Applausi calorosi e meritati all’ultima recita di Götterdämmerung – Il crepuscolo degli dèi. Con questa rappresentazione si è concluso il ciclo del Der Ring des Nibelungen, uno dei massimi capolavori di Richard Wagner, che il Teatro alla Scala ha voluto proporre a partire dal 2024.
Anche nell’ultima replica di ieri sera, in un teatro gremito, la direzione dell’Orchestra del Teatro alla Scala era affidata a Simone Young, specialista del repertorio wagneriano, mentre le prime tre rappresentazioni avevano visto sul podio Alexander Soddy. Non si può che esprimere un giudizio ampiamente positivo sulla componente musicale, plasmata dalla Young con gesto saldo e visione ampia, in una lettura plastica, pastosa e ricca di sfumature, qualità essenziali nella trascinante scrittura wagneriana. Il Prologo e i tre ampi Atti hanno trovato piena coerenza nella regia di David McVicar, che firma anche le scene insieme a Hannah Postlethwaite. Raffinati i costumi di Emma Kingsbury, efficacemente valorizzati dalle luci di David Finn. L’integrazione delle videoproiezioni di S. Katy Tucker e delle coreografie di Gareth Mole ha contribuito a definire un impianto visivo compatto e convincente, capace di sostenere con intelligenza la complessità drammaturgica dell’opera.
Nel complesso valide le prove vocali. Il soprano finlandese Camilla Nylund si è distinta tra le migliori: presenza scenica autorevole, vocalità ben timbrata e adeguatamente proiettata in ogni registro, con acuti potenti e intensamente espressivi. Apprezzabili i colori di Klaus Florian Vogt, interprete di Siegfried delicato ma saldo, forse non imponente per volume, ma coerente e musicalmente rifinito.Tra gli altri interpreti, tutti mediamente all’altezza, si segnalano Russell Braun (Gunther), Günther Groissböck (Hagen), Olga Bezsmertna (Gutrune), Nina Stemme (Waltraute), Johannes Martin Kränzle (Alberich). Seducenti anche le tre Figlie del Reno — Lea-Ann Dunbar (Woglinde), Svetlina Stoyanova (Wellgunde) e Virginie Verrez (Flosshilde) — efficaci tanto vocalmente quanto scenicamente. Prestigiosa, come sempre, la prova del Coro del Teatro alla Scala preparato da Alberto Malazzi.
Il Ring tornerà prossimamente alla Scala con una ripresa completa delle quattro opere. All’inizio di marzo 2026, in occasione dei 150 anni dalla prima esecuzione del 1876, la Tetralogia sarà proposta in due cicli integrali, ciascuno racchiuso nell’arco di una settimana, secondo il progetto originario del suo autore. Il primo ciclo (dall’1 al 7 marzo 2026) sarà diretto da Alexander Soddy; il secondo (dal 10 al 15 marzo 2026) da Simone Young. Un appuntamento da non perdere. ( Foto in alto di Amisano e Brescia dall’Archivio della Scala)