All’interno della rassegna “Suoni e battaglie nell’Europa napoleonica”, legata all’esposizione artistica delle vicine Gallerie d’Italia, la Sala Alessi di Palazzo Marino ha ospitato il secondo incontro musicale, una raffinata matinée introdotta da Rachel O’Brien, organizzatrice degli eventi insieme a Davide Santi.
Il programma, costruito con intelligente coerenza storica, ha proposto brani quasi tutti legati al periodo di fine Settecento e primo Ottocento, interpretati dal soprano Rui Hoshina e dalla fortepianista – e naturalmente pianista – Alice Baccalini. Un duo di eccellente livello che ha eseguito composizioni di Clementi, Pergolesi, Zingarelli, Cimarosa, Mozart, Dussek, Beethoven e Rossini.
Rachel O’Brien ha guidato con competenza il numeroso pubblico attraverso un percorso storico dei brani scelti, soffermandosi sulle particolarità del fortepiano d’epoca utilizzato. La sensibilità timbrica e la varietà dinamica dello strumento hanno restituito alle composizioni il loro carattere originale, permettendo di cogliere sfumature spesso non percepibili nelle esecuzioni moderne. La matinée si è aperta con la brillante Sonata in re maggiore, op. 4 n. 1 – Allegro assai di Muzio Clementi, eseguita da Alice Baccalini, che ha messo in luce la chiarezza delle linee melodiche e l’eleganza della scrittura classica nella timbrica d’epoca, una timbrica che ha accompagnato i brani successivi. L’interpretazione della trentatreenne pianista milanese, specializzata nel fortepiano, ha rivelato una raffinata accuratezza, attenta a ogni dettaglio e con una visione completa dei brani proposti. Queste qualità sono emerse sia nell’accompagnamento della voce di Hoshina sia nei pezzi per solo tastiera. L’affermato soprano giapponese, ha interpretato con freschezza e precisione arie tratte da opere di Giovanni Battista Pergolesi e Girolamo Crescentini, tra cui La serva padrona – Stizzoso, mio stizzoso e alcune ariette come Oh teneri piaceri e Clori, la pastorella, rivelando una capacità espressiva estroversa e una restituzione timbrica controllata, perfetta nei registri più alti. Il programma è proseguito con pagine di Niccolò Antonio Zingarelli e Domenico Cimarosa, in cui l’alternanza tra sonate – come l’Allegretto dalla nota Sonata in fa maggiore – e arie da opera ha offerto un vivido spaccato della vita musicale italiana tra Sette e Ottocento.
Di particolare rilievo sono stati il Rondò in la minore K. 511 al fortepiano e l’Aria da concerto “Alma grande” K. 578 di Wolfgang Amadeus Mozart, che ha messo in luce la naturale propensione del fortepiano a dialogare con la voce in un equilibrio di trasparenza e di brillantezza. Anche Beethoven, con il Rondò finale dalla “Sonata Patetica“, ha trovato un’interpretazione convincente in Baccalini. Il concerto si è concluso con pagine di Jan Ladislav Dussek e Gioachino Rossini, tra cui da La scala di seta – Il mio ben sospiro e chiamo, confermando l’attenzione della serata alla ricchezza melodica e all’articolazione delle frasi. Il bis, con la celebre Tarantella rossiniana, è stato eseguito con virtuosismo eccelso da Hoshina. Una mattinata di significativa qualità che pone la rassegna di Palazzo Marino tra le più prestigiose della città di Milano, con un successo di pubblico pienamente meritato.