STONEHENGE

0
9

Se esiste al mondo un luogo arcaico, misterioso, di grande potenza e dal fascino incredibile, questo si trova nella contea del Wiltshire, nel sud dell’Inghilterra, a 4 km da Amesbury e a circa 140 km da Londra: è Stonehenge. Il sito e il territorio circostante, un’ampia distesa verdissima costellata di tombe a tumulo, nella pianura di Salisbury, sono Patrimonio dell’Umanità dal 1986. Il nome, originatosi forse nel medioevo, quando si riteneva che fosse un luogo legato ad arti magiche, significa “pietra sospesa”, e si riferisce alla pietra-architrave appoggiata su due monoliti (piedritti), a formare un trilite.

Il sito è neolitico, risale a circa 5000 anni fa: inizialmente era un fossato, circolare, con alcune pietre erette; nel 2500 a.C. si costruirono due anelli e per più di otto secoli questi subirono modifiche e trasformazioni. È la struttura preistorica più importante della Gran Bretagna e dell’Irlanda.

Da Londra è possibile raggiungere Stonehenge grazie a treni e pullman che arrivano, in genere con un cambio, ad Amesbury. Non avendo molto tempo, abbiamo preferito una soluzione più comoda: grazie a GetYourGuide abbiamo prenotato online un tour di mezza giornata, della durata complessiva di circa 6 ore, organizzato dalla compagnia Evan Evans. Partenza dalla Victoria Coach Station (Gate 1), alle 9:30, al costo di poco più di 50 euro a testa, comprensivo di biglietto d’ingresso e navetta fino al monumento megalitico. Abbiamo viaggiato su un pullman comodissimo, a due piani, che è giunto puntuale, poco oltre le 11.30; il ritorno, alle 14:00, ci ha consentito di rientrare a Londra verso le 16. La prenotazione consente di scaricare un’audioguida in italiano, molto valida, da ascoltare durante la visita (o anche prima, in preparazione alla stessa).

Se si hanno a disposizione sul posto almeno tre-quattro ore, si può rinunciare alla navetta e percorrere a piedi, nel verde, circa 2 km per arrivare al sito; oppure si può passeggiare nel pianoro e andare a scoprire altre strutture e tombe circostanti. Noi ci siamo limitati a compiere un giro completo intorno all’anello esterno; entrare in quello interno è consentito solo in orari speciali, al mattino presto o al tramonto, e in genere occorre prenotare in anticipo, soprattutto in date significative dal punto di vista astronomico, come i solstizi e gli equinozi.

Una freccia indica la direzione consigliata del percorso, in senso orario: ma ovviamente il giro può essere compiuto anche in quello antiorario, come abbiamo fatto noi, immersi in un’atmosfera dall’incanto magnetico, che porta indietro nei millenni e dona a chi cammina la suggestiva sensazione di partecipare ad antichissimi ed oscuri rituali.

Davvero impressionanti le dimensioni dei triliti: le rocce esterne, più grandi, alte mediamente 4 m e dal peso anche superiore alle 35 tonnellate, sono Sarsen, ossia arenarie che si ritrovano a circa 30 km di distanza nel Wiltshire settentrionale, in una zona collinare detta Marlborough Downs, e in minore quantità anche nell’Essex e in pochi altri luoghi. Nel circolo interno le rocce sono più piccole e vengono chiamate “blu”, benché siano rocce magmatiche come doleriti (intrusive basiche), rioliti (effusive acide) e metamorfiche come gli scisti, quindi di tipo diverso: ma sono tutte provenienti dalla stessa regione, a 240 km a ovest, ossia dalle colline Preseli del Galles, dalle cave di Carn Goedog e Craig Rhos-y-felin. Alcune pesano fino a 3 tonnellate. Se bagnate, assumono un colore bluastro; dagli antichi erano considerate sacre, dal potere terapeutico. La pietra d’altare, al centro, è un blocco di arenaria di 6 tonnellate la cui provenienza sembra essere collegabile addirittura alla Scozia nordorientale, a 750 km di distanza.

Una prima domanda può essere squisitamente “tecnica”: come fu possibile il trasporto di tali pietre fino a Stonehenge? Si suppone che fossero trascinate da centinaia di individui, tramite funi, su slitte di tronchi che fungevano da rulli. Si può osservare un modello di tale tipologia di trasporto all’esterno del centro visite (e si può provare anche a tirare una corda!). Forse anche il fiume Avon, nei pressi, poté essere usato nell’ultimo tratto, collocando le pietre su imbarcazioni speciali. L’ipotesi che ci sia stato uno spostamento naturale dovuto a ghiacciai è stata scartata definitivamente da ricerche litologiche e geologiche. È in ogni caso indubbio che furono messe a dura prova capacità tecniche, abilità fisiche, doti di resistenza a sforzi immani!

Una volta trasportate, le rocce venivano lavorate usando sassi come martelli e corna di cervo come piccozze; venivano infine alzate verticalmente scavando buche e sfruttando l’inclinazione del terreno. L’architrave veniva issata e incastrata in fori con una tecnica simile a quella usata per il legno. Si pensa tuttavia che i circoli di pietre possano non essere stati completati. Dei trenta Sarsen verticali esterni, a sostegno di architravi orizzontali, ne restano eretti diciassette, con sei architravi in tutto. Molti mancano o sono rotti. Le pietre blu interne sono sessanta, in genere non lavorate. La struttura interna a ferro di cavallo era formata originariamente da cinque triliti (ne restano in piedi tre).

Una seconda, immediata domanda che ci si pone riguarda il ruolo, il significato profondo di una costruzione del genere nel 2500 a.C., nel periodo di transizione tra il Neolitico e l’Età del Bronzo, proprio in quella zona dell’isola. Non dimentichiamo che in Egitto era l’epoca tra la IV e la V dinastia, con i faraoni che fecero costruire le gigantesche piramidi di Giza e monumenti basati sul culto del Sole; ma le civiltà mediterranee, pur essendo in corso migrazioni di vasta portata, non interessarono né poterono influenzare le popolazioni della piana di Stonehenge. Le interpretazioni degli archeologi convergono sull’idea che la costruzione avesse diversi aspetti: era sia un tempio solare, che il centro di una vasta necropoli, una sorta di santuario preistorico, un luogo curativo, meta di pellegrinaggi.

La zona era abitata già nel Mesolitico, c’erano insediamenti umani stabili molto tempo prima. Gli agricoltori modificarono il territorio con le coltivazioni e iniziarono a usare terra e rocce per recinti monumentali, luoghi di cerimonie, sepolture, tra il 4000 e il 3000 a. C., quindi è probabile che la scelta dell’ubicazione di Stonehenge fosse semplicemente in continuità con la tradizione. Oppure, era stata forse vista cadere una meteora, con un boato e una lunga fiammata, in direzione di questo luogo? L’evento sarebbe certo stato inteso come un segno magico-divino del Sole, da omaggiare con la costruzione di un tempio straordinario.

Una pietra molto alta, detta il Tallone, è posta su un asse solstiziale, che collega il punto in cui il sole sorge il giorno del solstizio d’estate (al massimo angolo N-E) e quello in cui tramonta il giorno del solstizio d’inverno (al massimo angolo S-W), punti diametralmente opposti sul piano dell’orizzonte. L’asse passa dall’altare. Tra le fessure delle pietre, se ci si pone nelle posizioni corrette, è possibile vedere il sole in quei due momenti precisi.

Nel sito sono state trovate numerose ossa umane, di scheletri datati all’origine della costruzione; i tumuli sono tombe risalenti all’età del bronzo. L’area fu quindi utilizzata a lungo per molte sepolture, soprattutto di uomini. Famoso è “l’arciere di Stonehenge”, sepolto con una faretra e ucciso, trapassato da frecce, circa 4300 anni fa.

Da non mancare il Centro Visitatori, con una bella mostra in cui sono esposti reperti, ricostruzioni del sito, pannelli esplicativi e modelli, oltre a un video immersivo a 360° dove si può immaginare di essere all’interno degli anelli di pietra, a osservare il sole e le stelle nel corso delle stagioni. Da visitare anche il piccolo villaggio neolitico, dove cinque capanne rievocano l’insediamento di Durrington Walls, sulla sponda ovest dell’Avon, forse costituito dalle abitazioni di chi costruì e usò Stonehenge.

Luogo assolutamente mitico, da raggiungere e ammirare almeno una volta nella vita!

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui