“Oggi pranzo a Manchester poi ritorno!”

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di Alberto Guzzardella

Delle volte, con le giuste combinazioni, non è necessario rimanere nei paraggi per poter fare una gita fuori porta. È il caso di quel che ho fatto sabato 24 gennaio, quando alle 4 del mattino mi sono svegliato per andare alla Malpensa e salire su un volo prenotato due giorni prima alla cifra di 30 euro. Destinazione? Manchester, UK. Il tutto per visitare le rovine romane della antica Mancunium, pranzare nello Shopping Center Arndale, tra i più grandi della città e visitare la Manchester Art Gallery. Ma andiamo con ordine.
Atterrato alle 8.45 ore locali, prendo un biglietto ferroviario round trip (andata/ritorno) per spostarmi dall’aereoporto verso il centro (11,50 sterline in tutto). Arrivato alla Piccadilly station intorno alle 9.15, in 25 minuti di cammino arrivo – nel quartiere di Castlefield – alle rovine romane, che consistono fondamentalmente in una fortificazione ricostruita e una cinta muraria al centro di una piccola distesa verde. Un sito archeologico decisamente più simbolico che bello, per ricordare le origini romane della Britannia e dell’area mancuniana, ma non per questo immeritevole di una visita. Dopo aver camminato per Deansgate con i grattacieli sempre visibili nello sfondo (non sono pochi a Manchester, tutti di discreta altezza), mi sono recato nell’area più centrale per visitare uno Shopping Center estremamente fornito, fare un salto da TJ Maxx – nota catena di abbigliamento – e pranzare in un Subway. Si sono fatte le 11.30 e decido di recarmi a visitare la Manchester Art Gallery, ingresso gratuito come moltissimi altri musei nel Regno Unito (politica molto intelligente). Circa 20 galleries con artisti prevalentemente moderni e contemporanei, quasi nessuno spazio all’arte classica e medievale. Pezzo forte è un quadro di Modigliani, Ritratto di una donna sconosciuta (1918). Valida una sala dedicata all’arte olandese del XVII secolo. Interessante l’esperimento sociale Room to Breathe (ovvero uno spazio per respirare) condotto dall’Università di Londra, dove i visitatori vengono invitati ad osservare i quadri come se fossero in un salotto, su morbidi divani e poltrone, per cercare di capire se questa comodità, con la particolare illuminazione “da salotto” che caratterizza le sale , migliora la concentrazione sul dipinto.
Altri quadri interessanti ritraggono la Manchester industriale del XIX secolo, ma si tratta in gran parte di autori non noti al grande pubblico, perlomeno italiano.
Terminata la visita alla Galleria, torno nel quartiere della stazione dove visito (sono le 13.30 locali) i Sackville Gardens, dove c’è una statua-memoriale del celebre matematico Alan Turing, uno dei pionieri della scienza computazionale, nativo proprio di Manchester.
Sono ormai praticamente le 14 e mi appresto a prendere un treno per l’aereoporto. Decollerò, puntualissimo, con il volo Ryanair delle 16.35, non prima di avere integrato il pranzo con un buffet alla lounge The Escape dell’aereoporto, per cui avevo un pass gratuito fornito dalla mia banca. Varcherò la soglia di casa a Milano alle 21.30, dopo essere atterrato alle 19.35 italiane a Malpensa. Una gita giornaliera atipica e proprio per questo da ricordare.