Molto atteso il concerto ascoltato ieri sera al Dal Verme. Protagonista indiscusso, il pianista Mikhail Pletnev, impegnato in un brano di rarissimo ascolto: il Concerto per pianoforte e orchestra n. 1 in fa diesis minore op. 1 di Rachmaninov.
Tre i movimenti – Vivace, Andante, Allegro vivace – composti nel luglio del 1891 da un pianista appena diciottenne. L’anno successivo venne eseguito, dallo stesso compositore, soltanto il primo movimento; per un’esecuzione completa bisognerà attendere fino al 1899, ma è nel 1917 che si arrivò alla versione definitiva. L’Orchestra dei Pomeriggi Musicali, diretta da Ryan McAdams, ha coadiuvato molto bene la parte solistica di Pletnev, anche se la preminenza del pianoforte – che in molti frangenti suona da solo – conferisce al brano un’impronta fortemente direzionale. Pur avvertendosi influenze di compositori quali Grieg e Čajkovskij, il segno musicale tipico di Rachmaninov è già chiaramente presente; sorprende quindi che questo interessantissimo concerto, capace di momenti di altissima musicalità, sia stato a lungo trascurato.

Determinante il modo di porsi di Pletnev, capace di un’interiorizzazione profonda e di una restituzione timbrica e dinamica che ha pochi eguali. Il non facile concerto, sospeso tra virtuosismo e bellezza melodica – come nello splendido Andante centrale – è risultato pienamente valorizzato, apprezzabile sotto il profilo compositivo e straordinario nell’interpretazione. L’impressionante dosaggio dei colori, la chiarezza del dettaglio e la facilità restitutiva nei momenti più complessi rappresentano una prerogativa del grande pianista russo. Applausi calorosi da parte di un pubblico che gremiva il Dal Verme, e un bis solistico esemplare con la Carnival Scene op. 19 n. 3 di Grieg, proposta con autorevolezza e finezza.
(da Youtube, Pletnev, Carnival Scene)
Dopo il breve intervallo, la Sinfonia n. 4 in mi minore di Brahms ha rivelato tutte le qualità della compagine dei Pomeriggi e l’ottima direzione del maestro statunitense McAdams, musicista affermato che spesso ha collaborato con Pletnev. Un’interpretazione rilevante del capolavoro brahmsiano, accolta da applausi sostenuti. Si ricorda la replica di domani, sabato alle ore 17.00. Non perdetevi Pletnev.




