Al Teatro Dal Verme, per la Stagione de “I Pomeriggi Musicali”, l’appuntamento di ieri sera si è inserito con coerenza nell’interessante profilo artistico proposto, offrendo un programma interamente dedicato a Robert Schumann.
Sul podio Stefano Montanari, figura di spicco in un repertorio che dalla musica antica giunge fino ai giorni nostri, era ben riconoscibile per un approccio energico e teatrale. Ha guidato l’orchestra con gesto ampio e comunicativo, cercando di restituire una lettura capace di abbracciare tanto il lirismo più accorato quanto la vitale energia schumanniana.
Nel raro Concerto per violino e orchestra in re minore op. post., Francesco Manara, prestigiosa spalla dell’orchestra scaligera, era impegnato come solista. A lui l’arduo compito di sostenere una parte molto esposta e decisamente preponderante nel corso dei tre movimenti — Energiconon veloce, Adagio, Allegro ma non troppo — che compongono questo non facile lavoro, scritto nel tardo 1856 da un compositore ormai in equilibrio precario. Si tratta di un concerto poco eseguito, anche per una scrittura radicalmente differente rispetto ai ben più noti lavori concertistici per pianoforte o violoncello. Ottimamente coadiuvato da Montanari, che ha saputo esaltare le tipiche e geniali armonizzazioni del compositore tedesco, Manara ha offerto una prova di grande efficacia espressiva. Anche grazie allo splendido violino Amati utilizzato — non particolarmente voluminoso ma dotato di una pastosità ideale per questo repertorio — ha restituito con intensità la linea melodica del brano. Ne è scaturita un’interpretazione di rara bellezza, accolta con favore dal numeroso pubblico in sala. Molto apprezzato anche il bis solistico, un intenso Bach.
Dopo il breve intervallo, l’esecuzione della Sinfonia n. 2 in do maggiore op. 61, completata nel 1846, ha segnato un cambio di registro. Il brano, articolato nei canonici quattro movimenti — Sostenuto assai, Scherzo, Adagio espressivo e Allegro molto vivace — è stato affrontato da I Pomeriggi Musicali sotto la direzione di Montanari con vibrante energia. Ne è scaturita un’interpretazione convincente, salutata da calorosi applausi. Sabato, alle ore 17.00, la replica: un appuntamento da non perdere.