoforte ha voluto offrire una panoramica ampia di quel periodo musicale, inserendo, oltre all’amato Schumann, brani di Mendelssohn e di Brahms: tre compositori che rappresentano una fondamentale convergenza d’intenti musicali e un’evoluzione del linguaggio compositivo che — come evidenziato nell’intervista —, partendo da Bach, attraverso l’inventiva di questi tre autori, aprirà la strada ai periodi successivi.
Le ottime interpretazioni della Mariani sono iniziate dalle Variations sérieuses di Mendelssohn, espresse con un equilibrio convincente tra architettura, tensione espressiva e chiarezza di dettaglio. A queste sono seguite le Variazioni su un tema di Robert Schumann di Brahms, dove si è colta una particolare attenzione alla densità timbrica e alla più complessa costruzione interna, resa comunque con grande trasparenza. Convincente anche l’immersione nel mondo schumanniano con le giovanili Variazioni sul nome Abegg di Schumann, opera prima che già evidenzia, in modo personale, il suo straordinario linguaggio melodico-armonico. A seguire, alcuni brani tratti dal Carnaval hanno ulteriormente messo in luce la naturale affinità elettiva della Mariani con questo compositore.
Nel dialogo con Formenti, la pianista, a proposito del suo CD, ha fatto emergere con chiarezza il nucleo del progetto: un’idea di musica come spazio etico prima ancora che estetico, in cui il sentimento non è abbandono, ma consapevolezza sempre presente. Un tardo pomeriggio particolarmente riuscito, sia nei dialoghi sia nella fondamentale restituzione musicale, assai applaudita dal numerosissimo pubblico presente nell’elegante spazio milanese. Omaggio floreale alla bravissima interprete e il consueto ottimo brindisi. Da ricordare.

Recensione de Cd: