Al Teatro Dal Verme di Milano, dopo la recente performance di Louis Lortie, abbiamo ritrovato al pianoforte e alla direzione un altro esperto mozartiano: Alexander Lonquich.
Il programma proposto da Lonquich con I Pomeriggi Musicali ha disegnato un arco rivelatore: dai Concerti n. 6 e n. 8, ancora legati al modello galante e a una destinazione domestica o salisburghese, fino al più frequentato n. 9, “Jeunehomme”, autentica soglia verso il grande concerto classico. A separare i tre concerti, dopo il secondo, il maturo Rondò in la minore K 511, eseguito dal solista. Nel Concerto in si bemolle maggiore K 238 e in quello in do maggiore K 246 “Lützow” il pianoforte dialogava con l’orchestra in una dimensione elegante e luminosa, dove l’invenzione melodica è già personalissima ma si muove entro proporzioni misurate. L’ottimo equilibrio tra la parte solistica e l’orchestra ha delineato con chiarezza un Mozart di altissima qualità.
È però nella seconda parte della serata che la forza espressiva di questo superlativo interprete si è spinta ancora più in alto. Prima nel noto Rondò in la minore, scandito nota dopo nota con una intensità espressiva che ha pochissimi uguali. La capacità del pianista tedesco di penetrare in un territorio solo apparentemente semplice, con uno spessore profondo nei contrasti dinamici e nell’esternazione riflessiva, senza un minimo cedimento della tensione emotiva, ci è apparsa davvero unica. La stessa tensione, nel dialogo anche con l’Orchestra de I Pomeriggi Musicali, si è rivelata nel celebre Concerto “Jeunehomme”: due movimenti laterali, Allegro e Rondò.Presto. discorsivamente perfetti, e un Andantino centrale di profondità scultorea, dove il peso delle note sembra materializzare la musica. Lonquich, ben coadiuvato dai Pomeriggi, ha offerto una vera lezione di stile e di espressività, delineando un Mozart intenso e già proiettato nel futuro.
Un concerto memorabile, concluso da una splendida coda con un bis solistico d’eccezione: una Bagatella di Beethoven, la n. 6 Op. 126, che rivela la profonda continuità tra i due compositori e l’interprete nel sostenere la grande musica. Applausi calorosissimi. Da ricordare la replica di sabato 7 febbraio alle ore 17.00, assolutamente da non perdere, e anche quella di questa sera al Teatro Comunale “Carlo Rossi” di Casalpusterlengo (LO), a pochi chilometri da Milano.