Louis Lortie è tornato al Teatro Dal Verme per dirigere ed eseguire i concerti mozartiani

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Tre i lavori proposti ieri sera dal pianista canadese Louis Lortie: due concerti, di cui uno molto noto, preceduti da una Sonata pianistica in apertura.

La Sonata per pianoforte n. 2 in fa maggiore K280 di Wolfgang Amadeus Mozart, brano giovanile del genio salisburghese, ha introdotto la serata. Non è tra le pagine più eseguite, ma già vi si coglie l’esuberanza melodica di un musicista non ancora ventenne che, nella vivacità dei movimenti laterali – Allegro assai e Presto – rivela una forte sensibilità nel profondo Adagio centrale. Lortie, con un’interpretazione dal carattere quasi improvvisatorio, ha offerto una buona resa, più riuscita proprio nell’Adagio.
Alla guida dei validi I Pomeriggi Musicali, il direttore-pianista ha quindi affrontato dapprima il raro Concerto per pianoforte e orchestra n. 11 in fa maggiore K 413, quindi il celebre Concerto per pianoforte e orchestra in do maggiore K 467, noto soprattutto per l’Andante centrale. Anche nei due concerti Lortie ha in parte sacrificato quella classicità e quella perfezione formale che Mozart richiede, privilegiando interpretazioni improntate a una maggiore libertà espressiva. Un’eccessiva discorsività, con momenti felici alternati ad altri meno persuasivi e con dinamiche alleggerite nei tenui contrasti, ha determinato nel complesso esecuzioni di media caratura espressiva.
Il pubblico ha comunque molto apprezzato le interpretazioni, tributando calorosi applausi; Lortie ha ringraziato concedendo come bis la ripresa dell’Andante dal K 467. Sabato alle ore 17.00 è prevista la replica.