Marko Letonja torna alla direzione della Sinfonica di Milano per Beethoven e R. Strauss

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Il concerto di ieri sera in Auditorium ha messo in dialogo con naturalezza due mondi solo in apparenza lontani: la Quarta Sinfonia di Beethoven, composta tra il 1805 e il 1806, e il Richard Strauss della maturità, dai Vier letzte Lieder del 1948 alla suite da Die Frau ohne Schatten, tratta dall’opera composta tra il 1914 e il 1917.

Marko Letonja, tornato in Auditorium dopo circa vent’anni, ha guidato l’Orchestra Sinfonica di Milano con gesto saldo e grande attenzione ai colori, lasciando emergere continuità e contrasti senza forzature. Il suo Beethoven è apparso particolarmente pregnante e consapevole della forza interiore di questa partitura. Un’interpretazione di ottima levatura in ogni movimento, dall’introspettivo Adagio – Allegro vivace iniziale, all’Adagio di notevole equilibrio, con dettagli ben amalgamati e restituiti dalle ottime sezioni orchestrali. Benissimo anche l’Allegro vivace e l’Allegro ma non troppo finale.
Nei Vier letzte Lieder la direzione di Letonja è apparsa altrettanto adeguata, insieme all’attesa protagonista australiana, il soprano Siobhan Stagg. La sua splendida e ricca voce ha offerto una prova intensa e controllata, inserendosi con sensibilità nel tessuto orchestrale, in una lettura complessivamente equilibrata e perfettamente calata nel contesto musicale dei celebri ultimi quattro canti, che concludono con forte tensione emotiva la produzione musicale del grande compositore e direttore tedesco. Applauditissima dal pubblico presente.
L’intesa musicale di Letonja con l’Orchestra Sinfonica di Milano e con il mondo strumentale di Richard Strauss si è rivelata ancor più nell’esuberante suite da Die Frau ohne Schatten – La donna senz’ombra, un lavoro di poco più di venti minuti che riassume efficacemente i momenti strumentali della nota opera. Una direzione intensa tra Beethoven e Strauss, quella di Letonja, ben augurante per un ritorno più costante a Milano. Applausi calorosi. Domenica alle 16.00 la replica, da non perdere.