Un week-end a Londra può essere l’occasione per visitare una meta imperdibile per biologi e naturalisti, ma di grande interesse anche per tutti coloro che hanno curiosità e passione per la storia della scienza: la casa dove visse (pensò e lavorò, è scritto su una lapide all’ingresso) per quarant’anni, dal 1842 fino alla sua morte, il “padre della teoria dell’evoluzione”, ossia Charles Darwin (1809 -1882).

Qui abitò con la moglie – la cugina Emma Wedgwood, sposata nel 1839 – e i loro dieci figli, insieme a pochi domestici. Il nome di uno di questi, il maggiordomo Joseph Parslow, “servo fedele e amico di Charles Darwin”, è inciso su una pietra tombale, vicino a quella di alcuni figli di Darwin, nel piccolo cimitero di Downe, il villaggio del Kent dove i coniugi Darwin si trasferirono da Londra.


La casa è aperta dalle 10 alle 16 il sabato e la domenica e solo eccezionalmente in altri giorni. Se non si usa l’automobile (si può essere scoraggiati, più che dal costo del noleggio, dalla guida a sinistra e dal notevole traffico!), per raggiungerla occorre necessariamente prendere il treno.

Da Victoria Station (London Victoria) partono con notevole frequenza, ogni venti minuti circa o, a seconda della fascia oraria, anche a intervalli più ravvicinati, treni della linea Southeastern diretti a Orpington e a Bromley South. Il tragitto è breve: noi siamo scesi a Bromley South impiegando poco più di un quarto d’ora, su un treno diretto; al massimo, se ci sono fermate intermedie, il tempo necessario è di circa mezz’ora. I biglietti si possono acquistare molto facilmente alle numerose macchinette poste vicino ai binari di partenza (in genere dal 3 al 5). Volendo, si possono prenotare anche online sul sito di Southeastern o su Trainline. Per un biglietto A/R con ritorno in orario flessibile abbiamo pagato poco più di 18 euro a testa, al cambio sterlina/euro attuale.

All’uscita dalla stazione di Bromley South – vivace cittadina ricca di negozi e locali – abbiamo trovato, a una decina di metri sulla destra, la fermata Y dell’autobus 146, con destinazione Downe Church. Conviene l’autobus, benché gli orari siano poco felici (come al ritorno!), con corse solo ogni ora circa (9:36, 10:41, 11:46, 12:51…), in quanto il costo di un taxi può raggiungere le 30 sterline, a fronte di un biglietto da 1.75 (se invece si opta per scendere dal treno a Orpington, la linea da utilizzare è R8).
Salendo sull’autobus si paga il biglietto con la carta, semplicemente appoggiandola sul lettore giallo, vicino al guidatore. In poco più di un quarto d’ora, percorrendo una strada stretta in mezzo alla campagna, si arriva al capolinea, davanti alla chiesa di St. Mary di Downe, circondata dal cimitero già citato. Il paese è grazioso, vi si trova anche un tradizionale country pub, il George & Dragon, dove ci siamo fermati per una squisita jacket potato e un’ottima birra, prima di riprendere l’autobus di ritorno.


Una freccia indica la direzione da prendere a piedi: in neppure 10 minuti, camminando lungo una strada alberata, Luxted Road, si arriva davanti al cancello di Down House.
Il ticket d’ingresso si può acquistare direttamente alla biglietteria oppure, se si preferisce avere uno sconto del 15% ed essere certi di non avere problemi all’arrivo, prenotando online sul sito, https://www.english-heritage.org.uk/visit/places/home-of-charles-darwin-down-house/ , al costo di circa 16 euro a testa.

Entrando, si visitano le stanze al pianterreno: subito, davvero emozionante, ecco The Old Study, restaurato e ricreato sulla base di fotografie originali degli anni ‘70 dell’800. Qui Darwin elaborò la sua teoria evolutiva, utilizzando osservazioni, dati e reperti raccolti durante il suo famoso viaggio sul Beagle, un vero giro del mondo in cinque anni, dal 1831 al 1836. Il suo lavoro fu pubblicato e diffuso, come testo certamente rivoluzionario, nel novembre 1859: The Origin of Species by Means of Natural Selection divenne subito un best seller e richiese numerose altre edizioni.

Sulla sinistra, fu ricavato un piccolo gabinetto utile a Darwin, che soffrì per anni di problemi gastro-intestinali, forse come esito di una parassitosi contratta durante il viaggio. Ai piedini della poltrona furono fatte aggiungere da Darwin quattro rotelle, per muoversi agevolmente e rapidamente, durante i suoi studi, tra il tavolo Pembroke in mogano, che gli fungeva da scrivania, ingombra di lettere, appunti, strumenti, e i numerosi scaffali, occupati da libri e reperti.

Sopra il camino, sono appesi i ritratti del geologo Charles Lyell e del botanico Joseph D. Hooker, grandi studiosi, entrambi amici di Darwin, oltre a quello del nonno di Charles ed Emma, Josiah Wedgwood, ceramista: uno dei più importanti esponenti della prima rivoluzione industriale, nonché uno dei primi a chiedere l’abolizione della schiavitù. La figlia Susannah era la madre di Charles, il figlio Josiah junior era il padre di Emma. Non si può inoltre dimenticare, pur mancando il ritratto, il nonno paterno di Darwin, Erasmus: medico, padre di ben quattordici figli (tra cui Robert, il padre di Charles) da tre donne diverse, fu l’autore di Zoonomia, che si avvaleva di idee trasformiste ed ebbe molto successo.


Adiacenti, si trovano il salotto con il pianoforte, molto amato da Emma, la sala da biliardo, con una bella fotografia di Darwin sopra una piccola libreria, e la sala da pranzo, che veniva servito all’una esatta; il locale della cucina è stato trasformato in Tea Room e in caffetteria per i visitatori, pur mantenendo elementi originali. Il New Study, voluto da Darwin in una parte aggiunta dell’edificio, è ora occupato dallo Shop, dove si possono acquistare libri, guide, souvenir.

Si sale una scala di legno fino al primo piano, dove si visitano la camera da letto matrimoniale e altre stanze dove si trovano esposti quadri, oggetti, ricordi, ritratti, con l’albero genealogico della famiglia, pubblicazioni e schede esplicative riguardanti il viaggio sul Beagle.


Sono presenti un modello in legno del brigantino e anche una ricostruzione della cabina di poppa dove alloggiò Darwin.

Alla genesi de The Origin of Species è dedicata una vasta parte dell’exhibition, che comprende anche un interessante filmato.

Un doveroso omaggio ad Alfred Russell Wallace, che in Indonesia era giunto indipendentemente alle stesse conclusioni di Darwin, con cui era in corrispondenza, è in evidenza su una parete.

Nel grande giardino, le serre, costruite a partire dal 1860, rievocano gli esperimenti e le osservazioni di Darwin sulla riproduzione delle piante, in particolare le orchidee.


Più avanti, lungo il vialetto, dopo gli orti (Kitchen Gardens), ecco le indicazioni per il Sandwalk, il “sentiero per pensare” che il grande naturalista percorreva tre volte al giorno per rielaborare le sue idee: intorno solo silenzio, alberi e prati verdi, o meglio pascoli per pecore, ambiente dalla quiete bucolica, perfetto per meditare e riflettere. Camminare sul Sandwalk, percorso ad anello, è un’esperienza affascinante.


Nonostante critiche e opposizioni – famose quelle del vescovo anglicano Samuel Wilberforce, durante dibattiti pubblici a Londra – il concetto della selezione del più adatto come forza dell’evoluzione, in contrasto con il fissismo biologico che aveva dominato per secoli gli studi dei viventi, spesso unito al creazionismo, si è via via rafforzato e chiarito, soprattutto grazie alla genetica classica e poi molecolare.

Charles Robert Darwin è sepolto nell’Abbazia di Westminster, sotto una nuda lastra di marmo del pavimento, che riporta solo le date di nascita e di morte. A lato, la sepoltura dell’astronomo tedesco, naturalizzato britannico, William Herschel (1738 -1822), lo scopritore del pianeta Urano e di alcuni suoi satelliti; la sua lapide riporta le scritte in latino Hic prope Newtonum requiescit (“Qui riposa accanto a Newton”) e Generatio et generatio mirabilia Dei narrabunt, dal Salmo 145. Per Darwin, potrebbe essere incisa la frase Hic requiescit vir summi ingenii qui mirabilia Naturae explicavit!


